“JACK O’ LANTERN”, LA LEGGENDA DAL PRINCIPIO. Il Diavolo sceglie sempre, Il Diavolo scelse St. Peter

Serie: JACK O’LANTERN. La vera storia dei digrignanti lumi di Halloween.

In un tempo lontano, ma vicino per vizi e screzi con il Creatore, il Diavolo era un passante e una compagnia nota. Nella contemporaneità il Diavolo riesce a confondersi meglio tra le convenzioni e le conversazioni educate; a quei tempi tra i bambini infangati come caprette giovani nate dai terreni fangosi dell’Irlanda, e i cimiteri sussurranti, ecco che il suo passeggiare era osservabile. La sua vicinanza percepibile in un sussurro lussurioso, e melodico, tra le orecchie coperte delle donne e i rossi boccoli sudici degli uomini. L’odore dell’Inferno era qualcosa che si poteva avvertire in occasione di una nascita difficile e nel corso di una vita in lotta con le febbri e le avidità.

Un fabbro poi, è stato il veicolo attraverso il quale il Diavolo ha potuto ancora una volta chiudere la parabola della creazione con un insegnamento involontario. Il male raccontando la sua storia, e succhiando prepotentemente dall’essenza stessa della vita, lascia segni per cui l’umanità possa marchiare le proprie porte… e magari tener lontano lo zolfo grazie alla lungimiranza data da una leggenda.

La leggenda cos’è se non una storia vera che ha avuto la sorte di divenire eterna e superare i suoi stesi significati e astanti.

Tra i secoli XVIII e XIX numerosi mostri nacquero dalle penne di molte menti attente e osservatrici: quei mostri erano così terribilmente umani da rendere chiaro quanto tra invenzione, realtà e leggenda, vi fosse un invisibile comune cordone di nutrimento; una parentela stretta tra ciò che cammina per le strade e ciò che infesta immaginari… storie.

Anche qui ci troviamo di fronte all’umanità più tangibile e a motivi e sensi aleggianti, invisibili: sentori che, superando il tempo e lo spazio, da quell’umanità generano mostri, martiri e moniti.

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Il Diavolo da un po’ girovagava tra i vicoli appiccicosi di quella cittadina. St. Peter era un centro fiorente di zecche e bellissime rape che nutrivano stomaci flaccidi di liquori, o secchi per troppe gravidanze affamate o preghiere poco esaudite. In quel villaggio in particolare, il Diavolo si stava divertendo parecchio. Ogni tanto gli piaceva prendersi dei lunghi periodi tra i suoi più adorati e riconoscenti figli: gli uomini.

Camminava alto, avvolto in un mantello di velluto impolverato dal suo camminare instancabile e curioso. Il cappello largo e grigio gli ricopriva un volto appuntito e bruno-rossastro. I suoi tratti erano belli come ci si può aspettare da un ingannevole sogno. Le mani del Diavolo erano spesso affaccendate: la destra stringeva un bastone di legno scuro dal manico bianco perlaceo, la mano sinistra sovente stancava l’anello di fuoco, stretto al suo anulare, rigirando nella tasca un mazzo di carte blu cobalto. Quel mazzo di carte era per lui prezioso come i suoi istinti e capricci, forse ne era la materialità stessa… con le sue insidie e con le sue storie.

A St. Peter trovava ogni giorno nuovi piccoli individui da tormentare. Dalla sua alta statura snella ammiccava alle vedove piacenti e alle giovani bramose ma di verginità vestite. Lui amava molto il whisky servito in un bicchiere largo; e adorava le anime versate su un letto sfatto di malattia o corporeità umida e di peccati madida.

Una sera piovosa e calda girava dietro al cimitero, spesso passava di lì saltellando al ritmo dei pianti dei vivi che vi si attardavano maledicendo i Santi, già troppo pregati. Un lembo di terra non benedetto gli permetteva di passare accanto alla casa di Padre Perry. Lui adorava gironzolare attorno a quella casa ubriacandosi di quei fremiti, ancor prima di entrare in taverna.

