In Salvo

Serie: Gli occhi del drago - Seconda Stagione

Fu Lenore a fare strada. Percorsero i vicoli a passo sostenuto, confondendosi con le ombre. L’Erborista condusse Jeff e il suo fragile fardello fino al bazar di Minnie; il donnone li attendeva all’entrata posteriore. Una volta fatti accomodare i fuggitivi, richiuse il portone concedendosi solo un rapido sguardo all’esterno per sincerarsi che nessuno li avesse seguiti.

Fermò Lenore ancor prima che la donna raggiungesse le scale, rivolgendole uno sguardo preoccupato.

«Come sta?»

Lenore si prese un momento per rivolgerle un sorriso rassicurante. Minnie aveva offerto il suo aiuto senza che fosse necessario chiedere: se scoperta, il credo l’avrebbe condannata a morte certa. La conosceva da poco, ma L’Erborista apprezzava il suo coraggio.

«Siamo arrivati in tempo: è ancora vivo.»

Le labbra di Minnie si piegarono in un’espressione addolorata e suoi occhi espressero tutta la sua perplessità. Non era del tutto sicura che quella fosse una buona notizia. Erano molti gli idioti senzienti a vagare per le strade fra i senza tetto, uomini e donne che per un motivo o l’altro erano stati esposti al Cuore: il figlio minore era uno di loro. Il Cuore giudicava, il Cuore annullava. Coloro che venivano assolti da un peccato non commesso portavano con sé le conseguenze del giudizio per sempre.

«Si riprenderà.» Lenore stese una mano per poggiarla sul braccio della loro ospite. Conosceva il dolore di Minnie, la bottegaia le aveva confidato la sua pena. Come altri ad Imelda, pur essendo devota al Puro, Minnie si teneva ben lontana dal Credo.

«Abbi fede Minnie. Per te e per tuo figlio.»

Gli occhi di Minnie si inumidirono di lacrime: si scostò dall’Erborista, ferita. «La Fede non lo riporterà indietro.»

Lenore le volse le spalle, sapendo di aver rotto l’empatia che le aveva legate per un istante. Jeff era già salito al piano superiore e doveva raggiungerlo quanto prima per rimediare al danno fatto dall’Anghel.

«È una promessa.»

***

Jeff aveva posato Akira sul lettone matrimoniale; lo osservava apparentemente preso da qualche ricordo. Lenore aveva avuto modo di parlare con lui e si era fatta un’idea piuttosto precisa del legame che li univa. Jeff non era una Proprietà, ma un amico fidato: svolgeva il suo incarico di guardia del corpo come una scelta di vita; il gigante biondo amava Akira come un fratello, avrebbe mosso mari e monti per lui.

Lenore sapeva che quando Akira gli aveva esposto il suo piano, prima di partire da Aurona, Jeff si era dichiarato contrario. Non aveva contrastato la sua decisione, ma un paio di giorni dopo aveva preso il treno diretto al Santuario fingendosi un pellegrino.

Certe amicizie erano più forti dell’amore per una donna.

«Aiutami a togliergli la tuta.»

Jeff si riscosse dai suoi pensieri e si affrettò a seguire le sue istruzioni. Riportarono Akira in posizione supina e Lenore arrotolò le maniche della camicia. Batté le mani diverse volte, a cadenza regolare, e presto iniziarono ad emanare una strana luminescenza.

Akira era scivolato nuovamente nell’incoscienza. La pillola che gli aveva fatto ingurgitare Lenore sembrava aver giovato al suo respiro, ma appariva ben più che sofferente. La pelle disidratata si era rotta in mille crepe, simili a quelle prodotte dal deserto laddove il terreno non era sabbioso. Pareva dimagrito di almeno una ventina di chili; l’epidermide rivestiva le sue ossa simile ad un vestito stretto. Erano trascorsi solo tre giorni da quando era stato catturato, solo la forza di volontà del Ka lo aveva tenuto in vita fino a quel momento.

Lenore gli posò le mani sul petto e il corpo di Akira sobbalzò d’improvviso: prese a tremare in preda alle convulsioni e Jeff si avvicinò d’istinto allarmato dalla sua reazione.

«Non osare!»

L’Erborista diede quell’ordine con un tono di voce che parve rimbombare e Jeff annuì, facendo un passo indietro.

