Il Sangue degli Eterni – Atto VI

Serie: Sussurri dalla locanda - Le cronache di Zorex e Drok


Il mondo era come mutato, sembrava essere un limbo sospeso tra ghiaccio e silenzio.

Rufus incrociò gli sguardi gelidi degli oscuri. Trasse un profondo respiro, un grumo di dubbi gli era salito in gola. Non pensava di riuscire a reggere la tensione, ma doveva mantenere a tutti i costi il controllo.

«Ascoltate. Se da una parte dobbiamo evitare che aprano i cancelli, dall’altra non possiamo ignorare la negromante. Una volta completato il suo incantesimo per il mio regno sarà la fine!»

Quando Orion gli rivolse l’attenzione, lesse la serie di emozioni che gli frustava il viso: paura, sconforto, incredulità, ma soprattutto rabbia. Una rabbia impotente.

«Ci troveremmo ad affrontare una nuova massa di carne morta» gli fece eco Drok. Sputacchiò e serrò la stretta sull’elsa dell’ascia. «Dobbiamo fermarla!»

«Per riuscirci ho un’idea» ribatté il Larraniano. «È rischiosa, ma potrebbe funzionare. Dovete tenere a bada gli elfi per qualche minuto, il tempo di raggiungere i sotterranei. Una volta arrivato il segnale, allontanatevi dai cancelli. Posso contare su di voi?»

Orion annuì. «Quale segnale?»

«Lo capirete!» concluse il principe, prima di montare a cavallo e galoppare in direzione della torre ovest.

Uno degli elfi scattò immediatamente all’inseguimento. La sua corsa durò solo qualche secondo. Fu scaraventato al suolo. Sollevò il capo per vedere un’enorme montagna di muscoli che lo fissava dall’alto con occhi infuocati.

«E tu dove cazzo credi di andare?» sentenziò Drok. Gli si era buttato subito addosso, piantandogli un piede alla gola.

«Non puoi ucciderci! Siamo eterni!» ghignò la creatura.

Il nano alzò l’ascia. «E allora vediamo come ve la cavate con questo!» Abbassò il braccio, la lama si andò a conficcare nella rotula destra dell’avversario. Non contento, continuò a colpirlo nello stesso punto, più e più volte, fino a tranciargli la gamba.

L’elfo urlò e, nel tentativo di liberarsi, si vide arrivare il metallo lordo di sangue sull’avambraccio sinistro. Il taglio questa volta fu netto.

A quel punto intervenne un altro oscuro, pronto a trafiggere Drok con la scimitarra. Ma ciò che ne conseguì furono un lampo argenteo e il clangore di lame che s’incrociavano.

Orion aveva frapposto la sua spada. Con un gesto fulmineo estrasse il pugnale dal fodero e ferì l’avversario all’altezza del bicipite. Non era un punto che aveva scelto a caso, serviva per indebolire la sua presa e per distrarlo. Quindi roteò su se stesso e, con la rapidità di un serpente a sonagli, gli si piazzò alle spalle. Seguirono due attacchi secchi, entrambi inferti con precisione ai legamenti delle ginocchia. L’elfo si accasciò e Orion non perse tempo nell’inchiodargli la lama al collo. Il colpo fu violento, ma non abbastanza da tranciargli il cranio.

Ci penso il nano. Si girò di scatto per sferrargli una mazzata con la testa dell’ascia. Si udì un orrendo scricchiolio di ossa, il naso esplose e il capo gli si piegò di lato. Incalzò allora con un altro colpo, un altro e un altro ancora, fino a ridurgli in brandelli il viso.

Un attimo dopo Orion e Drok si ritrovarono schiena contro schiena. Si concessero un rapido cenno d’intesa prima di rientrare in azione.

«Orion, pensa a fermare quell’elfo. Vuole aprire il portone. Io mi occupo del resto!»

«Ne sei sicuro?»

«Puoi scommetterci!» Scalciò lontano la gamba mozzata della creatura che giaceva ai suoi piedi. «Sono veloci, ma gracili. Non possono morire? Allora non ci resta che smembrarli a dovere!»

E ricominciarono la lotta.

Il nano caricò su due oscuri: uno scelse di evitare il faccia a faccia, l’altro ebbe l’ardire di affrontarlo con un affondo diretto al torace. Riuscì a ferirlo solo di striscio, prima di finire travolto da una spallata che ricordava un ariete d’assedio sospinto da cento uomini. Nell’istante in cui andò a sbattere contro il muro, l’ascia fendette l’aria e gli si conficcò nella gola. Il sangue esplose in uno spruzzo copioso.

