Il Luogo Grigio

Serie: Nel Buio della Notte Terza Stagione

Il “Luogo Grigio” era molto diverso da dove era situata la tana di Nicolas: nessun albero, nessuno spazio d’erba fresca. I Senza Pelo abitavano in costruzioni quadrate, grandi, simili ad alveari. Odorava di “freddo”. Un freddo diverso da quello della neve e della roccia: “cattivo”. Grazie al suo innato senso dell’orientamento, Moo aveva imparato a girovagare all’interno delle fognature con facilità.

Poteva uscire dal “buco” dal quale era sceso. Lo faceva solo quando i sensi lo avvertivano dell’arrivo della notte, limitando le sue visite in superficie al minimo indispensabile. Quel mondo rumoroso e sporco non gli piaceva. Una volta all’aperto, controllava se l’auto di Papà era ferma sul pavimento ruvido senza colore. Moo riusciva a individuare il camioncino facilmente, grazie alla sua forma e all’odore familiare. Dopo i primi tempi, fattosi più ardito, aspettava il ritorno del Senza Pelo nascondendosi sotto il veicolo. Le visite di Papà erano frequenti.

Quando aveva fortuna Papà si accompagnava a qualche altro Senza Pelo ed in quel modo riusciva a raccogliere notizie, seppure distorte. Moo ascoltava con attenzione la conversazione cercando di comprenderne il senso generale.

Sapeva che Nicolas era stato portato in una tana chiamata “Ospedale” e che il piccolo stava male. Anche Mamma e Johnny erano lì. Fra un mare di “parole” sconosciute, Moo cercava di individuare quelle che per lui avevano un senso.

Papà e gli altri della nuova famiglia non erano i soli Senza Pelo che Moo aveva iniziato a studiare di nascosto. Di notte i vicoli vicino al parcheggio si animavano di una vita completamente diversa rispetto a quella alla luce del sole.

Scoprì che anche nel popolo di Nicolas esistevano i Selvaggi. I Senza Pelo vestiti di nero, quelli che erano arrivati subito dopo la fuga di Johnny, controllavano la zona a intervalli di tempo regolare. Moo aveva assistito a delle risse violente, risolte nel sangue al pari delle battaglie nella foresta.

In alcune di quelle occasioni aveva visto usare con abilità il “Coltello”. Dopo quella scoperta aveva iniziato risalire in superficie appena calato il sole, sperando in uno scontro fra bande rivali. Se ne stava in disparte, nascosto dietro i bidoni della spazzatura, osservando il comportamento dei Selvaggi.

Era tutto più “vero”, rispetto alle immagini in movimento che era solito guardare in camera di Nicolas. Dal suo nascondiglio riusciva a percepire l’odore del sudore e della paura. I suoi occhi coglievano ogni sfumatura di colore, ogni piccolo movimento del corpo. Aveva nascosto il Suo “Coltello” in un posto sicuro: un giorno, ne avrebbe fatto buon uso.

Dopo alcuni giorni il suo interesse per i Selvaggi venne meno. Si era accorto che le loro “linee” erano sempre identiche: da loro non avrebbe imparato più di quanto aveva già fatto. Litigavano per dei motivi a lui incomprensibili, ricercando la battaglia a ogni pretesto. Assomigliavano ai Suoi e come loro agivano solo in base all’impulso e alla rabbia. Moo aveva bisogno d’altro per ottenere quello che desiderava.

Un’altra scoperta aveva attratto la sua attenzione: le grandi luci che illuminavano i vicoli potevano essere rotte. I vandali lo facevano spesso, tirando sassi ai lampioni fino a quando la luce bianca si spegneva del tutto. Quando accadeva, Moo approfittava del buio completo per aggiungere un nuovo passo alla sua esplorazione.

Seguendo Papà trovò la “Casa Ospedale”. Somigliava a una grande “tana alveare”, piena di luci e di Senza Pelo. Era impossibile entrare senza essere notato. Nascosto fra le ombre del vicolo scuro, cercò di fissare la rotta del suo obiettivo per poi ritrovarla all’interno delle fognature.

