Il bimbo che piangeva al chiaro di Luna

Serie: Cronache di una Sognatrice

“In principio erano Eden e Sefiroth, due forze divine in equilibrio. Ma il desiderio di prevalere ruppe l’ordine, e il reciproco potere costò loro l’eterno riposo dopo un lungo conflitto, ai lati opposti della Luna, un mausoleo edificato proprio dalla loro ultima magia. Le rispettive generazioni, Kamon ed Escalion, continuarono gli scontri, anelando alle Lacrime e determinando così le sorti dei Sogni e degli Incubi…”

***

Fondali di Somnium.

Dopo una caduta fragorosa, Lundlum rivolse la sua fiamma eterea allo scenario, un luogo devastato dalle fiamme e ornato da cascate magmatiche, che lente e incandescenti, addormentavano il loro cammino in distese rosse e gialle, laddove qualsiasi cosa avrebbe perso la sua consistenza. Da esse provenivano urla strazianti, che si fecero più assordanti ad ogni passo del cacciatore. L’aria era pregna di vapori e fumo, una coltre mefitica da cui era impensabile mirare oltre. Non per Lundlum, anche se preferì inoltrarsi con molta cautela. Seguendo la via, lungo una stretta e pericolante penisola circondata da lava, in cerca di una via d’uscita, riflettè sull’accaduto. Era solito distrarsi al fascino di qualcosa, o di qualcuno, e il volto di Zaira gli fece tornare in mente il candido sorriso della sua amata Regina, una tenera immagine strozzata da un crudele ricordo. Fu lui a trafiggerla, con una semplice lama, in pieno petto. Il sangue da lei versato, però, non andò perduto. La luce della Luna compì l’ultimo miracolo, e Regina divenne la Spada luminescente di Lundlum, accompagnandolo sin dalla sua ultima vittoria su Akethon, Maestro degli Escalion. Travolto dai pensieri, Lundlum sospirò.

“Mia cara Regina… se solo quel bastardo non avesse… oh, ma forse, quella creat…”

Giunto dinnanzi a due colonne diroccate, il fluire del suo cogitare venne distorto da qualcosa che lo afferrò per i piedi. Erano mani carbonizzate, sbucate dal magma urlante, che trattennero Lundlum tra onde di lava furibonda. Dai rivoli incandescenti emersero tetre figure avvolte dal fuoco oscuro, urlanti e dilaniati da immani sofferenze. Erano ormai col loro fiato solforoso sul collo di Lundlum, ed egli, senza fare una piega, accese un fil di fumo. 

«Per queste Lacrime è troppo tardi… Non devono andare oltre…»

Aumentò l’intensità della sua fiamma, e con le mani giunte, come in preghiera, il cacciatore sussurrò:

“Dal cuore dei miei desideri, risorgi dalle ceneri…”

Dall’impenetrabile oscurità di quel luogo discese una scintillante coda d’argento che si posò sulle sue mani protese e, come per incanto, la fedele Regina tornò al suo fianco. Con pochi e potenti fendenti, Lundlum sbriciolò quelle Lacrime carbonizzate, risucchiandone le ceneri con la sua stessa fiamma. Essa brillò come una stella nella notte più buia, per poi affievolirsi. Liberata la via, superò le colonne, risalì una ripida collina, e quando giunse all’apice, la sua strada si concluse. Solo uno strapiombo di fronte a sé, e un lago nero sottostante lo attendeva vorace. Quelle che si elevavano da esso, però, non erano semplici onde. Erano fiamme nere, forse le uniche che avrebbero potuto corrompere immediatamente l’anima della sua armatura. Nel ritrarre il passo, la polvere iniziò a sollevarsi da terra, e un terribile presentimento scosse la fiamma del suo elmo. Eppure, a Lundlum prudevano le mani. Forse, ogni tanto, cadeva vittima di vacue distrazioni, ma se il combattimento era alle porte, lui non si tirava mai indietro. Con passo deciso, e con l’armatura appannata per via di quei vapori, Lundlum gettò il fil di fumo, impugnò con vigore la sua lama e si voltò, affrontando così il suo destino.

   ***

Dalle piccole scale illuminate da fiamme fluttuanti, che calavano giù sino alle segrete del castello di Somnium, risuonavano i passi di un mucchietto d’ossa sormontate da un teschio tremolante, coperto da una vistosa cappa nera. Continuava a battere senza sosta i propri denti, come investito da un freddo immenso. Ma era la paura a farla da padrone. Il buio delle celle era appena contrastato dal flebile bagliore emanato dagli stessi prigionieri, Lacrime urlanti in attesa del loro destino.