Il secondo elfo gli si scagliò con un urlo di rabbia. La lama della scimitarra gli squarciò la guancia e gli avrebbe strappato anche l’unico occhio se Drok non si fosse spostato in tempo. Cadde di spalle. L’oscuro ne approfittò per afferrare l’elsa con entrambe le mani e avventarsi su di lui. Il nano sentì il metallo perforargli la carne all’altezza del petto. Tuttavia, indifferente al dolore, menò alla cieca con l’ascia e riuscì a centrargli le mani. Vide le dita recise schizzare via e cadere sulla neve come grossi vermi insanguinati. Quindi ne approfittò per divincolarsi e rimettersi all’in piedi.

Drok abbassò lo sguardo sulla ferita, bastò la vista di quel taglio a farlo infuriare. «Vedrai, ora mi divertirò a strapparti le budella!»

Nello stesso momento Orion si stava destreggiando con spada e pugnale. Erano passati diversi minuti da quando avevano ingaggiato il combattimento: il nemico aveva provato a sorprenderlo, ma lui era stato più abile ad assestare roversi e fendenti. Spesse volte il messaggero lo evitava con rapide finte e mezzi giri, senza neppure provare a parare i colpi. Per farlo, utilizzava all’occorrenza la spada che impugnava sulla destra solo da contrappeso per facilitare le schivate.

Lo scontro si risolse dopo che il nemico, convinto di aver trovato una breccia, gli si gettò contro con una stoccata. Fu lento. Orion schivò l’attacco con una breve finta e roteò su se stesso. Per un istante gli balenò davanti una vena gonfia e pulsante sul collo. Sapeva che, nella posizione in cui si trovava, l’oscuro non avrebbe potuto evitare il colpo né pararlo. Sapeva dove e come colpire. Il sangue schizzò sulla neve in una larga macchia irregolare di puntini vermigli.

L’elfo indietreggiò e si portò la mano alla gola. Il messaggero sfruttò quel vantaggio per trafiggergli il petto in diagonale, dall’alto verso il basso e, sfruttando l’impeto del colpo, dal basso verso l’alto. Infine spazzò con il braccio armato di pugnale, maciullandogli le labbra e frantumandogli tre denti.

A sancire la fine di quel combattimento, un rombo echeggiò nelle profondità.

La terra tremò.

Orion e Drok videro il sistema di verricelli azionarsi da solo: la struttura metallica a rinforzo del portone si disincagliò dalle scanalature e dall’incasso ai lati delle mura, avviando al contempo un meccanismo che apriva una sezione verticale nel terreno, antistante l’ingresso. Da lì venne fuori un’enorme e inusuale balista, una macchina d’assedio che caricava un lungo dardo rivestito di metallo. Subito dopo si udirono rumori metallici e sbuffi di vapore. Una serie di congegni fece scattare i bolzoni, il portone si abbassò inaspettatamente come un ponte levatoio.

Il proiettile schizzò in simultanea, abbattendosi sull’orda di non-morti per poi esplodere in un boato assordante. L’onda d’urto fu talmente potente da scaraventare Orion e Drok a terra. Quando si rialzarono, videro gli abitanti di Larranor accasciarsi al suolo privi di sensi.

L’incantesimo era spezzato.

Il chiarore tra la bruma si era già trasformato in fuoco che divorava i corpi smembrati dei Senz’anima, molti dei quali si trovavano ammucchiati a formare un cumulo di carcasse. All’improvviso, mentre le fiamme ardevano come serpi indemoniate e il fumo nero si levava alto nel cielo, la montagna di cadaveri crollò rivelando la negromante.

La donna non aveva nulla che ricordava i tratti caratteristici delle elfe oscure: non era la figura bella, magra e alta che si erano aspettati di vedere. Il corpo minuto era una strana combinazione di giovinezza e decadenza. Il tempo lo aveva dilaniato. I capelli bianchi ricadevano su un volto glabro, dal colorito quasi trasparente. La veste scura che indossava era aderente all’addome e lasciava scoperto il seno, sui cui capezzoli spiccavano degli anelli dorati.

