Il Sangue degli Eterni – Atto V

Serie: Sussurri dalla locanda - Le cronache di Zorex e Drok


Il sole, una macchia indistinta sopra la cima degli alberi, sbucò dietro una vaga cortina. Era debole e le nuvole lo soppiantarono sul nascere, ma tanto bastò per illuminare la nebbiolina fredda e sottile che scorreva per le vie come un fiume fantasma.

Fu allora che udirono una voce, dei sussurri crescenti che dettavano i ritmi di un’inquietante cantilena.

Orion si fiondò sul cannocchiale ad asta, rivolgendolo subito in direzione della prima cinta muraria. Con lo sguardo andò oltre i cancelli, seguì il passaggio fiancheggiato dalle prominenti pareti rocciose e superò l’avvallamento che si aggrappava al lato della montagna, fino a soffermarsi sulla macchia oscura che infettava tutto il Valico della Serpe.

Un’orda brulicante di Senz’anima.

Ma c’era qualcuno che in quella coltre lattiginosa li precedeva, una figura femminile con al seguito un gruppo di incappucciati armati di scimitarra.

L’elfa oscura era arrivata.

Mentre la donna avanzava, dalle profondità del manto biancastro la vide sollevare il libro e articolare le labbra. Orion si stupì di sentire la sua voce da quell’enorme distanza e per un attimo provò la sensazione che fosse tutto rallentato, come in un sogno.

D’un tratto, Drok vide il messaggero accasciarsi al suolo sulle ginocchia. Con gli occhi ribaltati, la bocca spalancata in una smorfia dolente e la testa rivolta verso l’alto, il suo corpo era percorso da repentini tremolii.

Non fece in tempo a raggiungerlo per prestargli soccorso. Nelle sue orecchie la cantilena prese vita, risuonando in modo persistente e perforante. Era un suono continuo, a tratti doloroso, che si mischiava a una crescente sensazione di terrore. Percepì le vertebre gemere sotto gli abiti e il cuore pompargli forte nel petto. Si ricordò che doveva respirare e così si portò la mano alla gola, quasi volesse strapparsela per saziare i polmoni. La ragione lo stava abbandonando.

Quando le gambe cedettero, il buio ne approfittò per assalirlo. Se c’era qualcosa di peggio che soffrire in quel modo, era sicuramente rimanere confinato in un limbo senza uscita.

Ma poi la cantilena cessò e il silenzio piombò come un premio. Drok aprì finalmente gli occhi, la luce rischiò di accecarlo. Si piegò in avanti per rigurgitare bile. Boccheggiò, vinto dalla frenesia di divorare aria.

«Mi sentite? Dovete svegliarvi, prima che sia troppo tardi. Io non posso muovermi!» urlò sofferente la regina.

Il nano si voltò e vide Rexa’Adrill chinata a terra, le mani vacillavano nel tentativo di sorreggersi.

Per un istante Drok rimase fermo, concentrato a richiamare i frammenti dispersi della coscienza. Le gambe faticavano a rispondergli. Riuscì a reagire solo dopo essersi accorto che al suo fianco anche Orion e Rufus si stavano rialzando, ridestandosi dall’improvvisa perdita dei sensi.

«Larranor è sotto attacco!» ritornò a gridare la regina, richiamando su di sé l’attenzione.

Solo in quel momento si resero conto che sotto i palmi di Rexa si era addensata una piccola pozza di sangue. Alla sua destra Drok notò tre piccoli segni circolari, mentre alla sua sinistra il liquido cremisi formava una serie di triangoli. Stava considerando i possibili significati di quei simboli, quando vide ciò che a una prima occhiata gli era sfuggito. Raffigurate sul pavimento c’erano attente riproduzioni di caratteri, monogrammi e varie strutture geometriche tracciate con l’inchiostro rosso.

Rune magiche insanguinate.

«Zia Rexa!» Rufus si gettò carponi sulla regina.

«Sto bene, devo solo recuperare le forze» si affrettò a rispondergli. Il respiro le si era contratto in rantoli dolenti.

«Cos’è successo?» chiese Orion, guardandosi intorno confuso.