«Madame Sharle… ci… ci sono novità…» bisbigliò lo scheletro, assai intimorito. Il fil di fumo che Madame stava fumando le illuminò il volto, davvero simile a quello di una donna terrestre, seppur il suo pallore non avrebbe trovato eguali. Un minuto naso a punta e delle piccole labbra viola accompagnavano un paio di grandi e opalescenti occhi verdi. Le orecchie a punta, invece, erano appena colorate da un blu tenebra. Stava ritta e silenziosa dinanzi a quelle vittime, limitandosi a fulminare con gli occhi il povero servitore. Con un filo di voce, sensuale come poche, liquidò il disturbatore.

«Non adesso… attendimi in cima alla torre…»

Lo scheletro annuì, tremolante, lasciando da sola la padrona. Le vittime gemevano terrorizzate, ma il sorriso di Sharle non dava scampo. Dopo urla strazianti, un bagliore fulmineo illuminò le piccole scale della torre. Poi solo silenzio. Davanti a sé, le Lacrime si erano spente, rimpiazzate da terribili figure nere, deformate da una mutazione devastante. Con molta calma, Sharle abbandonò le segrete, risalendo la stretta scalinata sino in cima alla torre. Il servitore la attendeva in una buia camera, illuminata appena da una misera fiamma fluttuante, e la stessa luce della Luna faticava a penetrare attraverso il nero mosaico della vetrata, ritraente i maestosi lineamenti di un drago rampante.

«Dimmi tutto…» disse lei, mirando quel mosaico.

«Koby è tornato… attende fuori, sul balcone…»

Sharle aprì la vetrata, gettando il suo fil di fumo. Appollaiato sul parapetto del terrazzo, attendeva un grosso pennuto purpureo dalla coda argentata che scodinzolava al ritmo compassato del venticello notturno. Sharle gli accarezzò il lungo becco.

“Ziurk! Ziurk!” fece Koby, sfiorandole la bionda chioma da cui fluivano nove lunghissime e splendide trecce.

«Cosa hai visto piccolo?»

“Ziurk! Ziurk!”

«Oh… un’umana con Jizan e Kozan… interessante.. sei davvero il migliore tra i Nurlok!»

Koby allungò il collo, fiero di sé. La dipartita del Maestro costrinse Sharle a farsi carico del destino dei suoi simili, gli Escalion. Seppur tra mille difficoltà, riuscì a riunirli, tramando nell’ombra il riscatto della sua specie. E la comparsa di Zaira rappresentava una grande occasione. Prima di salire in groppa al suo Nurlok, si rivolse all’inerme servitore.

«Libera i prigionieri Grum. Adesso sono pronti per infestare le notti degli umani… Presto un nuovo carico arriverà… Non combinare pasticci in mia assenza!»

Parole minacciose, ma cariche di sensualità. Grum rabbrividì, nonostante fosse uno scheletro.

«Co… Come desidera, Madame!»

Con un gran balzo, Koby si rimise in volo, e le trecce di Sharle parvero una dorata scia lungo la via splendente della Luna.

   ***

Terre desolate.

Il fischio in lontananza non aveva ancora rivelato forme tangibili, e Zaira, sbuffando in preda al nervosismo, decise di andare incontro all’ignoto. Camminando scalza sulla bianca terra di quella landa, s’accorse di un bimbo appoggiato ad un tronco di un albero avvizzito, circondato da profumati petali di rose annerite. Aveva lo sguardo fisso verso la Luna, e il suo volto era illuminato da rivoli di lacrime malinconiche. Zaira pensò subito al bimbo incontrato nelle fogne, ma avvicinandosi, capì che non era così. La chioma nera e gli occhioni umidi, smeraldi nerissimi che brillavano al richiamo della Luna, nonché gli abiti luridi e strappati, avevano il sapore di normalità. Una piccola cicatrice, proprio in mezzo alla fronte, non sfigurava la tenerezza delle sue guance. Il bimbo la guardò per un istante, una vacua occhiata, lacrime dal sapore amaro. Aria di smarrimento, qualcosa in comune con la giovane dal nero codino penzolante. Arruffandogli con dolcezza quella folta chioma scura, si inginocchiò, e mirandolo negli occhi, gli accarezzò il viso.

