Il Signore degli Anelli

Serie: Il Dio Solo

Avevo i miei libri, non mi importava di ciò che accadeva nel mondo. Evitavo di accendere il televisore se non per farmi beffe delle idiozie introdotte nelle versioni cinematografiche dei best seller di successo o dei comics. Ritengo ormai scontato che tu conosca il significato delle parole “best seller”, “televisore” e “comics”.

Devo procedere per ordine, perché è tutto molto complicato. Rischio di essere dispersivo e di creare confusione: desidero che tu comprenda fino in fondo.

Mentre trascorrevo l’adolescenza crogiolandomi nel mio limbo di pagine stampate, il mondo impazziva.

Le scoperte prodotte dall’ingegneria genetica avevano cambiato considerevolmente la qualità della vita: i ricchi erano più sani, forti, intelligenti. Gli impianti cibernetici avevano soppiantato organi e arti compromessi dalle infermità e l’industria della clonazione aveva dato vita a nuove dinastie che presto presero in mano le sorti dell’umanità.

Quale interruttore scattò nella mente di quegli uomini? Noia?

Non sono un genetista, te lo spiegherò a modo mio.

I ricercatori manipolarono il dna umano per creare altre “razze”: lo scopo dichiarato fu quello di alleggerire il carico di lavoro che nessuno auspicava svolgere. Mansioni dure, pericolose, degradanti. Il dna è un codice che impone ordine nelle strutture biologiche: ogni specie animale, o vegetale, ne ha uno. Determina la forma e la capacità cognitiva. Un cane è diverso da un pesce. Un uomo è diverso da un albero.

Quegli incoscienti burloni dovevano aver letto il Signore degli Anelli almeno un centinaio di volte: preferisco pensare questo, piuttosto che si facessero di manga. Non che disprezzi quella forma d’arte. Anzi… al quarto livello della torre troverai una sezione molto accurata di fumetti provenienti da tutto il mondo. Non me ne volere se li ho inseriti nell’anello successivo a quello dedicato alle religioni.

Torniamo a noi.

Daemon per rimpinguare gli eserciti, Lillip per i lavori di fatica, Elfidi per il mercato domestico e del sesso: se sei uno dei loro discendenti non me ne volere. Alla fine la lingua batte dove il dente duole: sei Christoph? L’Oscuro, il Semidio cui tutti si inchinano in preda al terrore?

I Daemon incutevano timore alla sola vista: erano alti un paio di metri, spalle larghe e fisico da lottatore. La fronte prominente gettava un’ombra sugli occhi scuri e le corna sul capo ricordavano quelle di una gazzella. I Burloni si limitarono a manipolare l’osso sacro per dare consistenza a una coda: niente zampe caprine bensì solide gambe capaci di correre per chilometri senza dolere.

L’esercito inviò i primi esemplari ai presidi non appena giunti alla maturità. No, non c’era una guerra da combattere. Erano stati creati a scopo preventivo e, diciamocelo chiaro, come contromisura da impiegare nel caso di rivolte popolari. L’aumento indiscriminato della popolazione aveva messo a serio rischio le risorse naturali della nostra Terra: uomini disperati sono pronti a compiere azioni disperate. Il terrorismo era una guerra senza regole che nessuno sapeva come fermare.

I politici chiamavano “presidi” le strutture dove erano accolti i Daemon e le loro famiglie. Non potevano utilizzare la parola lager. Politicamente scorretto, meglio lasciare all’opinione pubblica l’illusione del paesello felice. Diventati una razza a sé, sodalizzarono fra loro e crearono gruppi familiari: erano prolifici. Erano molti i piccoli Daemon a giocare fra i container.

Grosso errore: nella formulazione del codice genetico delle razze i ricercatori inserirono la capacità di procreare. Gli idioti intendevano abbattere i costi di gestione e le risorse destinate al processo di crescita degli embrioni. Presto nacquero schiavi figli di schiavi.

I Lillip erano meno spaventosi: il piccolo popolo. Lavoratori indefessi, robusti quanto la roccia. Anche a quel tempo avevano un gran brutto carattere. Erano impiegati nelle miniere e nelle colture idroponiche. Manovalanza economica che si accontentava di qualche barile di birra economica. Era permesso loro vivere nelle città, ma non si mischiavano alle altre razze. La parola Clan era largamente utilizzata per indicare i quartieri abbandonati che avevano colonizzato.

