In Onore al Comandante Mishima

Serie: Shield Society- Manifesto

  • Episodio 1: In Onore al Comandante Mishima

Le palpitazioni di un cuore onesto non hanno alcun senso in un mondo di solidi disagiati, ne guerrieri ne assistenti. Inermi ed impeccabili maestri della codardia. Lunatici spodestati dal loro trono di egocentrismo. Siamo rimasti in pochi a chiederci dove trovare la purezza assoluta di un gesto. La morte è la via di transizione per la sua ricerca. 

Ho da sempre rivolto i miei pensieri a una figura forte che potesse concedermi la domanda ed allo stesso tempo il dubbio di una risposta certa, come te ho cercato l’intenso momento dove le parole non hanno più valore ed il gesto estremo si condensa in un unica scelta. Siamo immonde creature disperse in un oblio di falsità. Camminiamo cechi seguendo i suoni di una rigida ed eclettica società. Non c’è rispetto o fierezza per il proprio concetto di evoluzione, forse non esiste nemmeno l’evoluzione. Perché d’un tratto ci sentiamo più fragili ancora ed inesorabilmente andiamo ad invidiare i forti, i cannibali che non hanno tremore nelle mani. Il vento può spazzare un uomo concedendogli che le proprie parole rimangano impresse nella povera mente di qualcuno desideroso di un compagno, un camerata dalle stesse funzioni e poteri. Cadetti separati dal destino e riuniti dall’istinto. Ho provato in tutti i modi a ripercorrere solamente uno dei sentieri intrapresi e scavati nelle profondità dai tuoi sentimenti e pure mi sono ritrovato sempre solo, quasi senza ossigeno descritto da una ristretta cerchia di omuncoli senza desideri o ambizioni.  Ho scritto per cercare di capire e non per vendere, ho descritto gli sguardi, gli animi ed i luoghi più immortali ed immorali di questo nostro mondo per tentare di arrivare ad una convinzione. Pur non riuscendoci riesco però a capirne la bellezza almeno dell’intento. Come tu dicesti, gli scrittori sono innanzitutto dei guardoni. Lo sono, non c’è verità più assoluta di questa.  Le tue parole mi infondono coraggio, quello vero, di andare avanti e non di mollare e sentirmi come tutti gli altri che si accontentano di un semplice sorriso o testo di carta dove percepire denaro. C’è molto  più oltre una frase scritta, c’è un gesto già esplorato e condotto alla perfezione. Un intero emisfero di gesti perfetti che tra loro si riconoscono. Ogni tua parola, ogni tua forma d’arte sospinta da un fiero sentore di patriottismo mi ha portato alla consacrazione della vita stessa come ultimo traguardo. 

Ho scritto queste poche righe per cercare ristoro e conforto sperando di essere un giorno sempre più vicino al calore di quel sole che vedesti per l’ultima volta. 

Mi accingo nuovamente alla creazione di un qualcosa che mi porterà ad una conoscenza più esatta di prima elevandomi ad un nuovo livello di serietà. Un vero e proprio male per la nostra società, la serietà è frutto di un odio rappreso verso qualcuno. Dovremmo invece eleggere come nuovo rappresentante dell’umanità , la fierezza, l’orgoglio, la ricerca. Quest’ultima la più importante di tutti. É solamente con essa che ci rendiamo vivi. Ho sempre più difficoltà a descrivere i miei pensieri, perché sono nuovi ma non ho paura di toccarli per la prima volta. Non ho più paura di essere un pensatore veloce che li riflette su carta. Vorrei solamente avere una o più qualità da poter dimostrare.  Incredibilmente sono una figura che ha bisogno di un costante calore letterario che possa trasmettermi simboliche manifestazioni, ho bisogno di un solco già impresso decisamente dove poter studiare i tratti e sentirmeli in dosso come un uniforme ben disegnata. 

E se non fossi morto Comandante? Avrebbero avuto lo stesso senso le tue parole? Il tuo gesto avrebbe fatto parte di uno dei pochi compiuti nella storia? Uno di quelli esauditi prima ancora dalla mente e subito dopo dal corpo. Io credo di no. Credo fermamente che sarebbero state soltanto parole messe in bocca ad un buon venditore capace di ammorbare gli altri con la solita torbida morale. Eppure ci trovo del coraggio nel riuscire ad esprimersi come hai fatto tu. Hai detto tutto espandendo il significato di morte rendendolo vero. 

Non avrei neppure l’idea di uccidermi per confermare quanto scritto in una frase, perché forse appartengo ancora ad uno strano universo di parallelismi intrisi di poco significato. Vanno aumentando, lo so. Oltre a queste umili parole non posso dedicarti altro se non un ringraziamento speciale per le affermazioni che ti hanno reso celebre di fronte noi ancora vividi mortali. Pochi altri sono divenuti come te cuore pulsante di una letteratura dall’effetto immediato. Ti sarò per sempre debitore. 

In Onore del Comandante MIshima

Il sole brucia ancora, é rimasto a noi il calore di uomo che non c’è più
Come è temibile quel posto lasciato dal tuo corpo.
Semplice mente di un fiore sbocciato ed irradiato dalle parole
uniche e sole a sapere dove ti trovi
Tenue è il dolore dopo averti perduto in quel che hai chiamato torpore

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