III – La Principessa Leggiadra

Serie: La Leggenda del Gatto Mannaro - La Bella e la Bestia


Il volto di Leggiadra possedeva tratti nobili, zigomi alti e occhi neri capaci di comunicare una volontà indomabile. La carnagione color verde mela riusciva a risaltarne la bellezza sebbene i canini inferiori, delle piccole zanne, spuntassero dalle labbra piene.

«Sono la figlia di Re Omen e dell’Orca Regina.»

«Orchessa» Patra sbuffò spazientito. «Questa dannata creatura avrà pure un nome!»

«Ng’niiiatra Irrnglsh.»

Il mago si accorse che le tre paia d’occhi erano tornate a puntare su di lui. Alzò le mani, deciso ad arrendersi. «D’accordo. Orca Regina può andare bene.»

La fanciulla socchiuse i suoi, stirandoli fino a far nascere una ruga che le attraversava la fronte da parte a parte. La pelle mutò colore divenendo di un candido color rosato e le zanne scomparvero.

«Posso mantenere un aspetto umano solo per il tempo necessario a due clessidre colme di svuotarsi. Una volta esaurita l’illusione non posso farne uso fino al giorno seguente.»

Rivolse lo sguardo alle spalle, sorridendo alla guardia.

«Io e Joffer siamo cresciuti assieme, siamo fratelli di latte.»

Alo indicò all’uomo la sedia vicina. «Siedi con noi, oramai sei parte della congiura.»

Joffer accettò con evidente imbarazzo, sedendo accanto alla principessa.

«Alla nascita il mio aspetto era umano. La balia mi ha raccontato che quando mio padre mi ha presa fra le braccia era raggiante di gioia; è stato lui a darmi questo nome.

Purtroppo, una volta consegnata alle cure della nutrice il mio vero aspetto si è palesato. Amina mi ha nascosta e cresciuta con l’amore di una madre.»

«Una donna dal cuore d’oro.»

Gli occhi di Patra si erano inumiditi e Alo gli diede una pedata da sotto il tavolo. Non era il momento di essere emotivi, era certo che la principessa non avrebbe gradito essere inondata di lacrime.

«Vi prego, continuate a raccontare la vostra storia.»

Leggiadra annuì. «Amina ha giustificato il mio allontanamento dalla corte adducendo a dei problemi di salute. Una volta giunta alla fanciullezza sono riuscita a controllare l’illusione; me ne servo per presenziare ad alcuni impegni d’etichetta e per trascorrere dei brevi momenti in compagnia di mio padre. È un brav’uomo, il maleficio adombra di suoi occhi.»

«Principessa, siete consapevole che con la morte di vostra madre cambierà ogni cosa? Anche voi, sarete in pericolo.»

La donna annuì decisa. «Andrò lontano, in un luogo desolato dove potrò vivere come un’eremita. La solitudine non mi spaventa, desidero solo che il regno ritrovi la pace.»

L’elfo notò che Joffer tratteneva a stento una smorfia.

«Non credo sarete sola.»

La guardia sollevò lo sguardo su di lui per un’occhiata sfuggente, sufficiente a chiarire la sua posizione.

«Come possiamo avvicinarci all’Orca Regina?» Patra puntò i gomiti sul tavolo, posando il mento sulle mani intrecciate. «Come possiamo contrastarla se le guardie reali la difendono a costo della loro vita?»

«È necessario risvegliare il Re dal maleficio.» Alo aveva già formulato l’abbozzo di un piano. «Se riusciamo nell’impresa, è probabile che egli stesso comandi alle guardie di attaccarla senza darci motivo di intervenire.»

«È stato tentato, molte volte.» Joffer indicò i gioielli sul tavolo. «La Principessa Leggiadra ha acquistato ogni intruglio immaginabile, ma i maghi accorsi al suo appello si sono rivelati dei ciarlatani. Oppure, è l’incantesimo ad essere troppo forte per essere vinto.»

Patra staccò i gomiti dal tavolo e raddrizzò la schiena. «Non tutti i maghi sono dei “ciarlatani”. Procuratemi una goccia di sangue della Regina e vi assicuro che ne avrò ragione!»

