Il Barone Von Cruiff al matrimonio del Licantropo (Parte 1 di 3)

Serie: Il barone Von Cruiff

Era una di quelle notti invernali come ce ne sono tante in Transilvania, con un freddo gelido da ghiacciare le carni e una nebbia così fitta da non riuscire a vedere a un palmo dal naso. Quale migliore serata per un bel matrimonio?

Quella notte, il barone Von Cruiff, come d’abitudine, si alzò di buon’ora. Ancora assonato, con una mano si stropicciava gli occhi, mentre con l’altra apriva il coperchio della sua bara.

«Ben svegliato!» disse il suo umile servitore ragno, che, non appena aveva sentito il rumore dell’apertura della bara, era corso a porgere i suoi omaggi. «Avete dormito bene?»

«Insomma» rispose il barone, «c’è stato un dannato uccellino che ha cinguettato per tutto il giorno, e non mi ha fatto chiudere occhio nemmeno per un secondo.»

«Mi dispiace molto, signore» e avvicinandosi per sistemare il suo lungo mantello nero, «non temete, domani mattina manderò qualcuno ad occuparsene.»

«Sarà meglio per te. Non ho intenzione di trascorrere un altro giorno insonne.»

«Sarà mia premura occuparmene, signore!» rispose il ragno sempre più servile.

«Va bene, va bene, adesso andiamo avanti. Quali sono i miei doveri per oggi?» chiese il barone, che intanto si era diretto vicino allo specchio per sistemarsi, nonostante non venisse riflesso.

«Signore, in verità quest’oggi ci sarebbe una cerimonia molto importante.»

«Ci sarebbe?» guardò male il suo servitore, «o c’è, o non c’è!»

«C’è signore, c’è!» si affretto presto a confermare lui.

«E di cosa si tratta?»

«Quest’oggi c’è il matrimonio del licantropo.»

«Larry si sposa?» lo guardò stranito.

«Sì, signore, non se lo ricorda?»

Il barone, colto di sorpresa, restò lì per qualche secondo a rimuginare, ma poi per non dare soddisfazione al suo servitore urlò. «Posso mai ricordarmi tutto quello che succede?» e aggiunse, puntandogli il dito, «mio piccolo mostriciattolo, dovresti sapere che sono un mostro impegnato e non posso ricordarmi di tutte le sciocchezze che succedono.»

«Mi scusi signore, non intendevo mancarle di rispetto.» Rispose il piccolo ragno prostrandosi ai suoi piedi.

«Invece è proprio quello che hai fatto.» e avvicinandosi minaccioso, «ricordati che se solo volessi, potrei schiacciarti con un dito.»

«Sì, signore! Certo, signore!» esclamò lui, mentre dalla fronte grondavano gocce di sudore.

Van, notando il terrore negli occhi del piccolo ragno, se ne compiacque a tal punto da sghignazzare per qualche secondo.

«E con chi si sposa Larry?» chiese il barone, trattenendo a stento il ghigno.

«Come signore, non ricordate nemmeno questo?»

A quella domanda il barone preso dalla furia si tolse una pantofola e gliela tirò, ma la sua mira non era delle migliori; infatti la pantofola al posto di colpire il ragno andò a finire fuori dalla finestra e colpì il nido di un picchio, nel quale dormiva beatamente il piccolo uccello con le sue uova. L’animale, essendo stato svegliato in malo modo e avendo rischiato di perdere le sue uova, s’infiammò di colpo e, non appena capì da dove fosse arrivata quella pantofola, si fiondò sull’aggressore. Con una velocità impressionante entrò nel castello e, appena vide il barone, si fiondò a picchiettare la testa di Van, che dolorante scappava avanti e indietro per la stanza, cercando di liberarsi dall’attacco del pennuto.

Sfortuna volle che Van, scappando con le braccia a protezione del viso, non si accorse di dove stesse andando e andò a finire contro l’armatura che aveva accanto al letto.

Il botto fu fortissimo e il povero barone, ormai stordito, cominciò a barcollare, mentre il picchio imperterrito continuava a picchiettare sulla sua testa.

Van non riusciva più a capire niente e barcollando senza volerlo si avvicinò alla finestra. A nulla servirono i tentativi del piccolo ragno per fermarlo e il barone cadde giù dalla finestra andando a finire nel fossato pieno d’acqua che circondava il castello. Il ragno, preoccupato, calò subito una ragnatela che usò come una corda per scendere fino al fossato per sincerarsi che il suo padrone stesse bene.

