In giro.

In giro, appunto, mi capitano situazioni, ahimè fin troppo spesso, fastidiose. 

Succede anche voi?

Esempi chiarificatori: 

Perché in fila al supermercato ho sempre dietro qualcuno che mi appoggia il carrello addosso? Pensano sinceramente che possa velocizzare le già super rapide azioni? 

Perché quando sono ferma al semaforo aspettando il verde, arrivano un paio di vecchiette che puntualmente mi si piazzano davanti col loro bel bastone? Davvero pensano che io sia veloce (lenta!) come loro? 

Perché quando faccio una passeggiata rilassante, devo sempre sempre sempre litigare con maleducati ciclisti convinti che il marciapiede sia una ciclabile?

La Vocina sussurra che devo aver fatto qualcosa di molto simile nell’altra vita, e che ora devo subirne le conseguenze. Quindi… muta.

Sì, ok, muta… però un commento qua e là mi scappa. Va bene essere positivi e propositivi ma c’è un limite a tutto! 

Esempio chiarificatore più dettagliato: giorni fa, passeggiando tranquilla sul marciapiede quasi canticchiando (considerate le splendide giornate mi capita anche di canticchiare ultimamente, lo ammetto) non mi accorgo della bici dietro di me. Non me ne accorgo talmente che la vedo solo quando mi sfreccia a fianco. Sì, il solito pugnetto nello stomaco è arrivato puntuale ma… pensando al fatto che il marciapiede fosse abbastanza largo, che non mi aveva sfiorato, che ero praticamente arrivata a casa… lascio perdere e proseguo tranquilla. Mi stavo complimentando con me stessa quando alla personcina sul velocipede viene la bella idea di scampanellare alla vecchietta davanti a noi. Sul momento non ci potevo credere, dopo qualche secondo… come posso dire… mettiamola così: giuro che all’inizio la conversazione era più che civile poi… lo scaricatore che c’è in me ha voluto palesarsi per forza con un paio di parolacce. 

Ovviamente me ne sono pentita subito dopo. Però dai! Le vecchiette non si toccano!

Piccole battaglie quotidiane. Quasi mai vinte. Quasi sempre certezze incombenti che arrivano già mentre chiudo la porta di casa. 

Così è. 

Ci vuole pazienza.

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