Con gli occhi dilaniati dalla collera, iniziò a gesticolare dei simboli immaginari in aria. Il tomo le vorticò tra le mani, le pagine si mossero sospinte da una forza invisibile. Poi iniziò a decantare una nuova inquietante litania. Si udì un coro di voci balbettanti che sembravano giungere da un abisso. Seguì un’esplosione di urla, frastuono. Caos. Un pulsare di ombre, un ribollire di tenebre.

I non-morti sparsi a terra si scioglievano per fondersi tra di loro in un ammasso scomposto di carne, ossa e sangue.

Nel frattempo il meccanismo della balista si era riattivato: la piattaforma rientrò nei sotterranei, il pavimento si richiuse, i bolzoni ritirarono il portone e la grata metallica si incagliò nelle scanalature.

Ma non era finita.

La pietra scricchiolò e un ruggito gutturale si estese per tutta Larranor. Qualcosa si abbatté sul merlo della cinta, qualcosa di incredibile. Erano le dita di una mano colossale.

Si udì un altro schianto. Un pugno di dimensioni immani distrusse il portone, spazzò via la grata e buona parte delle mura.

Il nano finì per essere sbalzato all’indietro e rovinò di schiena. La pressione alle tempie e alle orecchie era lancinante, il fragore delle macerie gli giunse smorzato. Così come le grida di Orion: il messaggero non era riuscito a schivare il mostro e adesso lottava per non finire stritolato dalla presa della sua mano.

Drok provò ad alzarsi, inutilmente. Le forze, le speranze, lo stavano abbandonando. Tutto era confuso, vibrante, le immagini e i suoni si fondevano in un turbinio, scivolavano in un abisso di dolore. Infine la testa cedette, i muscoli si afflosciarono e gli occhi si persero tra le nuvole.

Fu in quell’istante che vide un’immensa ombra alata solcare il cielo.

Serie: Sussurri dalla locanda - Le cronache di Zorex e Drok


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Discussioni

  1. Non trovo il mio commento quindi addo la scelta.
    Sicuramente B da fan di Tolkien lo troverei un omaggio alle Aquile, tipo Thorondor.
    Magari un alleato inaspettato, ma non propriamente di parte. Magari una creatura evocata per sbaglio o collateralmente che scombini le carte in tavola

    1. Sei l’ultimo a votare e sei arrivato proprio in tempo. Aquile Thorondoriane? Alleati inaspettati? Creature evocate per sbaglio? Caro Fabio, lo vedremo molto presto. Il seguito che ha superato le votazioni è proprio il B. Grazie mille per aver letto e votato! 🙂

  2. Allora
    1) vorrei che qualcuno disegnasse la negromante ❤️
    2) avrei voluto essere spettatore di questo scontro epocale
    3) Drok sbudellatore for president.
    Semplicemente uno dei miei 3 episodi preferiti.

    1. Ciao Fabio! Prima o poi lavorerò anche sulle illustrazioni, mi piacerebbe vedere l’epicità di alcuni personaggi rappresentati sulla carta! 🙂 Anche la negromante non sarebbe affatto male, concordo. 🙂 Drok lo sbudellatore! Ahahahah 🙂 Si sta proprio divertendo un mondo a Larranor.

  3. “Nell’istante in cui andò a sbattere contro il muro, l’ascia fendette l’aria e gli si conficcò nella gola. Il sangue esplose in uno spruzzo copioso.”
    Qui mi ricorda film come il gladiatore e simili.

  4. Eccoci qui.. Che dire. Non potevo aspettarmi altro che un episodio spettacolare e rilassante allo spesso tempo. Hahaha. Sei il mio eroe. Ma questo lo sai già… Seguito B e credo che andrà tutto bene come per il Covid. Hahahha

    1. Mitico il nostro Daniel Drok! Ti sei proprio divertito a commentare ogni singola scena di combattimento! 🤣🤣🤣 E figurati se non lo trovavi “rilassante”, fantastico! Ahahahah 🙂 Ti ringrazio per aver accolto anche questo episodio con tanto trasporto… e sono sicuro che nel prossimo atto ti divertirai tanto quanto, se non di più! Vada per il seguito B, speriamo andrà meglio del covid! Aahaahha 🙂

  5. “sfruttò quel vantaggio per trafiggergli il petto in diagonale, dall’alto verso il basso e, sfruttando l’impeto del colpo, dal basso verso l’alto. Infine spazzò con il braccio armato di pugnale, maciullandogli le labbra e frantumandogli tre denti.”
    Come essere al cinema.. Vedi ogni cosa

