Incubo Eterno

Serie: Cronache di una Sognatrice

Lontano dalla battaglia, Lundlum attraversò i cieli di Somnium in groppa a Nemesis e, in un batter di ciglia, raggiunse i cancelli del Sacro Santuario sulla Luna. Una volta atterrati, il cacciatore calpestò con fermezza il suolo lunare accompagnato da tutti suoi pensieri. Il lieve movimento dei piccoli cristalli lunari attorno a sé gli procurarono un fremito; le mani iniziarono a prudergli, l’aria divenne incandescente. Lingue di fuoco annerite, evitate da Lundlum con un balzo prodigioso, celavano le sensuali labbra di Reilka, vogliose di lottare.

«Non adesso! Nemesis, tocca a te!» urlò Lundlum ricadendo al suolo. Il Fallen, che intanto si era quasi appallottolato su se stesso, lo mirò con gli occhi serrati a metà.

“Miu miao!?”

«Smettila di poltrire e combatti, ho una missione da compiere!»

Nemesis – il migliore della sua specie, ma anche il più pigro – rivolse il muso annoiato verso Reilka; emise un rantolo di disgusto, quindi le fece una linguaccia. La sadica espressione della mezzo-drago si era appena dipinta di schiumosa collera. Sotto l’elmo fiammeggiante, Lundlum sorrise e, apprestandosi a varcare l’ingresso, sibilò:

«La lascio a te. Non farle troppo male…»

Il felino ghignò sotto quei baffoni bianchi, sornione ed irriverente. Reilka lo fissò accigliata, infastidita da quell’atteggiamento. Scatenò la furia della coda seghettata contro l’avversario, terrificanti schiacciate schivate dalla danza sonnecchiante di quest’ultimo. I granelli argentei sollevati illuminarono ogni loro spostamento, e soltanto l’aria saggiò i colpi dell’alabarda imbracciata dalla Escalion. Affaticata e ansimante, Reilka si alzò in volo, quindi sfidò la belva leccandosi le labbra con voluttà. Nemesis la raggiunse ma, nello scansare il fendente nemico, rimase vittima del tenebroso sbuffo intriso di fiamme nere. Senza scomporsi riuscì a vedere oltre il buio, anticipò la mossa di Reilka e, a zampate, le fece perdere l’arma. Infine, afferrandole il collo con la coda, la scaraventò brutalmente in terra, frantumando il suolo. L’Alabarda del Drago, ormai esanime, smise di sbuffare tra i placidi sbadigli di Nemesis. Intanto, Lundlum venne bloccato da una solida barriera nera. Nulla fu in grado di scalfirla, nemmeno la sua Regina.

***

Alle porte del covo, l’Idra di Sharle scagliava saette impetuose contro Riza, per poi cercare di azzannarla con potenti sciabole elettrificate. La Kamon, bisbigliando parole al vento, evocò radici, alberi e foglie; ciononostante, gli attacchi dell’avversaria parevano inarrestabili, tanto da ritrovarsi folgorata da migliaia di fulmini. Vani furono i suoi saltelli tra petali sospesi. Stramazzò in terra, carbonizzata. Il residuo tuono dell’Idra anticipò il suo ritirarsi tra le dorate trecce di Sharle. Riza sembrava inerme, un vuoto cadavere ricoperto da una corteccia d’ebano che seguitava a bruciare. Quando Sharle le venne incontro, con la guardia abbassata e la solita flemma, la cacciatrice aprì gli occhi all’improvviso, sorprendendola. In men che non si dica, Madame fu stritolata dalle verdi spine di mille rose bianche, che trapassarono ogni lembo della sua liscia e pallida pelle. Un grido di dolore soverchiò l’impeto dei combattenti attorno, intenti a sciorinare sino alla fine ogni loro virtù. Koby si accostò a quel mausoleo di petali imbrattati di sangue, e dai suoi occhietti alcune stille scivolarono sul volto di porcellana della padrona. Riza le commemorò un ultimo sguardo, poi perse i sensi.

***

Kaio e Habel davano sfogo ai loro sentimenti facendo schioccare le lame da diversi minuti, nonostante fossero deboli e feriti. Alina, ancora sofferente per le ferite lancinanti, ammirava lo scontro celata tra cespugli vicini. Era ben protetta da tre coraggiosi Fallen: Glacius, Baxter e Shelly che, a suon di morsi e graffi, respingevano i lunghi e acuminati becchi dei Nurlok.

