Il dono

Serie: Nuovo inizio


Era una bella giornata di sole, il cielo era terso e io avevo firmato il mio primo contratto di lavoro in una piccolissima agenzia immobiliare, all’apparenza graziosa, con un certo non so che …che non ho ancora capito cosa è.

Stavo appena muovendo i primi passi in questo mondo, quando improvvisamente, il mio capo è caduto esanime sulla sua poltrona.

Dopo un’istante di panico e sbigottimento gli ho alzato le gambe sulla scrivania e ora sembra si stia riprendendo. Gli verso anche da bere.

Lui appena rinviene si scusa dicendomi che ha saltato colazione e probabilmente ha avuto un calo di zuccheri.

Allora mi ricordo del primo consiglio che mi ha dato la mia amica Elena per sostituirla degnamente:” Portagli colazione ogni volta che puoi”

Non pensavo fosse cosi fondamentale, ma tranquillizzo il boss ed esco subito per compiere la mia prima missione: comprare al bar in fondo alla strada una bella brioche completa di cappuccino in bicchiere termico da asporto.

Questo mi sa che alla nonna non lo racconto per ora…

Sto tornando e, dalla vetrina, vedo una montagna scura riversarsi sul mio capo.

Oddio mi sento Ghemon con la sua katana in mano e, senza esitare, rientro come una furia in difesa di Babbo Natale.

Peccato che al posto della mitica spada che non sbaglia un colpo ci sia un cappuccino rovente che erutta ed esonda… Danno.

Pensavo di dover difendere Babbo Natale da un malintenzionato arrivato in agenzia in mia assenza… Cosi ho conosciuto Cristo.

Si chiama così o forse come Lambert, e io ho capito male.

E’ che ho già fatto una figuraccia facendogli la doccia con il cappuccino, far vedere di non aver capito il suo nome non mi sembrava opportuno.

Che imbarazzo, continuo a scusarmi.

È un ragazzo alto e robusto di origini africane, mentre si ripulisce dal cappuccino, sorridente, mi racconta che, per pagarsi gli studi, due sere a settimana fa il cameriere in un ristorante qui vicino e le altre mattine fa le pulizie negli uffici in zona.

Ieri gli hanno chiesto una serata extra al ristorante,ha lavorato fino a notte fonda e stamane non ha sentito la sveglia e per questo è arrivato più tardi a pulire.

Di solito quando Rossi arriva lui va via.

Insomma, qui esce Cristo e entra Babbo Natale.

Lo dicevo che questa agenzia era speciale!

Non voglio essere blasfema, ma ora il sorriso viene a me, mentre lui continua a raccontare.

Tutti i pomeriggi si dedica allo studio, sembra molto determinato e per nulla stanco.

Oggi è il turno di “M.R. Mi ricollochi?”ad essere pulito.

Forse sarà per questo che Babbo Natale sta già fagocitando un muffin e bevendo una cioccolata in tazza?

La montagna ci ha pensato. Ha portato la colazione al boss.

Io no.

Ottimo esordio direi.

Cristo, o come diavolo si chiama sta già pulendo il pavimento e sta parlando con Babbo Natale, che, rifocillato, è tornato tutto ciarliero, per fortuna.

Ho notato cha c’è di nuovo aperto sulla scrivania quel giornaletto che a me, prima, aveva tentato di nascondere…

Era li… lo stavano guardando, ne sono certa, ma quando sono entrata, approfittando della confusione, lo hanno fatto sparire di nuovo.

Appena provo a tornare sull’argomento, i due quasi mi ignorano e si mettono a parlare di detersivi non dannosi per l’ambiente.

Magari Rossi sta solo organizzando una vacanza revival e ha chiesto consiglio con quel coso sgualcito che potrebbe essere un vecchio stradario, o forse è veramente qualcosa di succinto per soli uomini… E se fosse invece lo stradario di Babbo Natale? Aveva uno stradario Santa Claus? Non ricordo…. No direi di no… Poi lui è Babbo Natale solo per me, nella mia testa, quindi scartiamo questa ipotesi.

Certo che, Cristo e Babbo Natale sembrano una bella coppia, affiatati, il ragazzo sembra molto riconoscente, ma anche abbottonato circa lo strano giornaletto.

Ad un certo punto, mentre il boss è andato un attimo in bagno, e prima che Cris, ho deciso di chiamarlo così, si congedasse ho provato ancora a tornare sul tema, ma senza successo.

Dopo poco, almeno così mi é sembrato, è già ora di pranzo e il signor Rossi mi propone di andare con lui nel baretto dove sono stata prima, per festeggiare il mio arrivo, ma anche per non perdere tempo visto che “ha molte cose da dirmi.”

Accetto contenta e curiosa.

Mi parla ancora delle attività attuali di Mr. Mi ricollochi: ” Mi raccomando gli immobili al centro: compravendita e locazione, valutazioni e conoscenza accurata del mercato immobiliare del territorio e poi certo, anche supporto alla clientela con professionalità e discrezione.”

