Il Cuore dell’innamorata — Le due ricercate

Serie: Due sorelle, un destino


Zegobia. Terre dell’Ovest. 

Passarono mesi dall’impresa compiuta da due giovani donne nel regno di Zegobia, tanto che persino il ricordo della popolazione parve sparire nel nulla. La minaccia del terrificante meteorite aveva per un attimo unito i cuori nella speranza di una salvezza comune; d’altro canto, lo scampato pericolo fece tornare tutto alla normalità, mentre la quotidianità rese sterile ogni memoria. Ma qualcuno, nella furia di un affronto mal digerito, non aveva dimenticato. Ogni sera, seduta sulla sua poltrona di raso porpora accanto al camino, Lady Cherside si toccava il collo e ripensava quel fatidico momento. 

«Lurida plebea! Come ha osato mettermi le mani addosso e sfidarmi in quella maniera! Me la pagherà cara! Prima o poi i miei Angeli la troveranno!»

La regina, dopo i fatti di quel giorno, sguinzagliò i suoi cani da caccia col solo obiettivo di scovare l’incriminata. I famigerati “Angeli Oscuri” erano un gruppo di soldati scelti da lei in persona: spietati; fedeli; infallibili. Ordinò perfino che venissero diffusi in tutto il regno e oltre dei ritratti, su finissima pergamena, con i volti delle due ricercate. Qualcosa però, evidentemente, non funzionava; l’attesa era diventata spasmodica; la voglia di vendetta da parte di Cherside aumentava sempre più. Presa dalle sue furenti riflessioni, non s’accorse dell’entrata in camera di un tizio basso e grassottello. Una ciambella di merletti bianchi gli nascondeva il tozzo collo sovrastando il completo di velluto verde; tra le mani, in segno di riverenza, stringeva un cappello adornato da piume nere.

«Perdonate, vostra maestà, porto notizie di quella donna» esordì dopo un inchino alquanto sgraziato. Cherside si voltò in tutto il suo splendore: indossava un soprabito ricolmo di minute piume viola, mentre mozzava il fiato coi suoi lunghi riccioli bruni e una coppia di piccole mezzelune d’argento rosa che penzolavano dalle orecchie. Ma i suoi lucenti occhi nocciola lo sbranarono senza pietà.

«Ruk, maledetto idiota!» sibilò tagliente e risoluta, la mano ad afferrare l’attizzatoio «Quante volte ti avrò detto di non entrare così all’improvviso! Esci subito da qui e bussa!»

«Ma mia signora…»

La regina si alzò di scatto minacciandolo con quell’arnese.

«Bada a quel che dici, maledetto nano! Sai bene di cosa io sia capace! Il carcere non è niente in confronto all’inferno che potresti patire per mia mano!» sbraitò acida ed inviperita. Ruk obbedì senza fiatare: uscì e poi bussò tre volte, come da protocollo.

«Avanti!»

«Cosa mi tocca fare…» farfugliò Ruk entrando.

«Hai per caso detto qualcosa?» inquisì la regina tirando altezzosa e stizzita lo sguardo all’insù.

«Nulla, vostra magnificenza!» si limitò a replicare il nano. Discreto e malizioso, Ruk dette una fugace occhiata al petto assai pronunciato della sovrana e sbirciò tra le pieghe del vistoso décolleté: quella vista incantevole suscitò in lui umide fantasie da consumare in solitudine.

«Allora? Sbrigati a parlare e poi sparisci dalla mia vista!» sentenziò lei, tornando sui suoi passi. Ripose l’attizzatoio al suo posto e si sedette. Il nano, dopo essersi toccato per bene laddove non batte il sole, si avvicinò lesto alla poltrona per poi fermarsi proprio dinanzi alla regina. Cherside aveva appena accavallato le sinuose gambe. Per il povero servitore fu l’ennesima, stupenda, tentazione. Immobile e silenzioso, seguitò a contemplare.

«Razza di stupido! Vuoi rispondere prima che ti prenda a calci?» e intanto, tra un offesa e l’altra, Cherside stava per riprendere quell’arnese di ferro; poi ci ripensò. Il ciambellano, un po’ imbarazzato, si schiarì la gola e parlò.

