Il Piano

Serie: Gli Occhi del Drago


Akira aprì gli occhi incontrando lo sguardo di Jeff. L’amico si era piazzato di fianco al letto e lo osservava dall’alto: sebbene le sue labbra fossero piegate nella parvenza di un sorriso, gli occhi chiari esprimevano preoccupazione.

«Ti lascio solo per un paio di settimane e succedere il finimondo. Metti su famiglia, ti fai pestare da un eunuco e friggere il cervello da una gallina.»

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Lenore rivela la sua verità, raccontando ad Akira e Diana la leggenda dell'Angelo e il Drago. Grazie ad essa, Diana scopre l'origine dei suoi natali.

Akira storse la bocca in una smorfia. «“L’eunuco” avrebbe dato filo da torcere anche a te. Fidati.»

Il Ka alzò il busto puntellandosi sui gomiti, osservando per qualche istante le lenzuola: ancora portavano le pieghe dei corpi di Lenore e Diana. Si erano addormentate strette a lui e non aveva voluto svegliarle: onestamente, sentirle accanto gli aveva concesso la forza di metabolizzare gli ultimi avvenimenti senza dare spazio a nuovi incubi.

Immaginò che Jeff avesse dormito nel lettino, sicuramente con i piedi fuori dal materasso: lanciò un’occhiata divertita al giaciglio, contento di trovarlo ancora integro.

Jeff seguì facilmente i suoi pensieri e nel suo sorriso fece ritorno il consueto calore.

«Mi devi parecchi favori.»

Akira annuì.

Una volta seduto il Ka puntò lo sguardo in direzione del bagno, incerto. Non sentiva alcun suono provenire dal servizio. «Lenore e la piccola sono lì?»

«No.» Jeff prese una sedia e si accomodò vicino al lettone. «L’Erborista ha deciso di portarla fuori per prendere una boccata d’aria.»

La Proprietà registrò lo sguardo allarmato dell’amico; si affrettò ad allungare una mano per posarla sul braccio di Akira, stringendolo con delicatezza. «La fattucchiera sa quello che fa, credimi.» Non riuscì a reprimere un brivido. «Ti sei cacciato in un bel guaio. Quella donna è pericolosa.»

Akira sospirò: non trovò nulla di rassicurante da dire. Ad Aurona tutti conoscevano l’Erborista per la sua abilità di alchimista, le sue pozioni erano ritenute magiche: attorno alla sua persona aleggiavano parecchie dicerie. Leggende metropolitane che confrontate alla realtà impallidivano.

«Non sono la persona più adatta a farti la paternale, vero?» Jeff poggiò la schiena sulla spalliera della sedia, chinando il capo leggermente. «Nemmeno io scherzo.»

«L’amore non si decide, si abbraccia.» Il Ka ritrovò il sorriso. «Sono certo che tu e Jukiko riuscirete a vincere gli ostacoli che vi impediscono di stare assieme.»

«Mah…» Jeff alzò il viso di lato, tornando a volgere lo sguardo su di lui. «Una calamità alla volta. Ora, l’importante è portare a casa la pelle.»

«Hai ragione.» Akira cambiò posizione, mettendo giù le gambe dal letto. «Immagino che ti sia unito a un convoglio di pellegrini per giungere fino a qui. Come avete fatto a liberarmi dalla cella?»

«L’Erborista conosce il Santuario come le sue tasche.» L’espressione di Jeff si fece assorta. «Siamo entrati nei sotterranei percorrendo dei canali abbandonati, utilizzati dai costruttori per erigere la struttura. Migliaia d’anni fa.» Accentuò l’ultima frase alzando un sopracciglio. «Sono sicuro che nessuno del Credo conosca la loro esistenza: sono abbandonati, ho lottato con le ragnatele fendendole con il machete; negli anni si sono solidificate, sembrano cespugli di rovi. Per fortuna delle bestiacce che vivevano nei tunnel non resta che polvere.»

«Le emanazioni del Cuore devono aver mutato le ragnatele dando loro consistenza.»

Jeff rabbrividì. «Mentre camminavo là dentro, avevo l’impressione di essere seguito da una termite gigante pronta a mordermi il culo.»

Scoppiarono entrambi in una risata liberatoria.

Akira si riprese per primo, portando una mano al volto per asciugare le lacrime agli occhi.

«Qual è il piano?» Non dubitava che Jeff e Lenore avessero trovato il modo per uscire da Imelda.

«Prima di partire da Aurona ho preso contatto con gli infiltrati della Shishi che ti hanno fornito i documenti falsi: li ho sballottati un po’, ma alla fine mi hanno fornito le indicazioni necessarie per trovare i loro compari ad Imelda.