I due fratelli inondarono l’aria di fiamme nere e fiocchi di candida neve; il campo di battaglia, invece, profumava di rabbia, la stessa che spinse oltre ogni limite la loro determinazione. Lo Spadone di ghiaccio stava già volteggiando in aria: Habel era pronto a scatenare la sua sinfonia. Kaio, da par suo, tagliò l’aria con un rancoroso fendente della sua Lama Oscura. Vorticando su se stesso, ascese al cielo assieme ad un ciclone di fiamme imbrunite; e mentre le dita di Habel iniziarono a suonare la sua micidiale melodia, il fratello gli rivolse contro una tempesta terrificante. Habel resistette all’urto, generando col gesto di una mano nell’aria rovente una cortina di ghiaccio. Contemporaneamente, la sua musica glaciale trapassò il furibondo incendio di Kaio, intrappolandolo in una spirale assordante. Quest’ultimo si divincolò con straordinaria forza, per poi scagliarsi contro il fratello. Habel afferrò lo Spadone e rispose con una letale stoccata. Un lampo nero e uno bianco illuminarono quella notte infinita. Durò un istante. Il buio inghiottì entrambi, feriti e stremati, facendoli schiantare al suolo. Kaio era immobile, sommerso da mille cristalli di ghiaccio. Habel, divorato dalle fiamme, ebbe la forza di andare da Alina. Svennero entrambi, dopo un tenero bacio, avvinghiati nel candore del loro amore.

***

Dinanzi all’altare del Santuario, Zaira aveva ritrovato l’affetto dei suoi cari genitori. Deliziata dai loro muti sorrisi, versò lacrime di gioia e incredulità; e pensando come fosse possibile tutto ciò, i passi e la voce distorta di quel bimbo riempirono ogni silenzio.

«Tutto quel che vedi è reale, mia cara. Sai chi sono?»

«…I miei genitori» sussurrò lei, tentennando per un attimo.

«I tuoi genitori sono morti!» sentenziò solennemente il bimbo. «Quelle sono le Anime dei tuoi defunti cari. È grazie alle acque di questo Mondo, le Lacrime di Eden, se loro e quelle che porti nel petto sono così luminose. Ma se vuoi, ti svelerò la realtà.»

Il tenero abbraccio si sciolse, e dinanzi alla Sognatrice stavano adesso due figure ripugnanti e mostruose che la fissavano coi loro spaventosi lamenti.

«Cos… Cosa è successo? Dove sono mio padre e mia madre?» ringhiò Zaira, voltandosi verso il bimbo. Egli però era scomparso. Venne circondata da una leggera nebbia oscura, ma la voce continuò ad echeggiare prepotente come mille tuoni frastornanti.

«Adesso non li riconosci? Osserva, contempla la vera essenza di tutti gli esseri umani!»

«Chi sei?» replicò lei, arretrando alla vista di quell’abominio.

«Io sono Akethon, figlio di Sefiroth, fiore dell’Abisso più oscuro, maestro degli Escalion, i divoratori di sogni…»

Zaira ricordò le parole di Riza.

«…coloro che corrompono le Lacrime…»

Akethon zittì quelle parole con la violenza di una tempesta annichilente.

«Sciocca! I Kamon vivono nell’illusione lanciata dalla loro genitrice, Eden. I sogni sono solo inganni! Noi ci nutriamo della loro falsa luce, mostriamo la vera natura delle Anime mortali agli umani nel cuore della notte. Voi temete gli Incubi ma, in fondo, è come mirarsi ad uno specchio annerito…»

Udito ciò, Zaira venne avvolta in una inquietante morsa oscura, mentre un ultimo tuono le rivelò il suo destino.

«Attraverso la tua vita Sefiroth tornerà, e Lui ricongiungerà i due mondi in un unico, grande, Incubo infinito!»

In quell’istante, Zaira venne trafitta al petto da mille lame nere; il Cuore delle Lacrime s’infranse, mentre alcune stille annerite scivolarono sul suo volto impallidito. Un ultimo sghignazzo, poi un urlo titanico. Una colonna di ombre si elevò squarciando la cupola del Santuario, da cui emerse il ruggito divino di un maestoso Drago nero che ammutolì il fragore della grande battaglia. La Luna, splendente sino ad allora, scomparve dietro una fitta nebbia asfissiante. Improvvisamente la barriera che bloccava Lundlum si dissolse, consentendogli così di raggiungere l’altare. Zaira era distesa, immobile, con gli occhi spalancati e il viso sommerso da nere lacrime incessanti. Il cuore aveva smesso di battere. Lundlum si avvicinò a lei.

