Il Cuore dell’innamorata — I nobili di Raduan 

Serie: Due sorelle, un destino

La ricerca spasmodica di Lydia si stava rivelando infruttuosa. I suoi passi, rapidi e confusi, si smarrirono tra intimi singulti e memorie dissotterrate, mentre il bianco intenso delle iridi catturò istanti di lucido incubo. L’animo era inquieto; il cuore tambureggiava; ma lei, assorta come non mai nel trovare la sorella, s’accorse a malapena di esistere. Uno spettro senza vita guidato soltanto dall’amore fraterno verso Ruriko. All’improvviso, una piuma azzurra scivolò dal cielo cristallino e iniziò a danzarle dinanzi, morbida e leggiadra. Le sfiorò il naso, per poi posarsi lieve al suolo come un’ombra disegnata dal destino. La donna alzò lo sguardo: uno splendido esemplare di gynefren, piccolo pennuto celeste dal lungo becco e gli occhi porpora, svolazzò là intorno per qualche secondo, cinguettò un allegro motivetto e se ne andò. Lydia ebbe un sussulto, come destata da uno strano sortilegio. Sollevò gli occhi e, davanti una bacheca dei manifesti poco lontano da lei, vide Ruriko. Tirò un sospiro di sollievo; si tolse di dosso polvere e oscuri frammenti di memoria; poi però, lesta e nervosa, s’avvicinò e la prese per un braccio. La sorellina la guardò sbigottita, quasi non fosse successo nulla.

«Lydia… come sei pallida! Che ti prende?»

La donna la fulminò con un’occhiata incollerita.

«Non allontanarti mai più, capito?»

Ruriko fece una smorfia perplessa; infine abbozzò un sorriso.

«Uff! Non mi sono allontanata tanto, sei tu che sei distratta!»

«Piccola incosciente! Senza di me potresti rischiare!»

«E dai sorellona, non esagerare! Piuttosto, guarda qui!»

«Che c’è adesso?»

Dopo un lungo sbuffo, Lydia ritrovò la tranquillità e seguì il ditino di Ruriko che indicava un manifesto. Recitava:

«Che ne pensi? Potresti partecipare» disse la biondina, le braccia conserte. 

«Potrei… Ma siamo qui per un’altra faccenda» tagliò corto Lydia nonostante le prudessero le mani. Leggendo con più attenzione, aggrottò titubante un sopracciglio e le sussurrò:

«Esbat? Che cavolo è?». 

«Sei proprio ignorante!» la schernì la piccola compagna, assai divertita.

«Attenta sorellina…» ammonì l’altra. Ruriko sospirò; scrutò i piccoli banchi di nuvole che s’addensavano in cielo; e intanto la memoria andò subito al vecchio volume trafugato anni prima ad Azur e divorato chissà quante volte; infine, sognante, si decise a spiegare. 

«Gli Esbat sono dei rituali magici legati alle fasi lunari, e la sesta luna è quella del miele!»

Parole pronunciate al muro. Con la coda dell’occhio, Ruriko notò la sorella intenta ad osservare altro. Due ritratti appesi in bacheca, per essere precisi: le loro taglie.

«Non pensavo di valere ben 50.000 zigbar… niente male! E guarda: tu appena 10.000! Sei proprio una mezza calzetta!» ridacchiò Lydia soddisfatta. La ragazzina, già infastidita per non esser stata ascoltata a dovere, sbottò come un fiume in piena che rompe gli argini dopo la furia di una tempesta battente.

«E ti vanti pure? Io non ho preso per il collo la regina Cherside!»

«Quella reginetta da quattro soldi!» esclamò la Kyreas, il ghigno stampato in faccia. «Dovevi vedere la sua espressione da ebete!»

«Intanto per colpa tua siamo braccate ovunque!»

Ruriko additò l’interlocutrice; e aveva il volto talmente paonazzo da adombrare persino i fili dorati del crine che le svolazzavano come soffice piuma. La rabbia era nell’aria. 