L’idea è questa. Io partirò con un gruppo scelto che nelle forme può ricordare voi tre: un uomo e due donne. Una delle due è una ragazza di statura piuttosto bassa, può essere scambiata facilmente per una bambina. Come gli altri componenti della squadra è addestrata alle armi.

Ci uniremo all’equipaggio dei contrabbandieri, come da programma.»

Jeff prevenne la protesta del Ka.

«Non sarà necessario usare la forza. Ci arrenderemo immediatamente. Una volta che avranno accertato che non siamo i fuggitivi che cercano multeranno il convoglio, sequestreranno il contenuto e ci rispediranno a Imelda. Farò ritorno a casa con uno dei treni dei pellegrini diretto a Hiroma.»

«È un buon diversivo.»

«Nel frattempo, voi attraverserete il deserto a bordo di un falco delle sabbie. L’Erborista conosce un percorso alternativo in grado di condurvi a destinazione attraversando i canyon. È pericoloso, serve una guida pulita al millimetro: per te non è un problema. Impiegherete tre giorni per arrivare a destinazione, ragion per cui speriamo che abbocchino all’esca del falso gruppo. A quel punto avrete un notevole vantaggio sui Prayers.»

«Un falco delle sabbie?» L’espressione di Akira si fece quella di un bambino entusiasta: aveva sempre desiderato salire su un treruote armato. Quando sentì addosso lo sguardo di Jeff il Ka distolse lo sguardo, imbarazzato.

«Sono verde per l’invidia.»

Risero ancora e Akira assaporò con piacere il cameratismo che li legava; era contento che Jeff avesse disubbidito alle disposizioni che gli aveva impartito. Quel pensiero ne portò un altro e quando fissò l’amico lo fece con espressione seria.

«Se ti sarà possibile, raggiungici a Histora.»

Jeff corrugò le sopracciglia, sorpreso, ma non obiettò. «Come desideri, Akira-Ka.»

***

Akira sfiorò la carrozzeria del falco delle sabbie con tocco deciso: non era un mezzo che temesse ammaccatura di alcun tipo. Sapeva che quello splendore a tre ruote era solido quanto un blindato, studiato per attraversare il deserto in ogni condizione atmosferica. Anzi, “volare”. Così non era, ma la sua velocità e aerodinamicità lo faceva somigliare ad un falco intento ad attraversare il deserto volando rasente al suolo sabbioso.

Tutto era stato progettato per renderlo funzionale e il Ka si prese del tempo per ammirarne i particolari: le sospensioni che permettevano un buon gioco al mezzo nel cavalcare le dune di sabbia; il telaio e la carrozzeria di materiale leggero e indistruttibile; le gomme a tasselli ampi e fianchi rinforzati. Di forma triangolare era coperto da una lamina color bronzo che lo proteggeva integralmente. La seduta del pilota era allungata. Akira si accomodò per saggiare il volante, trovandolo della giusta altezza. Il retro del mezzo, in corrispondenza delle due ruote posteriori, ospitava un ampio sedile rialzato adatto ad accogliere un paio di passeggeri. Diana e Lenore erano minute, non avrebbero avuto difficoltà a condividere quello spazio senza soffrire di claustrofobia. Akira era intenzionato a sfruttare ogni secondo di luce, riducendo al minimo le pause. Percorrere il deserto di notte, al buio, era fuori discussione.

Scese per prendere in consegna il bagaglio che Minnie aveva preparato per loro: alcune coperte termiche, una tanica d’acqua e un contenitore colmo di carne essiccata.

«Quando tutto questo sarà finito, saprò come ricompensarti.»

La bottegaia gli sorrise. «Cercate di arrivare vivi a destinazione.»

Akira si prese un attimo di tempo per abbracciarla, vincendo l’iniziale ritrosia della donna. Alla fine Minnie cedette, assestandogli un paio di sonore pacche sulla schiena.

«Sei tornato bello solido. Attento a quelle due: Lei mi ha fatto una promessa.»

Il Ka si scostò, guardandola negli occhi. Non faticò ad immaginarne la natura dell’impegno preso da Lenore. «La manterrà.»

L’Erborista e Diana avevano già preso congedo da Minnie e sostavano poco lontano. Diana era affascinata dal “falco” e lo guardava con evidente desiderio di prendervi posto.

Dopo aver messo il borsone nel vano di carico, il Ka si avvicinò a Jeff. Anche l’amico aveva qualcosa da consegnargli; gli passò un fucile a canne mozze ed un paio di semiautomatiche.

«Non so a quanto serviranno. Le armi dei Prayers sono superiori, l’energia spirituale le rende letali a ogni distanza.»

Jeff si strinse nelle spalle. «Non si sa mai.» Rivolse un’occhiata di sbieco in direzione di Lenore. «Le ho offerto una delle pistole, ma non l’ha voluta. Continuo a pensare che quella donna sia pericolosa, nasconde qualcosa.»