    1. Questa è la mia preferita! Quel pugnale che sfreccia quasi a casaccio, che entra malamente in bocca e smaciulla la qualsiasi cosa! 🙂

  6. “Per farlo, utilizzava all’occorrenza la spada che impugnava sulla destra solo da contrappeso per facilitare le schivate”
    Trucchetti da femminucce ma vedo che tutto sommato funzionano. Per cui lascio correre per questo simpatico balletto. Ma sappi che finita questa battaglia ti insegnerò l’arte della battaglia ad muzzum. E vedrai che anche le tue spallate faranno la loro parte.

    1. Questa è l’arte di un derviscio e Orion dimostra di saper combattere. Anche se Drok non si è pronunciato, lo rispetta e lo ammira! 🙂

  7. “menò alla cieca con l’ascia e riuscì a centrargli le mani. Vide le dita recise schizzare via e cadere sulla neve come grossi vermi insanguinati”
    Ovviamente quando si fa la barba Drok bisogna stargli lontano… Una volta ricordo un barbiere che provo a tagliargli i baffi.. Fece la stessa fine

    1. Una spallata leggera leggera, giusto quella piccola spinta affinché l’elfo si ritrovi spiaccicato al muro con tanta passione. 🙂

  8. “Il nano caricò su due oscuri: uno scelse di evitare il faccia a faccia, l’altro ebbe l’ardire di affrontarlo con un affondo diretto al torace”
    Sarenno anche oscuri e immortali. Ma fanno errori da pivelli.

  9. Ma che dire, sembrava che fossero riusciti a sconfiggere la necromante con facilità e invece…. Un colpo di scena inaspettato che spiazza il lettore e si immedesima in quella inevitabile sconfitta di Drok e Orion! Sublime descrizione della necromante di cui cito:”La donna non aveva nulla che ricordava i tratti caratteristici delle elfe oscure: non era la figura bella, magra e alta che si erano aspettati di vedere. Il corpo minuto era una strana combinazione di giovinezza e decadenza. Il tempo lo aveva dilaniato. I capelli bianchi ricadevano su un volto glabro, dal colorito quasi trasparente. La veste scura che indossava era aderente all’addome e lasciava scoperto il seno, sui cui capezzoli spiccavano degli anelli dorati.”!
    Ovviamente scelgo la speranza… Scelgo la B , deve esserci un aiuto insperato per salvare la situazione! Fenomenale come sempre ! Grande Giuseppe

    1. Puntavo proprio su questa sorta di effetto a sorpresa, sulla riuscita del loro piano per fermare la negromante… e invece no! Arriva qualcos’altro di più… maestoso… che scombina i loro piani, che mette tutto in discussione, che stravolge e ribalta nettamente quanto fatto da Drok, Orion e Rufus.
      Quindi si spera in un aiuto epico dall’alto? E sia, seguito B! Grazie mille per aver letto e votato, alla prossima! 🙂

  10. In collaborazine con Cracco ho mosso a punto una ricetta per lo spezzatino di elfo oscuro. E’ solo per palati sopraffini 🤣
    Bel capitolo fratellino! Farli a pezzettini è una grandissima mossa 😁

    I combattimenti sono epici e la creatura gigante è un colpo di genio 😉, bravissimo. 👏👏

    Seguito C

    1. 🤣🤣🤣 Zorex lo chiamerebbe “Cracche”… e niente, così fa ridere ancora di più! Aahhaha 🙂 Ti ringrazio, fratellone! E cavolo, bramavo ormai un episodio totalmente all’insegna dei combattimenti! Ne avevo bisogno. 🤣 Contento che l’idea del golem di carne colossale ti sia piaciuta… ma se cosa deve accadere ancora! 🙂
      Altro punto per il seguito C!