«Non è stata colpa mia!» si giustificò la donna. «Se il Gran Re di Atlantis Riordan avesse difeso la nostra posizione, tutto questo non sarebbe successo! Almeno ci ha pagate, altrimenti sarei andata là e…»

Quel concitato battibecco venne bruscamente interrotto dal violento nitrito di un cavallo. Si voltarono e videro la bestia che minacciava di calpestare un povero bambino. Le urla di una ragazza dai capelli mori, arrivata in soccorso del piccolo, irritarono ancor di più il feroce equino; l’ennesima impennata provocò la caduta fragorosa del soldato in sella. Le guardie accorsero all’istante per calmare quella furia; e dopo di ciò iniziarono a maltrattare i due malcapitati che intanto, sopraffatti dal pianto, chiedevano soltanto pietà. La gente non intervenne. Ruriko ebbe un fremito di rancore.

«Perché fanno così? Perché nessuno li ferma? Non è…»

Lydia, assai risoluta, pensò bene di bloccarla.

«Sta buona. Non immischiamoci.»

Ruriko la guardò attonita.

«Sei seria?»

«Assolutamente. Ho voglia di giocare, non di mettermi nei guai.»

Lydia trascinò la sorella verso il banco dove l’orco in gonnella proponeva ancora il gioco delle tre carte. Ruriko, però, non aveva staccato gli occhi dalla scena incriminata: le urla dei corazzieri, veri ragli intrisi di disprezzo, le sembrarono lame conficcate nell’anima. Puntò i piedi e, di forza, si divincolò dalla sorella. 

«Ruriko no!»

Troppo tardi. Lydia la vide correre verso quei soldati; intanto, il corazziere stramazzato in terra si riprese, si rialzò e, su tutte le furie, si scagliò contro la causa della sua caduta.

«Maledetto moccioso, me la pagherai molto cara!»

«Aiuto! Sorella aiutami! Chi mi ha preso il braccio?» piagnucolò il bimbo, terrorizzato.

«Lasciatelo stare, ve ne prego! Non accadrà più, vi scongiuro!»

«Togliti di mezzo troia!»

Detto ciò, il corazziere schiaffeggiò la ragazza che cadde in terra, dolorante.

«Sorella mia! Dove sei?» frignò ancora il piccoletto, con lo sguardo perso nel vuoto. Tastò l’aria, nel vano tentativo di ritrovare la sorella.

«Guardate questo pidocchio! È cieco!» sghignazzò una delle guardie, la mano sull’elsa della spada. Tutto sembrava ormai perduto nel buio di una violenza vermiglia. All’improvviso, come un dardo lanciato dagli dei, nell’aria risuonò una singola parola esclamata al vento flebile di fine primavera.

“Zentuken!”

I corazzieri, alla vista di una giovinetta mascherata e incappucciata che li fissava con le braccia protese in avanti come a voler fare chissà cosa, si guardarono attoniti; quindi, mossi da sguaiata ilarità, mollarono le vittime e s’avvicinarono alla nuova preda. Ruriko, disperata, seguitò a ripetere la stessa formula. Nulla. Suo malgrado, le mani portate sul volto e in lacrime, s’arrese all’evidenza: la magia non era più in lei. Quel venticello primaverile, però, mutò in tempesta nel giro di pochi istanti; il tempo parve arrestarsi davvero. All’orecchio di Ruriko arrivò solo un dolce rimprovero:

“Non farlo mai più”.

La ragazzina, pietrificata dal terrore, percepì una saetta fiammeggiante, veloce, inarrestabile sfiorarle la camicetta arancio; attraverso il brillar di rivoli amari vide Lydia scagliarsi contro il pericolo. La gente intorno ammirò, senza fiatare, una fanciulla stupenda volteggiare come una farfalla e tirare calci feroci contro avversari presi di sorpresa. La calda luce del sole si specchiò nella maschera che indossava, provocando il riflesso di un fulgido quanto letale arcobaleno. Alcuni di loro finirono al suolo, dolenti; due corazzieri, invece, resistettero al primo assalto dopo aver parato i colpi con le lance. A quel punto la guerriera estrasse la sciabola, si leccò le labbra e sibilò rabbiosa:

«Vediamo di chiuderla qui».

Caricò i nemici con un fendente dal basso verso l’alto scagliandoli in aria; fece un balzo verso le prede e assestò loro una tremenda stoccata. Le armature dei corazzieri finirono in frantumi, mentre quest’ultimi, dopo un urlo impastato di dolore, subirono un manrovescio da manuale. Udendo tutto quel fracasso, i nobili di Raduan uscirono dalla locanda.