Per ultimi, non per importanza, gli Elfidi. Creature inquietanti. Filiformi, pelle traslucida. I loro capelli erano bianchi, gli occhi a mandorla di un azzurro tanto chiaro da perdersi nella sclera. Erano creature studiate nel dettaglio, non solo per l’aspetto fisico. Nel loro codice genetico era stata impressa la freddezza necessaria a eseguire valutazioni senza dare seguito alle emozioni e un profondo senso di recettività che li rendeva adatti a svolgere mansioni domestiche. Erano impiegati come assistenti per anziani, balie per neonati, bambinai. Muti animali da compagnia. Silenziosi a pazienti. Molti erano destinati a tutt’altro scopo. Non riesco a immaginare quale perversione possa rendere attraente un corpo fragile come un fuscello.

Cos’è accaduto? La storia delle popolazioni ridotte in schiavitù insegna che le opzioni sono due: l’estinzione o la ribellione.

Un mese prima del mio cinquantesimo compleanno migliaia di Daemon lasciarono i presidi per raggiungere le città di tutto il mondo, armati di bastoni appuntiti. I Lillip si unirono a loro impugnando piccozze. Gli Elfidi iniziarono a tagliare gole nel sonno e a rapire bambini. Molti di coloro che avevano perso il lavoro a causa dell’introduzione nella società delle nuove razze, alimentarono la guerra civile. Gli scienziati non avevano previsto nulla di tutto questo.

La mia biblioteca seguì il destino di altre strutture ritenute inutili: abbandonata. Il mio era un quartiere periferico, abitato da povera gente che sbarcava a mala pena il lunario. Le razze non avevano mai messo piede in quel luogo disperato, non eravamo pronti al loro arrivo. Decisi di asserragliarmi all’interno della biblioteca nella speranza che la follia avesse termine. Racchiuso nel mio fortino, fingevo di essere sordo. Ho sempre avuto una strana propensione a utilizzare i sensi a mio vantaggio: la codardia mi indicò quella via. Ridussi la guerriglia che devastava le strade attorno a me a un riflesso ovattato: un fastidioso rumore di sottofondo. Tappai le orecchie a ogni suono e grido disperato che chiedeva soccorso.

Daemon e Lillip rastrellarono ogni edificio radunando gli umani che non opponevano resistenza per portarli chissà dove. Altri perirono con il collo spezzato o una scure piantata sulla schiena. Quando i “branchi” si avvicinavano mi nascondevo nel condotto di aerazione. Ora comprendo di essere stato tutt’altro che invisibile agli occhi acuti dei Daemon. Semplicemente, non ero di loro interesse. Non mi consideravano un essere un umano. Ero un topo.

Avevo paura. Non desideravo morire: c’erano ancora tanti libri da leggere, mondi da scoprire. Non ho mai provato empatia per la mia razza. Ero il solo che desideravo salvare.

A beffare il mio udito e le magre misure di sicurezza che avevo messo in atto per proteggere il mio nido fu un Elfide. Non mi dedicò attenzione, quasi fossi trasparente. Puntò lo sguardo sui volumi alle mie spalle.

Serie: Il Dio Solo
  • Episodio 1: Alone
  • Episodio 2: Il Signore degli Anelli
  • Episodio 3: Nephel
  • Episodio 4: Kato
  • Episodio 5: Fuori
  • Episodio 6: Il Branco
  • Episodio 7: Equilibri
  • Episodio 8: Conflitto
  • Episodio 9: Luna Rossa
  • Episodio 10: Il Dio Solo
  • Avete messo Mi Piace8 apprezzamentiPubblicato in LibriCK

    Commenti

    1. Chiara Rossi

      Ciao Micol. Per quanto sia un distopico, c’è molta realtà in quello che racconti. L’uomo è così, sempre alla ricerca costante del potere e della crescita, superando anche alcuni limiti che non andrebbero mai superati, ed è facile che ciò che crea poi gli si ritorce contro. Ribadisco che questa serie è molto interessante.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Chiara, hai ragione. Il genere distopico, snobbato da alcuni, permette all’autore di giocare fra “realtà” e “irrealtà”. Sono d’accordo, l’essere umano è il peggior nemico di se stesso. Grazie per l’interesse che dimostri per la serie, spero di non deludere le tue aspettative.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonio. Hai ragione, c’è parecchia carne da mettere sul fuoco. Tieni da conto che Alone è un personaggio piuttosto passivo, in questa serie l’azione adrenalinica non farà da padrona. Saranno le sue emozioni ad essere messe in gioco. 🙂

