Notte

Serie: Nel Buio della Notte

Esiste un mondo segreto che solo i bambini riescono a percepire.

Nei loro letti ascoltano il vento frusciare, bisbiglio sinistro che rende la notte piena di misteri. Nel buio immaginano una foresta oscura, primordiale, dove esseri fantastici e spaventosi si muovono con passo felpato alla ricerca del pasto. Una volta individuata la preda il passo delle creature si fa veloce, fino a diventare una corsa. Seguono loro.

Nonostante l’essere in agguato non riveli mai il suo aspetto il cuore sembra scoppiare loro in petto. I bambini non possono vederlo, ma percepiscono la sua presenza e la sua bramosia. La loro unica protezione è la calda coperta nella quale si avvolgono e la piccola luce notturna che brilla in qualche punto della stanza, stella cometa in grado di indirizzare i loro sogni verso luoghi più sereni.

I bambini sanno quello che gli adulti hanno dimenticato: al centro dell’oscurità più profonda c’è qualcosa che li attende.

 « Dormi bene tesoro. »

Nicolas sorrise, assaporando il tocco leggero delle labbra della madre sulla fronte.

Marianne aveva posato sul comodino dei biscotti al cioccolato: il loro speciale congedo fin da quando aveva imparato ad addormentarsi da solo. Di norma riusciva a bruciare perfino un uovo al tegamino. Quei biscotti erano l’eccezione alla regola: erano frutto di una vecchia ricetta lasciata in eredità dalla nonna. Merito dell’ingrediente “segreto”: l’amore. Ogni sera ne lasciava un piattino, dicendo che il loro sapore gli avrebbe ricordato il suo abbraccio.

Sebbene Nicolas non li assaggiasse, non aveva perso quell’abitudine. Il bambino sospettava che quel rito servisse a tranquillizzarla. E, in fondo, non dispiaceva nemmeno a lui: poteva gustare l’aroma che giungeva a solleticargli le narici.

Attese che la madre uscisse dalla camera, quindi socchiuse gli occhi nella penombra e si mise in ascolto del suo respiro: quando il suo cuore era quieto, aveva il potere di rassicurarlo e di condurlo nel sonno. O quasi: per lo meno, non faceva le fusa come accadeva sempre più spesso.

La porta si aprì con un lieve cigolio e dei passi furtivi si diressero verso il comodino. Sentì sgranocchiare: Johnny stava mangiando i biscotti senza curarsi delle grosse briciole che cadevano sul pavimento pulito.

Una volta sazio il ragazzo si spostò verso la finestra e la socchiuse. Nicolas aprì gli occhi rabbrividendo e volse lo sguardo verso il fratello: gli dava le spalle e osservava pensieroso il cielo notturno.

Resosi conto che Nicolas era sveglio, rivolse la sua attenzione su di lui.

« Lascio aperto per i mostri, così vengono a prenderti. »

Detto questo uscì dalla stanza, facendo attenzione a chiudere la porta senza far rumore.

Nicolas si avvolse nella coperta, drappeggiandosela addosso fino a formare un bozzolo. Così facendo solo il viso rimase esposto alla brezza notturna. Chiuse gli occhi, stanco, cercando di ritrovare il suono del suo cuore in attesa del sonno.

Era quasi giunto a lasciarsi andare, quando avvertì una strana sensazione. Un brivido freddo gli percorse la spina dorsale. Nella stanza era accaduto qualcosa. Ne era certo. Avvertiva un’energia estranea avvicinarsi.

Gli ricordò le scariche elettrostatiche che a volte si diffondevano dal vecchio televisore della nonna. Quando era piccolo si divertiva ad avvicinarsi all’apparecchio per vedere il riflesso dei suoi capelli sull’oblo scuro. L’elettricità glieli raddrizzava sulla testa facendolo sembrare uno scienziato pazzo.

L’energia che ora lo colpiva era pulsante. Il suo corpo si immobilizzò: in attesa. Si rese conto che quella sensazione partiva dalla carne, non dalla mente. Un atavico meccanismo di difesa aveva bloccato ogni muscolo, rendendolo simile a un animale che si fingeva morto per scampare alle fauci di un predatore.

Sentì il calore avvicinarsi: sopra di lui, fin quasi a sfiorargli la faccia. A pochi millimetri dalla pelle.

Dopo alcuni istanti infiniti si allontanò. Nicolas non avvertì alcun movimento, ma fu certo che si fosse spostato verso il basso. Sotto il suo letto. Forse, stava sognando.

Paradossalmente la notte non gli sembrò più tanto fredda. Scostò il piumino cercando una posizione più comoda per addormentarsi. Nel caso fosse ancora sveglio. Nicolas non riusciva più a stabilirlo e preferì ritirarsi nel sonno profondo rinviando i pensieri all’indomani. La stanchezza si era fatta ormai insostenibile, aveva bisogno di dormire. Come diceva sua nonna “una buona notte di sonno aggiusta tutto”. Se non si poteva far di meglio, bisognava accontentarsi.

***

Marianne entrò nella stanza verso mezzanotte.