«Porto notizie di quella donna.»

La sovrana, infiammata dall’ira, sobbalzò per un istante.

«Quale donna? Quella mentecatta che provò a strangolarmi?»

Ruk abbassò i suoi occhietti al suolo e strinse il suo cappello tra le dita tozze.

«Ah quella… no, di quella là non ci sono notizie…»

I tizzoni del camino scoppiettavano e ardevano allo stesso modo del viso di Cherside: la furia stava per esplodere. Si issò dalla poltrona, le mani sui fianchi, e lo fissò rabbiosa.

«Vattene via immediatamente!»

«Mia signora, la prego, mi ascolti!» piagnucolò il nano. «È una notizia che aspettava da tempo!»

La sovrana parve irremovibile.

«Osi discutere un mio ordine?»

Un poderoso ceffone era pronto ad arrivare a destinazione.

«Mi ascolti» ripeté Ruk coprendosi il volto «riguarda il Cuore dell’innamorata!»

La mano punitrice si fermò a mezz’aria. La donna strabuzzò gli occhi.

«Cos… il Cuore dell’innamorata?»

Ruk sospirò.

«Si, mia regina! Un uomo dice di aver visto quel ciondolo al collo di una ragazza. Dalla descrizione, sembra proprio il Cuore!»

«Il Cuore dell’innamorata…» ribadì a sé stessa mentre, con il naso all’insù, fantasticava circa una vecchia leggenda udita da piccola per bocca del suo anziano padre.

«Portami da quest’uomo. Voglio parlargli di persona.»

«Sarà fatto, vostra eccellenza!»

Il ciambellano, preso dalla fretta e da altri pensieri, al primo passo compiuto incespicò su una piega del pregiatissimo tappeto e cadde proprio a ridosso della donna. Quando alzò i suoi miseri occhietti, l’occasione di ammirare quelle cosce scoperte – e altro – fu davvero irrinunciabile. La voluttà del nano venne ricompensata da un sonoro calcio che gli sistemò per bene l’intera mascella.

«Provaci un’altra volta e giuro che sarai giustiziato!»

Ruk sputò un incisivo e, bubbolando dal dolore, teneva la bocca con entrambe le mani. Un sacrificio che pagò comunque molto volentieri.

Pressi di Raduan. Terre Meriodionali. 

La via che conduceva al Gran Ducato di Raduan costeggiava il lussureggiante bosco di Likam, laddove il placido cinguettio degli uccelli allietava ogni fronda, fiore e creatura; rigogliosi peschi e albicocchi, maturati in alcuni campi là vicino, spandevano il dolce profumo dei loro frutti sin dentro le narici di una coppia di viandanti: due giovani donne in viaggio. Lydia, la più alta delle due, accompagnava il verso della natura con le dolci note del suo vecchio violino; Ruriko, la minuta ragazzetta al suo fianco, saltellava allegra seguendo il ritmo assieme a delle farfalle che le svolazzavano intorno. Ad un tratto, Lydia smise di suonare: il mondo parve fermarsi.

«Perché hai smesso?» disse Ruriko, delusa e imbronciata. Il volto di Lydia era rivolto verso i campi alla sua destra.

«Ho voglia di una bella pesca, se non ti dispiace.»

«Sempre con queste pesche!» sbuffò la più piccola.

«Farò in un lampo, non ti muovere!» esclamò la violinista. Di solito, quel violino stava poggiato sulla schiena di Lydia a fianco della sciabola, senza supporti. Tali oggetti rimanevano legati al suo corpo quasi fossero attratti da una potente calamita. Stavolta però decise di affidare lo strumento a Ruriko e si precipitò verso il pesco più ricolmo; stette impalata per alcuni minuti ad osservare quelle prelibatezze, indecisa sul da farsi.

«Siete tutte meravigliose! Starei qui delle ore!»

Lydia andava matta per le pesche, profumate e delicate come la sua pelle rosata, ma non sapeva mai scegliere quale divorare; Ruriko, che intanto attendeva impaziente, mal sopportava quella mania della sorella di fermarsi ad ogni pescheto e ancora meno di aspettare inutilmente.