    2. Federico Ferrauto

      Ciao Micol, ho letto i primi due capitoli tutti d’un fiato, complimenti. Giocando su alcuni elementi fantasy classici sei riuscita a dargli un tocco nuovo, fresco e moderno. Adesso voglio proprio sapere come farà il nostro bibliotecario, in cui mi sa che qui molti si sono rispecchiati (io l’ho fatto di sicuro)!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Federico. Dici bene, per tutti quelli che amano leggere e scrivere è facile identificarsi in Alone. Ho voluto dare vita a un personaggio imperfetto, l’antitesi dell’eroe, perché umano. Essere unici è meraviglioso, pregi e difetti ci rendono quello che siamo. Un “topo”, come ama definirsi Alone, non ha meno dignità e diritto a condurre la sua vita.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giovanni, dalla prossima puntata si entrerà nel vivo della vicenda. Arriveranno molti anni personaggi che animeranno la solitudine di Alone

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Isabella, incrocio le dita perché questo non accada. Questa serie è nata dall’esigenza personale di dare un senso a molti dei miei “romanzi” nel cassetto, fantasy classici che danno vita a un mondo a sé. Ho voluto giocare nel creare un “prima” realistico, per quanto possa esserlo un racconto distopico.

    3. Antonino Trovato

      Ammetto di leggere questi tuoi lavori con ritardo, ma rimedierò… mi trovo di fronte a un mondo nuovo, conseguenza di una minaccia realmente esistente… chissà se l’uomo, con la sua avidità, un giorno, non creerà tutto questo… ah, ma forse tutto ciò rimarrà in questa tela di razze e ribellione ben tessuta da te…

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino, per quanto faccia non riesco proprio ad abbandonare i miei mondi paralleli! Mi auguro di cuore che nulla di tutto ciò accada nella realtà, ma la storia ci insegna che i cicli si ripetono e l’uomo si lascia corrompere dal potere.

    4. Silvia Schiavo

      Pur non essendo seguace del genere (che però apprezzo), e comunque aperta a tutto ciò che è scritto bene, mi continui a coinvolgere con la descrizione delle azioni e dei personaggi. La sensazione che mi lasci è di inquietudine, perché per quanto “irreale” lasci pensare che l’uomo un giorno potrebbe veramente arrivare a ciò o a qualcosa che gli si avvicini terribilmente. Ancora brava

      1. Micol Fusca Post author

        Sono contenta che la serie continui a piacerti nonostante tu preferisca altri generi. Questo è quello in cui mi trovo a mio agio, anche se “scantono” un po’ dallo stile dei racconti classici. Sono una donna che preferisce le pantofole all’azione: qui, non ne troverai molta. Ad interessarmi di più è quello che c’è dentro la gente, una battaglia continua con se stessi. Purtroppo sì, l’uomo è in grado di fare grandi sbagli in nome della comodità. Ne fa continuamente, basta pensare a come sta riducendo il pianeta.

    5. Annalisa Santini

      In poche righe sei riuscita a descrivere nel miglior modo possibile i personaggi, rendondoli da subito interessanti e, cosa non meno importante, tangibili. L’immaginazione non ti manca, la scrittura è semre impeccabile. Che posso dire, corro subito a leggere il terzo episodio!

      1. Micol Fusca Post author

        Grazie Annalisa, sono contenta di aver ottenuto quanto speravo. Lo spazio concesso è poco ed a volte è difficile rendere il pensiero parola.

    6. Giuseppe Gallato

      Interessante il richiamo a “Il Signore degli anelli” – che amo e rispetto, insieme a tutta la produzione Tolkieniana -, così come sono interessanti le creature descritte. Vado a leggere subito il prossimo episodio! 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giuseppe, sono cresciuta con i libri di Tolkien e come logico hanno avuto un peso nel mio immaginario. Questo racconto è nato per l’esigenza di conciliare il mio mondo con quello che conosciamo. So che l’espediente “apocalisse” non è per nulla originale, ma questo è il mio modo per dare un senso.

      1. Micol Fusca Post author

        Grazie Massimiliano, spero di riuscire a portare un po’ di vivacità anche se nelle mie intenzioni questa serie è una pagina di “storia”. Non la nostra, per fortuna.

    7. Debora Aprile

      Si iniziano a tracciare le linee per una bellissima storia e, soprattutto, per niente scontata. Leggendo il primo episodio mi ero fatta un’idea su ciò che fosse potuto accadere, arrivata al secondo mi hai spiazzato parecchio perché non avevo immaginato nulla di simile! Aspetto il prossimo episodio, sono curiosa 😊

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Debora, grazie per aver letto il mio racconto. Spero che il seguito ti sorprenda nuovamente, anche se la vicenda assumerà risvolti piuttosto “classici”.

