Il Pellegrinaggio – Parte II

Serie: Gli Occhi del Drago

Akira sedette ai piedi della piattaforma di roccia, prendendo con gratitudine il pane che Diana gli porgeva. Tutto sommato l’incontro ravvicinato con il Prayer non gli aveva tolto l’appetito.

Il suo aspetto era invitante, simile a quello di una focaccia; morbido, rotondo, alto un paio di dita. Diede un morso, corrugando le sopracciglia: rivolse uno sguardo sorpreso all’erborista ricevendo in cambio un sorriso. Non si era ingannato, il suo palato aveva percepito un retrogusto alla cannella quasi inafferrabile.

«Non è proibito aggiungere delle spezie alla farina, molti dei pellegrini hanno cotto dei pani alla curcuma. Mantengo sempre le mie promesse, Ka, i tuoi sonni d’ora in poi saranno tranquilli.»

Diana aveva divorato il suo con voracità ed afferrato il secondo che le spettava.

«Un giorno non mi dispiacerebbe parlare di questo. Sono molte le domande che affollano la mia mente, Erborista.»

Lenore annuì, portando alle labbra un pezzo di pane. «Verrà il tempo per farlo, stanne certo.»

Akira sospirò leggermente, finendo di consumare il pasto in silenzio. Era certo che L’Erborista conoscesse molte cose del suo passato, alcune a lui sconosciute.

Terminato il cibo Lenore avvicinò le sacche invitando i compagni di viaggio a prendere le ali dal loro interno.

Diana maneggiò le sue con cautela, sbirciando nella loro direzione per capire come dovevano essere usate.

Akira le prese le mani accompagnandola nei movimenti, aprendo le ali a ventaglio.

«Reagiscono all’energia spirituale amplificandola. Vedi, le membrane?»

Diana annuì.

«Servono per tenere le ali nella giusta posizione e incanalare l’energia che le fa vibrare producendo un suono.»

Diana strinse gli occhi in due fessure, cercando di immaginare quell’energia uscire dal suo corpo.

Gli adulti scoppiarono a ridere e Lenore le posò una mano sul capo per una carezza affettuosa.

«Topolino, così sembra che tu sia costipata. Non devi sforzarti, accadrà da sé; non c’è un modo giusto o uno sbagliato per pregare, pensa solo a qualcosa di bello.»

Akira incoraggiò la bambina con lo sguardo. «Le ali sono uno strumento che travalica il Credo, percepiscono l’anima di chi le sfiora senza distinzioni. Ognuna ha una voce diversa, nessuna è meno importante nel canto.»

Diana chiuse gli occhi, tentando di rilassarsi. Le era difficile pensare a qualcosa di bello, nelle ultime settimane tutto il suo mondo era andato a rotoli. Le mancava la madre; cercava di essere coraggiosa, ma in realtà desiderava piangere fino a dar fondo a tutte le sue lacrime. Non aveva più una casa, nulla se non un paio di vestiti che erano rimasti nella bottega dell’Erborista. L’unica cosa di valore erano i suoi occhi, gli stessi che la rendevano una preda ambita.

Il Ka comprese i suoi sentimenti e chinò il capo verso di lei per sussurrarle all’orecchio. «So che sembra impossibile, ma ti attende una vita piena di meraviglie. Devi crederci fermamente.»

L’espressione di Diana tradì tutta la sua spossatezza, l’incapacità di pensare al futuro.

«Ti è piaciuto il pane?» Akira le venne nuovamente in soccorso. «Un pensiero felice nasce dalle piccole cose.»

Finalmente le labbra della bambina si piegarono in un sorriso.

«Missione compiuta.» Il Ka strizzò un occhio all’Erborista.

Lenore gli parve assente: teneva il suo ventaglio abbandonato in grembo.

Akira decise di meditare per riuscire a ritrovare un pizzico di pace interiore. Il suo momento felice era il sogno dove si era sentito stringere nelle braccia della madre: si concentrò sulle sensazioni che aveva provato, cercando di rievocarle. Rivolse lo sguardo al cielo, suo malgrado incantato. La notte lo ammantava di velluto nero, creando consistenze laddove gli astri lasciavano posto alla luce della luna. Il suo riflesso soffuso era simile a polvere di diamante, ricopriva le immediate vicinanze spandendo scie argentee.

