Il Fiume

Serie: Gli Occhi del Drago


Anche se l’imbarcazione ricordava nella forma una canoa, non doveva il suo procedere alla forza di molte braccia: era alimentata da energia magica. Scivolava leggera, sfiorando la superficie color cobalto a pelo dell’acqua.

Una volta a bordo Lenore lasciò Diana libera di gironzolare. L’atteggiamento della piccola si era fatto spensierato, vacanziero; sbirciava ogni angolo della sopra coperta con curiosità.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Dopo aver attraversato la piana il gruppo giunge ad Approdo dei Salici. Non rimane loro che imbarcarsi e percorrere l'ultimo tratto.

Due file parallele di panche di legno consentivano ai passeggeri di godere della traversata in tutta tranquillità, protetti da candite tende montate su un’intelaiatura che percorreva l’intera area. Non era molto affollata e Akira si era seduto in una delle prime file apparentemente pensieroso.

Lenore non fu la sola ad essere attratta dal suo umore malinconico. Diana tornò ad avvicinarsi a lei, indicando il Ka con un cenno del capo.

«Akira è triste?»

L’Erborista rise; posò una mano sul capo di Diana per scompigliarle i capelli, un gesto che sapeva piacere alla bambina.

«Penso sia dispiaciuto di aver dovuto vendere il falco delle sabbie; gli uomini hanno uno strano rapporto con gli autoveicoli. Era l’unico modo per acquistare i biglietti per la traversata.»

«Era tutto rotto!»

«Lo so. Tranquilla Topolino, vedrai che si lascerà il malumore alle spalle.»

Risolto il mistero, la bambina riprese ad esplorare il ponte. Lenore non la seguì; preferì raggiungere Akira e sedere accanto a lui.

Quando il Ka sollevò lo sguardo su di lei, rispose alla sua muta domanda.

«La situazione è sotto controllo.»

«Quale sarà la tua prossima mossa?»

Akira pronunciò quelle parole in un sussurro e Lenore si chiese se non avesse equivocato il motivo del suo umore: forse non era dovuto alla perdita del falco delle sabbie.

«Desidero affidare Diana ad una persona che può offrirle una vita normale, senza che la piccola debba rinunciare ai suoi occhi.»

«Sei certa che sia quello che Diana desidera?»

Lenore poggiò le spalle alla seduta, rilassando la schiena. In realtà, quel pensiero non le aveva mai sfiorato la mente. Dava per scontato fosse la migliore soluzione per garantire alla bambina un’esistenza piena e felice.

«Ha perso sua madre, tutto il suo mondo. Perché non offrirgliene un altro? In questo non c’è posto per lei.»

Akira sospirò pesantemente. «Ti sbagli. Il posto di Diana è accanto a qualcuno che la ama.»

Lo sguardo dell’Erborista si fece freddo. «A costo di rischiare la sua vita?»

Il Ka scosse il capo, rassegnato. «Non so rispondere a questa domanda. La piccola desidera degli occhi artificiali: posso pagarli io.»

Lenore sentì il volto dipingersi di autentica sorpresa. «Vuoi occupartene tu? Diana ha risvegliato il tuo istinto paterno?»

Le sopracciglia di Akira si corrugarono. «Tu non provi nulla di simile?»

L’Erborista arrossì, lasciandolo basito.

«Non credo di potermi definire “materna”. Ho partorito un centinaio di figli, voluto bene ad ognuno: protetti, istruiti. Ne conservo il ricordo nel cuore. Ho fatto per loro le scelte che ritenevo giuste.»

«È il ragionare di un Dio.» Akira sorrise. «Nessuno di loro ti ha mai mandata a quel paese?»

Un involontario battito di ciglia rispose per lei, accendendo negli occhi del Ka una luce divertita.

«Sei strana, Erborista. Prima di imbarcarci avevo accanto una discola insolente che predicava il cogliere l’attimo, un’adolescente sfacciata che ardeva come il fuoco. Dove l’hai rinchiusa? Confesso che mi piaceva.»

«Stai flirtando?»

Akira si strinse nelle spalle. «Non sono abituato a farlo, ho solo detto ciò che penso.»

«Ah, ecco… cominciavo a preoccuparmi. È brutto scoprire di aver messo nel piatto un timballo dolce al posto di quello salato.»

Si scambiarono un’occhiata di sbieco, divertiti. Fu Diana a mettere fine al battibeccare: corse loro incontro trafelata, invitandoli a seguirla.

«Venite presto! Si vede la città!»

Lenore e Akira non fecero a tempo ad alzarsi che la bambina era già scomparsa in direzione della prua dell’imbarcazione. La raggiunsero in fretta, affacciandosi alla balaustra per ammirare il panorama.