«Vuoi deciderti una buona volta?»

«Cos’è adesso questa fretta? Quando suonavo però non t’importava del tempo!»

Ruriko stava per replicare, quando all’improvviso sentì il pesante galoppare di destrieri in avvicinamento e l’urlo sguaiato di uomini inferociti. Anche Lydia aveva drizzato le orecchie; prese una pesca e tornò dalla sorella.

«Nascondiamoci tra quelle querce» disse, lo sguardo serio. L’afferrò per un braccio e la portò via da quella stradina. Ruriko non obiettò: Lydia avrebbe potuto combattere contro chiunque, ma non lei, non nelle sue condizioni.

*

Dopo aver fermato la meteora che si stava per abbattere sul Regno di Zegobia, la ragazzina, ormai indebolita a causa di una misteriosa malattia, non era più in grado di difendersi; e le taglie, diffuse dalla regina Cherside, non favorivano di certo la situazione. Per qualche tempo rimasero nascoste nel freddo dei monti Tatyus, a campare con quel poco che aveva da offrire quell’ambiente ostile. Ruriko passò molto di quel periodo a letto, senza aver modo di riprendersi. Ma un giorno, una vecchia elfa del vicino villaggio di Ralaya diede loro un frammento di cristallo molto particolare. Affidandolo a Lydia, proferì queste solenni parole:

«Tale è solo un piccolo dono di antiche divinità giunte sin qui secoli or sono. Riduci in polvere la sua essenza e la luce tornerà negli occhi di questa bambina.»

Lydia accettò piegando semplicemente il capo. A quel punto, l’anziana aggiunse:

«Ma ricorda: se vuoi guarire del tutto la sua anima svuotata e ripristinare il suo essere più profondo, devi trovare ciò che noi chiamiamo “Katehokon”, il Cuore dell’innamorata». 

La giovane donna fece tutto il necessario; dopo qualche giorno di sofferente attesa, la sorella abbandonò quel lettino, vispa come sempre; il suo potere, però, rimase sopito. Lydia avrebbe voluto compiere da sola la ricerca, ma Ruriko la seguì senza batter ciglio. Lasciarono quei monti e girovagarono in incognito tra villaggi e città. Tralasciando i manifesti con le loro facce e i continui camuffamenti, tutto era andato liscio; avevano persino ottenuto una pista: Raduan era il luogo da raggiungere.

*

I cavalli erano sempre più vicini assieme agli sghignazzi di chi li conduceva; le due ascoltarono acquattate tra i cespugli. Sfortunatamente, quel gruppetto di uomini si fermò proprio nei pressi del loro nascondiglio: il pericolo parve imminente. Erano in quattro; due di loro, smontati da cavallo, si avvicinarono a passo lesto. Lydia aveva già la mano destra sull’elsa della sua sciabola; Ruriko, invece, non poté fare altro che stringere a sé il violino e chiudere gli occhi. 

Serie: Due sorelle, un destino


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Discussioni

  1. Ciao Antonino, come forse avrai notato, sto cercando di recuperare un po’ di serie, e finalmente ho incontrato le due sorelle.
    Se devo essere onesto, il primo episodio non mi aveva convinto al 100%. Non fraintendermi, il potenziale della trama e dei personaggi era evidente anche lì, solo che mi sembrava un po’ forzato nel modo in cui sono scritti alcuni passaggi. Ma avendo già letto altro tuo, ero sicuro valesse la pena andare avanti. E infatti questo secondo episodio mi ha davvero conquistato! Adoro il fantasy ed adoro l’umorismo, e qui ci sono entrambi! Scritto bene, belle le descrizioni, ho anche apprezzata la parentesi delle pesche (che avevi già accennato nel primo ep.) che rende più credibile Lydia.
    Proseguo!

    1. Ciao Sergio, ma ci sta assolutamente, tra l’altro il primo episodio non è nato come episodio bensì come Lab per presentare Lydia, personaggio inserito nei famigerati Sussurri della locanda di Gallato (colpa anche sua???) per il resto l’importante è che il resto ti sia piaciuto! E soprattutto che mi hai dato fiducia e che la storia ti stia piacendo! Direi che l’umorismo è una cosa che fa parte di me (non si direbbe ma è cosi?) e con Lydia mi diverto parecchio! Spero possa continuare a piacerti il tutto, e tranquillo per i tempi, non scappo?!