I prayers avevano spento il fuoco da campo e nulla impediva alla luce delle stelle di rivelarsi nella sua maestosa bellezza. Il tempo pareva essersi fermato, pellegrini e prayers erano uniti nella preghiera da pari. Le ali iniziarono a vibrare, levando il loro canto.

Vento gentile che accarezzava il fogliame, la risacca del mare, la pioggia primaverile che accarezzava la pelle. Sensazioni diverse, silenzi fatti di suoni, che si fondevano assieme dando vita ad un concerto perfetto. L’energia spirituale di ognuno si fuse in un’onda che li abbracciò tutti.

Akira pensò che quell’attimo valesse ogni rischio di quel viaggio assurdo. Non aveva mai provato la bellezza della preghiera comune, avrebbe fatto tesoro di quell’esperienza per tutta la vita.

Il suo sguardo scivolò su Lenore. Le ali aperte sul suo grembo gli parvero strane e dopo qualche secondo Akira si rese conto che le membrane erano state tagliate in più punti. Tagli sottili, quasi invisibili, che impedivano alle ali di vibrare. L’erborista aveva allontanato le mani incrociandole sulla schiena.

Sebbene turbato da quella scoperta, decise di sviare l’attenzione per non allertarla. Per la prima volta si chiese come riuscisse a portare il peso di tutti i segreti che nascondeva. Nei giorni trascorsi assieme la reverenza con la quale si era accostato a lei era scemata: aveva scoperto che l’Erborista era fatta di carne ed ossa, una giovane votata al ciclo vitale e alla morte. Un essere umano con bisogni fisiologici, umori, forze e debolezze.

Tornò a concentrarsi sul canto, profittando delle ultime note. L’abbraccio che aveva unito i pellegrini si stava affievolendo e con esso le molte voci che componevano la sinfonia. Una volta cessato, ne rimase in lui un barlume; una calda energia che gli riscaldò l’anima facendolo sentire bene.

Diana posò le ali per prima, sollevando lo sguardo arrossato su di loro. Il suo sorriso si era finalmente disteso, la preghiera comune era riuscita a portarle pace anche se per un breve momento.

Lenore ripose le sue all’interno della sacca, con un’espressione di sollievo.

Akira si alzò tendendo una mano alla bambina per aiutarla a mettersi in piedi.

«Meglio riposare, domani sarà una giornata pesante. Attraverseremo la parte più calda del deserto, dobbiamo fare in modo di centellinare l’acqua a nostra disposizione.»

Lenore frugò negli zaini per prelevare le coperte.

«Un problema alla volta. Per ora, cerchiamo di non morire assiderati.»

Diana la guardò, confusa. Si era resa conto che al calare del sole il calore si era attenuata rendendo piacevole stare all’aperto, ma non aveva pensato di correre un rischio simile.

«L’escursione termica nel deserto è piuttosto violenta, topolino, di notte la temperatura scende sotto zero gradi. Le privazioni cui costringono i pellegrini sono una prova di forza, non tutti riescono ad arrivare al Santuario.»

Akira fece loro cenno di raggiungerlo sopra la piattaforma. «In tre è più facile, ci riscalderemo a vicenda.»

Dopo aver ricevuto un cenno di incoraggiamento da Lenore, la bambina raggiunse il Ka.

I due adulti sistemarono le coperte in modo da formare una specie di nido e una volta stesi si unirono in un abbraccio, lasciando Diana nel mezzo. Dopo i primi momenti di imbarazzo, le membra della bambina si fecero meno rigide. Si accoccolò contro Lenore, lasciandosi vincere dal sonno.

«È una bambina» Akira sussurrò quelle parole a fior di labbra, certo che l’Erborista le avrebbe colte nel silenzio assoluto «tutto questo è davvero troppo, per lei.»

«È necessario.»

Il tono secco di Lenore convinse Akira a non inoltrarsi in quella conversazione. Riflettendo il Ka era giunto a dubitare delle intenzioni dell’Erborista, anche se il suo legame con la piccola pareva sincero. Nelle ultime ore le sue congetture erano cadute nel vuoto: non esisteva alcun parente ad attenderla a Histora. Gli era bastato osservare Diana prima che la bambina si perdesse nel canto: la sua era una disperazione che veniva dalla certezza di essere sola al mondo.