«Signore, state bene?» chiese il ragno appena la testa di Van uscì dall’acqua. Purtroppo il barone non ebbe il tempo di rispondere che il piccolo picchio ostinato si fiondò nuovamente su di lui; il ragno, assistendo a quella scena, non poté fare a meno di ridere a crepapelle.

Passata questa piccola disavventura, il barone uscì dall’acqua e si diresse verso il portone del suo castello, mentre il ragno non la smetteva di ridere. Allora Van, stanco di essere preso in giro, si trasformò in pipistrello e fiondandosi verso il ragno con un colpo d’ala tagliò la ragnatela su cui era appeso, così che finisse in acqua.

Il povero insetto, non sapendo nuotare, cominciò a boccheggiare, invocando l’aiuto del barone che però non intervenne. Voleva dargli una lezione, ma il suo piano andò storto quando un pesce si avvicinò per mangiarsi il suo servitore. In quella situazione Van capì che era meglio rinviare la sua vendetta e attendere una situazione più congeniale. Non poteva di certo perdere il suo fedele servitore solo per dargli una lezione. Quindi scese in picchiata e lo afferrò per una zampetta proprio pochi secondi prima che il grosso pesce trangugiasse il piccolo essere.

«Grazie, signore!» disse il ragno.

«Non devi ringraziarmi. Questo ti deve servire da lezione. Non devi mai e poi mai prendere in giro il tuo signore e padrone», rispose lui, mentre svolazzando con in groppa il suo servitore tornava in camera sua, per poi tornare alla sua forma naturale.

Ormai zuppo, si cambiò in un batter d’occhio e, dopo essersi fatto dire dov’era la cerimonia, andò a fare le sue felicitazioni al suo amico, sempre accompagnato dal suo fedele servitore.

Una volta lì notò che all’entrata del castello dove viveva il lupo mannaro c’erano due bestioni, anche loro lupi mannari, che decidevano chi poteva entrare e chi no.

«Senti un po’, ma non sarà che per entrare ci vuole l’invito e non me lo hai detto?» chiese al ragno, guardandolo male.

«Non lo so signore. Purtroppo quando il signor Larry è venuta a invitarla, io non ero presente.»

«Come, non eri presente? Stai sempre tra i piedi , proprio in quella circostanza non c’eri?» urlò il barone ormai un fascio di nervi.

«Mi dispiace signore, ma non è colpa mia!» si giustificò lui.

«È forse colpa mia?» chiese Van, guardandolo in modo minaccioso. «Sta attento che oggi rischi di farmi infuriare seriamente.»

«Sì, signore!» scattò sugli attenti lui, terrorizzato al sol pensiero di quello che gli sarebbe potuto capitare.

Dopo di che, facendo finta di niente, il barone si diede una sistemata e avvicinandosi con passo sicuro passò davanti ai due bestioni senza nemmeno rivolgergli lo sguardo.

(Continua)

Serie: Il barone Von Cruiff
  • Episodio 1: Il barone Von Cruiff
  • Episodio 2: Il Barone Von Cruiff al matrimonio del Licantropo (Parte 1 di 3)
  • Episodio 3: Il barone Von Cruiff al matrimonio del Licantropo (Parte 2 di 3)
  • Episodio 4: Il barone Von Cruiff al matrimonio del Licantropo (Parte 3 di 3)
  • Episodio 5: II barone Von Cruiff al compleanno del faraone Ramses II (Parte 1 di 2)
  • Episodio 6: Il barone Von Cruiff al compleanno del faraone Ramses II (Parte 2 di 2)
  • Episodio 7: Il barone Von Cruiff VS Ragnetto
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    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Antonio, prima di mettermi al lavoro mi intrattengo per qualche minuto con il tuo Barone. Dopo il caffè al ginseng è un ottimo modo di iniziare la giornata 🙂 Ripeto quanto ho detto nel commento alla prima avventura del Barone, amo racconti come questo: sanno dare il buonumore. Ora ho una bella motivazione per mettermi d’impegno, finito quanto mi sono prefissata scoprirò con chi convolerà a nozze il buon Larry.

    2. Antonino Trovato

      Certamente la parte col picchio è la migliore, esilarante, mi ha ricordato la comicità espressa in alcuni vecchi cartoni animati, mi hai fatto tornare all’infanzia! Ho visto che hai pubblicato in serie gli altri episodi, li leggerò con calma e piacere, ridere è molto importante, e il tuo Barone riesce davvero a farmi ridere e intrattenere😁! Alla prossima!