«L’elfa… è qui! La voce che avete sentito è conseguenza diretta di un suo potente maleficio in grado di alterare lo stato di coscienza. Se non avessi interrotto subito la trama magica per bloccarne gli influssi, per noi non ci sarebbe stato più nulla da fare. Purtroppo il mio intervento è circoscritto all’interno di un’area ridotta, il resto della gente di Larranor è rimasto sotto la sua influenza!»

«Interrompere la trama magica?» ripeté Rufus, aiutandola ad addossarsi sulla schiena contro la parete. «Ma in che modo sei riuscita a…»

«Non posso spiegarvi, non c’è tempo! La perdita di coscienza è solo una prima fase!» Rexa fece una breve pausa per riprendere fiato, quindi si rivolse al messaggero e al nano. «L’elfa fa uso delle arti occulte proibite, quelle di derivazione negromantica, amplificate tra l’altro da un artefatto ancestrale.»

«Il libro» aggiunse Orion, ripensando a ciò che aveva visto al villaggio di Mneria.

La regina annuì. «È attraverso questo se lei è in grado di assimilare l’energia vitale delle persone, accrescendo a sua volta il proprio potere. Se non la fermiamo immediatamente, trasformerà tutti in esseri privi di discernimento.»

«In Senz’anima…» costatò il messaggero a bassa voce, avvalorando le parole di Rexa’Adrill.

«Dobbiamo fermarla, prima che riesca a completare il suo incantesimo. È l’unico modo che abbiamo per salvare Larranor!»

In quelle ultime parole si annidava una domanda a cui Orion non sapeva se avesse intenzione di rispondere. Come potevano arrestare l’avanzata di una negromante con al seguito un intero esercito di non-morti?

«Ascoltatemi bene» riprese la regina. «Non sono nelle condizioni per combattere, non ancora almeno. So che vi sto chiedendo l’impossibile, ma le speranze di…»

«Vuol dire che si unirà alla battaglia quando le gambe saranno in grado di sorreggerla, regina Adrill!» la interruppe Drok, non mancando di sfoggiare un largo sorriso. «Orion, si può sapere perché hai quel brutto muso stampato in faccia? Non sei contento di avere finalmente la possibilità di vendicarti? E in quanto a voi, principe, si vuole decidere a darmi una benedetta ascia in mano? Diamoci una mossa! C’è del lavoro da fare, e anche parecchio!»

Orion sollevò il capo e incrociò gli occhi determinati del nano. A differenza di lui, Drok era netto nelle emozioni e le esternava senza remore. Si sgombrò la testa dalle distrazioni angosciose. Doveva ragionare lucidamente, con distacco.

Il tempo incalzava.

«Drok ha ragione, dobbiamo muoverci!» Il messaggero trasse un profondo respiro, e fu come se avesse scacciato di colpo le insicurezze in cui era rimasto confinato. «Principe, abbiamo bisogno di armi e di raggiungere al più presto i cancelli di Larranor. E sì, abbiamo bisogno anche di voi!»

Rufus sostenne i loro sguardi, non permise che il suo viso lasciasse trapelare la benché minima traccia di esitazione. «Seguitemi!» dichiarò, dopo essersi scambiato un rapido cenno d’intesa con Rexa.

Usciti dalla sala, il principe li condusse nell’armeria. Non era una stanza grande, tuttavia le pareti rivestite di legno, oltre a creare un decoroso ambiente rustico, erano eminentemente pratiche e contenevano una considerevole varietà di armi e armature.

Orion possedeva ancora le sue spade, per cui si limitò a rifornirsi di quadrelli per il balestrino. Drok fu altrettanto lesto a decidere cosa gli sarebbe tornato utile: un’ascia da lancio, più leggera di una normale e ben bilanciata per essere usata sia per attacchi in mischia che a distanza.

«Dove sono finiti tutti quanti? Il palazzo sembra deserto!» esclamò preoccupato Rufus, mentre al suo equipaggiamento aggiungeva arco composito e faretra.

Il messaggero lo guardò, ma non disse nulla. Sapeva che la sua non era una domanda, quanto una semplice e cruda costatazione.

