Il diavolo sta nei dettagli #1

Serie: Il mestiere del sogno

Zachary e Bart risalivano la strada che li separava dal loro ufficio a passo sostenuto, il primo consultando un’agenda sfogliandone le pagine febbrilmente, l’altro dando grandi morsi ad un ciambellone.
“Ma quindi fammi capire, la vecchia non sa un tubo.”
Zachary si fermò e alzò lo sguardo verso l’alto, esasperato. “Per la matrice! puoi evitare di parlare a bocca piena? cosa stai mangiando, piuttosto? Fai schifo!”
Bart guardò il ciambellone, poi spostò lo sguardo verso il collega, deglutì e rispose piccato “Ecco, così va bene vostra grazia del galateo? che senso ha mangiare un ciambellone se non puoi godertelo? che fretta c’è, perché mi fai mangiare camminando?”
“Non ti ho detto io di fermarti a prendere quell’orrore, lo sai che il tempo gioca contro di noi”
“No, non lo so. Non capisco il perché di tanta fretta, a Fluffy nemmeno importa se portiamo a termine o no l’indagine. La vecchietta non ha detto niente di interessante, o mi sbaglio?”

Zachary riprese a camminare, costringendo il compagno a seguirlo. ” La vicenda che la vedova Smith ci ha raccontato nei minimi dettagli mentre tu scrollavi Facebook sul telefono…”
“Instagram. Facebook è roba da vecchi.” 
“Farò finta di niente, non intendo darti la soddisfazione di interrompermi, come al solito. La vicenda è molto sospetta, a partire dal fatto che sia stata registrata un’anomalia di soglia in questa zona.”
“Ma che c’entra con la vecchia?”
“Niente! Lo vedi che i grassi animali ti ottundono la mente? Chiunque abbia aperto e chiuso una soglia in camera del maresciallo Smith, provocandone indirettamente la morte per arresto cardiaco, ce l’aveva con lui.”
“Ma chi ti dice che abbiano aperto una soglia?”
“Perché altrimenti non si spiega! Non ci sono snodi da queste parti. Il più vicino è quello nel seminterrato del nostro ufficio, e anche lì le anomalie sono nell’ordine delle poche decine all’anno. Quella doveva essere una soglia artificiale.”
“Ma smettila. Un viandante in camera di un vecchio, ma dai.” 
Zachary si pulì le mani sui pantaloni, provocando un moto di sdegno nel collega. Poi trasse di tasca un fazzoletto e cominciò a pulirsi la folta barba, piena di briciole e zucchero.
“Un vecchio, ok, ma un vecchio maresciallo della RAF, che trascorre la sua pensione a 3000 miglia dal paese che ha servito per 50 anni, nei sobborghi di una città in cui non ha mai messo piede prima di trasferircisi con la moglie, e che non è esattamente la mecca dei pensionati europei.”
Zachary ci pensò un attimo su.
“Io credo che Boston sia un buon posto per passare la vecchiaia.”
“Dai, decerebrato! è sospetto, ti dico. Potrebbe non essere casuale il verificarsi di un’anomalia di soglia in camera sua.”
“Ok, voglio darti ragione…” i due si fermarono davanti alla portone del palazzo in cui vivevano. “Mettiamo che un viandante sia andato a casa del signor Smith.”
“Maresciallo Smith.”
“Cosa voleva da lui? La moglie ha detto che in casa non manca niente, e che nei giorni precedenti il marito si è comportato come sempre, nessuna stranezza.”
“Ah, ma allora ogni tanto hai ascoltato!” Bart girò le chiavi nel portone ed entrò.
“Beh, ogni tanto.” Zachary seguì il collega, che aveva già cominciato a salire la prima delle sei rampe di scale necessarie a raggiungere il piano del loro ufficio/appartamento.
“Nessuna stranezza, come no. Intanto la vedova non ha sporto alcuna denuncia, e ai paramedici del pronto soccorso che hanno tentato di rianimare il marito non ha detto niente della luce. Però si è ricordata dell’indirizzo di un vecchio amico di famiglia, e gli ha scritto descrivendo come la camera fosse, cito, “invasa da una miriade di corpuscoli luminescenti, che piano piano sono svaniti dopo essersi concentrati in un punto più luminoso, una sorta di scia verticale.”
“Ma come faceva la vecchia a conoscere uno di Avalon?”
“Uno degli uomini di Dafoe aveva servito col marito, prima di essere arruolato dai nostri, ed erano rimasti in contatto. Ma la signora non ha voluto dirmi perché gli abbia scritto. È rimasta molto vaga. Troppo.”
“Aspetta, non penserai che il marito le abbia dato quell’indirizzo da contattare in caso gli fosse successo qualcosa?”
“Caspita Zachary, mi stupisci! È esattamente quello che penso!” Bart aprì la porta dell’ufficio e per poco non gridò dallo spavento. Zachary, un passo dietro a lui cacciò un improperio molto poco elegante.

