Il treno dei Sogni

Serie: Cronache di una Sognatrice

Da quella nebbiolina sbucò un tizio che non aveva le gambe, e le braccia erano più ossa che pelle, mentre il busto fluttuante, in uniforme blu, sorreggeva un testone, con tanto di basco, sempre in movimento. Questi si avvicinò a Zaira, tossendo e spurgando muco dalle sue ampie narici. La giovane arricciò il naso e volse lo sguardo schifato al cielo.

«Perché proprio io?»

Trattenere il vomito non le fu semplice. Il testone, soffiandosi il naso con un lurido fazzoletto, finalmente proferì parola.

«Coff! Coff! Io sono Zacary, il Capotreno, e questo è il meraviglioso Treno dei Sogni! Vorrebbe visitarlo mia cara? È un occasione unica, si affretti, la partenza è immediata…»

Con una fastidiosa voce nasale, e tra tutto quel muco coggiolante, la invitò ad entrare. Zaira aggrottò le sopracciglia, incredula e senza parole. Superò la teiera, curiosa di verificare la realtà che le stava dinanzi e, sbigottita, ammirò otto tazze enormi di finissima porcellana, con tanto di finestrelle a fiori, legate l’una all’altra da una nebbiolina bianca. Il bimbo trovato in quella landa si era accovacciato in terra, disinteressandosi del resto. Sulla bianca terra tracciò strani ed incomprensibili segni. E intanto, Zacary stava perdendo la pazienza. Tossiva con più insistenza. Le titubanze di Zaira svanirono alla vista dei Nurlok alti nel cielo, e afferrando la mano del bimbo accolsero l’invito del Capotreno. La giovane intravide un pannello con dei cucchiaini come leve. Zacary, fissandole il corpo quasi denudato, le mostrò la via per la prima tazza. Lei arrossì indignata, coprendosi con le mani, e seguita dal bimbo, varcò la nuova soglia. Per un attimo, lo sguardo vacuo del bimbo incrociò gli occhietti del testone, che lo fissò stranito. Attraversarono la calda nebbiolina tenendosi per mano, fino ad accedere alla prima tazza. La teiera emise un fischio, quindi ripartì. Quella tazza era ben illuminata da bianche fiamme fluttuanti, con il tetto coperto da una sorta di schiuma. Delle poltrone in fila, al loro ingresso, iniziarono a saltellare. Alcune di queste avevano persino una lingua di raso penzolante. Il bimbo sorrise, e lasciandole la mano, si mise a giocherellare con quelle pazze poltrone. Non sembravano pericolose ma, in quell’istante, un urlo proveniente dalla tazza successiva attirò l’attenzione di Zaira. Decise di lasciarlo lì, con la promessa che sarebbe tornata. Entrando, ebbe una strana sensazione: un freddo gelido, cadaverico, le scosse ogni parte del corpo e sconvolto ogni lembo dell’anima. Una spettrale luce creò lunghe ombre simili ad unghie affilate e teste mostruose, pronte a divorarla. Zaira ebbe un sussulto, ma tra i sedili vellutati non scorse nulla di strano. Sbuffò sollevata. A piccoli passi si avvicinò alle ultime fila, dove qualcuno attendeva in silenzio. Accostandosi agli ultimi sedili, l’amara sorpresa. Sembravano una coppia di vecchietti, ma i loro volti erano deturpati da grovigli di dolorosi fil di ferro, e copiosi rivoli neri tracciavano segni di una atroce tortura subita. Le braccia erano un tutt’uno con gli stessi sedili, e le gambe ben radicate al suolo, come se fossero parte della tazza. Zaira si scostò, coprendosi il volto per il disgusto, e poi una gelida brezza l’avvolse. Tutto attorno si riempì di quelle figure immonde, coi loro lamenti di dolore e sofferenza. Arretrò in preda alla paura, urtando subito qualcosa. Si voltò, e…

«AHHHH!!!»

L’ennesimo urlo di una notte senza tregua. Uno di loro era alle sue spalle, con la testa ciondolante e le mani pronte ad afferrarla. Zaira fuggì via, superando quella tazza e le successive senza mai guardare indietro, finché non giunse in un luogo in cui vi era solo un armadio, illuminato da un paio di fiammelle. Un leggero ruminare proveniva dall’interno. Zaira si avvicinò, e senza accorgersene, si ritrovò intrappolata tra le fauci del mobile. Questi la masticò e la sputò con sdegno. Eppure, una Zaira interdetta e impaurita si ritrovò pulita e con dei vestiti nuovi. Era un completo scuro, di pelle lucida, con tanto di giacchetto e cappuccio, e un paio di stivaletti. L’armadio starnutì, espellendo quel che restava della veste da notte. Un colpo di fortuna, pensò, ma all’improvviso, la luce si spense, e Zaira capì di non essere più da sola.

