Il Sangue degli Eterni – Atto II

Serie: Sussurri dalla locanda - Le cronache di Zorex e Drok


L’alba era grigia, umida, intrisa dell’odore della pioggia notturna e della nebbia mattutina. Drok aveva l’impressione di aver dormito solo pochi istanti e di essersi svegliato subito dopo aver appoggiato la testa sullo zaino. Orion era già fuori, le coperte che lo avvolgevano luccicavano di rugiada. Sembrava ancora assorto nei suoi pensieri, intento a contemplare le vette innevate di Larranor.

Dopo la strage al villaggio di Mneria, i due si erano allontanati cavalcando verso ovest alla ricerca di un riparo per la notte. C’erano volute quasi due ore di marcia prima di trovare quella piccola casupola abbandonata in mezzo al bosco, un tempo snervante in cui nessuno dei due aveva proferito parola. Per tutto il tragitto Orion era rimasto in silenzio, mugugnando di tanto in tanto frasi incomprensibili come in preda a un forte stato febbrile. Drok aveva preferito non porgli domande, dandogli il tempo di gestire l’angoscia che lo attanagliava.

«Quelle montagne devono proprio piacerti» esordì il nano una volta uscito dalla casa. «Le fissi da un pezzo.»

«È lì che eravamo diretti» rispose l’uomo, rivolgendogli uno sguardo afflitto. I suoi occhi erano cerchiati di nero, segno che aveva passato una notte tormentata, in preda ai deliri dei ricordi e dei rimorsi.

«Intendi tu e i tuoi compagni?»

«Già, i miei compagni…» Orion tacque a lungo. «Terina e Quran… perché loro e non io?» Si prese la testa tra le mani e si lasciò cadere sulle ginocchia. «Non doveva accadere, cazzo, non doveva! L’unica cosa di cui sono stato capace è abbandonarli, lasciare marcire i loro corpi in mezzo a quell’inferno di carne.»

Drok gli appoggiò la mano sulla spalla e rimase per un po’ in silenzio. «Ascolta, non potevamo fare altro che andarcene. Quelle creature si stavano già rialzando, anche se non so come sia possibile. In genere basta fracassargli il cranio, tagliargli la testa, piantargli del metallo in fronte. Non questa volta però. Li ho visti riprendere vita e avanzare, guidati dall’odore del sangue.»

«No, non del sangue. Ciò che li spinge ad attaccare è l’anima.»

Il nano sospirò e si lasciò scappare un sorriso. «Ragazzo, quando un non-morto cerca di azzannarti una coscia o strapparti il naso dalla faccia è solo e soltanto perché brama la tua carne. Ne sentono l’odore.»

«Questi non sono semplici non-morti!» disse in tono brusco Orion senza neanche guardarlo.

Drok studiò la sua reazione. «Continua…» si limitò a dirgli.

«Li chiamiamo Senz’anima. Sono creature mosse non dal semplice desiderio di nutrirsi, ma costretti da una sorta di magia oscura a massacrare tutto ciò che gli capita a tiro.»

«Non attaccano per sfamarsi, bensì per uccidere? Non-morti dotati di una qualche forma di intelligenza?»

Orion annuì.

«Per diamine, questa mi è proprio nuova!» Drok si sedette su un ciocco e prese a masticare della carne esiccata. «La storia si fa interessante, sono tutt’orecchi!» lo esortò a proseguire, passandogli del formaggio e una fetta di pan speziato.

«Forse non dovrei stare a parlare con un perfetto sconosciuto dei motivi che mi hanno condotto fin qui, ma mi hai salvato la vita. Il minimo che possa fare è fidarmi.»

Drok sputò a terra un pezzetto di grasso sciapido. «Credi sia una sorta di spia? Un messaggero o un sicario? Mi hai visto bene? È più probabile che sia tua madre! Parla se vuoi parlare, altrimenti finiamo di mangiare in silenzio e ognuno per la sua strada!»

Orion soppesò con calma il nano. «Oltre due noviluni fa, siamo stati ingaggiati dal governatore del distretto di Berme’ll per indagare sull’inspiegabile e improvvisa scomparsa dei cittadini di Oltar, una lontana frazione della provincia situata sul confine di Colle Alto. Il sovrano, convinto che si trattasse di un attacco studiato per minare la sua stabilità politica all’interno del regno, ci aveva ordinato di riportargli informazioni utili che potessero gettare luce sui responsabili. Allora non potevamo sapere cosa ci aspettasse realmente.» Il guerriero contrasse la fronte nel rivangare quei ricordi. «Quando siamo giunti a Oltar, del villaggio non era rimasto nulla: case vuote e distrutte, campi devastati e bestiame orrendamente fatto a pezzi. Le uniche cose vive in quel borgo fantasma erano i corvi, che si bagnavano nelle pozze di sangue rappreso e banchettavano con alcuni miseri resti.»

«Uno sterminio di massa?»

«È quello che abbiamo pensato pure noi, ma qualcosa che non tornava. Mancavano i cadaveri. C’erano però delle tracce, numerose orme sconclusionate che si diramavano verso nord. Così assieme a Quran e Terina – che il loro spirito riposi in pace – ci siamo rimessi subito a cavallo, lasciandoci alle spalle Colle Alto e avanzando verso Piana Bruna. »

«Una ricerca che vi ha condotto fino a Mneria.»

«Mneria è il sesto luogo che abbiamo trovato contaminato dalla piaga dei Senz’anima, anche se quel giorno non lo sapevamo ancora…»

«Cosa vorresti dire?»

