Il mago con gli occhiali, non io!

Serie: Niente di anomalo


-Niente. Vogliono proprio le botte quei tre. Va bene. Adesso gli faccio vedere io-

Sonia cominciò a fluttuare, e raggiunse lo spazio in pochi secondi.

-Da quando ci sono così tanti satelliti? L’ultima volta ce ne erano molti meno. E quei tre stanno chiamando i rinforzi. Va bè, ci metteranno un po’ a farlo-

Da un momento all’altro il suo corpo cambiò: divenne un drago dorato, messo in posizione verticale, infatti le zampe anteriori sembravano le gambe, le zampe superiori le braccia. In più aveva un grande paio di ali; suoi occhi riflettevano tutti i colori dell’arcobaleno. In totale era grande quanto la Terra.

-Wow. È bastato fargli vedere il mio vero aspetto per farli scappare. E poi il narratore si è degnato di descrivermi! Wow! Grazie narratore, ogni tanto sei utile pure tu-

Mentre stavano scappando urtarono un asteroide, che cambiò direzione verso la Terra; Sonia subito gli fece riprendere la sua traiettoria tramite i suoi poteri, quindi tornò in camera sua.

-So che te lo stai chiedendo, e sì, quello credo sia il mio vero corpo, visto che sotto quell’aspetto i miei poteri raggiungono il massimo della loro potenza, ho fatto un illusione per far in modo che nessuno mi vedesse e nessun corpo celeste avesse influenze gravitazionali dovute alla mia massa. E un ultimo dettaglio: io sarei grande quanto il sole in realtà, ma mi sono rimpicciolita diminuendo lo spazio fra gli atomi del mio corpo grazie ai miei poteri telecinetici-

Rimase lì, da sola, finché la madre non tornò con Francesco.

“Rieccoci qui”

“Ciao Sonia”

“Ciao”

“Tu sai qualcosa su un asteroide che ha deviato dalla sua orbita e poi è tornato su di essa senza apparente motivo?”

-Oh no. Mi sono dimenticata questo piccolo dettaglio- “Certo che no. Io? Figurati”

La mattina dopo andarono a scuola, e Francesco cominciò ad allontanarsi da Sonia; si sedette vicino ad Antonio.

“Tu conosci Sonia, giusto?”

“Sì, perché?”

“Secondo te posso conoscerla meglio?”

“Certo, perché no? Un attimo. Ti piace Sonia? Davvero? Come fa a piacerti una persona del genere?”

“Ma tu non sei suo amico?”

“Sì, ma è una lunga storia. Che cosa ti piace di lei?”

“Sinceramente non lo so bene”

Il pomeriggio i due lo passarono insieme.

“Mi spieghi quali sono i tuoi poteri?”

“No. Non ho voglia, dovrei parlare per mezz’ora. E tu ti annoieresti dopo qualche minuto”

“Ok… E perché li hai?”

“Bho”

“Come bho?”

“Non lo so, sono nata così”

“Non è che tua madre ha fatto esperimenti su di te?”

“Cosa? Ti pare una cosa da chiedere?”

“Chiedo, scusa, e di sicuro qui non sono l’unico che lo vuole sapere”

“Comunque no. Mia madre è un genio in scienze inorganiche ma non sa niente di scienze organiche. Può essere che di biologia ne sappia di più mio padre, ed è una cosa incredibile che mio padre sappia più cose di mia madre in qualsiasi argomento”

“Ah. Allora sei tipo la prescelta per sconfiggere qualche male superiore?”

“Cosa? Certo che no. Non ti permettere di accomunare me a certi maghi con gli occhiali”

“Ok, scusa. Allora sei tipo la figlia di un essere superiore che è stato sconfitto dal fratello cattivo e tu devi vendicarlo o cose così?”

“Che problemi che hai. Non sono niente di tutto ciò”

La sera Sonia venne chiamata per fare cena.

“Cena? Cos’è?”

“Il pasto della sera mio caro robottino”

“Posso venire anche io con te?”

