Il Bruco coraggioso 

Quel giorno di primavera Bruco vagava per il bosco.

Era una bellissima giornata di sole e tutti gli animali e le piante si riscaldavano sotto i suoi raggi.

Bruco, intanto, trascinava la sua coda verde da una foglia all’altra in cerca di qualcosa da sgranocchiare per colazione.

“Ah che fatica!” pensava, “Oggi mi sento più pesante del solito, chissà perché!”

Mentre pensava a questo, gli si avvicinò la sua amica Lella la farfalla: “Ciao Bruco! Ti vedo stanco, come mai? Hai mangiato troppo stamattina e il tuo corpo non ce la fa?” disse lei in tono scherzoso. Bruco alzò la piccola testa verde e disse: “Oh ciao Lella! Non ancora tocco cibo ma mi sento davvero strano! Non riesco a trascinare la mia coda e non capisco perché!”

Lella, allora, svolazzando leggera su un fiore li accanto disse: “Direi! Sei un bruco e trascini il tuo corpo sulla terra. Penso sia normale sentirsi stanchi di tanto in tanto. Non so come fate voi bruchi, trascinare la coda qui e lì tutto il dì non deve essere piacevole!”

Bruco ascoltava le parole di Lella e non gli piaceva affatto il suo tono, sembrava che lo stesse prendendo in giro. Allora, arrabbiato, girò la sua coda e cambiò strada per andare via, lontano da lei.

“Certo che Lella è proprio una farfalla vanitosa e cattivella” pensò Bruco mentre si allontanava.

In effetti, Lella era una farfalla molto giovane e spesso non si rendeva conto che le sue parole potessero fare del male a qualcuno.

Ad un certo punto si avvicinò a Lella la farfalla madre che aveva sentito tutto il discorso tra i due.

Farfalla madre chiese a Bruco di fermarsi un momento, prese Lella per un ala per farla stare ferma vicino a loro e le disse: “Guarda bene questo bruco figlia mia, tu lo hai preso in giro per il suo corpo pesante e un po’ buffo, ma forse hai dimenticato che, prima di diventare farfalle, anche noi eravamo bruchi!” 

Lella sentendo le parole della madre si sentì subito molto triste perché aveva dimenticato una cosa così importante, aveva dimenticato, infatti, le sue origini e quanto aveva dovuto aspettare e lavorare per diventare farfalla!.

Bruco, intanto, ascoltava incuriosito le parole della farfalla madre, lui non lo sapeva mica che un giorno sarebbe potuto diventare una di loro e pensava tra sé e sé “Sarebbe bellissimo avere delle ali, potrei vedere tutto dall’alto e i fiori sarebbero la mia casa!”

Mentre Bruco fantasticava sul futuro, la farfalla madre gli si avvicinò e gli disse con dolcezza: “Bruco, tu un giorno diventerai una farfalla, ma devi ricordarti che solo con impegno e amore potrai trasformarti. Non devi mai dimenticare da dove vieni! Ora sei un bruco, non devi essere triste, grandi cose ti aspettano. Oggi ti senti stanco vero?”

“Si farfalla madre, oggi mi sento stanco e non mi va di fare nulla… ” rispose Bruco.

“Capisco” rispose lei “Ma non puoi arrenderti, altrimenti passerà tantissimo tempo prima che tu possa trasformarti. Devi impegnarti con tutte le tue forze!”

Bruco allora alzò la testa al cielo e con coraggio e pieno di una nuova energia disse: “Io sarò una farfalla, lavorerò sempre fino al mio ultimo giorno da Bruco per preparare il mio corpo ad essere una farfalla e nulla mi fermerà!”

“Bravo piccolo Bruco” disse farfalla madre “Bisogna impegnarsi tanto per ottenere ciò che si vuole, ci saranno giorni più facili e altri più difficili, tu allora guarda il cielo e ricorda cosa vuoi essere, è tutto dentro il tuo cuore”. 

“Grazie!” disse Bruco e con tanta felicità dentro di sé passò la sua giornata a progettare il suo futuro.

Passarono tanti giorni, alcuni con il sole, altri con la pioggia e arrivò il momento per Bruco di chiudersi nel suo bozzolo, aspettare e riposare.

Bruco quel giorno si addormentò, stanco ma felice.

La mattina seguente il sole splendeva, Bruco aprì gli occhi e ad un tratto si sentì più…leggero!

Allora si specchiò in uno stagno li vicino e vide che gli erano spuntate due grandi ali dorate.

Per la contentezza tremava tutto e non riusciva a smettere di guardare il suo riflesso nell’acqua. Non poteva ancora crederci, era finalmente diventato una farfalla!.

Si calmò un pochino e decise di fare un giro nel bosco. Spiegò, allora, le sue nuove ali, provò a volare e….ci riusciva, ci riusciva benissimo!.

Svolazzava qua e là quando incontrò un piccolo bruco che cercava con fatica di spostare alcune foglie che il vento aveva trasportato davanti la sua porticina di casa. Bruco, che ora era una bellissima farfalla, si fermò e decise di aiutare il piccolo a togliere tutte le foglie.

Il piccolo bruco gli disse: “Oh grazie mille bella farfalla, sei molto gentile. Io con il mio corpo pesante ci avrei messo tutto il giorno. Come sei fortunata tu ad essere così leggera!”

Allora il vecchio Bruco gli disse: “Di nulla, sai io una volta ero come te, poi qualcuno mi ha detto di credere in me stesso e dopo anni di duro lavoro mi sono spuntate queste due ali. Anche tu puoi diventare ciò che vuoi essere, basta metterci impegno e un pizzico di coraggio!. Ma ricorda, chiunque tu diventerai non scordare mai che nel cuore tu sei un bruco e i bruchi, anche se diventano farfalle, aiutano gli altri perché sanno quanto è stato faticoso il loro percorso”. 

“Non lo dimenticherò mai, promesso!” disse il piccolo bruco e tornò finalmente a casa per riposare.

“Domani farò tante cose belle” pensò il piccolo prima di addormentarsi e chiuse gli occhietti con la speranza nel cuore. 

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fiabe e Favole, Narrativa

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Discussioni

  1. La favola che hai scritto (molto bella) mi ricorda il grande scrittore greco Esopo.

    Il messaggio che dai è molto bello: con impegno e abnegazione si ottengono grandi risultati, ma io ho visto anche un inno all’ottimismo.

    Un applauso.

    1. Ti ringrazio infinitamente per il complimento, ne sono onorata! Non mi paragonerei mai al grande Esopo, ma sono felice che tu abbia visto qualcosa di lui nel mio scritto grazie davvero!!! 😊

    1. Grazie mille per il tuo commento, era proprio quello che volevo trasmettere e sono felice che tu abbia colto in pieno cosa intendessi 😊

  2. “Lella sentendo le parole della madre si sentì subito molto triste perché aveva dimenticato una cosa così importante, aveva dimenticato, infatti, le sue origini e quanto aveva dovuto aspettare e lavorare per diventare farfalla!.”
    Una metafora azzeccata. Molti dimenticano