«Che succ…»

Interrotta da un grasso colpo di tosse, Zaira ebbe appena il tempo di voltarsi. Sentì un pungolo, quindi una forte sensazione di calore salire lungo il ventre, e poi le forze la abbandonarono. Tutto attorno venne avvolto da una nebbia oscura che la accompagnò in un profondo, quanto inaspettato, torpore.

***

Madame Sharle scese dal suo Nurlok, calpestando la prima, abbietta, pozzanghera di quella miasmatica palude di nome Rubrum. L’aria, contaminata dal puzzo delle creature che infestavano il luogo, le fece arricciare persino le nove punte intrecciate dei suoi lunghi capelli biondi. Dovette addentrarsi sino ad una capanna di fango, circondata da pozze nere e maialini luridi, svolazzanti, e pure flautolenti. Seppur nauseata, non perse la calma. Si avvicinò ad una di quelle pozzanghere e vide le sagome di Jizan e Kozan in fondo ad essa. Le nove trecce iniziarono ad illuminarsi, piccole saette che avvolsero il giubbetto beige e i pantaloni attillati, verdi e lucidi come i suoi occhi, per poi allungarsi. Sharle li immerse in quella lurida pozza, tirando fuori i due Escalion, privi di coscienza. Senza batter ciglio, dalle sue trecce fece partire una poderosa scarica elettrica che quasi non li arrostì. Ripresosi dallo shock, i due svelarono a Madame che la giovane era stata difesa da Lundlum. Non sapevano altro. Erano terrorizzati dalla fredda flemma di Sharle, ma questa, con tanta indifferenza, li rigettò nella pozza, lasciandoli fumanti e abbrustoliti. Stava per tornare in groppa al proprio Nurlok quando le punte blu delle orecchie iniziarono a vibrare. Sharle chiuse gli occhi e percepì una voce nasale, interrotta spesso da una grassa tosse. Era proprio Zacary. La avvertì di avere con sé due creature, una giovane donna con un bimbo, e di essere vicini al Bosco delle Mille Lune. Terminata la comunicazione, Sharle venne assalita dai dubbi.

«Due umani allo stesso tempo… Non può essere!» esclamò incrociando le braccia. In quel momento, l’anello nero di Sharle s’illuminò di colpo. Una cosa che non accadeva da tempo immemore. Ritrovò la calma perduta e, per un attimo, le sue guance pallide si colorarono di rosso.

«Andiamo Koby. Abbiamo ancora un posto da visitare. Finalmente è tornato…»

Il Nurlok spiegò le proprie enormi ali e in men che non si dica i due stavano già sorvolando i cieli di Somnium.

***

Lundlum era impegnato con una vecchia conoscenza. La chiamavano Reilka Alabarda del Drago, una Escalion con occhi color del mare e scure ciocche così lunghe da coprire i suoi nudi e prosperosi seni. La vellutata pelle sembrava frutto della rosa più bianca del creato, eppure imbracciava una gigantesca alabarda nera come nessun altro poteva fare. La fonte del suo potere stava nel suo restante corpo da drago, enorme e possente, dove scaglie blu e verdi delle sue maestose ali scintillavano al bagliore della lava circostante. Le rosse labbra erano ammalianti, ma la sua bocca era divorata dalle nere fiamme che sputava ad ogni respiro. La coda, lunga e seghettata, era letale quanto la sua arma. Le fiamme nere di Reilka crearono una barriera davanti a sé, impenetrabile e imperscrutabile. Lundlum non si scompose, e con un potente fendente originò una folata che spazzò via ogni ostacolo sul suo cammino. Ne seguì una fitta coltre di fumo oscuro, che lo avvolse e quasi lo accecò. Ebbe la prontezza di arretrare con un balzo degno di un felino, ma Reilka lo attendeva già alle sue spalle. Essa sferrò una lenta e micidiale schiacciata con la sua alabarda, scansata dal Kamon con gran tempismo. Il terreno, arido e polveroso, iniziò a frantumarsi sotto i piedi dell’armatura. Lundlum risalì nel punto più alto della collina, ma alle spalle, solo fiamme, e davanti a sé l’avversario incombeva. Brandì la sua Regina con entrambe le mani e si lanciò all’assalto. Reilka provò a colpirlo, e solo per un pelo non vi riuscì. E intanto, il terreno diventava sempre più fragile. Lundlum espanse la sua fiamma, folgorando tutta l’area con una luce splendente, balzò in alto e si ritrovò dinanzi lo splendido corpo da donna di Reilka. Il cacciatore di Escalion, dopo tempo immemore, ebbe un sussulto nell’intravedere i seni, perfetti e scultorei, dietro quei lunghi e lucenti capelli scuri. Reilka sorrise, con voluttà.