Da quando i medici avevano diagnosticato la malattia di Nicolas non sapeva darsi pace. Nei suoi sogni lo vedeva correre felice nel giardino della loro casa per poi cadere in una buca profonda scomparendo dalla sua vista. Quando accorreva in suo aiuto non trovava alcuna traccia del figlio: la fossa conteneva una bara scura, coperta da alcuni pugni di terra.

Gli sfiorò la fronte con leggerezza, contenta di trovarla fresca. Lanciò un’occhiata in direzione del piatto posato sul comodino e fu sorpresa di trovarlo vuoto. Sapeva che Nicolas non mangiava i biscotti, ma non le aveva chiesto di smettere di portarli. Da quando aveva tre anni quella coccola era divenuta la loro buonanotte.

La donna spostò lo sguardo verso la finestra, lasciandosi sfuggire un sospiro. Andò a chiuderla, stizzita, obbligandosi a contare fino a dieci prima di formulare alcun pensiero.

Sapeva cosa era accaduto. Johnny era stato lì: aveva mangiato i biscotti e aperto la finestra.

Si sentì una funambola in piedi su una corda tesa a dieci metri d’altezza. Johnny era sempre stato geloso del fratello minore, ma in quel periodo la situazione era peggiorata. Se prima sorrideva del suo atteggiamento ora la faceva arrabbiare. Johnny aveva compiuto da poco tredici anni ed era giunto il tempo di crescere. Non poteva continuare con quei piccoli dispetti.

John la consolava, pregandola di mantenere la calma. I rapidi cambiamenti che avevano dovuto affrontare per gestire la situazione avevano sconvolto tutta la famiglia.

Un paio di mesi prima Marianne era stata chiamata d’urgenza dalla scuola di Nicolas: il bambino era svenuto a causa di malore improvviso. Si era diretta all’ospedale di zona e aveva atteso nei corridoi bianchi del reparto emergenza per almeno un’ora. John che era accorso appena appresa la notizia. Il tempo di prendere l’auto e avvisare un collega via radio ed era arrivato a Glenrock ignorando ogni limite di velocità.

La diagnosi era stata uno choc: miocardite infettiva.

Nicolas era un bambino sano, agile, che amava arrampicarsi sugli alberi. Non aveva mai dato segni di malattia: com’era possibile? Avevano riempito miliardi di formulari assieme ai medici, ripercorrendo le poche malattie infantili. Sì, in primavera aveva contratto la varicella.

Lei e John l’avevano avuta da bambini, Johnny quando aveva sei anni. La varicella? Poteva, la varicella, uccidere un cuore?

Marianne aveva appreso anche questo. In casi rari, poteva uccidere un cuore.

Il piatto di biscotti, vuoto, era l’unica cosa che riusciva a confortarla. Se Marianne avesse badato al suo umore si sarebbe messa a piangere seduta sul divano. Eppure, la vita doveva andare avanti. Una volta giunto il pomeriggio infornava i biscotti pregando che il nuovo giorno l’avrebbe vista compiere la stessa azione. E così all’infinito. Fino a quando i biscotti cuocevano nel forno, Nicolas era nella sua camera. Vivo.

Dopo aver posato un altro bacio sulla fronte del figlio si apprestò a uscire. Ancor prima di fare il primo passo lo sentì mormorare nel sonno. Incuriosita, chinò il capo verso di lui. Con una mano trattenne i lunghi capelli neri affinché non sfiorassero il viso del bambino, avvicinando l’orecchio alle sue labbra.

« Moo… Moo… »

Marianne sentì le sopracciglia sollevarsi in un’espressione perplessa. “Moo.” Non riuscì a dare un senso compiuto a quel monosillabo. Nicolas appariva tranquillo, sereno

« Dolci sogni, piccolino. »

Se ne andò in punta di piedi, chiudendo la porta alle spalle.

Serie: Nel Buio della Notte
  • Episodio 1: Notte
  • Episodio 2: Il Fuoco e la Falena
  • Episodio 3: Mostri
  • Episodio 4: Smile
  • Episodio 5: L’Alieno
  • Episodio 6: Uno sguardo nel buio
  • Episodio 7: “Forse”
  • Episodio 8: Di carne e sangue
  • Episodio 9: La Maga
  • Episodio 10: Nel Buio della Notte
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    Commenti

    1. Vanessa

      Ciao Micol, questo primo episodio ha il sapore dolce amaro di quei biscotti al cioccolato… Il personaggio di Marianne è molto dolce, forte e delicato… un pò come quello di Nicolas che mi ha trasmesso molta tenerezza. Sarà un piacere leggere il seguito 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Vanessa, felice di incontrarti qui! Questa serie è un po’ diversa dalle altre che ho pubblicato, un dark con cui spero di portare alla mente i ricordi dell’infanzia: unicorni e mostri, felicità e paura. Nulla è impossibile…

    2. Andrea Bindella

      Molto bello questo primo capitolo, mi è piaciuto davvero molto!
      Grazie Micol per questo stupendo LibriCK. 😉
      Mi associo a quanto già espresso dagli altri lettori, sei brava e scrivi molto bene.

