Il Mago

Il maledetto si stava prendendo gioco di lui da diverso tempo. Alo amava il brivido della caccia e quella gli stava regalando parecchie emozioni: saltare da un tetto all’altro mentre i pacifici cittadini di Luras passeggiavano nei vicoli, del tutto ignari della sua presenza, lo divertiva. Di tanto in tanto la preda sostava per guardarlo negli occhi, canzonandolo con lo sguardo. L’elfo non era solito arrendersi e pur piccina la vittima non aveva scampo: poco importava se riusciva ad infilarsi negli anfratti più angusti, Alo era sempre un passo avanti per attenderlo allo scoperto. Finalmente riuscì a prenderlo per la collottola, alzandolo al cielo in segno di vittoria.

Sbirciò i genitali scoppiando a ridere. «Femmina. Ci avrei scommesso, di qualsiasi razza siate siete sempre un osso duro.»

La gattina gli rispose mostrando i denti. Era un bell’esemplare; la sua pelliccia era morbida, di un caldo colore aranciato. Il pelo attorno agli occhi era bianco e le donava un aspetto raffinato: con un collare ingioiellato non sarebbe stonata nel salotto di una dama di buona famiglia. Alo aveva per lei altri piani.

La mise in un sacco di tela, attento a non farsi graffiare.

Una volta fatto, si calò in un vicolo deserto. Qualche colpetto alle vesti impolverate e fu pronto a uscire allo scoperto. Conosceva Luras come le sue tasche: i cittadini erano abituati a non ficcare il naso negli affari degli altri e questo gli permetteva di circolare indisturbato.

Si diresse ad est, raggiungendo un piccolo quartiere commerciale poco frequentato. Nessuno sapeva esattamente di cosa si occupassero i mercanti, se non pochi selezionati clienti disposti a spendere decine di monete d’oro. Lui era uno di questi.

Prima di raggiungere la bottega che desiderava visitare, incrociò il passo con un energumeno che per la fretta gli andò quasi addosso.

L’uomo non fece cenno di volersi scusare, degnandolo a mala pena di un’occhiata prima di affrettarsi nella direzione apposta. Alo notò che i suoi tratti erano alterati dall’ira e con un sospiro sperò che il sospetto che si era insinuato in lui rimanesse tale senza trovare riscontro.

Non appena aperta la porta venne investito in pieno da un urgano. Patra lo abbracciò stringendolo in una morsa, facendogli mollare la presa dal sacco che portava sulle spalle.

«Devi ucciderlo!»

Alo alzò gli occhi al cielo, aspettando qualche momento per consentire al ragazzo di ricomporsi. Quando lo ritenne opportuno, con la tunica ormai bagnata dalle lacrime e i singulti del mago, Alo lo allontanò con fermezza. Prima di pronunciare parola lo esaminò da capo a piedi per sincerarsi delle sue condizioni.

«Se ammazzassi tutti gli uomini con cui sei andato a letto non potrei occuparmi d’altro.»

Patra si scostò, offeso, tirando su con il naso. «Ti sei “occupato” di Nadeh.»

«Ti aveva pestato a sangue: ti ci sono volute quattro lune nuove per muovere un passo senza reggerti a un bastone.

Gli hai versato un filtro nel boccale?»

«No.» Patra gli rivolse un’occhiata seccata. «Il guerriero si è avvicinato di sua iniziativa mentre cenavo alla taverna.

Non devi preoccuparti per i tuoi filtri, non ti lascerò nuovamente sfornito: mi trascinerò a terra scivolando sul mio stesso sangue, ma ti servirò come sempre.»

Alo sbuffò. «Sei sempre melodrammatico.»

Ora che il mago si era calmato, si addentrò nella bottega. Sostò davanti al bancone, ammirando le fiale riposte con ordine in delle teche di vetro. Patra era solito alle sfuriate isteriche, ma eccelleva nella sua arte. L’elfo non aveva mai conosciuto un alchimista tanto capace. Il ragazzo aveva la rara capacità di sintetizzare la sua magia dandole forma, consentendo a chiunque di poterla utilizzare: le sue pozioni non avevano mai fallito. Alo era stato ben attento a nascondere la sua esistenza per non metterlo in pericolo: non era raro che persone tanto dotate scomparissero nel nulla per servire oscuri padroni. L’anima di Patra era gentile, non avrebbe mai utilizzato il suo potere per danneggiare altri. Tranne che per adescarli. Alo non era del tutto convinto che l’energumeno si fosse introdotto in casa di sua spontanea volontà.

«Hai delle nuove misture da propormi?»