Dopo alcuni istanti, il tremore cessò. Ritrovata la quiete, il corpo di Akira iniziò a cambiare nella forma. Al passaggio delle mani dell’Erborista la pelle si tendeva lasciando spazio a nuova carne e muscoli.

«Che caz…»

Lenore girò di lato il viso per fulminare Jeff con lo sguardo. Gli fece un cenno secco con la testa, indicando la bambina poco lontana.

Diana era seduta sul lettino; stringeva a sé il pupazzo di pezza che Minnie le aveva regalato e i suoi occhi erano grandi e lucidi. Tremava e il suo respiro era sottile, quasi la bambina lo stesse trattenendo per timore di distrarre Lenore da quanto stava facendo: era riuscita a rendersi quasi invisibile e Jeff si morse le labbra. La Proprietà si grattò la testa, dispiaciuto per non aver tenuto conto delle emozioni della piccola. Fino ad allora si era comportata in modo esemplare, non le serviva altra tensione sulle spalle.

Jeff si ritirò ancora di un passo, decidendo che una boccata d’aria avrebbe giovato al suo nervosismo. Akira stava riprendendo colore, il suo respiro si era fatto pieno; l’Erborista aveva terminato di imporre le mani sul suo corpo e ora le aveva posate sul suo capo. Alla Proprietà non serviva chiedere per comprendere che la mente del Ka era intatta: il legame con il chip che portava impiantato sottopelle non aveva mai interrotto il collegamento.

«Vado a dare un’occhiata nelle vicinanze, non sono tranquillo. A quest’ora l’intero Credo si sarà riversato per strada alla ricerca di Akira, potrebbero trovarci.»

«Non accadrà. Non ti allontanare, non vorrei dover venire a recuperare anche te.»

Lenore, sempre con gli occhi fissi su quelli dell’uomo, si assicurò che avesse compreso le sue istruzioni. Lo vide annuire e non lo trattenne oltre.

Uscito Jeff rivolse lo sguardo a Diana, piegando le labbra in un sorriso. «Andrà tutto bene, topolino. Non devi aver paura, sono una “curanda”: non mi occupo solo di intrugli e pastrocchi.»

Le sue parole sembrarono rassicurare la bambina, che smise di tremare.

«Akira era preoccupato per te, sono sicura che se gli stringi una mano ne sarà felice.»

«Preoccupato… per me?»

Per lo stupore, gli occhi di Diana si fecero ancora più grandi e lucidi. Si alzò dal lettino e li raggiunse a piccoli passi, stringendo al petto l’orsetto blu. Una volta giunta vicino al letto stese una mano, posandola su quella di Ka con delicatezza.

«Sono sicura che al Santuario lo hanno spaventato.»

«… direi… angosciato.»

Akira socchiuse gli occhi: girò la mano a palmo in su e strinse con delicatezza quella di Diana. Il contatto con la piccola parve rasserenarlo.

Per contro le labbra di Diana si spalancarono in un sorriso immenso. Lenore la vide combattere contro il desiderio di buttarsi su di lui per abbracciarlo: la bambina si trattenne a fatica, accontentandosi di stargli vicino.

L’Erborista allontanò le mani dalle tempie del Ka indugiando con una carezza sulla fronte. «Sei fortunato. Pochi eletti riescono a sopravvivere alle emanazioni di un Anghel: se fossi nelle loro schiere, saresti ben più che temibile. Il Ka degli Angeli.»

Akira attinse alle ritrovate forze per lanciarle un’occhiata caustica. «Ti sembra il momento di scherzare?»

Lenore si strinse nelle spalle, dando spazio alla ragazzaccia indisponente dentro di lei. «Sei noioso…»

Diana scoppiò a ridere… e a piangere. Preoccupato dai suoi singulti Akira si puntellò sui gomiti per sedere sul letto e Lenore gli venne in soccorso sistemandogli dei cuscini sotto la schiena.

«Vieni qui, topolino.»

Diana non se lo fece ripetere due volte e lo raggiunse sopra il letto. Il Ka strinse lei, e l’orsetto, con delicatezza. Posò una guancia sulla testa della bambina, alzando una mano per accarezzarle i capelli.

«Va tutto bene.»

