Kato

Serie: Il Dio Solo

Le incursioni dei “branchi” si fecero sempre più sporadiche per cessare del tutto con il calare dell’inverno. Di tanto in tanto Nephel mi invitava ad uscire per colmare i polmoni di ossigeno e riattivare la circolazione. Fosse stato per me, non mi sarei mosso dalla biblioteca. Lasciavo decidere cose come questa a lui, ben felice di delegare ad altri la responsabilità della mia sopravvivenza. Quando mi aveva costretto a seguirlo nel seminterrato per la notte non avevo argomentato: sapevo che era il luogo più sicuro dell’intero edificio. Vi si poteva accedere da una scala interna, eventuali nemici si sarebbero trovati nella necessità di procedere in fila indiana solo per incontrare i coltelli da lancio di Nephel. Era diventato abile nel servirsene. Una mitragliatrice sarebbe stata più efficace, ma, come mi disse divertito, trovare proiettili e cartucce era praticamente impossibile. Non avevo motivo per non credergli.

Fra le macerie riusciva a scovare autentici tesori. Oggetti che nella fretta, o nella morte, erano stati dimenticati. Preferivo la carne fresca, ma non disdegnavo lattine di verdure conservate, omogeneizzati, cibo liofilizzato. Avevamo portato nel sotterraneo le scorte alimentari in modo da poterci barricare in caso di pericolo.

Dopo aver assaporato una calma che aveva placato la mia ansia, facendomi sperare che il peggio fosse passato, un gigantesco Daemon si fece strada verso la biblioteca.

 « Rimani qui. »

Nephel uscì portando con sé l’arco. Sbirciai da una feritoia della persiana e quando lo vidi abbassare l’arma sospirai sollevato: non c’era nulla da temere. Sporsi il viso fino a quando i miei occhi si adattarono alla fessura per osservare il nuovo arrivato.

Era un esemplare notevole. Gli abiti color cenere non celavano la muscolatura. Compresi che, sebbene usurati, erano stati confezionati su misura.

La fronte prominente gettava un’ombra sugli occhi già scuri, rendendoli feroci. Così mi parvero. Il capo era ricoperto da una rada peluria che mi fece pensare al ricrescere dei capelli dopo la rasatura. Le corna spiccavano, ipnotiche.

« Alone, vieni fuori. »

Strabuzzai gli occhi per la sorpresa. Nephel mi aveva protetto fino a quel momento, perché mai desiderava darmi in pasto al Daemon? Secondo quanto mi aveva detto tutte le razze si nutrivano esclusivamente di vegetali, ma la vista della creatura aveva ottenebrato la mia ragione.

« Alone! »

Obbedii, con il cuore che mi scoppiava in petto. Con il procedere dei passi le mie spalle si raddrizzavano. Scoprii di provare fiducia per il mio compagno. Era tempo per me di sollevare lo sguardo.

I profondi occhi neri come l’inchiostro incontrarono i miei per un battito di ciglia, mettendomi a disagio. Compresi il motivo per il quale la sua razza incuteva tanto timore.

« Nephel.»

« Kato. »

In quello scambio, il presentarsi uno all’altro, percepii la forza di un rituale. Un’affermazione di sé.

La voce del Daemon mi fece sussultare: era bassa, profonda. Armoniosa. La voce di un cantante blues. Mi trattenni dal fissare la “bestia”, senza potermi capacitare.

« Abbiamo trovato il tuo messaggio alla stazione, non è stato facile individuarlo fra le scritte dei murales.

È un posto sicuro? »

« Può essere difeso con facilità. » Nephel indicò la terrazza che sovrastava l’edificio, il più alto del quartiere. « Visibilità a trecentosessanta gradi per almeno un miglio. Quanti siete? »

«  Dodici. »

Nephel sorrise. Sentii lo stomaco contrarsi in una morsa di tristezza: era il primo vero sorriso che vedevo piegare le sue labbra da quando ci eravamo conosciuti.

« La biblioteca dispone di un interrato piuttosto grande, c’è spazio sufficiente. »

Kato annuì e alzò il braccio nel segnale convenuto con la sua gente. Quando li vidi sfilare davanti a me rimasi basito.

Una donna, umana, si affrettò a raggiungere il Daemon aggrappandosi al suo braccio come a un’ancora di salvezza. L’ansia per la breve separazione le dilatava le pupille. Conoscevo bene la paura: era spaventata. Proteggeva il ventre pieno come se fosse sua intenzione morire per difenderlo.

Si fecero avanti altri sei umani, di cui una donna dall’aspetto mascolino.