Quell’analisi lo occupò per più di una settimana, fino a quando riuscì a trovare la soluzione al suo problema. Con pazienza e costanza, ricalcolando i suoi passi diverse volte, trovò la posizione sotterranea della sua meta.

Quando si sentì pronto, portò con sé il piccolo oggetto che aveva conservato.

La “Casa Ospedale” era raggiungibile da un “buco” simile a quello che utilizzava per scendere nelle fognature, coperto da un grande tappo di metallo. Non fu difficile spostarlo.

Moo si ritrovò in una grande stanza piena di tubi di varie dimensioni. Studiò quelli più grandi, piatti, e scoprì che vi si poteva introdurre anche se con difficoltà. Molti salivano verso l’alto ed erano pieni d’aria: a volte calda, altre fredda.

La sua struttura fisica lo agevolava notevolmente. La cassa toracica era piatta e poteva trovare posto all’interno delle condutture. S’introdusse con cautela, iniziando la sua arrampicata verso l’alto.

A un Senza Pelo le pareti potevano sembrare lisce, ma Moo riusciva con facilità ad individuare le piccole imperfezioni e ribattiture che gli consentivano l’appoggio per mani e piedi. Strisciò in quel modo con pazienza e costanza, fermandosi a osservare il mondo sotto di lui dalle piccole fessure che servivano per inviare l’aria dentro l’edificio.

Dedicò molto tempo a osservare le stanze dove i Senza Pelo vestiti di bianco lavoravano, trovando diversi spunti di riflessione. Trovò di particolare interesse quelle dove portavano i defunti, osservando lo strano modo in cui conservavano le salme.

Uno dei suoi ricordi atavici, lo aveva istruito attentamente su come preparare il suo corpo per il trapasso. La sua carne e le sue ossa erano state create per decomporsi rapidamente. Quando uno dei Suoi si sentiva vicino alla morte, cercava un nascondiglio che l’avrebbe celato al mondo per almeno cinque lune. Tanto bastava.

In caso di morte violenta i Suoi seppellivano i cadaveri in una stretta gola del Canyon, tanto impervia da non poter essere raggiunta da nessun Senza Pelo. La loro esistenza doveva rimanere segreta.

I Senza Pelo, al contrario, sembravano conservare i corpi della loro gente. Anzi. Scoprì con estrema sorpresa, ne conservavano anche i “pezzi”. Riconobbe l’odore del sangue e della carne lacerata provenire da diverse scatole bianche piene di strani simboli rossi.

Quando si arrampicò ai piani superiori l’odore lo travolse. Mai aveva sentito la morte e la malattia tanto forti. Nella “Casa Ospedale” tutto puzzava di disperazione. Doveva sbrigarsi, prima che quel “Sentimento” prendesse anche lui.

I “Sentimenti” erano cose strane, pericolose. Con Nicolas aveva scoperto che potevano essere contagiosi.

Cercò di individuare un odore su tutti. Era come trovare un filo d’erba fra mille, ma alla fine ci riuscì. Non quello di Nicolas.

Ritrovò un sentore dell’aroma dolciastro di Marianne poco distante da dove aveva sostato per riposare. La conduttura era tornata ad assumere un percorso orizzontale e per lui fu più facile procedere. Decise di controllare un piano alla volta, cercando fra gli odori che gli giungevano dalle feritoie: scoprì che c’erano anche quelli di Papà e della senza Pelo “uguale ma diversa”. Li trovò al secondo piano, dopo aver deviato direzione ed essersi infilato in un tubo più stretto. Sbirciando dalla fessura li vide tutti assieme. Mamma era eccitata, contenta e terrorizzata. Moo riuscì a comprendere che non riusciva a stare ferma nel letto: era andata al “Bagno”. Voleva andare da Nicolas: lo stavano “operando”.

