Il tocco della Falce

Serie: LEVII-HATAN -seconda stagione-

Quanto sarebbe ancora durata la notte? Quel vento impietoso, la neve marmorea, le distanze irraggiungibili… A Dion sembrava di sentire i singoli pensieri nella vicinanza di quei corpi accalcati a ridosso dell’unico spuntone di roccia, fredda come la lama della Falce. I gemelli si erano in parte spogliati delle loro pellicce per permettere agli altri di scaldarsi un poco; la tela cerata, tirata all’inverosimile sbatteva come la vela d’una barca alla deriva, schioccando ferocemente contro il terreno. Ma i sospiri del vento si fecero uragano e d’un tratto la tela venne strattonata come da una mano invisibile, che poi la lasciò libera di sparire tra le nere cortine della notte. Severo si alzò di scatto per inseguirla, tornado poco dopo su suoi passi, sconfitto.

Fradici dalla testa ai piedi e tremanti attesero l’alba, che arrivò fragile e stinta.

Meloria era di pessimo umore e quando Dion intonò la prima frase dell’ “Allodola generosa” fu ammonito con una sonora sberla. A Turi era stato affidato il compito di decongelare la neve all’interno delle due borracce in pelle: le custodiva gelosamente sotto le ascelle, come un’attenta chioccia con i suoi piccoli.

Il vento aveva smorzato un pò la sua ferocia, ma il paesaggio sembrava plasmato per occhi ciechi: bianco sconfinato, con sporgenze occulte e cielo incolore.

≪Chi ti ha passato il Sapere?≫ chiese Rega a Turi che avanzava rigido stringendo il suo gelido bottino.

≪Un certo Alveo, s’era ‘nsieme io e Dion. Ma mica cel’a detto e noi ci siamo ritrovati al Rostro.≫ disse alzando il mento in direzione del poeta.

≪La sorte vi ha scelti! E dimmi di Kētos, è così bella come ci ha raccontato nostro padre?≫ continuò Severo.

Turi tirò su col naso ≪sta abbarbicata a quelle punte c’escano dal terreno e c’è tanta gente come in una fiera. C’è puzza di urina e la birra è ‘no sciacquone, ma per le palle di Tartaros s’è bella!≫ rispose con lo sguardo lontano.

≪Le arcate di Leviatano…≫ sussurrarono in coro i gemelli, in un unica vibrazione.

Turi si accigliò fermandosi dov’era ≪allora anche voi ci credete alla storia della balena…≫

I gemelli a loro volta rimasero immobili ≪perché c’è forse qualche folle che la mette in dubbio?≫ Disse Severo risentito.

≪Io no!≫ si affrettò a rispondere Turi, mentre Dion si ravviava il ciuffo floscio.

≪Un bella leggenda, un racconto da falò con spunti graziosi per irretire fanciulle suggestionabili≫ disse il poeta abbandonando definitivamente la sua idea di pettinatura.

Severo con un unico passo incisivo lo raggiunse e con la grande mano lo fece voltare ≪non dovresti parlare così! Se non credi in Leviatano non dovresti neanche essere con noi! Che razza di Camminatore non ha fede?≫ concluse in tono alterato.

Dion si scrollò via la pesante mano sostenendo lo sguardo duro dell’altro ≪io credo in questa terra gelata che sostiene il mio peso, nell’acqua che estingue la mia sete e nel vento che porta via le mie parole. Ora. Sono loro i miei Dei e sarà a loro che mi raccomanderò…. almeno per stanotte≫ e arrancando nella neve superò il gruppo.

Il cammino proseguì in silenzio, tra la morsa ferrea del gelo e il gremire del vento che cantava canzoni stonate. Il mezzo giorno passò sulle loro teste portandosi dietro grandi nubi temporalesche e l’ora delle lunghe ombre fu accompagnata da una pioggia gelida mista a neve. Si spartirono le ultime magre provviste: cinque gallette e una troppo sottile fetta di formaggio a testa.

Meloria faceva rimbalzare lo sguardo sui crinali desolati, in cerca di una preda qualsiasi, ma quale anima sarebbe sopravvissuto a quel clima indolente? Pensieri cupi aleggiavano nelle menti stanche. Turi muoveva la faccia intorpidita in una ginnastica muscolare che lo faceva sembrare, ora triste, ora giulivo, ora folle.

≪I tuoi Dei non ti hanno ascoltato canta-verbo≫ disse Severo tra i denti, ma Dion era troppo esausto anche per rispondere.

Un spazio serpeggiante che ricordava vagamente un sentiero si aprì di fronte a loro, e Meloria carica di speranza scattò in avanti ≪un passaggio, forse al di là della collina riusciremo a trovare un riparo≫ e aumentò il passo correndo e zoppicando. Turi strizzò gli occhi per vedere più chiaramente in mezzo alle raffiche di vento e nevischio, ma quando si rese conto di ciò che stava accadendo era troppo tardi.

≪No! Fermati! Fermati!≫ gridò in direzione di Meloria che si voltò vedendo la bocca di Turi muoversi rapidamente: il vento implacabile soffiava a ritroso, portandosi via la sua voce. Ma l’espressione di panico che lesse sul suo volto la fece immobilizzare. Turi corse seguito dagli altri, e quando fu a poca distanza dalla ragazza si accovacciò a terra ≪è un fiume congelato! Vieni, piano pianino, vieni…≫ disse tendendole la mano.