Chiusero le file tre Daemon maschi e un Elfide femmina. Lei, fra tutti, attrasse la mia attenzione. Vestiva abiti militari e impugnava una frusta. Un cenno del Daemon fu sufficiente per fagliela abbassare: la assicurò alla cinghia dei calzoni dopo avermi rivolto uno sguardo torvo.

La donna umana raggiunse la ragazza incinta circondandole le spalle con un braccio. Il tono della sua voce suonò affettuoso. « Katy, siamo al sicuro. Devi riposare, il bimbo non tarderà a nascere. »

Katy si staccò dal Daemon solo dopo aver ricevuto un cenno di incoraggiamento. Il gigante lanciò un’occhiata all’Elfide femmina, senza spendere una parola, e questa si mosse in direzione della porta aperta accodandosi alle due donne. Lui le seguì con lo sguardo fino a quando scomparvero dalla sua vista.

Si rivolse nuovamente a Nephel « Situazione? »

« Umani. Cinque gruppi, di cui tre ostili. Due si stanno eliminando a vicenda, entro un mese saranno ridotti allo stremo. Il gruppo più vicino si trova a est, sei miglia. »

« Non ostili? »

« Uno al Teatro Metropolis, otto miglia ovest, sei persone: non desiderano essere coinvolti, si sono ritirati nei condotti della fognatura. L’altro gruppo ha trovato rifugio in un ristorante cinese, nove miglia ovest: sono entrato in contatto con loro, scambio carne con viveri conservati. Sono una famiglia con tre figli, una delle bambine soffre di paralisi agli arti inferiori. Potrei portarla sulle spalle agevolmente, ma solo pensare di uscire allo scoperto li terrorizza. »

« Cambieranno idea, non possono sopravvivere da soli. »

Fra loro scoccò uno sguardo d’intesa.

Mi resi conto di non sapere nulla di quanto accadeva “fuori” dalla biblioteca. Era chiaro che Nephel aveva rintracciato il branco di Kato durante una delle sue esplorazioni e aveva lasciato quel messaggio nella speranza di un incontro. Il mio compagno aveva deciso di spezzare la nostra solitudine ritenendo conveniente unire le nostre forze alle loro. Quando, aveva imparato a scrivere? Era un atto conseguente al leggere, ma non ero stato io ad averglielo insegnato.

Kato posò lo sguardo su di me, prendendo nota della mia presenza per la seconda volta.

« Sei tu, ad andare a caccia per lui? »

Nephel annuì. Il suo sorriso cordiale svanì per lasciare posto a una linea fredda e tagliente. « Sì. »

« Carne di maiale? »

« Solo se il maiale non mi lascia altra scelta. »

Il Daemon sembrò soddisfatto della risposta. Mentre si dirigeva alla biblioteca assieme al resto del suo gruppo, mi sovvenne un ricordo. Una di quelle informazioni archiviate nei “cassetti della memoria”, appresa chissà dove e chissà quando. A inizio millennio i ricercatori erano riusciti a mappare per completo il dna dei suini, riscontrando parecchie somiglianze con quello dell’uomo.

Il giorno prima avevo divorato una doppia razione di “spezzatino”. Vomitai. Mi chinai velocemente, imbrattando le scarpe di bile: avevo già digerito.

« È il mondo che hanno costruito gli umani, Alone, ancor prima dell’avvento delle razze. Mangi, o vieni mangiato. »

Aveva ragione… era il mio mondo.

Serie: Il Dio Solo
  • Episodio 1: Alone
  • Episodio 2: Il Signore degli Anelli
  • Episodio 3: Nephel
  • Episodio 4: Kato
  • Episodio 5: Fuori
  • Episodio 6: Il Branco
  • Episodio 7: Equilibri
  • Episodio 8: Conflitto
  • Episodio 9: Luna Rossa
  • Episodio 10: Il Dio Solo
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    Commenti

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giovanni, con questo episodio la serie è entrata nel vivo. Spero di non deludere le tue aspettative ☺

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino, in questa serie è Alone a farla da protagonista e come ben immagini ha poco del guerriero. Nella serie Il Branco prendono consistenza i personaggi che compaiono qui, ho cercato di dare loro un’identità più definita e assicurare un po’ d’azione.

    1. Daniele Parolisi

      bel episodio, non manca nulla. Hai ben chiaro cosa vuoi trasmettere al lettore e lo sai esprimere egregiamente, per non parlare dei personaggi ben definiti e da narri fai ben capire che sai già la direzione che prenderanno senza lasciare nnt all’improvvisazione o quasi. Appena posso leggo le puntate successive. Bel lavoro!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Daniele,
        ho chiaro il percorso della storia, spero di non cadere in controsensi nel corso della stesura. Come altri mi hanno fatto osservare, lo spazio concesso su EO potrebbe essere un ostacolo. Tuttavia voglio raccontarla e condividerla qui. Spero che la serie continui a piacerti. 🙂

      2. Micol Fusca Post author

        Ciao Daniele, grazie ancora per seguire la serie. Il Dio Solo sta per giungere alla conclusione, spero mantenga le tue aspettative.