Diana indicò alcune sagome sottili e affusolate; altissime. Si stagliavano nel cielo ben visibili, nonostante mancassero alcune ore di navigazione per raggiungere la meta.

«Sono le torri?»

Lenore annuì.

«Sì. Vengono chiamate in quel modo, ma in realtà sono degli obelischi di cristallo.»

La voce di Diana lasciò trasparire un pizzico di delusione. «Non ci si può salire? Mi sarebbe piaciuto toccare il cielo dalla cima: arrivano fino alle nuvole.»

«Non sono le uniche torri, ad Histora esistono edifici chiamati Tall che raggiungono altezze importanti.» Akira fu felice di vedere le labbra della bambina piegarsi in un sorriso. «Non si vedono ancora; non toccano il cielo, ma da lassù puoi dare uno sguardo a tutta la città. Ci sono cose altrettanto belle da guardare rivolgendo lo sguardo verso il basso.»

L’Erborista meditò sulla verità di quelle parole. Osservò il Ka e Diana: i loro occhi lucenti, le labbra piegate come petali delicati, il viso colorato dal sole. La terra offriva doni che il cielo non poteva eguagliare.

«Come sono i maghi?» Diana si rivolse al Ka, distogliendo lo sguardo dall’orizzonte.

«Antipatici.» Akira arricciò leggermente il naso. «Sono piuttosto saccenti, non si mischiano con quella che considerano gente comune.»

La bambina cercò gli occhi di Lenore, preoccupata. «Riusciremo a trovarne uno?»

«Parecchi di loro fanno affari con la mia bottega.»

Diana ritornò di buonumore. «Lenore, non è che per caso lo sei anche tu? Una maga, intendo.»

L’Erborista scoppiò a ridere. «No.»

La bambina non parve convinta. «Come hai fatto a fare pace con la bella Signora? A trasformarla in una persona normale?»

Akira poggiò la schiena al parapetto della nave, evidentemente interessato. Quanto era accaduto con l’Anghel, alla grotta, non era del tutto chiaro nemmeno a lui.

«Non sono stata io a farlo. L’energia spirituale di Faith ha ricostruito la memoria del suo corpo, la mia ha solo dato forza al processo.»

«L’energia spirituale non è magia?»

Lenore considerò che, pur nella sua innocenza, la domanda di Diana non era affatto sciocca. «La magia è la capacità di utilizzare l’energia spirituale in un determinato modo. È un dono con cui si nasce, non può essere acquisito, ma necessita di studio e addestramento.»

«È per questo che i maghi sono antipatici? Perché si credono speciali?»

L’Erborista manifestò un leggero fastidio: riservò al compagno di viaggio un’occhiataccia ed il Ka si morse le labbra per non ridere.

«Non tutti sono antipatici.»

«Meglio così.» Ritenendo il discorso concluso, Diana riportò l’attenzione a quanto le stava davanti.

Lenore e Akira fecero ritorno alle panche, scegliendo un posto che consentisse loro di tenere sotto controllo la bambina.

«Sono felice che Diana sia di buon umore. Oramai, per lei, questa è diventata una gita.»

«Il peggio dovrebbe essere passato.» Lenore cercò una posizione comoda sulla panca, rilassando le spalle contro lo schienale.

Akira assunse un atteggiamento altrettanto disteso. «Hai rilevato la presenza di qualche mago?»

L’Erborista annuì.

«Un mercante.»

Lo sguardo del Ka scivolò in direzione di quello dell’Erborista; per una frazione di secondo incrociò gli occhi di un giovane uomo, che distolse i suoi con malcelata indifferenza.

«Sta guardando me.» Lenore ridacchiò.

«È una buona notizia?»

«Ho distolto la sua attenzione da Diana. Ho sbloccato parte della mia energia spirituale e si sta chiedendo “chi”, o “cosa”, sono.»

Anche le labbra di Akira si aprirono in un sorriso.

L’andatura dell’imbarcazione rallentò a passo d’uomo, annunciando l’approssimarsi di una sosta.

Quando Diana li raggiunse notarono che il suo umore era mutato come il cielo all’approssimarsi di un temporale estivo: era preoccupata.

«Cosa succede? La città è ancora lontana.»

«Stiamo per attraccare a Molo Sabbioso.» Akira la invitò a sedere accanto a sé e le strinse una mano. «Secondo il piano originale ci saremo dovuti imbarcare lì: è sulla rotta dei contrabbandieri.»

Il tocco del Ka parve giovarle e le ombre che avevano offuscato lo sguardo della bambina scomparvero.