«Baciami…»

Quel sussurro ammaliante venne interrotto dal bagliore accecante della lama di Lundlum, facendo perdere l’alabarda alla nemica, costretta a coprirsi gli occhi. Lundlum ricadde al suolo, e rivolgendosi con aria colpevole alla sua spada, disse:

«Perdonami Regina…»

Nel frattempo, Reilka aveva ripreso la propria alabarda, e il suo terrificante colpo stava arrivando a destinazione. Con grande riflesso, Lundlum parò il colpo con la sua Regina, senza però evitare la frustata della micidiale coda, arrivatogli all’improvviso. Lundlum venne scagliato oltre la collina, ove le fiamme lo attendevano. Invece atterrò sul folto pelo di un felino maculato che galoppava per aria, coi suoi lunghi e affusolati baffoni, e davanti a sé stava un tizio con l’armatura di cuoio nera. Lundlum lo riconobbe. Un’ombra proveniente da un lontano passato.

Serie: Cronache di una Sognatrice
  • Episodio 1: Oltre i confini della realtà
  • Episodio 2: Una lacrima nel buio
  • Episodio 3: Il bimbo che piangeva al chiaro di Luna
  • Episodio 4: Il treno dei Sogni
  • Episodio 5: Cuore Oscuro
  • Episodio 6: Una Rosa nera tra candidi fiocchi di neve
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    Commenti

    1. Giuseppe Gallato

      Reilka Alabarda del Drago? E questa Escalion da dove arriva? Meravigliosa, me ne sono innamorato subito… solo solo per il nome! La serie ti sta sfuggendo di mano, in senso ultrapositivo: ci sono sempre più personaggi (caratterizzati molto bene), colpi di scena a non finire misti a luoghi a dir poco fantastici. Ti stai destreggiando veramente bene, ogni episodio è sempre più bello e coinvolgente. Sinceri complimenti. Attendo il prossimo episodio! 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Conoscendoti ti è piaciuto altro di Reilka😂😂😂! I tuoi complimenti sono molto importanti per me, non smetterò mai di dirlo, per quanto riguarda Reilka è la stessa che compare nell’episodio pilota, una vecchissima nemica di Lundlum, e per il fatto dei tanti personaggi è una cosa che fa parte del mio rendere movimentate le storie, e ancora ne devono comparire, e credo che impazzirai per un Kamon che deve ancora arrivare… Non dico altro!

    2. Micol Fusca

      Ciao Antonino, la tua serie è un continuo divenire che non annoia bensì stupisce. Da lettrice mi chiedo “e ora?” senza alcuna idea di cosa proporrai la prossima volta. Come gli altri la mia memoria va ad Alice, ma anche a Tim Burton e alle sue opere visionarie 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Micol, beh, Tim Burton secondo me è un grande, e ti ringrazio per il paragone! In effetti la sua Alice mi ha ispirato parecchio… anch’io a volte, pur avendo annotato tra i miei quaderni il quadro generale, mi chiedo cosa mai accadrà alla povera Zaira😁😁😁!!

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Lorenza, beh, il gotico è un elemento a me caro, come l’horror del resto… ovviamente grazie per aver letto, per le tue parole e mi fa davvero piacere averti suscitato grande curiosità!

    3. Andrea Fiorini

      Cavoli Antonino, quanti avvenimenti in un solo episodio!
      Sono d’accordo con Ely sulle descrizioni: sono accurate e al tempo stesso veloci e quindi non annoiano, ma riescono a farmi immaginare bene la scena e i personaggi. Mi sta piacendo un sacco leggere questa serie. Aspetto con ansia il prossimo episodio.
      Buon lavoro, a presto! 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Ti ringrazio Andrea, e pensa che ho dovuto eliminare tanta roba! Però devo ammettere che, grazie ad Edizioni Open, sto imparando ad essere più sintetico, e devo dire che la qualità non scade, anzi… sui cambi di scena, abituati, come me è come sulle montagne russe😁😁😁!! Grazie ancora per tutte le tue parole!!

    4. Dario Pezzotti

      Come direbbe l’immenso James Brown: All aboard, the night train!
      Scherzi a parte, alto episodio che colpisce il lettore. Ely ha ragione, ricorda molto Alice nel paese delle meraviglie. Stai andando alla grande, Antonino!

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie Dario, questo treno notturno per Zaira si è rivelato un incubo… poverina ne sta passando di cotte e di crude, mannaggia a me…

    5. Antonino Trovato Post author

      Ely, ti ringrazio, sei troppo buona😊! È la mia indole quella di far apparire le scene come se fossero quelle di un film, e la cosa che più mi riesce. So di non essere uno scrittore tradizionale, ma provo comunque a destreggiarmi. Spero davvero di continuare così! Grazie dal profondo del cuore, e anche i miei personaggi ringraziano!

    6. Ely Gocce Di Rugiada

      Un altro episodio in cui spiazzi il lettore in un ambiente fantasy e dark.Le tue descrizioni sono talmente accurate e belle che non annoiano il lettore. e sembra di vedere la scena di un film .Mi ricorda alla larga Alice nel paese delle meraviglie.Complimenti ogni episodio è sempre più carico di emozioni del precedente.