Padre Perry era un prete cattolico anziano e stanco. Era venuto dal nuovo mondo dopo una lunga missione in grandi città ricche di fumi e maledizioni. Tornato a St. Peter aveva portato con sé sua nipote Pruna. In realtà Pruna era la figlia di una sua cugina di un grado quasi indistinguibile. Padre Perry l’aveva portata in Irlanda per salvarla dalla fame… e per sfamare i suoi occhi verdi e vecchi. I suoi occhi che indugiavano sui fianchi di Pruna tanto da aver attirato il Diavolo che ogni sera gli rideva dalla finestra, mentre picchiettava con l’anello il vetro sudicio. Pruna dopo la preghiera si metteva davanti allo specchio consunto, senza cornice, e si scioglieva la treccia in silenzio. Il Diavolo la guardava affascinato e indeciso tra il possedere quella pelle fragile, o lo scompisciarsi aiutando il vecchio zio Perry a cedere alle lusinghe dell’infernale ventre di una donna.

Anche quella sera il sacerdote lo vide. Non ne poteva più. Non mangiava da due settimane e la toga gli stava larga e ancor più male di prima. Quell’individuo consacrato era così pieno di umano spirito che si stava logorando tra la vecchiaia, le curiosità nuove dell’anzianità bambina; e l’autopunizione per non ascoltare gli odori asfissianti che il Diavolo si divertiva a far salire dalla camera di Pruna, fino alla canonica, ogni sera. Odore di sudore femminile, odore di unguenti di lavanda e lenzuola pulite. Perry si avvicinò alla finestra e disse:

«Maledetto fetido sputo dell’Inferno, inutile che vieni qua… vattene!»

«Ma caro caro Padre Perry voi siete così gentile nel regalarmi un così gradevole spettacolo ogni sera, mai potrei deludervi nel non assistervi. I vostri occhietti vispi mi chiedono tante tante cose che io potrei per voi facilitare. Non ci sarebbe nulla di male. Voi avete tanto sofferto, lo sapete bene. Meritate un premio… credete che dopo la vostra piccola e scomposta morte sarete ricompensato?

Non pensateci! Il vostro Dio ha bene a mente come riempire le sue stanze: di servi. Non avrete mai pace se non su questa terra».

«Maledetto… vattene! Cosa ne sai tu di pace?»

«Oh Perry… io conosco la pace perché sono l’unico che regala a questo sudicio mondo la pace vera… l’appagamento totale di ogni più viva necessità. Vi do la scelta… cosa c’è di più confortante della possibilità di scegliere… e prendere.»

«Diavolo tentatore, mentitore laido. Torna nel tuo buco stretto e restaci!».

Padre Perry erano ormai mesi che zitto faceva finta di non vedere quegli occhi obliqui che lo fissavano. Ancor da più tempo non riusciva più a parlare con il Signore, da quando in America aveva visto troppe anime senza conforto. Lui però aveva anche un cuore Irlandese: una roccia capace di reggere agli schiaffi dell’oceano e del vento. Si avvicinò ancor di più al vetro appannato per il caldo alito del Diavolo e, stringendo la Bibbia sgualcita tra le mani, sussurrò con voce rabbiosa e roca:

«Io non avrò pace. Ma io ho fede. Sono solo un uomo Diavolo tentatore. Ascolto i tuoi melensi inviti come ogni altro uomo. Dio non ascolta la mia voce da tempo ma conosce il cuore di ogni suo figlio, ed egli ama i peccatori molto più di te putrido nemico. Il Signore accoglie i peccatori nel suo grembo; ed io ogni giorno vivo da uomo aspettando che la mia anima si liberi dei desideri e delle debolezze a cui vive attaccata, e sofferente, come una debole pianta rampicante dal fusto esile. Fino ad allora io faccio la volontà del Signore non mentendo. Dio conosce le mie voglie più di te e me le ricorda molto meglio e più spesso di TE! Stai pur certo che non cederò al peccato perché forse la mia inettitudine come uomo di religione non merita neanche il pentimento; e il perdono di Dio.

Reggerò questa Chiesa ancora fino al mio ultimo giorno. E tu vieni, vieni pure ogni giorno!».