Lo sguardo sbalordito dei due ospiti fece sorridere l’elfo, che si affrettò a spiegare.

«Comprendo che la notizia possa risultare sconvolgente, ma Messer Gatto Mannaro è un mago dall’insolito talento.»

Joffer scambiò un’occhiata con Leggiadra, schiarendosi la voce. «Temo sia impossibile.»

«Posso tentare di recuperare altro.» La principessa fissò speranzosa il mago. «Capelli, unghie: è solita occuparsi del suo aspetto tutte le mattine.»

Patrà non nascose la sua perplessità. «L’Orca Regina aspira alla beltà?»

Leggiadra annuì. «Veste di nuovo ogni giorno e raccoglie attorno a sé massaggiatori, acconciatori e domestiche che padroneggiano l’arte del belletto. Avvicina solo persone fidate. Nessuno di loro sarebbe disposto a rischiare la morte nell’intento di rubarle una goccia di sangue, ma non sarà difficile procurare altro.»

Patra storse le labbra in una smorfietta. «Vada per la limatura d’unghie, fra le due opzioni è quella che potrebbe dare miglior risultato. Il filtro necessita di essere esposto alla Luna, per fortuna in questo periodo è crescente. Sarà pronto entro un paio di giorni.»

«E se non dovesse funzionare?»

La domanda della principessa era legittima e Alo si affrettò a rassicurarla. «In quel caso, interverrò personalmente. Avete notizia di un prossimo evento mondano? A quanto ho compreso non è opportuno avvicinarla mentre si trova nei suoi alloggi, preferisco tentare la mia mossa quando è possibile creare confusione.»

«La festa del raccolto. Vi introdurrò a corte su mio invito, in fondo nessuno può negare l’accesso ai miei ospiti.» Leggiadra sorrise. «Avrò luogo fra tre giorni, giusto il tempo perché Messer Gatto Mannaro prepari il filtro.»

«Porterò io quanto serve.» Stipulato l’accordo, Joffer era intenzionato a tenere al sicuro Leggiadra.

Le due clessidre stimate dalla giovane erano giunte a termine, tanto che la fanciulla riacquistò il suo abituale aspetto.

Leggiadra spinse i gioielli posati sul tavolo in direzione dell’elfo. «Vi prego, accettatene alcuni in segno di fiducia. Vi consegnerò gli altri una volta portato a termine l’incarico.»

Alo li osservò, valutando il valore delle pietre. Alla fine, scelse un ciondolo di buona fattura che recava incastonato un rubino grande quanto un uovo di piccione.

«Mi ritengo soddisfatto. Trattenete con voi il resto dei gioielli, vi saranno utili quando ve ne andrete: i denari non sono mai abbastanza, ne avrete bisogno per iniziare una nuova vita lontano da qui.»

Quel gesto ebbe il potere di far tentennare l’uomo: forse, aveva mal giudicato l’elfo che gli sedeva di fronte. Aveva sentito narrare molte volte della Bestia, un mostro assetato di sangue che godeva del dolore altrui. Non gli parve tanto spregevole.

Leggiadra aveva rivolto lo sguardo in direzione di Patra, consapevole che anche al Mago spettava una ricompensa. «Messer Gatto Mannaro, vi prego di accettare un ringraziamento per quanto state facendo per noi.»

«Davvero?» Gli occhi di Patra si illuminarono come quelli di un bambino. «È la prima volta che qualcuno paga per le mie pozioni in questo modo, mi sento tanto Mannaro!»

Le sue parole riuscirono a strappare una risata a Leggiadra. «Messere, siete buffo ma sento di potermi fidare di voi. Scegliete quello che più vi piace.»

Patra rovistò in fretta nel mucchio, raccogliendo un anellino sottile adorno di un quarzo rosa. «Bellissimo!»

La principessa parve sorpresa di quella scelta. «Messere, quell’anello non ha alcun valore.»

«Lo dite voi, mia cara.» Il giovane sorrise saputo, chiaramente contento dell’affare fatto.

Fu Joffer quello ad alzarsi per primo. «Non manca molto perché giunga l’alba, è tempo di rientrare al castello. Farò ritorno alla Locanda domani stesso, non appena saremo riusciti a mettere le mani su quanto avete chiesto.»