La barca sostò al pontile il tempo necessario a far salire un paio di passeggeri e caricare una decina di casse, trasportate in tutta fretta sottocoperta da alcuni mozzi nerboruti.

Lenore ammiccò, facendo comprendere a Diana che quei commerci non erano del tutto legali. Prima di potersi concedere una risata, l’espressione del Ka la mise in allarme: gli occhi di Akira si erano stretti in due fessure.

L’Erborista spostò l’attenzione verso la passerella d’ingresso, individuando immediatamente la donna su cui era caduto l’interesse del compagno: un’anziana dall’aspetto fragile. Accompagnava il suo passo con un bastone d’ebano istoriato, il cui suono cadenzato pareva il battito di un cuore.

Sedette poco distante da loro, composta, ed estrasse un paio di ali dalla borsetta di raso color tabacco che portava a tracolla. Iniziò a pregare sottovoce, apparentemente dimentica di quanto la circondava.

Serie: Gli Occhi del Drago


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Discussioni

    1. Ciao Dario. Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto sto cercando di perfezionare il “mostrato” 😀

  1. Ahia. Questo nuovo personaggio mi preoccupa…
    Tornando ai nostri amici, interessante il dialogo tra Akira e Lenore, nella sua veste di dea materna. E’ giusto che scelga lei per i suoi figli, anche se sceglie nel loro bene, per il meglio? Bella domanda, Akira…

    1. Credo che per un “Dio” sia difficile fare la “mamma”. Credo che Lenore non abbia mai avuto questo tipo di empatia, la sua genesi la fa rapportare agli esseri umani in modo non del tutto “umano” (scusa il gioco di parole). Sarà interessante sviluppare la sua psicologia, quando riprenderò in mano tutto. Se questo è il sentimento prevalente per i figli che genera, quale sarà per gli uomini con cui sceglie di accompagnarsi? Bella domanda

    1. Ciao Bio, ti ringrazio per aver letto il mio racconto. L’ultimo personaggio in effetti incarna un ideale spirituale, presta Fede ad un Credo che purtroppo è stato costruito sulla menzogna: ma cos’è, in fondo, ad importare? La sua Fede è pura. La sua è solo una comparsata, nella seconda stagione questo particolare ruolo è affidato ad un personaggio che incarna l’ideale angelico del Puro: l’Anghel Charity. Se ti va di darci uno sguardo ti aprirà le porte di questo particolare Credo affidato alla forza spirituale dei suoi adepti e ad un Cuore in rubato

    1. Ciao Ale, dai che fra un paio di episodi finalmente si arriva! Come dicevo negli altri commenti, purtroppo dovrò terminare questa ultima serie in volata, per rispettare lo spazio concesso da Edizioni Open per una storia. Mi dispiace moltissimo, perchè questo mondo (compresa Histora) meriterebbe un approfondimento. Magari il prossimo anno, finiti altri progetti, riuscirò a rendere onore ai “viaggi singoli” dei nostri tre eroi: quello di Diana è chiaro, Lenore ha ricevuto uno sberlone e inizierà ad assumersi le sue responsabilità, Akira… cambierà la storia di Aurona?

  2. ho scorto veramente tanta ispirazione in questo racconto, notando anche che rispetto ai tuoi racconti precedenti, pur conservando una grande immaginazione hai fatto economia di linee, un processo che secondo me funziona per rendere più scorrevole il ritmo, che comunque si mantiene musicato anche a delle brusche e divertenti conversioni che metti nei dialoghi.

    1. Ciao David, sono felice di essere riuscita ad imprimere all’episodio un ritmo scorrevole. Ho letto in uno dei commenti che hai lasciato in un tuo episodio che anche per te la semplicità è importante e concordo nel dire che è difficilissima da ottenere quando si scrive

  3. La tua capacità nel creare questi mondi fantastici è veramente notevole. Anche i dialoghi mi sembrano molto ben fatti. E poi la suspance nel finale con l’ arrivo sulla scena di questa vecchia donna anziana. Chi è? Che cosa vuole dai nostri eroi? Mi sembra un fantasy della Troisi… complimenti davvero!

    1. Ciao Simone, ti ringrazio per il complimento (mi mette un po’ in soggezione, la Troisi è una delle portabandiera nazionali del fantasy). Nel prossimo episodio si comprenderà chi la donna anziana, anche se l’oggetto che ha preso per pregare (le ali) appartengono al Credo: purtroppo ho pochissimo spazio per terminare la storia e questa stagione sarà tutta una volata 🙁 Mi ci sono appassionata e riprenderò tutto in mano per dare lo spazio che merita questo mondo