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Serie: Io ti sentirò

Ivanna è solo una bambina quando lascia l’orfanotrofio per una vita migliore grazie a Ginevra e Bruno, ma nonostante ciò il suo passato continua a tormentarla così come il ricordo di suo fratello. Riuscirà Ivanna a trovare un po’ di pace?


Non possedevo molto ad eccezione di un vestito un po’ slabbrato e una camicia da notte strappata, odiavo quell’odore di chiuso che emanavano. Nonostante Irena continuasse a lavarli l’odore era ancora lì.

Pungente e fastidioso.

Quando venne il momento di fare i “bagagli” rimasi seduta a letto a fissare la finestra. Pensavo a Karel, a Dominik e Tomas. Come avrei fatto a salutarli? Quella mattina il giardiniere non si era presentato. Strinsi il regalo di Ginevra come mia unica speranza, non avrei pianto.

Non mi sarei mostrata debole.

– Ivanna – la direttrice mi guardò con sguardo severo dal corridoio.

Avrei finalmente lasciato quel luogo così opprimente, freddo e a tratti inospitale. Avrei salutato quel continuo senso di vivere l’attesa per un domani migliore, ma non riuscivo a scacciare la malinconia. Un peso mi schiacciava lo stomaco e non sapevo il perché.

– Sei pronta? –.

– Non sono arrivati Dominik e Tomas? –.

Per un attimo il suo sguardo si addolcì.

– No bambina, coraggio, Ginevra e Bruno ti aspettano all’ingresso –.

Con riluttanza presi i miei bagagli e con l’orsetto sotto braccio lasciai per sempre quella stanza, non mi voltai mai indietro. Nemmeno per salutare le altre bambine che dormivano con me, non guardai nemmeno per l’ultima volta quei quadri dalle cornici polverose e dai paesaggi angoscianti.

Salutai la direttrice e Irena, poi ci avviammo verso la stazione. Sperai fino all’ultimo di poter incrociare gli occhi dei miei unici amici fra la folla, anche quando in lontananza le persone apparivano come piccole formiche.

Durante il viaggio, di tanto in tanto, guardavo fuori dal finestrino ma senza lasciarmi coinvolgere troppo da quei posti sconosciuti.

– Ti piace viaggiare in treno Ivanna? – mi chiese Bruno.

– Se guardo fuori mi gira la testa –.

Odiavo quel mezzo che mi stava portando via da mio fratello.

Sentivo come una parte di me staccarsi violentemente e aggrapparsi a ciò che avevo vissuto lasciandomi un tremendo vuoto.

Di nuovo non piansi.

Mi addormentai, una o due volte, fino a quando Ginevra mi svegliò e scendemmo dal treno.

Poi di nuovo, salimmo in macchina e il viaggio ricominciò, questa volta crollai dopo che il sonno si impossessò di me.

Uno strano odore mi pizzicò il naso costringendomi a svegliarmi.

Ero in una stanza mai vista prima, il peluche di Ginevra era sul cuscino e tutt’attorno c’era una vera camera! Una camera con un letto morbido e profumato, una scrivania e una libreria accanto alla porta. Quando scesi dal letto entusiasta mi accorsi che il pavimento era liscio e legnoso, non avevo mai visto un pavimento così.

Toccai il letto di nuovo, come a voler testare quella nuova realtà.

I muri erano di un bianco accecante. Non avevo mai visto un muro così bianco nella mia breve vita.

Dovetti interrompere il mio entusiasmo quando vidi Ginevra aprire la porta.

– Ecco cos’erano quei rumori di piedini che sentivo –.

– Questa è la mia stanza? –.

Annuì e il cuore mi esplose di gioia.

– Se vuoi ti faccio vedere il resto della casa –.

Rimasi incantata da ogni stanza, dai colori caldi che ritrovavo sulle pareti. Ocra, rosa salmone, e per quanto possa essere possibile anche il bianco aveva un che di caldo.

Un che di casa.

Serie: Io ti sentirò
  • Episodio 1: Dove lasciai il mio cuore – Tramonto
  • Episodio 2: Frammenti d’autunno
  • Episodio 3: Fiocchi di neve – Regina
  • Episodio 4: Il suo odore era gelsomino
  • Episodio 5: Italia
  • Episodio 6: Oro e indaco
  • Episodio 7: L’estasi della separazione
  • Episodio 8: Per noi non c’erano stagioni
  • Episodio 9: “È il Tramonto” – disse Qualcuno  
  • Episodio 10: Logica dei ricordi
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    Discussioni

    1. I sentimenti di Ivanna sono sempre ben caratterizzati da te, genuini, tanto da proiettarsi in ogni luogo, dalla tristezza e frustrazione sino alla sua speranza che ha il sapore di casa. Eppure sono certo che il passato tornerà prepotente. Un saluto, in attesa del prossimo episodio?