  11. Volevo aggiungere che solo oggi scopro che ci sono pure gli ‘apprezzamenti’ alla fine del racconto. Ottimo, la vita di questo passo sarà sempre piena di soprese per me ehehe

  12. “Fu in quell’istante che vide un’immensa ombra alata solcare il cielo.”..ed è stato in quel preciso istante che ho visto un immenso drago dorato in cielo! Quindi per forza seguito B) , qualunque cosa sia (e chiunque ci sia sopra ehehe) deve essere venuta in soccorso dei due. Che devo dire? Che la precisione delle descrizioni dei colpi inferti, i punti recisi e la disposizione del sangue sparso sono arte, una di quelle che in genere mi fà stare male. Mai però, quando si tratta del vile sangue degli oscuri, quello mi da energia! Si legge l’epico furore tra le parole di fuoco di questo capitolo, imprime rune magiche come bruciature sulla pelle. “Che hai fatto questa domenica ? , “Niente, ho solo massacrato un po elfi oscuri in allegra compagnia, in uno scenario da favola!” . Complimenti mio nobile amico! Ripeto SCELTA B) 🙂

    1. Grande! Ti sei proprio immedesimato! Sarà un drago? Dorato per giunta? Lo scopriremo presto! Prometto di dedicarmi subito al nuovo episodio, anche perché sono davvero curioso di sapere come andrà a finire! Ahahaha 🙂 Sì, questa volta dovevano parlare le armi, il sudore, il sangue! La battaglia era letteralmente alle porte, non potevamo più evitarla! Gli elfi oscuri avevano varcato i cancelli e i nostri eroi hanno ben pensato di ripagarli in questo modo! 🙂
      Grazie come sempre per la tua energia, ho percepito la tua totale immedesimazione! E seguito B sia! 🙂 /\

  13. Nessuna sorpresa, sapevo dell’episodio brutale e sanguinolento quindi le aspettative – altissime – sono state ripagate abbondantemente.
    Tralasciando le fantastiche narrazioni dei combattimenti volevo piuttosto focalizzare la mia attenzione su un pezzo in particolare, soltanto apparentemente secondario all’interno della narrazione:
    “Orion e Drok videro il sistema di verricelli azionarsi da solo: la struttura metallica a rinforzo del portone si disincagliò dalle scanalature e dall’incasso ai lati delle mura, avviando al contempo un meccanismo che apriva una sezione verticale nel terreno, antistante l’ingresso. Da lì venne fuori un’enorme e inusuale balista, una macchina d’assedio che caricava un lungo dardo rivestito di metallo. Subito dopo si udirono rumori metallici e sbuffi di vapore. Una serie di congegni fece scattare i bolzoni, il portone si abbassò inaspettatamente come un ponte levatoio”.
    Ecco, la tua immensa capacità di scrittura rende una semplice apertura di un portone un qualcosa di raffinato, ricercato: mentre leggevo quasi mi era sembrato di sentire lo scricchiolio degli ingranaggi e il tonfo sordo di questo portone che finalmente si abbassa.
    La scelta cade senza dubbio sulla B: “Giunse in soccorso di Drok e Orion” e ti spiego perché. Prima di leggere tutte le opzioni ho pnesato subito che “quell’immensa ombra alata che solcava il cielo” fosse venuta in soccorso dei nostri eroi, un tantino in difficoltà!

    1. Caro collega, ti ringrazio come sempre per aver letto, commentato e votato! Mi fa piacere che tu abbia tirato in ballo questa descrizione, è proprio tra quelle che mi ha portato via più tempo, sai? Oltre al poco spazio a disposizione, non volevo sfoderare una descrizione troppo lunga per non spezzare il ritmo dell’azione (in fondo l’episodio è tutto incentrato sulla battaglia), per cui mi sono dovuto scervellare parecchio per rimanere confinato in poche righe.
      La spiegazione legata alla tua scelta è a dir poco fantastica! Ho capito perfettamente cosa intendi dire! Che sia un’ombra giunta in loro soccorso? Lo scopriremo presto! 🙂

    1. In stile chirurgo..ti giuro che ho pensato al chirurgo pure io ahahahha

  14. “Un attimo dopo Orion e Drok si ritrovarono schiena contro schiena. Si concessero un rapido cenno d’intesa prima di rientrare in azione”
    Quanto mi piace avere le spalle coperte

    1. Hai immaginato la scena? Quello che gli pianta la lama al collo e l’altro che lo colpisce ripetutamente nel cranio fino a spappolarglielo! Ahahahah

  15. “L’elfo urlò e, nel tentativo di liberarsi, si vide arrivare il metallo lordo di sangue sull’avambraccio sinistro. Il taglio questa volta fu netto.”
    Sempre il solito mattacchione

    1. In questo episodio mi sono divertito a far parlare l’ascia di Drok e le armi di Orion. E anche parecchio! 🙂