  2. “Quante volte ti avrò detto di non entrare così all’improvviso! Esci subito da qui e bussa!”
    Bello questo passaggio! Da un lato suscita ilarità nel lettore, dall’altro però rende benissimo l’idea della follia della Lady.

  3. “Una ciambella di merletti bianchi gli nascondeva il tozzo collo sovrastando il completo di velluto verde; tra le mani, in segno di riverenza, stringeva un cappello adornato da piume nere.”
    Nella descrizione, sembra un ritratto dipinto con le parole anziché coi colori!

  4. La regina è veramente antipatica: la classica nobile arrogante e prepotente.
    Ruk mi fa pena e non capisco i suoi gusti: una donna così acida, anche se bella, non mi eccita: però come dice il detto latino “de gustibus…”.
    Il bosco di Likam deve essere proprio un posto incantevole per fare jogging (decreti permettendo).
    Devo confessarti che anch’io come Lydia vado matto per le pesche, soprattutto se bagnate nel vino.
    Per Lydia e Ruriko si mette male: sono curioso di vedere come va a finire.
    Complimenti e ci vediamo alla prossima puntata.

    1. Ciao Raffaele e grazie come sempre ??, eh ma a Ruk non interessa mica il caratteraccio di Cherside???, ma in effetti potrebbe cercare altro???, vedremo come andrà alle due sorelle, chissà ???! Alla prossima mio caro??!

  5. “Passarono mesi dall’impresa compiuta da…” Tonino Trovato, ma finalmente è arrivato un secondo grande, anzi grandissimo episodio! Non ricordavo neanche più di aver letto l’episodio precedente ma con questo, dove hai pure scritto un breve riassunto, hai dato il meglio di te, bravo! Dialoghi stupendi, nei quali i protagonisti narrano benissimo la storia. E il nano “sporcaccione”, è troppo forte! Ahahahaha Scrivi presto un altro episodio, altrimenti al nano spunteranno i calli alle mani… Ahahahaha Questa descrizione un po’ “hot”, mi è piaciuta tantissimo. Alla prossima.

    1. Ciao Ivan, puntavo proprio su questo, farvi ridere con Ruk e le sue “fantasie” erotiche???, ti ringrazio per le tue belle parole, e spero di pubblicare presto il prossimo episodio! Grazie infinite?

  6. Che piacevole lettura per un signore attempato come me! La fantasia non le fa difetto, signor Trovato. Adoro viaggiare con l’immaginazione, e lei è un ottimo timoniere.

    1. La ringrazio, signor Reo, i suoi complimenti mi lusingano parecchio, e spero di poter deliziare la mia di fantasia con le sue belle storie in futuro, un caro saluto?!

  7. Ciao Tonino, ho riletto anche il primo episodio e devo dire di essermelo gustato con piacere. Ancor più, della prima volta. Le tue protagoniste sono donne di carattere, hanno ottenuto la mia simpatia fin dalle prime righe. Anche il loro mondo, di episodio in episodio, prende sempre più consistenza consentendo al lettore di sognare. Finalmente il tuo grande ritorno. Con il botto!!! 😀

    1. Ciao Micol, ti ringrazio e mi fa un piacere immenso sapere che le mie protagoniste, e le loro avventure, ti abbiano catturato così tanto, e spero di farti immergere ancora di più in questa nuova storia e di far sognare, intrattenere e appassionare?! È solo grazie al vostro sostegno, lo devo a voi se sono “tornato”, grazie davvero! Alla prossima?!