Sospirò.

Il rammarico, figlio del fallimento, generò a sua volta la flebile luce del sacrificio che strinse l’altare in un caldo bagliore. Poggiò la sua folgorante Lama sul petto della giovane e le sfiorò una guancia con la fiamma dell’elmo. Nell’intensa luminescenza del suo spirito, intravide il volto sorridente della sua amata Regina. Un lieve sorriso, un breve cenno di assenso.

Silenzio.

La vuota armatura, adesso adombrata da quelle lacrime, giaceva triste e solitaria ai piedi dell’altare. Le due Anime, quelle di Lundlum e Regina, si erano spente.

Il corpo di Zaira, invece, era scomparso.

***

Risvegliata dal rombo di un tuono, Zaira si ritrovò nel suo letto. Il cuore batteva all’impazzata, e i suoi ricordi erano frammentari. Si alzò di scatto e uscì di casa. Il sole era già alto, e tutto ciò che mirava sembrava immutato. Tutto tranne se stessa. Divampava nell’intimo come un’anima squassata da immagini confuse tornate per torturarla, e d’istinto si guardò il petto. Vi era un piccolissimo puntino scuro. Nel frattempo, Black si era insinuato tra le sue caviglie, salutandola. Scrutando quel nero musetto, le apparve lo sbiadito ritratto di lei che accarezzava un gattone nero coi suoi lunghi baffi bianchi. Con lo sguardo perso nel vuoto, rimembrò il ciondolo della madre. Lo ritrovò sotto il letto e lo indossò. Sentì i propri genitori accanto a sé, forse più che mai, e un candido sorriso si inarcò tra le labbra.

«È stato solo un incubo…»

Nel mormorarlo, una piccola crepa scheggiò il cristallo e il sole venne oscurato dalla Luna. Si alzò un forte vento e alcune ombre comparvero tra le fronde dei vicini alberi. Zaira mise le mani sul capo, scossa da un violento perseguitarsi di voci dentro sé e, quando riaprì gli occhi, intravide il mondo cambiare. Gli Abissi più profondi avevano varcato i confini…

Serie: Cronache di una Sognatrice
  • Episodio 1: Oltre i confini della realtà
  • Episodio 2: Una lacrima nel buio
  • Episodio 3: Il bimbo che piangeva al chiaro di Luna
  • Episodio 4: Il treno dei Sogni
  • Episodio 5: Cuore Oscuro
  • Episodio 6: Una Rosa nera tra candidi fiocchi di neve
  • Episodio 7: Le lacrime amare di un lontano passato
  • Episodio 8: Il desiderio più grande
  • Episodio 9: Ultima battaglia ai piedi della Luna
  • Episodio 10: Incubo Eterno
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    Commenti

      1. Antonino Trovato Post author

        Bella la citazione… mi ricorda un certo Barney Stinson, personaggio che adoro😂😂😂! Ti ringrazio per ogni commento e ogni complimento, spero davvero di poter far tornare Zaira al più presto, ma ultimamente non riesco più a buttare una riga! Ma tornerà, vedrai, grazie mille ancora😊!

    1. Giuseppe Gallato

      “Il ritorno degli eroi”: è il concetto che rispecchia Zaira, o che viene rispecchiato attraverso il suo personaggio. Non un “ritorno” qualsiasi, ma quello del proprio essere. Il viaggio è la metafora cardine di questa serie, quel viaggio che ha il potere di cambiarci (in bene o in male dipende da noi), di scardinare le nostre paure, di mettere a confronto ciò che crediamo certo con la verità assoluta. La realtà, un demone che se non saputo affrontare rischia di annientarci, annichilirci in tutto e per tutto. Chi è Zaira? Cosa rappresenta dunque il suo viaggio, l’immergersi in tale mondo onirico? La volontà di affrontare orrori, memorie, vicende… la volontà di affrontare se stessi, i propri limiti. La voglia incontrovertibile di identità assoluta, il potere dei poteri.
      Ma con questo finale di stagione, sei stato capace di dare vita a qualcos’altro. Sei andato oltre l’oltre. Già, qualcosa si staglia all’orizzonte. Ora più che mai! Complimenti! 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Giuseppe, nonostante sia una serie essenzialmente semplice, un’avventura un po’ bizzarra e pazzerella, sei riuscito a guardare oltre, nel profondo delle mie intenzioni. Ogni viaggio ci arricchisce, ci completa, nel bene e nel male, e andare oltre la propria confortevole razionalità costa il sacrificio più grande: la certezza e la consapevolezza. Zaira le ha smarrite in un mondo illogico, proprio perché accecata dal suo senso di realtà, e tutti noi ci comporteremmo allo stesso modo. L’irreale è sempre davanti ai nostri occhi, siamo noi che lo copriamo col famoso Velo di Maya, ma Zaira lo ha vissuto sulla sua pelle, e di certo le segnerà l’esistenza. Grazie dal profondo della mia anima, per ogni commento e per avermi sostenuto in questo viaggio, perché anche per me tale è stato. Grazie😊!