      1. Micol Fusca Post author

        Grazie Andrea, per questa serie ho deciso di tratteggiare uno scenario meno dark. Anche se, con il passare degli episodi, la mia anima “nera” tornerà a prendere il sopravvento 😉

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giavanni, spero che la serie continui a piacerti con il proseguire degli episodi. Mi sono data un compito difficile, almeno per me, nel voler tratteggiare questa storia come una favola dark. Con il proseguire della vicenda dovrò affrontare alcuni temi davvero delicati, spero di riuscire a trattarli con l’opportuna sensibilità.

    3. faby fabiana

      Cd su Facebook su pagina libera_mente
      “Libro click ricco di suspence.
      Capace di tenere il lettore incollato alla pagina in preda a curiosità e dubbi..un autrice meticolosa, attenta e sublime per chi ama il genere.
      Buona lettura”

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Silvia, sono contenta che questo primo episidio ti sia piaciuto. È una serie diversa dalle altre, vediamo se riesco a buttare fuori il mio lato “tenero” :))

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Ely, questa nuova serie è una specie di favola dark. Tutti hanno un “mostro” sotto il letto: a volte quelli più grossi non sono i più letali. Con il procedere della storia toccherò argomenti importanti, mi auguro di saperlo fare con delicatezza.

    4. Antonino Trovato

      Micol, ho provato delle forti emozioni, tutti, da bambini e non solo, abbiamo avuto paura del buio, di fantasticare su cosa ci fosse al di là del balcone, della finestra, o in ogni angolo delle tenebre che ci avvolgono. E poi, la tristezza per la malattia del piccolo, e la speranza della madre che si mischia con le fantasie oscure del piccolo… mammamia, davvero bello!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino, grazie per aver apprezzato questa nuova avventura. Domani pubblicherò il secondo episodio. Chissà, se davvero, è solo fantasia… 🙂

    5. Pietro Gallina

      Come sempre molto bella, dark e interessante e secondo me ci nasconde ancora qualcosa… e poi mi fa ricordare una frase “ha guardato sotto il letto e ha scoperto che in effetti ci sono dei mostri che si aggirano nell’ombra!”

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Pietro, grazie! Come ti avevo anticipato questo è uno scritto importante, per me, sono felice di aver deciso di condividerlo.

    6. Dario Pezzotti

      Ciao Micol, lo sai che con storie come questa con me vai sul sicuro, vero?
      Le favole dark sono pane per i miei denti, quindi non vedo l’ora di scoprire il dramma di questa famiglia: i mostri esistono (esistono, esistono, certo che esistono), o sono solo nella testa di Nicolas?
      Ho letto questo episodio tutto d’un fiato, grazie allo stile fluido e al buon ritmo che hai saputo dargli. Bravissima!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Dario, da quanto ho visto in questi giorni su Open è iniziata l’era delle favole! A dare il via è stata Ely – @elygoccedirugiada, ma vedo che molti altri si stanno unendo al movimento. E’ un mezzo potente in grado di veicolare significati importanti. Quando vedremo Helena ballare al chiaro di luna?

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Daniele, questa volta mi sono cimentata in qualcosa di differente. Tuttavia, anche combattendo la tenebra riemerge…

    7. Giuseppe Gallato

      Uh, una bella favoletta dark! Mi piace molto il titolo della serie, sarà piuttosto significativo. Episodio scritto molto bene, con descrizioni curate e molto dettagliate. Sono tanti gli interrogativi che emergono in questo primo capitolo, non vedo l’ora di leggere il seguito. 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giuseppe, sono contenta che questa serie abbia acceso il tuo interesse. In realtà non è del tutto una favola, poco a poco svilupperà realtà difficili da gestire (soprattutto per un bambino di dieci anni). Veri mostri che si accompagnano a una creatura che forse non è tale 🙂

    8. Massimo Tivoli

      Ciao Micol. Un episodio che suscita interesse. La presenza rottura è solo nella testa di Nicholas o esiste davvero? Che ruolo avrà la gelosia di Johnny per il fratellino? Un po’ come in varie atmosfere kinghiane, la presenza sarà un qualcosa alimentato del male che si materializza nella malattia, nei sentimenti negativi all’interno di una famiglia, altro? Rendi bene la preoccupazione della madre, per la condizione di Nicholas, tramite il rito dei biscotti, è un dettaglio che ho apprezzato molto. Di nuovo, mi chiedo che ruolo avranno le dinamiche familiari, in una situazione che potrebbe rivelarsi precaria, se già non lo fosse, nell’evoluzione della presenza? Attendo con ansia i prossimi episodi.

      1. Micol Fusca Post author

        Il mostro esiste, ma come hai intuito saranno molti altri “mostri” invisibili a condizionare la vita di Nicolas. Il fratello avrà un ruolo determinante.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Mauro, questa è una serie un po’ diversa da quelle che ho proposto fino ad ora. Più lenta. Nella mia immaginazione è una favola dark.