Moo centellinò ogni parola, frugando nella memoria: sapeva che quanto stavano dicendo era importante.

Alla fine, comprese. I Senza Pelo vestiti di bianco stavano “aggiustando” Nicolas: mettendo un Cuore Nuovo dentro al cucciolo.

Era la sua occasione. Forse non sarebbe mai riuscito a individuare il piccolo in quella grande “tana alveare”. Avrebbe tentato, ma in caso di sconfitta poteva contare su una certezza.

Sapeva dove trovare qualcosa di “suo”.

Serie: Nel Buio della Notte Terza Stagione
  • Episodio 1: Il Luogo Grigio
  • Episodio 2: Il Piccolo Principe
  • Episodio 3: Estasi
  • Episodio 4: Divisi
  • Episodio 5: La Grande Battaglia 
  • Episodio 6: Uniti
  • Episodio 7: Epilogo
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Horror

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    Discussioni

    1. Ciao Micol! Questo episodio mi è piaciuto davvero tanto. Ho capito dopo, leggendo i commenti che c’è una serie precedente giusto? Non mancherò di leggerla, sembra davvero intrigate e il punto di vista di Moo è incredibile. Brava!

      1. Ciao Virginia, grazie per dedicato del tempo a Moo e Nicolas. Sì, questa è la terza stagione, quella finale. Secondo me, leggendo la storia dalla prima stagione le vicende possono appassionare con più facilità, in quanto alcuni sottintesi possono essere apprezzati maggiormente 😀

    2. Il ritorno di Moo!!! Eccolo! Che bello vedere tutto attraverso i suoi occhietti, la sua innocenza (?), il suo modo di interpretare la qualunque. In certi momenti ho immaginato un Moo dalle fattezze Zorexiane! Ahahaha. Episodio di apertura davvero bello. Complimenti. Proseguo! 🙂

      1. Ciao Giuseppe, direi che quel “?” cade a fagiolo 😀
        Sebbene “addomesticato” Moo non ha perso del tutto la sua natura.

      1. Ciao Kenji, grazie! 😀
        In questa terza stagione i punti di vista di Moo e Nicolas si alterneranno ad ogni episodio.

    3. Ciao Micol, Moo conosce sempre di più il mondo dei senza pelo, cogliendone similitudini e differenze rispetto al suo mondo, scoprendone anche la violenza e la barbaria. Moo rappresenta l’esplorazione, la scoperta, anche se con forti tinte oscure rappresentate dal suo essere. Il lato più inquietante? Il Suo coltello… Sono certo che ritroverà il piccolo senza pelo, ma ovviamente sono curioso di vedere che piega prenderà la storia! Odore di realtà, odore di ospedale e sangue, odore di sensazioni e sentimenti, tutte da me percepite con gli occhi e l’olfatto di questo splendido personaggio da te magistralmente caratterizzato???! Alla prossima???!

      1. Ciao Tonino, hai ragione. Il Suo Coltello sarà assoluto protagonista di questa stagione: quella “Cosa” “oggetto” provocherà il caos facendo precipitare gli eventi 😉

    4. Micol non delude. Moo sta conquistando le simpatie dei lettori EO, tanto che lo proporrei come mascotte!?
      Noto sempre di più l’umanizzazione a cui la creatura sta andando incontro. Speriamo non mi diventi troppo buono.??

      1. Ciao Dario, magari riusciamo a “brevettare” un mostro di peluche e diventiamo ricchi ? Quanto a Moo, a modo suo, si dimostrerà un buon amico anche in questa ultima serie.

    5. Finalmente una delle mie serie preferite di Open, i brano col focus su Moo sono i miei preferiti, vedere il mondo con i cuoi occhini gialli è veramente bello. Il fatto che tutto risulti così credibile la dice lunga sulle capacità di Micol.
      Brava :-*

      1. Ciao Alessandro ? Moo ha fatto ritorno su Open, desideroso di condividere la sua storia e quella di Nicolas fino alla fine. Spero che questa stagione ti piaccia come le altre ?