In presenza

Serie: L'educazione di Roisin


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Spingo Sabine a flirtare con Roisin, a distanza. Poi le autorizzo ad incontrarsi.

Non c’era tempo, Roisin stava arrivando. Mentre Sabine faceva una doccia veloce, io cambiai l’aria: Roisin non doveva percepire il mio odore. Poi, sistemai alcune luci per creare un paio di zone d’ombra, volevo ammirare l’incontro di Sabine e Roisin senza essere vista.

Il mio telefono vibrò.

****

R – Sono in Uber, sto andando da lei. Amore mio, sto per tradirti con lei, so che è quello che vuoi ma che ne soffrirai, sei sicura di volerlo? Se temi che la gelosia sia troppo forte ti prego dimmelo e rinuncio.


N – Lo voglio, amore mio, non esitare.


R – Ti adoro. Giuro che ti racconterò ogni dettaglio… e… mi piacerebbe che tu fossi con me.

****

Pochi minuti dopo suonò. Mi sedetti in un cono d’ombra che mi lasciava vedere l’ingresso, avvolta in un telo. Sabine le andò ad aprire in accappatoio, i capelli ancora umidi.

Successe tutto con lentissima rapidità, in silenzio. Si guardarono, Sabine le prese i polsi, chiuse la porta, la spinse contro un muro. Roisin lasciò cadere la borsa, Sabine lasciò cadere l’accappatoio, vestita l’una, svestita l’altra, ad ammirarsi. La mia amata la attirò a sé, si fece schiacciare contro il muro; la ruvida morbidezza del filato di una maglia fra i loro seni; il cotone liscio di una gonna fra i loro ventri.

Conoscevo il brivido che quei contatti stavano provocando ad entrambe, amo giocare coi materiali. Avrei voluto essere maglia e gonna, per bearmi di quel duplice sfiorare, sfregare, premere.

Si baciarono a lungo, mani su mani, le dita intrecciate, le braccia abbassate. Poi lentamente le braccia si sollevarono alte sulle teste, chissà chi prese l’iniziativa. La bellezza di quel bacio mi commuoveva e fece esplodere il mio desiderio. Dolce e passionale, lento/veloce, zucchero/sale, nero/bianco, grave/acuto.

Godevo ammirandole, potevo percepire il profumo del loro desiderio, mi beavo dei suoni di quel bacio che non voleva terminare. Non avevano fretta, potevano andare oltre, si concedevano il tempo di cui avevano bisogno.

Poi Roisin allontanò Sabine, si sfilò il pullover; la fece riavvicinare e con sapiente lentezza iniziò a sfregarsi contro di lei, le sue grandi, piene ed amate mammelle contro la splendida assenza di seno di Sabine, capezzoli a baciare capezzoli. Immaginavo il loro tocco mentre mi sfioravo, li immaginavo crescere di dimensioni e consistenza mentre accarezzavo i miei.

Tango. Stavano iniziando a ballare un tango. Languidamente, poi via via accelerando il tempo della loro danza; incastro di gambe e braccia, coordinamento e libido.

Iniziai a lacrimare, commossa da tanta bellezza.

Di colpo la danza cambiò, Sabine si voltò spalle al muro, girò Roisin attirandola a sé, la cinse dal dietro, come quella notte in collina, appoggiate ad un albero. Sapeva che le volevo vedere così. Volevo guardare le espressioni del viso del mio amore mentre altre mani le davano piacere, mentre Sabine ghermiva le sue mammelle, mentre una mano che non era la mia scivolava dentro la sua gonna e raggiungeva quel sesso che tanto amavo. Il desiderio era prepotente, la mia amata iniziò subito a gemere, poi reclinò il capo indietro a raggiungere le labbra di Sabine. L’aria iniziò a mancarle, il viso le si contrasse, vidi i suoi tremiti, ne conoscevo forza e significato. Esplose baciandola, miagolandole in bocca i suoni del suo piacere.

Piangevo muta, lasciavo scorrere le lacrime. Non potevo fare rumore, non volevo ancora rivelarmi.

La testa mi esplodeva di gelosia, orgoglio, eccitazione, passione, amore, soddisfazione; vedere la mia amata gioire con un’altra donna, libera di farlo grazie all’amore che c’era fra di noi mi scatenò una ridda di emozioni che non saprei descrivere.

Roisin si voltò, si sfilò la gonna, le dette la mano, aspettando che Sabine la guidasse in quella casa che ancora non conosceva. Sapevamo tutte e tre quel che Roisin desiderava ora, la mia gelosia sarebbe arrivata a punte estreme. Andarono verso il letto che fino a poco prima aveva accolto me e Sabine. Non c’era stato tempo per cambiare le lenzuola, probabilmente Roisin avrebbe avvertito il mio odore, trattenuto dal tessuto. Attesi che entrassero in stanza, poi mi mossi verso un’altra zona d’ombra, vicino alla porta.

Sabine già supina sul letto, Roisin si stava sdraiando su di lei. Da lì a pochissimo Sabine avrebbe avvertito su di lei la pressione del corpo della mia fidanzata, del suo seno schiacciarsi sul suo sterno, del suo fiato sul viso. Emozioni di una bellezza unica, che conoscevo bene ed amavo.