Il ragazzo ritrovò il buon umore e lo raggiunse al bancone. Gli piaceva pasticciare con gli ingredienti, qualsiasi fosse l’esito dei suoi esperimenti: su di lui le pozioni non avevano alcun effetto nefasto, tanto che era solito fare da cavia. Una volta, con suo enorme divertimento, si era trasformato in uno scarafaggio. Aveva atteso con pazienza che l’effetto del siero terminasse, rintanato in un cantuccio per evitare di essere spiaccicato al suolo: Alo e pochi altri clienti erano soliti accedere alla bottega senza avviso. Aveva cercato di proporlo all’Assassino, ma questi aveva declinato l’offerta con un sorriso.

Patra pescò da un cassetto una fiala che conteneva un liquido color viola. «Ho rielaborato la composizione del sonnifero, ora la sua azione è immediata.»

«Ricordo che stavi lavorando ad un inibitore magico.»

Lo sguardo del mago si fece attento: ne parlavano da un paio d’anni, ma non era riuscito ancora ad ottenere risultati apprezzabili. Difficile trovare delle cavie per mettere alla prova l’intruglio e non era così sciocco da provarlo su se stesso.

«Credo di essere a buon punto, ma come sai non posso assicurare il risultato.»

Alo annuì, pensieroso.

«Ti va, di accompagnarmi?»

Gli occhi verdi di Patra si illuminarono di felicità. «Una vera missione?»

«Ho notizia di una fattucchiera che si è ritirata nel Bosco dei Rovi Ardenti. Sta provocando diverso scompiglio, molti paesani dei villaggi limitrofi sono scomparsi senza dare più notizie. Non è molto potente, potrei sconfiggerla grazie alla pozione “scudo magico”: comunque vada, non ti metterò in pericolo. È un buon modo per provare l’efficacia del tuo serio.»

«Nel caso la pozione fallisse? Lo scudo magico è in grado di proteggerti solo per trecento battiti di cuore.»

«Non hai nulla di cui preoccuparti. Nel caso la pozione fallisse tornerai a lavorarci, l’importante è che tu sia presente per studiarne gli effetti.»

Il ragazzo aggrottò le sopracciglia, inquieto. «È una donna malvagia, vero?»

«Croce sul cuore.» Alo sfiorò il petto per suggellare quel giuramento infantile.

«Vado a preparare i bagagli!»

Prima che il giovane si dileguasse al piano superiore, Alo riuscì ad afferrarlo per una spalla. «Partiremo fra un paio di giorni, ho delle commissioni da sbrigare alla Casa dei Gelsomini.»

Patra sospirò, rassegnato. «Almeno, posso offrirti una tazza di tè? Ieri ho acquistato una nuova mistura, l’ho arricchita con della scorza di mandarino e non vedo l’ora di provarla. Speravo di farlo con calma appena sveglio.»

«Ti raggiungo in cucina.»

Alo si diresse alla porta, raccogliendo il sacco che aveva lasciato a terra. Lo portò con sé nel piccolo locale sul retro e sedette al tavolo ingombro di alambicchi da lavare. Aveva familiarità con il locale che ospitava la bottega: era un edificio di pregio, retto da solide fondamenta ed interamente edificato in pietra; cosa insolita possedeva un cortile piuttosto ampio a cui si poteva accedere proprio dalla cucina.

Patra gli dava alle spalle e trafficava con la brocca che aveva messo sulla stufa a legna.

«Sono contento di passare un po’ di tempo con te, era da parecchio che non venivi a farmi visita.»

«Sai cavartela da solo.»

Il mago versò il tè in un due di tazze di ceramica. Le posò su un vassoio cui aggiunse una ciotola con del miele ed una ripiena di cristalli di zucchero non raffinato. Quando le portò al tavolo l’elfo sorrise, prendendo la sua per assaporare il profumo ancor prima della bevanda. La sorseggiò, gustandola, piacevolmente sorpreso: l’aroma della scorza di mandarino si sposava alla meraviglia con la qualità di tè scelta dal mago.

«Dimenticavo!» Alo posò la tazza, allungando la mano per prendere la sacca che aveva lasciato sul pavimento. «Ho un regalo per te.»

Il mago sorrise come un bambino, afferrandola di slancio: una svolta disfatto il nodo il suo volto si illuminò. Estrasse la micina con estrema attenzione, alzandola per poterla guardare direttamente negli occhi.

«È bellissima.»

La carogna, totalmente a proprio agio, emise un miagolio e iniziò a fare la fusa. Dopo pochi istanti la micetta e Patra iniziarono una vera e propria conversazione, fatta di sbuffi e gnaulii.

