La cazziata

Serie: Il grande passo

«Argh, sei proprio uno stupido!» gli urlò Simona al bar quel pomeriggio.

Era previsto che si vedessero dopo aver consegnato la lettera, al solito posto dove si vedevano sempre con gli altri.

«Non è stata colpa mia».

«Mi prendi in giro? E’ sempre la stessa storia! Ma è mai possibile che passi la tua vita agiato sugli allori? Io me ne tiro fuori, basta».

«Dai, non fare così! Ho ancora bisogno del tuo aiuto».

«E’ inutile, tanto già so che non hai intenzione di ritentarci, come sempre, e se provassi a motivarti inizierai ad affossarti nelle tue scuse».

Bevve un sorso di caffè.

«E’ frustrante sai? Lo stai perdendo! Credo che il tuo sia solo un capriccio».

A quelle parole lui si sentì male. Oramai conosceva bene Simona e non poteva fare altro che stare in silenzio – le sue argomentazioni erano sempre giuste.

Eppure, tra tutta la nera rassegnazione, viscida e infestante, c’era un nucleo di rabbia che sprigionava energia: il suo non era un capriccio, ma amore vero.

E allora perché non lo dimostri, gli disse una voce dal profondo, almeno questo, almeno questa volta? E’ una cosa importante!

Sospirò.

Simona aveva ragione.

Scosse la testa e fissò il caffè che aveva davanti.

Il suo amato era così gentile con lui. Avevano passato l’adolescenza insieme. Era qualcuno di un valore inestimabile per lui. Ma era pronto a mettere tutto in pericolo per ciò che provava? D’altro canto, davvero voleva rischiare di perderlo?

Non che adesso fosse suo, però era un grande passo quello, troppo grande per il tipo di persona che era.

Poteva passare su tutto ciò che la gente avrebbe detto – probabilmente – ma anche solo pensare di non poter stare più con lui, o l’idea che tutto sarebbe potuto cambiare in peggio, lo metteva in uno stato ancor più angoscioso di quello in cui si trovava.

Il rischio era enorme. E lui era tirato da un lato dai suoi desideri, dall’altro dai suoi timori.

Ed ecco che riprendeva il circolo vizioso in cui cascava sempre, senza uscirne mai vincitore.

Iniziava sempre volendo qualcosa disperatamente, poi la caduta dovuta allo scontro della passione con la realtà, quindi incertezze portavano all’abbandono del tutto dopo un primo tentativo andato male.

L’ipocrisia della sua persona era tutta nel fatto che sapeva bene cosa doveva fare, e non lo faceva.

Il rischio era enorme, ma sapeva perfettamente cosa l’avrebbe atteso in caso si fosse rifiutato di combattere; ma alla fine comunque non riusciva a fare nulla.

E la ruota non si spezzava.

«Devi provarci» interruppe il silenzio Simona, determinata ma non aggressiva.

Lui non disse nulla. Sospirò nervosamente come faceva sempre.

Simona si alzò e lo guardò negli occhi. «Devi provarci!» ripeté, «non potrai mai sapere cosa accadrà senza tentarci! Provare è la più grande libertà esistente. Le uniche conseguenze sono importanti lezioni: se funziona, bene, altrimenti hai evitato una strada sbagliata – o per lo meno un approccio sbagliato».

Lui la guardò incerto.

«Per questa volta fai ciò che ti dico. Sveglia!» lo scosse lei imperterrita, «non te ne pentirai. Altrimenti chissà cosa potresti perderti. In realtà già ora potrebbe essere tardi».

Lui l’ascoltò. Quei discorsi erano così incoraggianti.

Quando Simona glieli faceva sembrava sempre che le cose stessero per cambiare, che lui avrebbe reagito. Si sentiva vivo.

Ma era un’illusione. Il cambiamento avviene sempre dall’interno, dove c’è sì desiderio, ma anche paura.

Che doveva fare?

Gli faceva male la testa.

Basta! Meglio mettersi l’anima in pace.

Non agendo non lo avrebbe perso; perché mai? Lasciare tutto com’era gli avrebbe assicurato sicurezza.

Simona si sbagliava.

Serie: Il grande passo
  • Episodio 1: La lettera
  • Episodio 2: La cazziata
  • Episodio 3: La sconfitta
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    Commenti

    1. Roberto Gargiulo Post author

      Stessa cosa del primo episodio: grazie per i preziosi consigli!
      Queste sono attente osservazioni di cui farò tesoro, e mi sento più carico che mai.
      Nei prossimi giorni porterò a conclusione questa piccola trilogia.
      Grazie ancora!

    2. Raffaele Sesti

      Ribadisco quando scritto per il primo episodio… La scrittura c’è ma la spiegazione della crisi esistenziale e della menata dell’amica che cerca di spronarlo annoia un po’. A parere mio serve un cambio di passo, una scarica elettrica che faccia saltare dalla sedia il lettore. Come sempre è la mia banale opinione, spero ti sproni solo a scrivere ancora di più.. Alla prossima lettura.

      1. Roberto Gargiulo Post author

        (Ho sbagliato a commentare senza rispondere ahah).
        Stessa cosa del primo episodio: grazie per i preziosi consigli!
        Queste sono attente osservazioni di cui farò tesoro, e mi sento più carico che mai.
        Nei prossimi giorni porterò a conclusione questa piccola trilogia.
        Grazie ancora!