“A proposito di discrezione… ” esita un attimo, si guarda intorno, abbassa il tono di voce e si avvicina: “ti devo raccontare una cosa prima che tu ti faccia strane idee, o mi faccia troppe domande, ma mi raccomando, non devi rivelarla a nessuno altrimenti potremmo finire nei guai.”

Oh mamma siamo talmente vicini che mi pare di essere seduta sulle sue ginocchia, lui non è Babbo Natale, ma ho il cuore a mille, proprio come se lo fosse e mi stesse chiedendo i miei desideri per Natale…

Sta aspettando un mio cenno di assenso, dopodiché ricomincia senza indugio.

“Si tratta della crisi che ho avuto stamane, purtroppo non è stata la prima e penso non sarà l’ultima… te ne parlo perché non voglio che ti spaventi!”

A questo punto sono davvero preoccupata, sarà una cosa grave? Non dirmi che sta male…possibile che non si possa fare nulla per evitarle?

Si affretta a precisare: “forse dovrei dire per fortuna capitano, visto che finché questa cosa succederà la M.R. Avrà sicuramente molto lavoro e dunque un roseo futuro”.

Ecco ora oltre che spaventata sono anche confusa.

Lui mi vede e apparentemente sembra voler cambiare discorso, ne intuisco solo dopo il senso, forse.

Mi spiega che ha conosciuto Cris appena l’anno scorso nella piazzetta qui davanti dove, il ragazzo appena arrivato in città, chiedeva un po’ di aiuto per vivere.

Vedendolo cosi tutti i giorni, si è deciso a dargli una mano davvero, trovandogli i due lavoretti, aiutandolo a riprendere gli studi e, manco a dirlo, con una sistemazione dove vivere.

Mi dice che per sdebitersi il ragazzo gli ha fatto un dono.

Subito nemmeno lui lo ha capito, tanto è strano e tanto era provato, ma ora, piano piano, “sta imparando a gestirlo.”

Continuo a non capire. “Vedi “prosegue ” è il ragazzo che mi ha regalato quel vecchio opuscolo di cui tanto chiedevi stamattina… Subito non ci ho dato importanza: lo ho ringraziato e basta. “

“Ho apprezzato” mi dice ” che un ragazzo che aveva poco ha voluto regalarmi qualcosa per gratitudine … insomma ho apprezzato il pensiero, il gesto, non certo l’oggetto, che li per li ho pensato essere poco più di una brochure, tanto che è rimasto spiegazzato nella tasca dei pantaloni finché non li ho messi in lavatrice, l’ho preso in mano e…. Zac!” si interrompe, mi guarda e spalanca gli occhi.

“Inizi a capire? No, forse non ancora…” Beve un po’ d’acqua e riprende:

”Dove ero rimasto?” e io timidamente:”Zac?” e lui: “Ah si… Giusto… Zac… O forse nei fumetti è scritto Zapp…? Per la corrente? no? Insomma fulminato! Ho sentito un fremito, come una forte scossa… Diciamo… un po’ come stamane… Sono rimasto fulminato…”

Aggrotto la fronte e lui se ne accorge, mi chiede se ho domande, mi viene di impulso: ” Mi scusi, non riesco a capire cosa c’entri l’agenzia immobiliare con i suoi cali di zuccheri e con una lavatrice rotta…”

“Carissima” mi dice con modo gentile “anche io pensavo fosse la lavatrice guasta ad avermi dato la scossa, infatti ho chiamato subito lo stagnìno come diciamo a Genova, l’idraulico no? Ma era tutto a posto.

Allora ho pensato che quello non a posto fossi io, e ho chiamato anche u megu, il dottore, no?

A parte i capelli che da quel momento sono diventati tutti bianchi, per lo shock, ma  può succedere, mi ha detto lui, mi ha trovato bene.”

Forse ora ho capito! Ora mi dice che è diventato Babbo Natale… che bello! Sapevo di aver ragione! Ma perché il medico dice che sta bene se lui continua ad avere cali di zuccheri?”

Il capo riprende:”Non é stata la scossa dalla lavatrice, è… il dono”.

Poi gli squilla con insistenza il cellulare, risponde, mi dice che deve correre da suo figlio per un imprevisto,”Noi continuiamo domani hai il pomeriggio libero” paga il conto e sparisce. 

Io, basita, sono ancora lì al tavolino con il caffè da finire.

Sono confusa e incuriosita, poi esco dal bar e mi precipito dalla nonna… 

Ops, il boss mi ha detto di non parlarne con nessuno… ma di cosa esattamente? 

Serie: Nuovo inizio


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Discussioni

  1. Ciao Martina 😀 Lo sai che quando ero bambina, era Gesù Bambino a portare i doni? Babbo Natale è arrivato dopo! Sono super super curiosa, la tua serie mi sta regalando dei bei momenti di lettura.