«Cosa diavolo succede qui?» tuonò irato un piccoletto con la corona sulla capoccia, ovvero il Granduca Rekel V; la figlia, invece, parve piuttosto divertita nel vedere quegli uomini ridotti gambe all’aria. Lydia ignorò i nuovi arrivati e si precipitò dalla sorellina.

«Tutto bene? Lo sai che non puoi!»

Ruriko guardò i palmi delle sue mani e annuì in silenzio. Uno di quei soldati, con le forze residue, ebbe l’ardore di ghermire una caviglia di Lydia. Rantolò frasi ingiuriose:

«Prima o poi ti troveremo, puttana!».

«Non vedo l’ora. Io vi aspetto» ammiccò lei prima di sferrargli un sonoro calcio in testa. Il Granduca rivolse occhi di fuoco alla colpevole; quindi fece un cenno alle guardie mascherate, inermi e impassibili sino ad allora. Avevano già le mani sulle loro arcane armi, e fissavano Lydia come mastini quieti pronti però ad assaltarla. Quest’ultima, però, sostenne impavida i loro occhi di ghiaccio e ringhiò come una tigre:

«Non vi conviene. Sarete morti prima di rendervene conto!».

A quel punto, Clizia fermò i due accompagnatori e l’imminente lotta; infine guardò il padre, scrollò il capo e lo rimproverò.

«Basta padre! Di certo i nostri uomini non si sono comportati degnamente per meritarsi ciò.»

«Clizia!»

Rekel sgranò gli occhietti iniettati di sangue, ma dovette desistere: l’espressione di Clizia era severa, determinata.

«Mia signora,» interloquì a mani giunte la pulzella aggredita, che nel frattempo s’era avvicinata a piccoli e timidi passi «volevano farci del male! Il mio povero fratello è cieco e mi è sfuggito, abbiate pietà!»

Il Granduca, indignato per l’affronto subito, borbottò qualcosa e si preoccupò delle condizioni dei propri miliziani; da par suo, Clizia sorrise e accarezzò il volto in lacrime della poveretta per poi scompigliare il ciuffo aureo del bimbo.

«È finita, tranquilli. Mi prendo ogni responsabilità di quanto accaduto. Come risarcimento, vi invito alla festa che si terrà domani sera al palazzo cittadino.»

La sventurata abbassò il capo, umile e riconoscente.

«Grazie, mia signora.»

A quel punto, la duchessina incrociò lo sguardo imperturbabile di Lydia.

«Anche voi siete invitate. Avete mostrato coraggio, e sarei curiosa di conoscervi.»

La guerriera ci pensò un po’. Fece un ghigno pregno di superbia, quindi accettò.

«Perché no? Hai sentito sorellina? Ci divertiremo!»

«Ne sono felice» approvò Clizia prima di mostrare il suo breve inchino. Ruriko la scrutò, stretta tra le braccia di Lydia: un brivido freddo le percorse l’esile schiena allorché avvertì, nei recessi dell’anima, l’oscurità oltre il candore di quel regale vestito bianco.  

Serie: Due sorelle, un destino
  • Episodio 1: L’ultima nota
  • Episodio 2: Il Cuore dell’innamorata — Le due ricercate
  • Episodio 3: Il Cuore dell’innamorata — La città del Cuore
  • Episodio 4: Il Cuore dell’innamorata — Scomparsa
  • Episodio 5: Il Cuore dell’innamorata — I nobili di Raduan 
  • Episodio 6: Il Cuore dell’innamorata — Il prigioniero dannato 
  • Episodio 7: Il Cuore dell’innamorata — Tra le fiamme del Destino
  • Episodio 8: Il Cuore dell’innamorata — Ombre oscure
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Fiabe e Favole, Young Adult

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    Discussioni

    1. Ciao Antonino,
      bell’episodio con un cliffhanger notevole, che ci terrà in attesa del prossimo episodio.
      Le tue protagoniste sono veramente uno spasso, il mix dei personaggi, vincente.
      Ci vediamo al prossimo episodio

      1. Ciao Ale, mi fa piacere che il tutto ti piaccia e ti diverta, come io mi sto divertendo a scrivere questa avventura! E grazie mille come sempre😊😊

    2. Racconto fluido e bello. Chissà in quali altri guai si cacceranno le due sorelle, visto che sembra abbiano la calamita… Alla prossima, Tonino.