«Il mio nome è Zaira… e il tuo?»

Il bimbo tacque. Continuava a guardare la Luna. Abbassando lo sguardo, le rivolse parole malinconiche.

«Nome? Io non ho un nome…»

Zaira lo guardò perplessa. Lui aveva occhi solo per la Luna.

«Non lo ricordi? È questo che vuoi dire?»

Il bimbo annuì, mantenendo un’aria vuota ed enigmatica, ma a Zaira non importava. Era la prima creatura davvero vicina a lei mai vista in quel luogo, e sentì il bisogno atavico di abbracciarla. Un gesto semplice e amorevole, evocatrice di un passato consegnato alla fredda mano della morte. Un flebile vento sollevò quei petali, inondandoli con la loro essenza.

«Forse ti sei perso… E magari stavi sognando e ti sei ritrovato qui, hai battuto la testa e non ricordi nulla… Verrai con me… Troveremo insieme il modo per andarcene da questo posto!»

Il bimbo accennò un sorriso, ricambiando lo sguardo rasserenante di Zaira. I due, tenendosi per mano, s’inoltrarono in quella landa. La giovane, dopo alcuni passi pieni di dubbi, scorse del fumo all’orizzonte, e quel fischio, ovattato sino ad allora, divenne assordante. Ben presto si trovarono dinanzi al muso lucente e sbuffante di una grande teiera, col suo beccuccio lungo e affusolato da cui fuoriuscivano quegli allegri e caliginosi sbuffi. Si fermò espellendo un’ultima nuvola grigia. Se il bimbo parve disinteressato, col suo sguardo perso nel vuoto, Zaira aveva la bocca aperta per lo stupore. Si avvicinò col fiato sospeso, ammirando quella stranezza sollevata dal suolo grazie ad una brillante polvere d’argento. In quel momento risuonò un sibilo sordo. La porta sul lato della teiera si aprì, espellendo una leggera nebbiolina bianca. Dietro essa, un’ombra agitata stava per essere svelata.

Serie: Cronache di una Sognatrice
  • Episodio 1: Oltre i confini della realtà
  • Episodio 2: Una lacrima nel buio
  • Episodio 3: Il bimbo che piangeva al chiaro di Luna
  • Episodio 4: Il treno dei Sogni
  • Episodio 5: Cuore Oscuro
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    Commenti

    1. Vanessa

      È come esser finita nel paese delle meraviglie, sui sogni. C’è malinconia, ci sono incubi, personaggi tetri e al tempo stesso sgargianti, oggetti di uso comune che assumono l’aspetto di cose fuori dall’ordinario… Un mondo bellissimo, bravo Antonino!

      1. Antonino Trovato Post author

        Vanessa, non so davvero come ringraziarti, i tuoi commenti fanno arrossire persino la spietata Sharle! E non ti preoccupare per la lentezza con cui leggi i miei racconti, io sarò sempre qui, a rispondere ad ogni tuo commento e a ringraziarti infinitamente!!😊😍

    2. Daniele Parolisi

      Che dire, è stato un bel modo per ammazzare l’attesa della metropolitana. Mi dispiace solo di non poter leggere subito gli episodi visto che tra poco internet mi abbandonerà. La storia offre altri spunti, altri quesiti a lettore su ciò che accadrà, su ciò che è accaduto e su ciò che ci nascondi 😉

      1. Antonino Trovato Post author

        Eh, a chi lo dici! Anch’io ho i mega contati!! Per quanto riguarda la storia, spero di scrivere altre serie che possano chiarire alcune faccende… è un piacere che qualcuno, per ammazzare l’attesa, lo faccia con un mio racconto… Grazie😊!

      1. Antonino Trovato Post author

        Beh, in effetti il power metal è un genere a me caro, assieme al gothic e synfonic metal… se continuerai a leggere, uno dei personaggi presenti nel sesto episodio, non ancora scritto, potrebbe far parte di un gruppo metal… ooo, ho detto troppo😁😁, grazie per esser passata a dare un’occhiata alla mia storia!

    3. Chiara Casalini

      Personaggi particolari e misteriosi il giusto, per voler saperne di più, immersi in atmosfere piuttosto cupe. Riesci a tratteggiare in modo davvero spettacolare le ambientazioni, che lasciano incantati nella lettura. Unica cosa, a mio personale avviso, forse un po’ troppi puntini di sospensione, che potresti ovviare con qualche inciso più espressivo. Per il resto, spettacolo proprio!