“Scusate, signori. Il mio collega ed io non aspettavamo visite” Disse Bart riprendendosi ed entrando nella stanza, dove un signore di colore in sù con l’età, vestito con un vecchio completo nero e occhiali scuri, aspettava seduto composto sull’unica sedia presente davanti alla logora scrivania. Accanto a lui una giovane ragazza in jeans e maglione, alta, slanciata, dalla pelle leggermente più chiara e con una chioma di ricci ribelli color castagno. 
“Scusate, mio nonno ed io abbiamo bussato e ci siamo accorti che la porta era aperta. Così siamo entrati.”
Zachary scattò in avanti, come incantato dalla melodiosa voce della ragazza.
“E avete fatto benissimo, tu e tuo nonno. Benissimo. La porta la lasciamo sempre aperta, sa com’è, casomai delle bellissime ragazze volessero entrare per aspettarci. Col nonno, s’intende.”
La ragazza lo squadrò divertita, ed il vecchio sorrise prima di parlare.
“Ehi, ragazzo, giù lo sguardo da mia nipote o dovrai vedertela con me!”
Bart, costernato dal comportamento del collega, al quale non si era mai abituato, si concentrò sul vecchio.
“Ma io la conosco. Lei suona al Betsy Blues. Malcom, giusto?”
Zachary si voltò meravigliato verso il collega. “Oh mio dio, cosa sta succedendo? Tu conosci il locali del quartiere? Sono sconvolto.”
“Si sente della buona musica, di solito. E i camerieri non fanno domande se gli chiedo di portarmi un succo di frutta.”
Il vecchio s’intromise, non dando modo a Zachary di ribattere.
“Bene, ragazzo, sono felice che tu mi conosca, questo ci rende le cose più facili. Io mi chiamo Malcom e, appunto, suono al Betsy. Mi è successa una cosa terribile ieri sera, e stamani sono andato alla polizia per sporgere denuncia. L’agente mi è stato a sentire per un po’, poi mi ha quasi cacciato fuori dandomi dell’ubriacone. Per fortuna un tizio ha assistito alla scena e mi ha consigliato di venire qui da voi.”
“E perché mai?” Bart chiese di getto.
“Beh, non siete investigatori privati voi altri? Che risolvete casi che non interessano alla polizia?”
“Ma chi mette in giro queste stupidaggini?”
“Stupidaggini?” Zachary mise i pugni sui fianchi, assumendo una posa di ostentata irritazione. “vista la frequenza con cui Fluffy ci manda la paga, se non mettessi in giro queste voci saremmo a pane e acqua, socio. Ma veniamo a noi. Cos’è successo ieri sera? Sua nipote era presente?” chiese con fare ammiccante.
“mia nipote ha 17 anni e se non la smette di fare quella voce da cascamorto mi vedrò costretto a sculacciarla.”
L’espressione sul viso di Zachary, insieme al modo con cui il nonno l’aveva redarguito fecero sorridere la ragazza. “nonno, non sono più una bambina. E tu, barbetta, puoi aiutarci o togliamo il disturbo?”
Zachary si fece serio e si accarezzò la barba, per darsi un contegno. “certo, signorina. Il mio collega la ascolterà volentieri” disse, e sprofondò nella poltrona logora che arredava l’angolo opposto della piccola e spoglia stanzetta.
“Ah, bene, perfetto. Mi dica, signor Malcom, cosa la turba?”
Malcom si rilassò, poi si crucciò di nuovo.
“Io non ti conosco, ma tu devi giurarmi che non mi prenderai per matto.”
“Farò del mio meglio.” Aggirò la scrivania, scostò una sedia da ufficio e si sedette.
“bene, me lo farò bastare. Ieri sera è venuto il diavolo al Betsy…”
“Farò del mio meglio, non miracoli, signor Malcom!” lo interruppe Bart, senza mutare espressione.
“È venuto il diavolo ti dico! E mi ha preso… qualcosa.”
“Cosa le ha rubato il diavolo?”
“È importante?”
“Non lo so. Lo è?”
“Non so se posso fidarmi, mi capisci?”
“Se non si fida, noi non la tratteniamo.”
Malcom s’irrigidì e contrasse la mascella. La nipote gli appoggiò una mano sulla spalla.
“Coraggio nonno, altrimenti cosa siamo venuti a fare?”
Malcom deglutì, cercando di rilassarsi.
“Mi ha preso un ricordo.”
Bartolomew ebbe come una specie di tic, strizzò gli occhi per un istante. “Come ha fatto il diavolo a prenderle un ricordo, esattamente?”
“sono un po’ confuso al riguardo. Ma so che quello che è successo è reale. Ho una busta piena di contanti che lo confermano! Prima è apparso dal nulla, ed il locale era chiuso. Poi mi ha rimbambito di parole, poi ad un certo punto si è avvicinato, mi ha toccato una tempia e…”
Bart scattò in piedi come una molla, mentre Zachary, nel tentativo di fare lo stesso, ribaltò la poltrona cadendo rovinosamente in terra.
I due ospiti si zittirono e si strinsero l’una all’altro, e passarono pochi secondi prima che i due investigatori dicessero all’unisono “…Simon.”

Serie: Il mestiere del sogno
  • Episodio 1: Un vecchio Blues
  • Episodio 2: Un vecchio Blues #2
  • Episodio 3: Non dire gatto.
  • Episodio 4: Il diavolo sta nei dettagli #1
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    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Andrea. Avevo letto gli ultimi episodi, ma non avevo ancora avuto occasione di commentarli. Quello con Balthazar mi aveva un po’ depistato, ma ho amato fin da subito i tuoi improbabili agenti/vigilanti. Qui tutto inizia a quadrare e la faccenda si fa ancora più interessante. Aspetto notizie di Simon 😀