Gli occhi di Alo si fecero sorridenti, persi in un ricordo non troppo lontano.

In uno dei suoi ingaggi gli era capitato di trascorrere del tempo ad Hanak, una città portuale i cui bassifondi venivano chiamati “latrine”; uno dei luoghi più desolati in cui aveva messo piede. I pirati vi gettavano i figli indesiderati, lasciandoli in balia del fato: nessuno di loro raggiungeva l’età adulta. I pochi ragazzini ad aver imparato l’arte della sopravvivenza, si aggiravano per i vicoli contendendosi il cibo come fiere selvatiche: comminavano a quattro zampe e ignoravano l’uso della parola, pronti a mordere o graffiare. Uno dei più piccoli gli si era avvicinato cautamente accovacciandosi a terra in attesa di qualcosa da mangiare. Sporco, con i capelli neri arruffati e gli occhi verdi grandi e spaventati: occhi in cui ancora brillava la speranza.

«Si è comportato in modo sconsiderato?»

Patra lo fissò sconcertato.

«Il guerriero. Pensandoci bene potrei rompergli una gamba.»

Il mago scoppiò a ridere.

«Non occorre, Pater.»

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Discussioni

  1. Mi ritrovo a dover essere banale, nei miei commenti, a furia di affermare come tu non sia mai banale 😊
    Come sempre le tue descrizioni sono meglio dei visori per la realtà virtuale, perché qua ho sentito il profumo del tè aromatizzato al mandarino..
    E il finale inatteso mi ha proprio spiazzato. Ora però aspetto di sapere se la pozione neutralizza magia funzionerà!

    1. Ciao Sergio, mi piace l’idea che nulla sia mai troppo scontato e ti ringrazio per dirmelo ogni volta 😀
      Alo ormai ha una vita ben definita, mancano ancora altre persone che ne fanno parte ma poco a poco conoscerai anche loro. Quanto alla pozione, avrai modo di scoprirlo molto presto (spero) 😀

  2. “La carogna, totalmente a proprio agio, emise un miagolio e iniziò a fare la fusa. Dopo pochi istanti la micetta e Patra iniziarono una vera e propria conversazione, fatta di sbuffi e gnaulii.”
    ❤️ Ti piace vincere facile, eh! 😂 ❤️ ❤️

  3. “Femmina. Ci avrei scommesso, di qualsiasi razza siate siete sempre un osso duro”
    In qualità di coinquilino di tre gatti, due maschi ed una femmina, confermo. E anche la femmina umana conferma!

    1. Decisamente, noi qui siamo in tre (di cui 2 umane) contro l’unico gatto maschio 😀

  4. Ciao Micol, ad Alo piacciono le emozioni forti… A caccia di gatti 😂😂😂! Meraviglioso, in particolare il rapporto con Patra, e non mi stupisce, visto il risvolto alla fine! A questo punto, voglio conoscere la fattucchiera😁! Bell’episodio come sempre, Alo ormai è nel cuore😍!

    1. Ciao Tonino, per ora quella che ho in mente non è un’avventura con la fattucchiera (credo che la lascerò alla vostra fantasia), ma Patra sarà il protagonista assoluto e spero ci scappi qualche risata 😀

  5. Bello l’inizio con Alo alle prese con una gattina e anche il personaggio di Patra mi piace molto, originale e interessante nelle sue molteplici sfaccettature, come ci hai abituato.
    Però spero che la storia continui, dobbiamo capire se la pozione funziona

    1. Ciao Alessandro 😀
      Sì, la storia continuerà ma non nel Bosco dei Rovi Ardenti: lascio alla vostra immaginazione l’epico scontro con la fattucchiera. Patra avrà modo di testare alcuni dei suoi filtri e combinare parecchi guai in un regno poco lontano ;D

  6. Ciao Micol. Altro episodio in cui il protagonista è il mitico Alo? Uao, che velocità! Fantastico! 🙂 Per un attimo pensavo avesse catturato il potente Luxor della locanda (altro tassello che prima o poi troverà la sua giusta collocazione). Ci credo bene poi che Alo ami il brivido della caccia! Soprattutto se si tratta di gattini! 🙂 Altro ottimo episodio, forte di un bel finale! Interessante il rimando al passato! Complimenti Micol. 🙂

    1. Ciao Giuseppe, in questi giorni Alo è piuttosto presenzialista 😀
      Questa storia dà il “là” a un altro episodio che scriverò a breve, dove Patra sarà il protagonista. Nelle mie intenzioni sarà una storia comica e per me è una bella sfida. Quanto al Luxor, ne esiste al mondo solo uno! 😀 😀 😀