«Mancavano ancora quattro ore al tramonto quando arrivammo nei pressi del villaggio, ma i recessi ombrosi del bosco tutt’intorno erano già immersi nella pallida luce crepuscolare. Ne avevamo approfittato così per nasconderci tra il fogliame e osservare da lontano quanto stava accadendo. La gente del posto era ammassata fuori, circondata da una dozzina di uomini incappucciati armati di scimitarra e scudo. Davanti si stagliava una figura femminile, una donna appartenente all’antica razza degli elfi oscuri. Stava leggendo qualcosa da un libro, ma eravamo troppo distanti per poterla sentire. I cittadini, tuttavia, sembravano completamente rapiti dalle sue parole. Erano fermi, immobili, con gli occhi fissi su di lei. Una situazione che si protrasse finché il cielo non si oscurò di colpo e si alzò un forte vento. Poi accadde l’incredibile: la gente si accasciò al suolo, vomitando dalla bocca delle strane forme eteree, simili a dei pennacchi di fumo scuro. Le entità si librarono in aria e presero a vorticare, svanendo con la stessa rapidità con cui apparivano. Infine, mentre volteggiavano tra terrificanti lamenti, furono risucchiati dal libro.»

«Per tutti e sette gli dei nanici!»

«Quando l’elfa e gli incappucciati lasciarono Mneria,» continuò Orion «i cittadini si rialzarono e cominciarono a vagare senza una meta per tutto il borgo. Sembravano dei gusci vuoti, delle carcasse prive di coscienza… costrette da una qualche forma di sortilegio a sussurrare al vento un’unica parola…»

«Larranor!» disse al suo posto Drok.

Orion assentì. «Poi, in preda al delirio più totale, la gente ha iniziato a massacrarsi a vicenda e nella maniera più indicibile. Non ho mai visto una tale follia. Quran e Terina hanno provato a fermarli, inutilmente…» concluse, abbassando il capo.

«Sono morti da eroi.»

«Già, da eroi…» ripeté sommessamente l’uomo. Quindi si rialzò e volse gli occhi a nord, sulle lontane cime innevate. «E adesso non mi resta che onorare il loro sacrificio.»

«Cosa pensi che stia accadendo?» gli domandò il nano, posando di riflesso lo sguardo sulle montagne.

«Quran e Terina avevano una teoria a riguardo, una teoria che alla luce di quanto accaduto a Mneria si è consolidata: l’elfa oscura, probabilmente una negromante capace di dare vita a una nuova razza di non-morti, sta mettendo su un esercito di Senz’anima che intende scagliare contro il regno di Larranor. E chissà per quali motivi.»

«Una negromante che si diverte a creare mostri grazie alla magia proibita? Sì, per diamine, può essere! Quella fottuta elfa va fermata!»

In quel momento Orion ripensò a Terina e alla sua richiesta in punto di morte. «È quello che intendo fare! Devo giungere a Larranor il prima possibile, informarli del pericolo incombente. Anche se dovesse trattarsi della mia ultima missione!» digrignò i denti e strinse i pugni.

«Bene, perfetto! Allora è inutile discuterne ancora, non ci resta che partire!» aggiunse Drok con un largo sorriso stampato sulle labbra.

Orion corrugò la fronte. «Perché mai dovresti seguirmi?»

Il nano si raddrizzò, sgranchendosi le spalle. «Ragazzo, sono uno di quei pochi nani longevi, fin troppo longevi. A breve compirò trecento anni e non voglio crepare di vecchiaia. Capisci? No che non capisci. Mio padre è morto sbranato da due viverne, il padre di mio padre si è sciolto nell’acido di Troll, e il padre del padre di mio padre mentre tentava di cavalcare un basilisco. E io? Che cosa ho fatto di così folle nella vita?» continuò a sbraitare Drok, alzando l’arto sinistro monco. «Te lo dico io! Niente, a parte tagliarmi il braccio per liberarmi dalla presa di una manticora e perdere un occhio per colpa di un ragno gigante.»

«Ma…»

«Senza ma, giovanotto!» il nano saltò sul ceppo e agguantò l’uomo per la giubba. «Non sai da quanto vago alla ricerca di qualcosa che mi faccia accapponare la pelle, che mi faccia sentire dannatamente vivo! E finalmente ci siamo! Cazzo, stiamo parlando di un’elfa oscura negromante che sta mettendo su un’armata di non-morti per attaccare un intero regno! Dico io, quando mi capiterà mai più una cosa del genere?»

«Ma…»

«Non c’è nessun ma! L’ho attesa da tanto tempo e adesso ne sento l’odore!» Drok prese un respiro tremante, in preda a un’eccitazione troppo profonda per poterla gestire. Alzò lo sguardo al cielo, una tempesta di follia ardeva negli occhi neri. «La pretendo, la voglio, la desidero… la mia tanto meritata morte leggendaria!»

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Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

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Discussioni

  1. Mi è piaciuto molto il monologo dove hai introdotto la razza degli elfi oscuri.
    Qui si mettono in risalto dei lati caratteriali di Drok che già erano usciti fuori negli altri episodi, ma questa volta viene approfondito il personaggio.

    1. Bravissimo! L’episodio ha voluto mettere proprio in risalto alcuni lati caratteriali di Drok, ancora non molto definiti (per il volutamente detto non detto). Più avanti potrai scoprire ancora più cose sul suo conto. 🙂

  2. “finalmente ci siamo! Cazzo, stiamo parlando di un’elfa oscura negromante che sta mettendo su un’armata di non-morti per attaccare un intero regno! Dico io, quando mi capiterà mai più una cosa del genere?»”
    😃 Grande Drok

  3. “«Una negromante che si diverte a creare mostri grazie alla magia proibita? Sì, per diamine, può essere! Quella fottuta elfa va fermata!»”
    👏 Applauso per Drok