La consapevolezza passò sul viso di lei come la nube che oscura il sole, mentre abbassava gli occhi sui suoi piedi. Riportò lo sguardo su Turi, introno il mondo sembrava essere con il fiato sospeso, immobile. Strusciò uno stivale avanti, lasciando il peso solo sulla gamba destra, ci fu sono scricchiolare che assomigliava al digrignare dei denti, e poi un crack prepotente, incisivo come il martello sul vetro. Occhi grandi e grida esasperate. Meloria era sparita nel fiume ghiacciato, solo l’arco ancora caldo della sua mano giaceva a poca distanza dal buco. Turi rimase immobile per un lungo istante, la mano ancora tesa. Introno a lui Rega e Severo si mossero a valle, gridando a Dion di superare delle pietre sporgenti per oltrepassare l’argine dall’altro lato.

≪Dov’è, dov’è!!!≫ gridò Turi sporgendosi fino al limite dell’equilibrio. D’improvviso una vampata di calore gli fece ronzare le orecchie mentre parole distanti arrivavano a stralci. Si alzò impotente in preda alla disperazione cercando tra il ghiaccio opaco la figura di Meloria. Ogni secondo perduto voleva dire la morte.

≪A valle, per di qua! La corrente la porta di qua!≫ gridò uno dei gemelli. Dion appollaiato su una roccia arcigna con l’equilibrio di un funambolo, estrasse Piccola Mir e prese a percuotere il ghiaccio con decisione fino a quando gelide stille non si aprirono sul cratere frastagliato. Un sagoma appena percettibile correva nella sua direzione. Turi lo raggiunse saltando con l’agilità di un ballerino e tenendolo stretto per i piedi, lo incitò a tentare. Le mani affondarono nell’acqua, poi le braccia e ancora le spalle. Annaspando e frugando freneticamente riuscì ad afferrare il corpo esangue di Meloria. Lo trascinò su come un fantoccio. I capelli si appiccicavano al viso violaceo come alghe sullo scoglio e le labbra avevano assunto il tono terrificante del tocco della Falce.

≪I vestiti, spogliamola!≫ gridò Severo, e mani impacciate armeggiarono con troppi bottoni, con stoffa zuppa e stivali ostici. I gemelli a loro volta si privarono delle pellicce e mentre la ragazza giaceva immobile tra le braccia di Turi, fu avvolta dal tutto ciò che possedevano.

Frizionarono, pregarono e sperarono, mentre la neve volteggiava rapida su di loro, come un candido sudario.

Serie: LEVII-HATAN -seconda stagione-
  • Episodio 1: Luce e Ombra
  • Episodio 2: Ricompense 
  • Episodio 3: O-Missione
  • Episodio 4: Identici
  • Episodio 5: Cerchi nella neve
  • Episodio 6: Il tocco della Falce
  • Episodio 7: L’Ultima Porta
  • Episodio 8: Carcasse
  • Episodio 9: Zanne
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    Discussioni

      1. Nessuno può prendere il loro posto sgangherati come sono. Ma farse in questo viaggio si faranno le ossa diventando veri guerrieri.
        Grazie Ivan, a presto

    1. Ciao Virginia, in questa occasione i nostri eroi hanno saputo tener testa alle difficoltà. La neve e il ghiaccio sono nemici terribili, spero che presto trovino ristoro in un posto appartato. Questa volta, è stata Meloria ad agire sconsideratamente: fortunatamente non era sola. Chissà se alla fine, questa improbabile compagnia, non si rivelerà vincente su tutti i fronti. Il modo per scongelare l’acqua da bere l’hanno già trovato! 😀

      1. Ciao Micol, il luogo di certo non aiuta ma i nostri prodi hanno tante risorse (Turi soprattutto 😂) e ne usciranno ammaccati ma vittoriosi… grazie di essere passata tra le nevi e il gelo❤️

    2. Cavolo che cliffhanger, povera Meloria, speriamo si salvi.
      Bellissimo episodio, adrenalinico e ben scritto. Finalmente i nostri eroi s muovono in modo tempestivo e efficace, mostrando che l’allenamento al Rostro comincia a fruttare.
      Sono veramente preoccupato per loro, però. Aspetto con ansia il prossimo episodio

      1. Questo è proprio il momento di mettere in pratica l’addestramento ricevuto, speriamo che ne siano all’altezza. La scarcassata combriccola perderà l’unica donna che ne fa parte? Riusciranno a tornare al Rostro? La sta è ancora lunga…
        Grazie per aver letto e apprezzato

      1. Ovviamente in senso positivo, perché è veramente bella questa serie. Mi sta appassionando.

      2. Ciao Kenji, mi fa davvero piacere aver catturato l’attenzione del lettore, vedrai che i colpi di scena non finiscono qui!

    3. Cavoli! Questa stagione ha preso una piega decisamente più “tosta”, le risate per la goffaggine di Turi e per gli atteggiamenti da damerino di Dion lasciano il posto a pura apprensione per le sorti del gruppo. L’incidente di Meloria è scritto con un ritmo frenetico, un susseguirsi di azione che trasmette benissimo la concitazione del momento!

      1. Il momento di ridere tornerà, ma ora dopo le presentazioni doverose dei personaggio e del mondo in cui vivono si entra nel vivo dell’avventura… e quante ne dovranno passare ancora 😉
        Grazie

      1. Mi fa piacere che tu abbia notato questo linguaggio, vorrei facesse parte della storia, come chiamare Falce la morte o Ultima Porta il luogo sconosciuto dove conduce.

      2. È una bellissima idea, quella di creare un linguaggio specifico per il tuo universo, e tutt’altro che semplice, ma tu lo stai rendendo in maniera efficace, le espressioni che hai usato sono immediatamente comprensibili. Quindi, funzionano!