Diana si lasciò coccolare e Akira continuò a tenersela contro fino a quando sentì il suo respiro quietarsi: una volta che i singulti della bambina trovarono pace, si rivolse nuovamente a Lenore.

«Mi devi delle spiegazioni.»

L’Erborista annuì. Tolse le scarpe e li raggiunse sopra il letto, sedendo a gambe incrociate.

«L’Anghel ti ha raccontato la sua verità?»

«Ha mentito?»

Lenore sostenne il suo sguardo timoroso: la stava invitando a rassicurarlo.

«No.» L’Erborista comprese il suo sconforto e allungò un braccio per sfiorargli una guancia ruvida con le dita. «L’Anghel conosce quella professata per millenni dalla dottrina cui è devoto, il dogma assoluto su cui si regge il Credo. Ormai nessuno conosce la verità.»

«Tu sì?» Il pianto di Diana si era quietato; la piccola non si era persa una parola e la guardava emozionata. «Conosci anche quella dei miei occhi?»

Lenore le sorrise. «In realtà, sono un’unica Verità. È tempo che io vi racconti una leggenda ormai dimenticata.»

Serie: Gli occhi del drago - Seconda Stagione
  • Episodio 1: Leggende e Misteri – Parte I
  • Episodio 2: Leggende e Misteri – Parte II
  • Episodio 3: In Salvo
  • Episodio 4: L’Angelo e il Drago
  • Episodio 5: Il Piano
  • Episodio 6: Il Canyon
  • Episodio 7: Responsabilità – Parte I
  • Episodio 8: Responsabilità – Parte II
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Sci-Fi, Young Adult

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    Discussioni

    1. “La pelle disidratata si era rotta in mille crepe, simili a quelle prodotte dal deserto laddove il terreno non era sabbioso. “
      Questo passaggio mi è piaciuto

    2. “Riportarono Akira in posizione supina e Lenore arrotolò le maniche della camicia. Batté le mani diverse volte, a cadenza regolare, e presto iniziarono ad emanare una strana luminescenza.”
      Questo passaggio mi è piaciuto

    3. “Il Cuore giudicava, il Cuore annullava. Coloro che venivano assolti da un peccato non commesso portavano con sé le conseguenze del giudizio per sempre.”
      Dietro questa frase c’è un tuo personale pensiero sul concetto di peccato?

      1. Credo che sia più calzante il paragone di quanto avviene nella vita di tutti i giorni. Difficilmente ci si scrolla di dosso il pregiudizio, anche se ingiustificato. Quanto al peccato, in senso religioso, penso che dipenda dal contesto e che se esiste un Dio giudichi il nostro cuore prima di tutto

    4. Era di leggende su Edizioni Open, e io non vedo l’ora di conoscere quella degli occhi di drago! Bel episodio, con il punto cardine della “famiglia” che si fa sentire. Ho notato che è un tema ricorrente nei tuoi scritti, quasi una firma. È un bene che sia così. Ciao Micol.😊

      1. Ciao Dario. Come ci siamo già detti, in questa serie si respirano le atmosfere di “Nel Buio della Notte”. Di tanto in tanto un po’ di dolcezza non guasta ;D

    5. E che cavolo, non puoi mica lasciarsi una sospeso così! 😁 Scherzi a parte, bell’episosodio, mi piace la parentesi sulla disgrazia di Minnie, nonché il contributo di Jeff,che era un personaggio troppo bello (o meglio, è bello il rapporto di amicizia tra lui ed Akira) per lasciarlo a casa 😉

      1. Ciao Sergio 😀
        Con la storia di Minnie ho messo una bella pulce nell’orecchio, te ne accorgerai nel prossimo episodio ;D Recuperare Jeff è stata una buona scelta, il suo aiuto sarà fondamentale

    6. Un grande brano, mi ha emozionato e commosso. Sono sempre più affezionato a questi tre e devo dire che la sere sta venendo benissimo, brava Micol e grazie per questo bel acconto.
      Resto in attesa della leggenda, darà bellissima

      1. Ciao Ale, per questa serie ho in mente pazzie, fuochi d’artificio e il delirio totale! 😀 Alla fine ne uscirà un racconto più fantasy del fantasy.

      1. Grazie Kenji 😀 Come ho detto nel gruppo questa serie sarà molto “final fantasy”: irrealistica, romantica, ma spero piacevole.