Il barista

Serie: Mizzy e The Free

  • Episodio 1: Il barista
  • Episodio 2: Clizia
  • Episodio 3: Ezio
  • Episodio 4: Gaia

Aveva fatto di tutto per uscire dall’ambiente dei locali notturni, ormai aveva dei figli e la moglie lavorava negli uffici del padre, socio maggioritario del Museo della Musica, non poteva sfigurare facendo il barista in un night. 

Non poteva più permettersi nottatacce piene di fumo e droga, anche se lui non ne aveva mai fatto uso, scazzottate e schizzi di sangue sui vestiti, anche se lui non aveva mai preso a pugni nessuno. Doveva trovarsi un lavoro più consono, così quando il padre di Stella, sua moglie, gli disse che c’era un posto al Circolo MusicArte come barista, lui accettò. “In fondo i cappuccini li sai fare no?” disse il padre sprezzante, sì sapeva fare anche cose più complicate in effetti. Nonostante il posto fosse già suo, rasò la sua amata barba un po’ incolta, si pettinò per bene i capelli neri lisci e mise anche un po’ di dopobarba per il colloquio.

Fu così che passò circa otto anni, e chissà quanti cappuccini, nel bar all’interno del Circolo MusicArte e, a parte il mal sopportare la gente ricca e snob, si trovava bene. I colleghi erano simpatici e il locale ospitava molti eventi, alcuni anche interessanti. Lui a volte si appoggiava sulla soglia dorata della porta del bar, che si affacciava sulla sala principale, per ascoltare lo scrittore che presentava un libro, oppure per guardare i bambini giocare nei pomeriggi a loro dedicati o ancora seguire qualche dibattito nei momenti morti del bar. Aveva sempre un posto in prima fila e questo gli piaceva.

Quello che però non sopportava proprio era discutere con gli artisti ubriaconi. Come quella sera, lui non poteva dare bottiglie intere, lo diceva il regolamento, era anche una questione di sicurezza, per via del vetro. C’era poco da arrabbiarsi. E quel signore poteva anche essere il re d’Inghilterra… che comunque non era, in effetti non sapeva neanche chi fosse, gli avevano detto il nome i suoi colleghi, ma lui non l’aveva mai sentito. Comunque in quegli otto anni aveva visto di tutto, nonostante non venissero date bottiglie intere avevano visto girare droga, fiaschette e certe sere non erano proprio finite benissimo per essere un locale così “per bene”.

Non poteva dare bottiglie intere da regolamento e quell’ex cantante aveva poco da sbraitare. La gente stava iniziando a formare una coda dietro di lui: “Ascolta amico io posso riempirti tutti i bicchieri che vuoi, tu torni qui e io riempio, senza fiatare, ma non posso lasciarti una bottiglia.”. Niente l’ex cantante sosteneva che si era sempre fatto, che lui non stava chiedendo niente di strano. “Il regolamento è questo.” ripeté, era stufo, stanco ed era proprio in quei momenti che gli venivano su i rigurgiti di quella vita troppo altolocata e non adatta a lui. Lui era un tipo semplice e forse avrebbe dovuto tenerlo in considerazione quando aveva conosciuto Stella. Si stava perdendo nei pensieri quando l’ex cantante pronunciò le parole “Vado a parlare…” un leggero sorriso gli velò la bocca. Fece cenno di sì con la testa e pensò che almeno per un po’ avrebbe finalmente avuto tregua, per quella serata che doveva ancora incominciare. 

Serie: Mizzy e The Free
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  • Episodio 2: Clizia
  • Episodio 3: Ezio
  • Episodio 4: Gaia
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    Discussioni

    1. Ciao Lisa, la tua si preannuncia una serie spumeggiante 😉 Il tuo protagonista pone un quesito importante: è possibile tradire la propria natura per assoggettarsi a quella di altri? Sono curiosa di leggere il seguito.

      1. Grazie Micol! A dire il vero è un racconto che raccoglie più voci rispetto la stessa serata, ma non è detto che poi possa ampliarlo, il tuo è un bello spunto!