Il brutto anatroccolo

Serie: Parole sull'acqua

Finito di lavorare andai direttamente al canale. Mrs Austen era là, sulla sua barca-libreria a prendere il sole. Non c’erano clienti. Mi chiesi se riuscisse davvero a vendere qualche libro.

“Salve Mrs Austen.” La salutai timidamente, con una voce così bassa che avevo paura non potesse sentirmi. Non mi rispose, forse non mi aveva davvero sentita.

Mi schiarii la voce e riprovai:”Salve Mrs Austen!” Questa volta Mrs Austen aprì gli occhi:”Oh cara! Ti è piaciuto il libro? Prego sali, vado a prendere una sedia anche per te. Vuoi qualcosa da bere?” “No grazie sto bene così” le risposi mentre cercavo di salire sulla barca senza cadere nel canale.

Mrs Austen tornò qualche secondo più tardi con una piccola sdraio color viola scuro: ”Sei fortunata! Questa è la più comoda che esista al mondo.” Disse aprendola e facendo segno di avvicinarmi. Mi sedetti restando dritta con la schiena. Mi sentivo a disagio, avrei preferito una sedia normale o restare in piedi. Accettai solo per gentilezza.

“Aah potrei passare tutta la giornata a prendere il sole!” Esclamò Mrs Austen mentre si accomodava sulla sua sdraio arancione, poco più grande di quella che aveva dato a me. Ci fu qualche minuto di silenzio, non sapevo che dire e Mrs Austen mi sembrava troppo presa dal sole e poco intenzionata ad iniziare un discorso. Non avevo programmato di restare a lungo. Avevo immaginato di trovarla impegnata con altri clienti. L’avrei salutata, ringraziata velocemente e sarei molto probabilmente tornata a casa.

Persa nel mio disagio interiore non mi accorsi che Mrs Austen mi stava guardando incuriosita: “Tesoro, dritta così sembra che tu stia aspettando solo lo sparo per cominciare la corsa. Sdraiati e rilassati. Il libro non ha avuto l’effetto che pensavo.”

L’ultima frase mi fece ricordare che non le avevo ancora chiesto perché avrei dovuto aver bisogno di un libro per bambini: “Ieri, quando mi ha dato il libro, mi ha detto ne avrei avuto bisogno. Perché secondo lei ho bisogno di un libro per bambini?” Mrs Austen si mise a sedere e piantò il suo sguardo nei miei occhi. Questo mi fece sentire di nuovo a disagio e mi voltai verso il libro che avevo ancora in mano.

“Di cosa parla il brutto anatroccolo?” Continuavo a sentire il suo sguardo fermo su di me.

“Parla di un anatroccolo che viene preso in giro dagli altri perché non è bello quanto loro ma alla fine si trasforma in un elegante cigno. Giusto no?” -Davvero sto chiedendo conferma per la trama del brutto anatroccolo?-

“Per questo avevi bisogno di quel libro.” Disse Mrs Austen come se mi avesse letto nel pensiero: “Tu sei come quel povero anatroccolo spelacchiato ma la differenza tra voi due è che gli altri anatroccoli sono tutti dentro la tua testa. Sei tu stessa a giudicarti prima ancora che gli altri possano aver pensato di farlo.” Era la metafora più bizzarra che avessi mai sentito ma anche la più vera. Ripensai al giorno prima e a tutti i problemi che mi ero fatta su come impostare bene la frase quasi stessi ad un processo ed ogni parola valesse della mia vita.

“È vero, dissi ancora assorta nei miei pensieri, sono il brutto anatroccolo.”

“Ma puoi sempre diventare un cigno, proprio come ha fatto lui.” Questa affermazione non mi convinse: “Ma il brutto anatroccolo smette di tormentarsi per il suo aspetto quando incontra i cigni e gli dicono cosa sarebbe diventato. Io come faccio a sapere che dirò la cosa giusta? Come faccio a sapere che non sarò giudicata male da chi incontro?” Mrs Austen si alzò di scatto dalla sdraio e fece un’ aggraziata riverenza verso di me: “Mi permetta di presentare la me di un’altra vita. Sono Cygnus Olor, vengo dalla famiglia Anatidae. Credo tu abbia già sentito parlare di me, in fondo siamo uguali, ma la tua generazione mi chiama con un nome molte più semplice. Se non sbaglio dovrebbe essere Cingo. Ah no, che scema è Cigno!”

Quando finì la scena Mrs Austen tornò al suo posto: “Adesso sai che diventerai un cigno, noto già una trasformazione.” Era vero. Stavo ridendo per la buffa scena alla quale avevo assistito. Il disagio era sparito, non sentivo la paura di avere un comportamento inadeguato. Mi distesi sulla sdraio, in fondo serviva a quello. Mi sentivo più leggera, come avessi abbandonato un peso racchiuso in me da così tanto che aveva cominciato a prendere il sopravvento su qualsiasi cosa facessi.

Mi sentivo una nuova persona e questo grazie a Mrs Austen ed una favola per bambini.

Restai ancora un paio d’ore per prendere un tè con Mrs Austen. Tornai verso casa che stava cominciando a fare buio. Il pomeriggio con Mrs Austen mi aveva fatto bene. Decisi che sarei andata a trovarla ancora.

Serie: Parole sull'acqua
  • Episodio 1: Parole sull’acqua
  • Episodio 2: Il brutto anatroccolo
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Amore, Narrativa

    Letture correlate

    Discussioni

    1. Ciao Martina, amo Mrs Austen. E’ il migliore “grillo parlante” di cui ho letto negli ultimi anni, mi piace la sua vivacità e la sua gentilezza e mi piace come hai tratteggiato la protagonista, con tutti i suoi limiti e le sue preoccupazioni. Bellissime le descrizioni e la tua capacità di mettere su carta sensazioni e sentimenti, cosa non facile.

      1. Ciao! Mi fa davvero piacere leggere questi commenti! Scrivo da quando ero piccola ma ho sempre tenuto le storie per me, per paura che non potessero piacere. Sono davvero contenta di aver trovato il coraggio di condividerle ma sono ancor più contenta di riuscire a trasmettere qualcosa a chi le legge. Grazie davvero per il commento!

    2. Ciao Martina, ho letto tutto d’un fiato i due episodi, una bella storia, hai saputo trasmettere con semplicità quel pizzico di magia contenuto nel ritrovare il vero io nascosto nell’intimo grazie ad un personaggio saggio e simpatico come la libraria (bello il riferimento alla Austen), una piccola e bella fiaba moderna dove la giovane protagonista scopre che non deve temere né il mondo né se stessa, perché solo accettando se stessi e trovando coraggio ci si ritrova… Cigni😊! Brava, alla prossima😀!

      1. Grazie mille! Sono davvero contentissima che ti sia piaciuta la storia. Ci tengo tantissimo a questa storia poiché i personaggi rappresentano persone importanti per me. D’altronde come disse il padre a Jo March, dobbiamo scrivere su ciò che conosciamo😊. Ancora, grazie!!!

      1. Si esatto! Mi piaceva l’idea di darle un nome che si riferisse ad un personaggio letterario famoso e, poiché Jane Austen è una delle mie scrittrici preferite, ho deciso di chiamarla così 🙂