Attese che Leggiadra indossasse nuovamente il cappuccio, tendendole una mano per permetterle di trovare appoggio. Una volta in piedi la fanciulla lo superava di almeno due teste, ma l’atteggiamento della guardia non cessò d’essere protettivo.

Anche Alo e Patra si alzarono per prendere congedo.

L’elfo annuì, risoluto. «Oramai l’accordo è stretto. Non c’è via di ritorno.»

Fu l’unico a udire il sospiro della principessa.

Leggiadra sollevò le spalle altrettanto decisa e, posata la mano sull’avambraccio di Joffer, li salutò con un cenno del capo; non riuscì a proferire parola, presa dall’enormità di quanto aveva messo in moto. Una volta rivolte loro le spalle fu felice di poggiarsi al compagno, sapendo che lui le sarebbe rimasto vicino nella buona e nella cattiva sorte.

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Discussioni

    1. Ciao Ivan, il mio intento era proprio quello di far ridere. Sono contenta di esserci riuscita 😀

  1. Alo è il mio preferito. Adesso, dopo la congiura, non mi resta che vedere come finirà con la regina. Racconto che intriga molto. Ma c’è una domabda che mi assilla: chissà se la principessa riuscirà un giorno a mantenere un aspetto umano. Credo che dovrò scoprirlo man mano.

    1. Ciao Claudio, sulla Principessa non voglio rivelarti nulla ;D
      Magari la incontreremo in qualche altra storia, chissà… Alo ne ha moltissime altre da raccontare!

    1. Ciao Dario. A dire la verità anche a me era venuta in mente Fiona! D’altra parte, questa è una favola 😀

  2. “Leggiadra ha acquistato ogni intruglio immaginabile,”
    Presto! Presto! La pozione antimagia di Patra!! O la va o la spacca!!
    (scusa la sto leggendo da giocatore di ruolo, e sono totalmente nella storia! Ache grazie alle tue descrizioni ed ai tuoi dialoghi vividi, mi sembra di essere nella stanza con loro!)

    1. Grazie Sergio, sono felice di averti dato questa sensazione. A ben vedere, questa avventura si presta molto al gioco di ruolo 😀

    1. Ciao Raffale, quell’anello ha destato la curiosità di molti. Non mi resta che riproporlo in un nuovo racconto. Grazie per essere passato di qui, spero che questa serie ti abbia divertito 😀

  3. In questo terzo episodio i perché e i dettagli della missione sono stati rivelati. Ma sarà realmente così? In ogni caso Alo dovrà intervenire, ne sono certo… sento già l’odore di guai! Mitico Patra, con questi dialoghi stai delineando piuttosto bene la sua personalità. Aspettiamo il prossimo capitolo! 🙂

    1. Ciao Giuseppe. Concedi fiducia a Patra, anche se pasticcione terrà alta la bandiera del Gatto Mannaro! 😀

  4. Ero in prima fila come la più disperata delle fangirl per leggere il tuo nuovo episodio 🙂
    E non hai deluso le mie aspettativa, un bellissimo brano ancora infarcito di ironia ma dove Patra finalmente può dare sfoggio delle sue capacità, che sono sicuro siano molte.
    Alo è sempre un personaggione, la bestia non viene minimamente adombrata dall’esuberante personalità del Gatto Mannaro, mi piace molto anche la figura di Joffer che mi ricorda un po’ Jorah Mormont.
    Credo che quell’anellino ce lo ritroveremo, spero vivamente in un nuovo Spin off.
    Al prossimo episodio

    1. Ciao Fanboy 😀
      Sono contenta di farti ridere, soprattutto perchè sei un esperto in questo campo! In questa serie Alo e Patra sono comprimari, il giovane Mago avrà modo di farsi valere nei prossimi episodi. Non per nulla, questa è la Leggenda del Gatto Mannaro 😀
      Per l’anellino non so, certo che la tentazione è forte…

    1. Dimmi la verità, è il tuo modo per farmi impazzire nel tentativo di capire cosa ti è piaciuto ;D