  8. Lydiaaaaa, finalmente! 🙂
    Ciao Tony, felice di poter leggere qualcosa di tuo… soprattutto se mi vai a pubblicare il seguito della nostra Ultima nota, personaggio che adoro! 🙂
    Episodio le cui vicende si dipanano dopo l’impresa avvenuta in terra Zegobiana e che ripercorre lo stato d’animo di una Cherside (nome che adoro, complimenti!) ancora più inviperita. Buona la macchina narrativa portata avanti principalmente dai dialoghi, scelta condivisa perché ci sta far spiegare determinate meccaniche direttamente ai personaggi. Bello il finale “spezzato”, con quella che si preannuncia essere una bella scena action. E adesso? Cosa combinerà Lydia con la sua sciabola? E Ruriko the bard? Complimenti Tony, alla prossima lettura! 🙂

    1. Ciao carissimo, eh sì, alla fine mi sono deciso a rimettere in campo L’ultima nota? ed è solo grazie a te, in fondo, se questo personaggio ha preso vita! Se non mi avessi coinvolto nei tuoi celeberrimi “Sussurri dalla locanda” non avrei mai creato Lydia! Lydia sta arrossendo, è felicissima di sapere che l’adori?! Si, ho voluto creare un collegamento con il fattaccio? occorso in terra zegobiana, anche perché in quell’episodio Lydia e Ruriko sono caratterizzate alla grande?, Cherside? Il personaggio acido ci vuole per forza?, è uno dei migliori nomi che io abbia mai creato, e sono felicissimo che ti piaccia tanto?! Si, ho voluto dare spazio ai personaggi, alle loro voci, e mi sono divertito tanto, sono felice delle tue parole, un vero incoraggiamento, grazie infinite?! Per quanto riguarda il finale, e il seguito ad esso annesso… beh, non dico nulla???, però Ruriko the bard non sarebbe male! Grazie amico mio, il tuo continuo sostegno, incitamento rappresentano molto per me, mi aiutano a proseguire e divertirmi nella scrittura di queste piccole avventure, grazie di cuore?, a presto!

    1. Ciao Ale, diciamo che avevo voglia di pubblicare qualcosa dopo qualche mese?, spero che possa piacerti il resto, ti ringrazio?! Chissà, lo vedremo???! Alla prossima!

  9. Ciao Tonino, che ricercatezza lessicale in questo episodio, complimenti!?
    Un misto di fiaba in anime-style, se mi permetti il termine. Ho fatto un po’ fatica a seguire i cambiamenti del punto di vista, è un “errore” che faccio spesso anche io; non sminuisce certo la bellezza della tua Opera. Un grosso saluto.?

    1. Ciao Dario, beh si, cerco di variare nei limiti del possibile, sono contento che tu l’abbia notato?, il termine usato da te non è solo azzeccato, ma mi piace proprio, è davvero figo?, ma soprattutto mi fa piacere il tuo esprimere quel che hai percepito leggendo, ciò denota la grande attenzione nel leggerlo?! Un caro saluto, e grazie infinite ?!

  10. Rieccomi Tonino! Mi piacciono molto le due sorelle e anche il caratteraccio della regina. Ancora una volta son riuscita a vedere senza difficoltà lo svilupparsi della vicenda nella mia immaginazione. Lo adoro! Aspetto davvero con gran curiosità di vedere come prosegue 🙂

    1. Ciao Linda, mi rende felice sapere che ti piacciono tanto le due sorelle?, Cherside sarà perfida, ma Ruk se l’è cercata???! Cercare di far visualizzare nella mente del lettore ogni cosa che descrivo è il mio obiettivo, e quando ci riesco è sempre una gioia?! Spero che tu possa trovare il seguito ugualmente immersivo e divertente per certi versi come questo?! Alla prossima!

  11. Ciao Antonino, racconto che scorre veloce e ti fa immergere nella storia fin dall’incipit.
    Bella l’immagine lussuriosa del nano che aggiunge un tocco di pepe alla storia. Chissà se riuscirà a soddisfare le sue fantasie.
    Al prossimo episodio.

    1. Ciao Claudio, mi fa piacere che abbia gradito questo inizio, io mi sono divertito da matti a scriverlo, in particolare proprio la parte di Ruk: ridere e scrivere per me è stato automatico?! Se Ruk riuscirà a realizzare i suoi sogni proibiti? Beh, vedremo, ma deve stare mooolto attento??! Grazie per il tua apprezzamento, gentilissimo!