      1. Antonino Trovato Post author

        Dario, è stato un piacere averti puntualmente qui, mi hai accompagnato e, in qualche modo, ispirato nella stesura di questa serie, in particolare sul personaggio di Akethon… questo episodio lo dedico a te, re dell’oscurità più immonda come profondo ringraziamento😊, Zaira dovrà patire ancora… chi vincerà? Beh, nel mio cuore c’è sempre la luce della speranza in fondo a tanto buio, ma chissà😃! A presto caro e folle Pezzotti😁!

    2. Micol Fusca

      Ciao Tonino, ho capito che vuoi farci stare con il cuore in gola fino alla prossima stagione. Dopo averci “flashato” con pochi rapidi fotogrammi che racchiudono intere vite dense di vicende proprie, Zaira si sveglia nel suo letto! Ed ecco, che il lettore si attende il suo rientro in una normalità che magari, dopo quanto ha vissuto le sta stretta. E no!!! Lei spalanca la finestra su un nuovo mondo a divenire. Bellissima serie che ho seguito con passione e che rileggerò in una maratona per godermela a pieno. Spero che Zaira abbia compassione e faccia presto ritorno da noi 😀

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Micol, sono proprio un disgraziato eh😂😂😂! Sarebbe stato forse scontato un normale risveglio, e ormai gli eventi conducevano necessariamente a questa soluzione, almeno dal mio punto di vista😃! Vorrà dire che vi farò penare un altro po’😂! Detto ciò, ti ringrazio per ogni parola spesa, per ogni commento e per la passione profusa nel leggere ogni singolo episodio. Spero anch’io che Zaira possa tornare al più presto, per ora è tutto un cantiere😅!

    3. Vanessa

      Tutto è rimasto sospeso fino alla fine, tra realtà e sogno.
      SPOILER ALERT o.o





      Bellissimo finale. Suspence, tenebra e speranza si mescolano insieme fino all’ultima battuta. Mi aspettavo che finisse così? Forse un pò, ma quel velo dolce amaro lasciato dalla speranza, mi fa sperare in un un gran ritorno di molti personaggi.
      Di questa serie ho molto apprezzato l’eccentricità delle ambientazioni, la prorompente fantasia, i colori, i giochi di luce tra tenebra e luce, i personaggi sempre misteriosi e i gattoni enormi, prodi destrieri.
      Nella mia testa questa serie sarebbe un fighissimo manga.

      Bravissimo Antonino, torna presto a farci sognare con Zaira!!

      1. Antonino Trovato Post author

        Vanessa, in effetti il mio racconto sembra essere uscito da un manga o un anime, sarebbe un sogno vedere un anime con questi personaggi😍! Cosa sarebbero i colori senza luci e oscurità? Forse non esisterebbero nemmeno, e la stranezza del mondo da me creato, probabilmente, identifica chi sono e come sto messo col cervello😂, scherzi a parte, grazie davvero per avermi accompagnato, letto con tanto trasporto, con la speranza di poterti coinvolgere anche in futuro, la stessa speranza che merita Zaira di potersi scrollare finalmente il peso di questo incubo😃! A presto!

    4. Antonino Trovato Post author

      E così sono arrivato alla fine di questa mia piccola, prima disavventura! Ringrazio ogni singolo lettore, passato, presente e futuro, e ogni singolo commento dedicato ad ogni passo di questa mia umile creatura. Non pensavo di giungere fino a qui, ma grazie al vostro supporto ce l’ho fatta😊! Un ringraziamento speciale va a @giogio, che ha ideato personalmente questa stupenda copertina, che ritroverete anche nella prossima disavventura della mia piccola, grande Zaira😁! È solo un arrivederci, le Cronache di una Sognatrice torneranno al più presto😁!