      1. Ahahaha hai proprio ragione caro Ivan, ma io mi diverto sempre a torturare i miei personaggi😂😂😂, alla prossima, e grazie come sempre😊😊

    3. “Tirò un sospiro di sollievo; si tolse di dosso polvere e oscuri frammenti di memoria;”
      Questa frase mi ha incuriosito parecchio, spero di saperne di più nei prossimi episodi 😃

    4. Ciao Tonino, mi sa che la piccola Clizia darà del filo da torcere a tutti. Bell’episodio, ben dosato fra sentimento e azione; Il rapporto che lega le due sorelle è reso alla perfezione, entrambe darebbero tutto per l’altra.

      1. Ciao Micol, dici bene, le due sorelle sono molto unite! Per quanto riguarda Clizia… beh, lo scoprirete😁! Grazie di cuore per essere ancora qui e seguirmi in quest’altra folle avventura😊😊

    5. Ciao mitico! Un episodio davvero ben gestito, dalla scrittura fluida, letto in pochissimi minuti. Ho apprezzato molto il giusto equilibrio tra fase “discorsi” e fase “combattimenti”… due parti con cui hai abilmente introdotto il seguito, ciò che attende Ruriko e Lydia. Il passaggio finale è la parte che ho apprezzato maggiormente: hai introdotto qualcosa di serio, potente, senza togliere il gusto della sorpresa… anzi, hai intensificato la voglia di volerne sapere di più. Subito, ora! Grande! 😊

      1. Ciao carissimo, come sempre grazie per dare molta attenzione a questi episodi, in cui mi sto divertendo molto ad alternare le fasi più tranquille senza disdegnare descrizioni più sopraffine a fasi più action e scorrevoli. Sono felice che il tutto funzioni, e soprattutto la parte finale, che si, dovrebbe anticipare qualcosa di potente. Tempo al tempo amico mio, le risposte arrivano sempre dopo un bel viaggio, e spero di farvi ancora compagnia con Lydia e Ruriko😊! Per adesso, e come sempre, grazie😊😊😊!

    6. “Ruriko la scrutò, stretta tra le braccia di Lydia: un brivido freddo le percorse l’esile schiena allorché avvertì, nei recessi dell’anima, l’oscurità oltre il candore di quel regale vestito bianco.  “
      Che bel finale! Curiosità a mille! 😍

    7. “Caricò i nemici con un fendente dal basso verso l’alto scagliandoli in aria; fece un balzo verso le prede e assestò loro una tremenda stoccata. “
      Fantastica!

    8. “Ruriko fece una smorfia perplessa; infine abbozzò un sorriso.«Uff! Non mi sono allontanata tanto, sei tu che sei distratta!»”
      La sindrome di Zorex continua 😂

      1. 😍😍😍 Ogni tanto mi faccio trascinare dalla vena poetica😁😁

    9. Ottimo episodio, Antonino! I piccoli screzi tra sorelle contribuiscono a rendere bene il loro rapporto. E Clezia? Che tipo di oscurità nasconde?
      Devo dire che l’atmosfera da manga/anime di questa serie mi sta prendendo sempre di più.🙂

      1. Ciao Dario, grazie come sempre! Chissà, magari l’oscurità prevarrà… Vedremo! E magari potrei lanciarmi in questo tipo di atmosfere, anche a me piacciono tanto, il manga/anime è una mia passione! Felice che i piccoli litigi delle sorelle ti piacciano, a presto😊

      1. Direi di sì, Lydia bada al sodo. E deve essere più saggia. Sarà una casinista o una mattacchiona, però deve proteggere Ruriko, che è più istintiva nonostante abbia più… Cervello come dire😂😂😂! Grazie per essere passato😁

    10. “Non pensavo di valere ben 50.000 zigbar… niente male! E guarda: tu appena 10.000! Sei proprio una mezza calzetta!»”
      Mi ha fatto ridere

    11. “All’improvviso, una piuma azzurra scivolò dal cielo cristallino e iniziò a danzarle dinanzi, morbida e leggiadra. Le sfiorò il naso, per poi posarsi lieve al suolo come un’ombra disegnata dal destino.”
      Questo passaggio mi è piaciuto