Roisin ebbe un sussulto, si interruppe, temetti di aver rivelato la mia presenza, trattenni il respiro; poi riprese il movimento e si adagiò sul corpo della nostra amante. E furono di nuovo labbra e lingue a cercarsi. La mia posizione mi negava la vista di quel bacio, fantasia e memoria mi vennero in soccorso.

La mia amata iniziò a scendere sul corpo di Sabine; lingua-lumaca a lasciare una scia umida e profumata, a percorrere pelle, a far vibrare muscoli e nervi. Stava prendendosi il piacere che finora le avevo negato con Sabine, quello che più volte mi aveva confessato di desiderare. Il mio cuore reclamava spazio, voleva uscirmi dal torace; se prima Roisin era stata amata ora stava amando, conduceva la danza, era traditrice attiva, io l’avevo spinta fino a lì e non l’avrei fermata, avevo voluto che godesse di quel piacere mancante. Sabine inarcò la schiena, Roisin la dipingeva, la suonava, le dava forma… interpretava magistralmente la loro musica.

Roisin ebbe un altro sussulto, si voltò verso la porta, non c’erano dubbi, aveva avvertito la mia presenza. Forse un rumore che non avevo percepito, forse le tracce del mio odore su quelle lenzuola. Mossi un passo verso di loro. Mi tese un braccio, le presi la mano, il mio telo cadde a terra. Le accarezzai i capelli, la baciai delicatamente sulle labbra. Le sussurrai: «Ti amo. Non fermarti, sei pronta.»

«Nessun’altra come te, Nyam.»

Mi accovacciai sul letto, a fianco a Sabine, la baciai sulle labbra mentre Roisin riprendeva la sua lenta danza.

Rimasi lì, a pochi centimetri da quel tradimento, respirandolo a pieni polmoni, lasciandomene invadere, gustandone la bellezza, tutto il mio corpo in fiamme, a godere della vista delle labbra della mia amata che si modellavano sulle forme del corpo di un’altra donna, ad ammirare il rosato della sua lingua che dava piacere a Sabine, a sentire su di me le dita che entravano in lei, che la scavavano. Accarezzai viso e capelli di Sabine mentre la mia amata la stava portando al piacere, vidi chiazze di rossore nascere sul suo sterno e risalirle al viso, mi lasciai penetrare dal suo urlo, a malapena soffocato.

Roisin risalì, cercò la mia bocca, condivise con me il sapore che finalmente aveva gustato alla fonte, mi sussurrò «Grazie, amore mio.»

Poi si sdraiò sulla sua amante e la baciò a lungo.

Ero vicinissima ai loro volti, mi riempivo della vista delle loro labbra che si cercavano, amavo il gioco di quelle lingue, accompagnavo il loro lunghissimo bacio con lente carezze alla schiena della mia amata, ai capelli dell’una e dell’altra. Percorrevo i bordi dei loro corpi schiacciati uno sull’altro con occhi e dita, trasmettevo loro altri brividi, non ero sazia, volevo di più.

Attendevo una richiesta da Roisin. Non tardò.

«Nyam, amore, desidero sentire la sua lingua su di me, posso averla?»

«Tesoro, stanotte non hai alcun limite. Ma voglio accompagnarti, succederà fra le mie braccia.»

Le baciai entrambe, e furono baci di gioia e amore. Ci spostammo, mi misi supina nel centro del letto, poi sollevai leggermente la schiena contro la testata, alcuni cuscini a sorreggermi. Parlò Sabine.

«Nyam, stanotte ti appartengo anch’io, quel che tu vuoi lo voglio anch’io come lo vuole Roisin. Vi amo.»

Allargai le braccia, vennero tutte e due su di me, le strinsi forte. E furono nuovamente baci e lacrime di commozione. Poi Sabine attese che la mia fidanzata si stendesse supina fra le mie braccia e le mie gambe, ci guardò con grande tenerezza.

«Siete meravigliose, come potete amarvi così tanto?»

Abbracciai Roisin, ci baciammo mentre Sabine iniziò a percorrerla con labbra e lingua.

«È sul mio ventre, sta ancora scendendo, desidero quella lingua sul mio sesso.»

«Ti amo, Roisin, anch’io desidero la sua lingua su di te; sta arrivando.»

Riprendemmo a baciarci, le mie mani andarono alle sue mammelle, volevo riappropriarmene, sentirle nuovamente mie.

Mugolò forte quando Sabine giunse sul suo sesso. Le mie labbra si spostarono al suo collo, giocai con labbra e fiato sulle sue orecchie, i miei occhi incollati alla visione della testa di un’altra donna fra le gambe della mia amata.

Restò lì a lungo, deliziandomi della vista, dei suoni e dei profumi di quel lungo baciare.

«Nyam, amore, ti prego, dimmi che è questo quel che vuoi da me…»

«Sei la donna che ho sempre desiderato, è quel che voglio da te, amore mio, lasciati andare.»

La abbracciai ancora più forte, la coccolai, la baciai ad accompagnare il suo piacere, che fu intenso e le scatenò tremori in tutto il corpo.

Poi Sabine risalì, e come prima aveva fatto Roisin condivise con me il sapore che aveva appena gustato, per poi baciare la mia amata.

Serie: L'educazione di Roisin


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Erotico

Letture correlate

Discussioni