Akira sollevò lo sguardo dall’arma che stava esaminando e la abbassò; avrebbe desiderato condividere con l’amico il suo stato d’animo e rivelargli la verità. Nessun segreto li aveva divisi, fino ad allora.

«Mi fido ciecamente di Lenore, sono certo che in caso di necessità metterà in gioco la sua vita per noi. È stata lei a guidarti nelle segrete per venire in mio soccorso.»

«Vero.» Jeff cercò di sorridere. Dopo aver stritolato il Ka in un abbraccio degno di un orso, fece un passo indietro. «Fai attenzione.»

Akira raggiunse il “falco” e fece cenno alle compagne di prendere posto; nel passargli accanto Lenore dedicò uno sguardo sfuggente alle armi, ma non disse nulla.

Il Ka attese che si accomodassero e allacciassero le cinture di sicurezza, quindi sollevò la mano in direzione di Jeff per un ultimo saluto.

«Ci vediamo a Histora.»

Serie: Gli Occhi del Drago


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Sci-Fi, Young Adult

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Discussioni

  1. Quando ho letto la descrizione del Falco ho pensato che 1) Hai fatto un grosso lavoro di ricerca, oppure sei un’appassionata di automobili.

    Il piano per scappare da Imelda è veramente ben congegnato: mi ha fatto pensare ad alcune scene di film.

    1. Ciao Raffaele, in realtà non so nulla di auto ma sono felice di essere risultata credibile. Lo confesso, ho fatto delle ricerche come spesso accade quando scrivo.
      Sono contenta di aver reso quella parte della storia cinematografica, è proprio la sensazione che mi hanno dato gli ultimi episodi della tua serie 😀

  2. Ciao Micol, di questo episodio ho apprezzato soprattutto la descrizione del Falco, un mezzo delle sabbie che mi ha riportato alla mente le opere di Tonani (se sai chi è capirai).
    Chissà se l’inganno dei nostri eroi sarà sufficiente a ingannare il Credo…🙂

    1. Ciao Dario. Conosco Tonani per sentito dire, ma a questo punto nasce in me la curiosità di leggere qualcosa di suo 😀 I nostri eroi devono ancora percorrere parecchia strada per giungere alla salvezza, ma come sai questa è una serie buona ;D

  3. Jeff ha davvero a cuore la sicurezza dell’amico, il rapporto non è certo quello tra uno shishi-ka (è giusto l’appellativo? 😛 ) ed una proprietà, quanto quello tra due pari. E sono in pensiero per lui, fare da esca non è mai sicuro…
    Altro grande episodio, stavolta incentrato sull’amicizia tra i due, che è il veicolo attraverso il quale ci aggiorni su quello che sta per succedere (come prometteva il titolo).
    Bella anche la descrizione del “Falco delle Sabbie”, veicolo alla Mad Max o alla Ken Shiro 🙂
    Ne voglio uno, sembra cattivisssssimo!

    1. Ciao Sergio. Hai ragione, Jeff è il migliore amico di Akira e ha (assieme a suo padre Jacob) un ruolo molto importante nella vicenda personale del Ka. Per mettere giù tutto quello che ho in mente, temo dovrò inserire una nuova serie (va a finire che diventa una trilogia :D).
      Quanto al Falco delle Sabbie c’è posto per tre!

  4. “Mentre camminavo là dentro, avevo l’impressione di essere seguito da una termite gigante pronta a mordermi il culo”
    Ecco, questa frase, secondo me, è l’ennesima conferma – non che ce ne fosse bisogno – che sai davvero scrivere. Hai quel qualcosa in più.
    All’arrivo della comitiva in città, l’avevi descritta come un “termitaio”. Ed ora, a distanza di qualche racconto Jeff fa una battuta proprio su una termite. E inevitabilmente rimanda il lettore a quella prima descrizione, ravvivandola. Quanto mi piacciono queste cose!

    1. Quando penso a uno dei miei mondi lo “vivo”, quasi fosse casa mia e la mia realtà. Sarà per questo che ho sempre i piedi per aria?

  5. La fervidissima fantasia di Micol stavolta mi stupisce con un’incursione nel mondo dei trasporti. Il Falco delle Sabbie è veramente un’idea bellissima.
    Bella la storia, belli i personaggi, anche il world building ma per tutto il brano ho pensato, quanto mi piacerebbe farci un giro 🙂
    Al prossimo episodio

    1. Pensavo a un ibrido fra tutte le opzioni proposte e il mezzo usato da Luke Skywlaker per attraversare il deserto di Tatooine 😀

    2. Spero solo di essere riuscita a descrivere l’immagine del “falco delle sabbie” che avevo in mente.
      Quanto a farci un giro, magari registriamo il prototipo ;D