Lasciata l’armeria, si fiondarono nel corridoio principale e quindi giù per le scale fino al grande atrio. Quando varcarono il portone del palazzo, furono accolti da un silenzio innaturale. I rumori che animavano Larranor erano svaniti, così come la vita stessa. Sembrava di essere in un luogo diverso, lontano dalla realtà. Soffocato dalla morte.

Il primo che videro fu il consigliere Farron. Con il corpo rigido e le braccia tese lungo i fianchi, fissava con uno sguardo vacuo il cielo. Non era l’unica vittima del sortilegio della negromante. Le persone erano scese tutte in piazza e, come un ammasso di spettri alienati, contemplavano il nulla. Orion riconobbe la loro espressione, quelle pupille immobili e la bocca spalancata. Erano prossimi a rigettare la propria anima.

Rufus evitava di incrociare i loro sguardi vuoti, ma ne avvertiva il peso. Poteva quasi sentire le loro grida mute d’aiuto, nell’angoscia di dover fare i conti con quella realtà.

Raggiunti i cavalli, imboccarono il sentiero principale in un galoppo sfrenato verso la prima cinta muraria. Dopo aver oltrepassato il ponte, scesero lungo una stradina secondaria che si insinuava tra le abitazioni, facendosi largo attraverso una moltitudine di corpi inermi. Immersi nella foschia, gli sfilavano e svanivano accanto come fantasmi.

Quando arrivarono ai cancelli, smontarono subito dalle cavalcature, estrassero le armi e si misero in guardia. La tensione era palpabile e più si guardavano intorno, più i nervi scattavano a ogni minimo rumore. Qualsiasi suono era diventato minaccioso, complice anche il vento. Si era alzato senza alcuna avvisaglia e aveva iniziato a spazzare le vie di Larranor.

Nell’aria gelida e impetuosa incombeva la guerra.

All’improvviso videro sfrecciare qualcosa oltre le alte e spesse mura, cinque forme sfuggenti simili a ombre che balzarono di scatto sopra le loro teste e atterrarono sul selciato.

Orion, Drok e Rufus impietrirono alla loro vista.

Il volto cereo, il cranio rasato, le orecchie a punta, le scimitarre, il mantello nero che sventolava.

Gli elfi oscuri erano pronti a reclamare il sangue.

Serie: Sussurri dalla locanda - Le cronache di Zorex e Drok


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Discussioni

  1. Ciao Giuseppe, riesco a leggerti solo ora ma è un piacere calarsi nelle vicende che vedono come protagonisti Drok e Orion: e Zorex? Attendo la sua comparsa! Questo episodio mi è piaciuto particolarmente, oramai la figura della negromante e il suo potere sono ben tratteggiati. Bellissimo l’incantesimo inciso nella pavimentazione della sala, attivato dal sangue della regina: sono riuscita a “vedere” chiaramente la scena. Avendone avuto la possibilità, sono arrivata tardi, anch’io avrei scelto il seguito A. Non so se separati i nostri eroi avranno maggiori possibilità, ma l’idea di vederli all’opera in solitaria mi entusiasma

  2. AAAAAAAAAAAAAAALLLLORRAAAA! Vediamo un pò! Hi! Hi! La “A” non mi piace soprattutto per come è andata fino ad ora l’andamento della storia. Sono indeciso tra la “B” e la “C”. Conoscendo un pochino Drok la “C” potrebbe andare bene, però sono usciti lati nuovi dal suo carattere e mi piacerebbe “vedere” la “B”, che la ritengo anche più adatta per lo sviluppo della trama. Comunque mi rimetto alla sentenza della votazione ovviamente.

    Più o meno quando arriva il prossimo episodio?

    1. Chiedo venia! Non l’ho fatto apposta. Pensavo che le votazioni fossero ancora aperte. Ho fatto questa scoperta proprio ora perché, mi è venuto un dubbio: mi sono chiesto “ho votato, ma non ho controllato se le votazioni fossero ancora aperte”. E vada per il seguito “A”.

      Rimane la domanda che ho fatto nel primo commento dove ho erroneamente votato: più o meno quando arriva il prossimo episodio?

