Il popolo magico

Un’alba spettacolare si apre di fronte al suo sguardo incredulo.

Un bimbo va fuori dalla casetta in riva al mare dove passa le vacanze estive con i capelli ricci biondo cenere arruffati sulla testa.

Mentre si sta abbottonando la camicetta, sbadigliando guarda lontano con occhi sbarrati di fronte all’incantevole opera d’arte della natura.

In lontananza una lunga striscia di giallo infuocato s’attorciglia in maniera insolita con il volo dei bianchi gabbiani, che scompaiono all’orizzonte.

Il cielo è seminato di nuvolette che disegnano bizzarre figure.

Il fanciullo cammina sbadatamente superando una piccola duna ed ecco che improvvisamente, come una sorpresa, sciorina davanti al suo sguardo l’infinito: il mare.

Commosso e colpito dinanzi alla scena sta a guardare le onde che volano sull’aria.

Il silenzio: la musica che produce il suono della natura; la brezza della notte che fa un po’ rabbrividire e il blando profumo dello iodio sono, per lui, un cocktail inebriante per la sua immaginazione.

Strane figure, piccoli esseri bipedi grandi quanto il suo braccino, compaiono dal nulla. Sono bianchi fosforescenti e leggermente trasparenti.

La bocca e gli occhi spalancati per lo stupore ed un grande sorriso per la sorpresa…

– Voi chi siete?

– Esseri che vengono dal mondo magico

– Ohhh!

– Siamo venuti per portarti il nostro messaggio d’amicizia: da oggi sei un amico del popolo dei Lok.

– Uaooooohhhh! Mio zio mi ha raccontato una fiaba su di voi.

Poco dopo si siede sul bagnasciuga ed i nuovi amici si mettono a danzare nell’aria sorvolando le onde.

Guarda distratto l’incantevole spettacolo estasiato e si mette a canticchiare una breve filastrocca:

Son felice, son contento

questo è proprio un evento

siete belli ma carini

come me un po piccini

Ma, ad un tratto, smette di cantare colpito dalla voce dello zio:

– Raffaele vieni qui che c’è la colazione.

– Posso fare dopo colazione?

– No!

– Per favore! C’è il popolo magico: quello della fiaba di ieri sera.

– Il popolo magico lo rivedi domani. Ora vieni a fare colazione.

Raffaele si allontana, ma dopo tre passetti si volta, sorride e con la manina saluta il popolo dei Lok.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Commenti

  1. Dario Pezzotti

    Ciao Raffaele. Un racconto dal sapore di fiaba, pregno dell’innocenza di un bambino.
    Ci sono alcune ripetizioni, ma nulla che va a inficiare l’opera in sé. Quello che forse manca è la storia; dovresti creare una serie, presentarci questo popoli dei Lok, dare vita a una grande avventura.😉

    1. Raffaele Di Poma Post author

      Ti ringrazio per aver letto e commentato. Farò più attenzione per quanto riguarda le ripetizioni. Per ciò che concerne il fare una serie prossimamente pubblicherò una serie.

  2. Antonino Trovato

    Ciao Raffaele, un testo che rappresenta al meglio la magia, la fantasia, l’innocenza di un bimbo che, con occhi sognanti, guarda oltre — come ben dice Micol — la realtà che tutti noi conosciamo. Crescendo si tende a smarrire questa via, ad essere più cinici, a non stupirsi più nemmeno dinanzi allo straordinario scenario proposto dalla natura. Grazie alle tue fulgide pennellate descrittive la realtà, pian piano, ha lasciato spazio alla fantasia sognante. Bravo davvero, un saluto, alla prossima!

  3. Micol Fusca

    Ciao Raffele, ho sentito chiaramente i profumi del mare, visto le onde, avvertito la brezza sul viso. Le tue descrizioni hanno trasformato il racconto in un piccolo dejà vu riportandomi a quando ero piccola e amavo il mare d’inverno. Gli occhi dei bambini sono bellissimi, riesco ad afferrare l’inafferrabile. Una realtà “oltre”.