Serie: Gli Occhi del Drago
  • Episodio 1: L’erborista
  • Episodio 2: Il nemico del mio nemico
  • Episodio 3: Ninna Nanna
  • Episodio 4: Il Ka, l’Erborista e il Topolino
  • Episodio 5: Il Treno
  • Episodio 6: Il Pellegrinaggio – parte I
  • Episodio 7: Il Pellegrinaggio – Parte II
  • Episodio 8: Nel Deserto
  • Episodio 9: Il Santuario di Imelda
  • Episodio 10: Vicolo cieco
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Sci-Fi, Young Adult

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    Discussioni

    1. Il caro concetto di famiglia si fa ancora più intimo in questo episodio. Il passaggio della preghiera mi ha fatto molto riflettere sul concetto di individualità e condivisione; se lo avessi scritto io ne sarebbe venuto fuori una sorta di rito oscuro, invece nelle tue mani acquista un’atmosfera sospesa affascinante. Brava Micol.😊

      1. Ciao Dario 😀
        Questa è una serie molto “coccolosa” (ci pensa Alo a compensare con la giusta vena di sadismo). Ti assicuro che in altri contesti ne sarebbe uscito un rito di evocazione volto a dare forma a un demone oscuro 😀 😀 😀

    2. Ciao Micol, un episodio che sento di dire molto intimo nei protagonisti, quasi a vedere le loro anime, in una atmosfera solenne, quasi poetica in alcuni tratti. Un episodio dolce, delicato, a tratti malinconico, ma anche dal sapore piacevolmente familiare, tanto da sentirne il calore😊, sarà così anche in futuro? Vedremo, aspetterò il prossimo episodio 😀!

      1. Ciao Tonino, come ho detto questa sarà una serie molto più “tranquilla” rispetto alle solite. Non desidero spaventare la povera Diana. Merita una favola, anche se scritta a modo mio 😀

      1. Ok, ho pasticciato col “seleziona”, la frase era “non c’è un modo giusto di pregare….”

    3. «Ti è piaciuto il pane?» Akira le venne nuovamente in soccorso. «Un pensiero felice nasce dalle piccole cose.» Questa è la frase che ho apprezzato molto e che, per ben due volte, non son riuscito a commentare… Credo non per un problema mio. Comunque anche questo è stato un bell’episodio, chissà se tra il Ka e l’Erborista nascerà qualcosa… me lo auguro!

      1. Ciao Ivan, anche a me succede di non riuscire a postare i commenti 😀
        Forse era un segno, con tutti quei cuori sicuramente succederà qualcosa fra Akira e Lenore ;D

    4. bellissima la descrizione della preghiera, l’idea delle ali è interessante.
      Spero che per la piccola Diana ci sia un lieto fine, perchè mi ci sono affezionato.
      Al prossimo episodio

      1. Ciao Ale, non ti preoccupare. Come ho già detto questa è una serie fantasy per famiglie, deve andare bene per forza di cose 😀

    5. Akira è una buona forchetta come me.

      Un episodio pieno di rimandi religiosi. Mi è piaciutala molto la descrizione del pellegrinaggio.

      1. Ciao Raffaele. Sì, qui ho voluto creare una religione “alternativa” che per fortuna non ha riscontri nel mondo in cui viviamo

    6. “Il suo riflesso soffuso era simile a polvere di diamante, ricopriva le immediate vicinanze spandendo scie argentee.”
      Questo passaggio mi è piaciuto

    7. “«Le ali sono uno strumento che travalica il Credo, percepiscono l’anima di chi le sfiora senza distinzioni. Ognuna ha una voce diversa, nessuna è meno importante nel canto.»”
      Questo passaggio mi è piaciuto

    8. “«Topolino, così sembra che tu sia costipata. Non devi sforzarti, accadrà da sé; non c’è un modo giusto o uno sbagliato per pregare, pensa solo a qualcosa di bello.»”
      Verissimo.👏

      1. Ognuno ha il suo modo di pregare, l’importante è l’energia che lo anima

      1. Grazie, sono felice che la serie continui a piacerti 😀