“Sì, non vedo perché no”

Arrivati in cucina videro i suoi genitori ai fornelli.

“Sonia metti la tavola”

“Ok”

I due si sedettero a tavola mentre i piatti e le posate fluttuavano al loro posto.

Dopo iniziarono a mangiare.

“Francesco non fissarmi”

“Scusa Sonia. Ma tu hai bisogno di mangiare?”

“No. Ma mi piace mangiare”

“Soprattutto i dolci-era il padre-Quando la devi corrompere usa i dolci, al cioccolato al latte, all’amarena o alla vaniglia. Non rifiuta mai”

“Non… Chi prendo in giro? Ok, è vero. Lo ammetto”

Il giorno dopo, alla prima ora, avevano lezione di educazione fisica. Tutti erano negli spogliatoi.

“Ragazze qualcuna di voi ha un assorbente?”

-Gli do uno dei miei soltanto perché me lo sta chiedendo Martina- “Sì, te ne posso dare uno io”

“Grazie Sonia”

Mentre parlavano una sua compagna si avvicinò.

“Sei davvero brutta”

-Paola Lastra… Simpatica come al solito. È tipo la bulla della classe, si diverte a provocare la gente- “Già. Che ci posso fare se sono brutta?”

“Non cominciate-era Giulia-Paola, non fare la bulla; Sonia, non ascoltarla, ognuna ha i proprio pregi”

-Wow. Non mi aspettavo questo intervento da lei-

“Già-si inserì nel discorso anche Elena Cati-Stai facendo tutto questo solo perché sei invidiosa”

“Non è vero!”

“Sì, non mentire”

“Non prendetevela. Anzi, se riuscite a far in modo che quello psicopatico non mi pedini più io sono contenta”

Tutte le ragazze restarono in silenzio.

-Wow. Ho fatto tutte felici con questa affermazione. Chissà come se la passa di là Francesco-

“Hey Francesco-Antonio si stava cambiando-Non ti cambi?”

“No, non ne ho bisogno”

“Dopo non avrai i vestiti sudati?”

“No. Praticamente io non sudo”

“Ok, se lo dici tu. Usciamo?”

“Non dovresti metterti almeno una maglia?-era Lorenzo-Fa freddo e non è decoroso uscire senza neanche una maglia”

“Francesco-Sonia gli stava parlando telepaticamente-Ti prego non fare uscire Antonio così”

“Perché?”

“Vuole solo farsi vedere, è un idiota”

“E poi questo vuol dire che stai guardando qui dentro?”

“Sì”

“Poi dici che è Antonio quello inquietante. Tu che guardi dentro gli spogliatoi maschili cosa sei?”

“Figurati se lo faccio per motivi del genere. Volessi fare cose del genere guarderei i ricordi della gente. E comunque, fermalo!”

“Mi dispiace, ma è già uscito”

“Davvero? Che idiota”

“E poi, di sicuro prima che tu guardassi non sapevi cosa stava facendo Antonio. Allora perché hai guardato inizialmente? Visto che non sapevi di Antonio?”

“Perché immaginavo che stesse combinando qualcosa del genere”

“Certo. Dicono tutti così”

“Pensa quel che ti pare, allora”

Sonia guardò nella palestra, e vide il professore che lo stava sgridando.

-Esco appena finisce-

L’ora dopo vennero consegnate le verifiche di scienze corrette.

-L’idiota ha preso due e mezzo. Bravissimo lui-

“Quanto hai preso Sonia?”

“Otto. Tu Martina?”

“Sei e mezzo! Sono felicissima! Sono riuscita a prendere la sufficienza!”

“Brava!”

“Brava? Io? Tu sei stata brava! Hai preso uno dei voti più alti della classe”

“Io è da sempre che prendo voti del genere, vale molto di più il tuo sei e mezzo che hai ottenuto mettendoci l’anima che i miei voti che ottengo senza studiare, praticamente”

“Grazie. Mi rendi felice!”

Serie: Niente di anomalo


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