Il Diavolo quella sera si stava quasi stancando di quel risoluto parroco neanche più panciuto. Decise di smettere di prendersi la pioggia incessante di St. Peter per andare a reclamare un’anima così troppo chiacchierona per i suoi gusti. Dopotutto un prete non era che un uomo come un altro; solo con un vestito più brutto.

Rigirando il suo mazzo di carte nella tasca entrò nel piccolo cottage, dalla porta sul retro, e fu così che i fianchi di Pruna conobbero piaceri lunghi e oscuri.

Serie: JACK O’LANTERN. La vera storia dei digrignanti lumi di Halloween.
  • Episodio 1: “JACK O’ LANTERN”, LA LEGGENDA DAL PRINCIPIO. Il Diavolo sceglie sempre, Il Diavolo scelse St. Peter
  • Episodio 2: DAVANTI ALLA FUCINA DELLE VANTERIE DI UN FABBRO UBRIACONE… IL DIAVOLO SI FERMÒ
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    Commenti

      1. Francesca Lucidi Post author

        Sapessi qnd arriva anche Joker e gli Avengers… hahaahahaj.
        Sei già stato perdonato, you know. A presto per la prossima avventura oscura.

    1. Vanessa

      Affascinante e particolare, ecco i due aggettivi che mi son venuti alla mente, leggendo questo primo episodio. La figura del Diavolo, chissà dove ci condurrà… Sarà un piacere scoprirlo!

    2. Dario Pezzotti

      Perdonami, ma io ho visto troppo Benigni nella parte del diavolo (nonostante la descrizione che hai fatto lo escluda totalmente)!😂
      Interessante questo tuo stile di scrittura d’altri tempi, polveroso e ricercato. Seguirò questa serie con attenzione e piacere; mi ha riportato alla mente certi racconti che narravano le vecchie nelle lunghe sere invernali.

    3. Antonino Trovato

      Francè, il tuo stile non tradisce, hai reso ben visibile ciò che ci sta accanto ogni giorno: la tentazione. È fantastico il modo con cui hai presentato l’opera, e ho riso di gusto nel pensare al povero prete, tentato dalle sue stesse, umanissime voglie. È così, molta gente si batte il petto, ma siamo umani, tutti cadiamo nella normalità del peccato. Bellissimo lo sfondo ottocentesco, ben studiato… sembrava esser uscito da un blog di mia conoscenza😂😂😂! Cara Francesca, non vedo l’ora di leggere la prossima tentazione😉!

      1. Francesca Lucidi Post author

        A breve il secondo episodio… sai che ti stimo e le tue parole mi arrivano nell’animo. Mentre l’altra serie puntava ad un determinato messaggio… qui il messaggio è più celato: gioco, inganno e incanto; come il Demonio 😉🦇

    4. Giuseppe Gallato

      “… una parentela stretta tra ciò che cammina per le strade e ciò che infesta immaginari… storie.”… Il tuo stile è sempre sublime e si manifesta anche in frasi all’apparenza “semplici” come questa. Ambientazione magistralmente tinteggiata di nero, con sfumature dark che rendono godibile qualsiasi passo. Sono assolutamente curioso di capire dove vuoi condurci con questa nuova opera! 🙂

      1. Francesca Lucidi Post author

        A breve il secondo episodio… sai che ti stimo e le tue parole mi arrivano nell’animo. Mentre l’altra serie puntava ad un determinato messaggio… qui il messaggio è più celato: gioco, inganno e incanto; come il Demonio 😉🦇

      2. Francesca Lucidi Post author

        Mi ha copiato erroneamente la risposta data ad Antonino, ma calza anche a te.
        Grazie Giu, amo molto questo racconto; e ci ho lavorato parecchio. È stato rivoltato, spogliato, guardato… fissato e letto ad alta voce diverse volte. ❤

      1. Francesca Lucidi Post author

        Arriverà a breve il secondo episodio… anche se per oggi Io e te non dobbiamo parlarci ahahaha. Grazie mille, spero di continuare a coinvolgerti.