    2. Raffaele, finalmente sei dei nostri! La tua scalata è stata epica in pochi giorni hai letto tutti gli episodi e lasciato commenti molto interessanti. GRAZIE! 🙂
      Veniamo a noi. Purtroppo le votazioni si sono chiuse qualche giorno fa, e prendendo atto di ciò che hai scelto… potevi cambiare le “sorti” della battaglia, sai? Infatti, i voti finali sono stati:
      Seguito A: 6
      Seguito B: 5
      Seguito C: 4
      Ma non preoccuparti, nel prossimo episodio potrai sbizzarrirti. Le ultime scelte da operare sono davvero complicate, te l’assicuro! 🙂
      Quando uscirà il sesto atto? Mi hai fatto una domanda difficile, ma credo per le vacanze di Pasqua. Purtroppo all’orizzonte ci sono altri periodi lavorativi tosti (tra scuola e giornale, non mi fermo mai un attimo).

      Grazie ancora per essere arrivato fin qui e aver letto tutto con il giusto trasporto! 🙂

  3. Grandissimo episodio!! Sono arrivato a leggerlo con colpevole ritardo, ma come ti ho detto, volevo leggerlo quando ero tranquillo, per gustarmelo senza fretta. Perchè sapevo che ne sarebbe valsa la pena.
    L’arrivo del corteo di senz’anima con l’elfa oscura in testa è qualcosa di tanto spaventoso quanto maestoso, e l’hai reso benissimo. Bello il modo in cui hai sviluppato l’idea della cantilena e del suo effetto magico. Ho apprezzato anche quelle “rune magiche insanguinate”. Non so, ma mi sento che siano il preludio a qualcosa di più grosso…
    In questo episodio hai indubbiamente pestato sull’accelleratore, con un crescendo di pathos ed azione che culmina con la sorpresona finale dei maledetti accoliti della negromante.
    Ti sono sempre più grato che tu abbia coinvolto Orion in questa avventura!
    E a questo punto, io voto (quasi inevitabilmente!) B:
    «Restiamo uniti! Difendiamo i cancelli! non dobbiamo farli entrare, o Larranor sarà peduta…tutti noi saremo perduti!»
    (scusa, mi son lasciato trasportare! 😉 )

    1. Ciao Sergio! Hai fatto bene a leggerlo con calma per gustartelo meglio. 🙂 La parte della cantilena mi è costata non poca fatica, lo ammetto, ma credo ne sia valsa la pena. Come hai potuto ben immaginare, il voto precedente mi ha costretto ad aggiungere questo episodio, un capitolo interamente dedicato al potere dell’elfa: puro charme supremo! 🙂
      Le rune magiche sono un elemento che ho inserito proprio per dar vita agli interrogativi che hai sollevato… nel precedente episodio parte di queste avranno una risposta. E sono sicuro che apprezzerai!
      Non ringraziarmi, Orion sta facendo tutto da solo. Io sono solo un “ladro di fuoco”, per dirla alla Rimbaud! 🙂 Ti ringrazio, i tuoi commenti sono sempre carichi di ottimi spunti di riflessione. 🙂 Sapevo saresti andato a parare sul seguito B, e mi sembra più che giusto. Orion è possessore di raziocinio e ottima capacità strategica, dargli voce in un momento del genere può essere solo positivo. Ma sarà questo il seguito che passerà la selezione? Lo scopriremo presto! 🙂
      Tieniti pronto, nel prossimo episodio ci sarà il PANICO! Grazie ancora, Sergiorion! 🙂

  4. “Orion si stupì di sentire la sua voce da quell’enorme distanza e per un attimo provò la sensazione che fosse tutto rallentato, come in un sogno”
    mi piace tantissimo come stai descrivendo questa scena, con un effetto quasi cinematografico che trasmetta la potenza della magia dell’elfa

    1. Caro Sergio, tu non puoi immaginare quante volte ho dovuto riscrivere questa parte. Non è stato facile, ci stavo proprio impazzendo, ma volevo che a parlare dovevano essere gli stessi di uno dei personaggi… uno sguardo proiettato lontano per lasciare intendere quanta potenza c’è in quella dannatissima elfa! 🙂