    2. Giuseppe Gallato

      “<>
      Aveva ragione… era il mio mondo.”… Quanti significati in queste frasi di fine episodio!
      Sei veramente brava a descrivere, o meglio, a dare vita a un mondo che è in buona parte il riflesso dell’attuale. Sono le dinamiche narrative che maggiormente mi catturano.

      1. Micol Fusca Post author

        Sì, purtroppo il mondo di cui scrivo non è poi così “irreale”. Ho comunque speranza.

    3. Silvia Schiavo

      Esseri geneticamente modificati più umani degli umani… Li vedo, grazie alle tue descrizioni e li percepisco nelle emozioni che trasmettono. Alone costretto a non essere più solo, ad interrompere la sua condizione di ignavo. E poi? Fremo…

      1. Micol Fusca Post author

        Fortunatamente Alone inizierà un suo percorso di crescita. Non diventerà mai un leone, ma il suo cuore comprenderà di avere bisogno di calore.

    4. Massimo Tivoli

      Si conferma la natura mistico-epica del racconto. Mi piace molto il contrasto tra Nephel, deciso e sempre più consapevole, e Alone che si sta rendendo conto che rimanere chiuso nella biblioteca paradossalmente lo ha limitato. Bello anche il concetto di rinascita originato dall’unione delle razze. A differenza di Alone, Nephel ha capito che la funzione principale del sapere è il comunicare, è la sua divulgazione. Stai costruendo mondo che conferma il carattere visionario dei tuoi racconti. Brava.

      1. Micol Fusca Post author

        Nephel e Alone rimarranno i personaggi principali, ma poco a poco altri leveranno la loro voce. Pur credendo che esista del buono da salvare, il mondo che descrivo è tutto sommato una metafora dell’attuale. Come disse Nephel, a volte ci si trova davanti a una scelta: ” o mangi, o vieni mangiato”. La condizione peggiore del vivere: perdersi nel sopravvivere.

    5. Massimiliano Orsi

      Come sempre il racconto si fa strada nell’immaginario di chi legge. Una biblioteca che vede l’incontro di creature fuori dall’ordinario è molto suggestiva. Scrittura scorrevole e intrigante… Complimenti per come stai procedendo! Al prossimo episodio!!!

      1. Micol Fusca Post author

        La biblioteca ha un ruolo importante, nei prossimi episodi Alone avrà modo di spiegarlo. A presto, spero di continuare a mantenere vivo il tuo interesse. 🙂

    6. Alice Corradini

      Ciao, ho appena letto la serie e credo proprio di non vedere l’ora di leggere il seguito. Innanzitutto ho apprezzato il modo originale attraverso cui hai inserito i riferimenti al Signore degli Anelli, si vede che sei cresciuta con Tolkien. Inoltre sei riuscita a trasmettere i sentimenti di paura, sbigottimento e curiosità di Alone con una scrittura pulita, coinvolgente e assolutamente adatta al contesto distopico. Complimenti!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Alice, ti ringrazio davvero per il tuo apprezzamento. Spero di non deluderti nei prossimi episodi, inizierà a delinearsi una realtà un po’ cruenta. Ho cercato di immaginare come avrebbe reagito l’umanità, veramente, ad una catastrofe di proporzioni apocalittiche. Fantasy a parte. Non so se hai già letto il primo episodio, “Alone”, in questo momento non è visibile per un problema tecnico. Nell’introduzione Alone si presenta e getta le basi per l’intera storia. Se tutto va bene, sarà disponibile domani 🙂

    7. Micol Fusca Post author

      Ciao Dario, tieni in conto che la “storia” è raccontata da Alone. È tutto tranne un guerriero. Ci sarà guerra, ma scorrerà in sottofondo fino al “gran finale”. Posso solo consigliarti di aspettare perché ci saranno delle sorprese. Non voglio dire di più, fra una decina di giorni sarà tutto svelato. 🙂

      1. Dario Pezzotti

        Avevo immaginato che Alone non potesse trasformarsi in guerriero. Sono curioso di ascoltare la sua storia 😉

    8. Dario Pezzotti

      Le file dei “buoni” si fa sempre più lunga. Attendo l’entrata in scena dei “cattivi”😉
      E che la guerra abbia inizio…Ci sarà una guerra, vero?
      Brava Micol, avanti così!