    8. Tiziano Pitisci

      Anche questo episodio ha un carattere introduttivo, gradualmente prrndono forma contesto e personaggi e leggo nelle tue risposte ai commenti che questa serie è un frammento di un disegno più ampio che ti accompagna da molti anni. Ecco, queste cose mi piacciono da impazzire. Mi piace l’idea di un progetto enorme e di enormi digressioni. Mi piacciono anche personaggi presi in prestito da altre storie o storie prese in prestito da un personaggio. Non vedo l’ora di leggere il seguito.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Tiziano, sono contenta che tu mi abbia convinta a iniziare una serie su Open. Riguardo al mio “mondo”, in questo momento sto valutando l’idea di portarne qui alcuni “pezzettini”. Forse potrei scrivere delle serie che si concentrano su un personaggio o due, contestualizzate ad una singola vicenda. Il Dopo è tanta roba (come quantità, intendo) e mi piacerebbe farlo conoscere. Una delle mie perplessità riguardava il genere. Sono contenta di aver scoperto che molti apprezzano il fantasy classico sebbene “vecchio”.

    9. Andrea Ferrini

      Premetto che sono stato folgorato dal titolo in quanto io sono un fan del Signore degli Anelli e di Tolkien.

      Quindi vedo che è una serie e inizio dal primo racconto, ma da questo mi sono appassionato realmente alla tua storia e spero in “Contee e Regni” da descrivere fino ai minimi dettagli.

      Attendo con ansia il prossimo racconto.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Andrea, mi inviti a nozze. Ho amato il mondo di Tolkien tanto che il mio ne è stato pesantemente influenzato. Ho scritto “libri” e racconti: personaggi ricorrenti e terre morfologicamente definite. Mappe. Sono trent’anni che ci vivo in parallelo. Questa storia è nata da una considerazione. Nell’ultimo anno ho scritto diversi racconti che si prestavano per lunghezza ad essere proposti a dei concorsi letterari ed è nato in me il desiderio di sapere. Com’era il mondo Prima del mio? Perché è divenuto così? Perché è apparsa una luna rossa nel cielo? E’ ciò che voglio raccontare ne “Il Dio Solo”. Grazie infinite per l’entusiasmo, spero di non deluderti.

    10. Lara Coraglia

      Qui si inizia ad intravedere il tuo mondo descritto con particolare attenzione soprattutto per quanto riguarda le creature. Chissà cosa succederà nel prossimo episodio, molto curiosa 😆

      1. Micol Fusca Post author

        Spero di non deludere nemmeno te, sono una neofita e quando ho iniziato a propormi nei forum avevo sempre ansia da prestazione. Ne ho ancora, vero, ma sono felice di sapere che dall’altra parte ci sono persone che si divertono come me e che, se serve, sono pronte a dare una critica costruttiva. Nelle prossime puntate appariranno altri personaggi che movimenteranno la vicenda. 🙂

    11. Dario Pezzotti

      In questo nuovo episodio, le porte del “tuo” universo vengono aperte. Le razze che descrivi, pur restando simili ad altre già descritte nella letteratura fantastica, mantengono elementi originali. Chissà che combinerà questo elfide…🙂
      Nel prossimo episodio mi aspetto un po’ di azione. Brava Micol!

      1. Micol Fusca Post author

        Spero di dare più “movimento” nel prossimo episodio, quando Alone e Ne…(elfide) avranno un confronto. L’Alone di quel tempo è un personaggio piuttosto passivo. Non a caso ama i libri, preferisce che la vita “gli passi” davanti piuttosto di viverla: è uno spettatore. 🙂

    12. Massimo Tivoli

      Ho appena finito di leggere sia il primo sia il secondo episodio.
      I tuoi racconti, o almeno quelli che ho avuto l’opportunità di leggere, mi piacciono perché non sono mai banali. In particolare, in questa serie, si avverte la complessità del “mondo” che hai creato, c’è tutta una cosmogonia che incuriosisce il lettore. Poi, magari mi sbaglio, ma io ci trovo sempre un che di metaforico. Questa serie, in particolare, mi ha riportato alle svariate notti passate a leggere e rileggere L’Aleph di Borges 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Dovrò spendere ancora una decina di vite, se sono sufficienti, per avvicinarmi all’immaginario di Borges. Noi scrittori, di qualunque genere, mettiamo sempre un po’ del nostro sentire. Il mondo della mia mente è indirettamente il nostro mondo. Nello scrivere c’è sempre utopia, il desiderio di cominciare da zero.