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie mille Chiara, sono davvero onorato per tutti questi complimenti! Sui puntini hai ragione, è un vizio che dovrò togliere al più presto, devo migliorare tanto, e il confronto con gli altri mi aiuterà di certo! Grazie mille ancora!!

    4. Isabella Sguazzardi

      Ciao Antonino,
      toni molto cupi e dinamici allo stesso tempo. Un ritmo incalzante fino all’ultima riga. Sono rimasta affascinata dalla fiamma nera: l’idea della fiamma legata alla luce che però la nega essendo nera. Veramente notevole, quasi un poetico ossimoro. Bravo! 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Isabella, in questa serie le tinte cupe saranno ben presenti, e la fiamma nera è un elemento che mi ha sempre affascinato, perché viva rappresentazione dell’oscurità, con la facoltà di divorare piuttosto che bruciare… Ovviamente non è una mia invenzione, magari! La mia passione per i manga, e in particolare Naruto, mi ha ispirato in maniera particolare, io cercherò di portare la fiamma nera, e non solo, tra le pagine del mio umile racconto😊! Grazie ancora per le tue parole!

    5. Giuseppe Gallato

      Che incipit fantavoloso! Un terzo episodio ricco di new entry, impreziosito da ambientazioni molto suggestive. Merito della tua penna! Veramente bravo, Tony! 🙂 Anch’io condivido simpatie per la mitica Madame, ma il mio personaggio preferito rimane lei… Zaira! Chiudere poi il racconto con “Dietro essa, un’ombra agitata stava per essere svelata.” è stato un vero colpo di genio. Adesso la mia curiosità è alle stelle, mannaggia a te! 🙂 Aspetto il prossimo episodio!

      1. Antonino Trovato Post author

        Troppo buono, i tuoi complimenti sono fantavolosi (ma esisterà mai sta parola o dobbiamo contattare la Zanichelli??😁😁😁) e ne sono onorato😃! Spero davvero di continuare così ed essere all’altezza, e mannaggia a me, dovrai aspettare per sapere chi si cela dietro la nebbiolina!!

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie Ely, vedo che Sharle riscuote successo!!! Leggendo il tuo prezioso commento, assieme agli altri, mi da fiducia per dare il meglio per il seguito. E sono già al lavoro, tra una cosa e l’altra, al quarto episodio… Grazie ancora!!

    6. Micol Fusca

      Ciao Antonino, come promesso ho letto l’episodio come favola della buona notte. Mi piacciono i nuovi personaggi e a quanto pare quello di Zaira è un lungo lungo cammino… Aspetto anch’io di scoprire chi uscirà dalla teiera, immagino non un coniglio, e di conoscere meglio la tua “maleficentissima” Madame Sharle.

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Micol, è un onore che una mia storia sia la tua favola della buonanotte! Credo che Sharle non sarà l’unico personaggio interessante, almeno spero, e cercherò di farveli conoscere al meglio, considerando che hanno un loro possato, anche intrecciato. Quello che voglio venga fuori è una realtà con un proprio vissuto, e non escludo in futuro la stesura di spin off per narrare le vicende parallele di questi personaggi o del loro passato. Ovviamente, qui Zaira è la star, e il viaggio sarà molto lungo…

      1. Antonino Trovato Post author

        Dario, per quanto riguarda l’incipit, ovviamente non tratterò di Eden e Sefiroth in questa prima serie, loro fanno parte di un passato lontano, ma capirai il perché l’ho messo… sul fatto che sia criptico è normale, siamo solo al terzo episodio😁😁😁, e su Madame… beh, io sono innamorato di lei, ma mi ha detto di no…😂😂😂 ovviamente grazie, come sempre…😍

    7. Antonino Trovato Post author

      Eh, Sharle è un bel tipetto, lo so e ti ringrazia, e Grum… beh, continua a battere i denti per la paura!! Le cose inizieranno a farsi sempre più movimentate, e dalla teiera, beh, sono certo che Zaira non berrà tè!!

    8. Andrea Fiorini

      Terzo episodio e la mia curiosità è davvero alle stelle. Non vedo l’ora di scoprire chi sta per uscire dalla teiera!
      E Madame Sharle mi sembra un personaggio davvero interessante, anche se provo una certa tenerezza per il povero Grum!
      Attendo il quarto episodio 🙂