La ballata dell’ amore cieco

Erano puntuali le loro distanze. Puntuale quella chiamata.

Quella sua pelle color pesca si sbucciava sul vento che si infilava tra i suoi ricci, ora era quasi arrivata , appuntamento al ponte di mezzo, e’ stato il ponte dove si sono dati il loro primo bacio, in mezzo alla citta’ , navigavano lontano tutte le incertezze , immersi in un mare di carezze , le sue labbra erano l’estensione delle sue , questo durava il tempo di un tramonto . Ancora adesso corre con il pensiero agli appuntamenti , la fretta che divorava le suole , alla citta’ che si inabissava nel buio e in lei sorgeva quando lo trovava appoggiato al muretto ad aspettarla. 

Ore , giorni , minuti , le sue gambe a penzoloni sul muro , i loro giochi sul cosa sara’ , vinceva sempre lui. Allora cosa sara’ ? Domani troverai un pretesto per arrabbiarti , mi dirai che sono egoista che non ti penso abbastanza e questo perche’ ti vuoi sempre mettere in mezzo al mio caos. Folti capelli ricci condivano di leggerezza anche le verita’ piu’ amare , ” scendi giu’ Marylou , scendi e balla senza perche’  fino a quando ti ho qui con me”. Era la ballata dell’ amore cieco , a pestarsi i piedi sono bravi tutti ma come ballavano quei due , due anime nere senza lutto , due anime nere senza trucco.

Lei sapeva quello che ogni giorno strappava alla vita , sapeva che il ballo un giorno sarebbe finito e i suoi occhi avrebbero guardato tutto diversamente. 

Una di quelle che chiamano brutte malattie. Aspettava quella chiamata. I suoi ricci tirati dal vento. Quelle melodie che ti porti addosso , quei suoni che ti accordano l’ anima, chiusi in un dolore piu’ grande di loro. 

Eccola arrivare al ponte dei loro tramonti , i capelli freschi di una ventenne , le  vene mescolate alle sue , prende il telefono che inizia a suonare , solo due parole , quelle parole 

” sono in ospedale” 

E’ un freddo metallico quello che sente , puntuale nel suo corpo il male che divampa nelle ossa e brucia qualsiasi speranza. 

Eppure quando ando’ in ospedale nei suoi occhi c’ era il ballo piu’ bello che potesse aspettarla e lei era arrabbiata con il destino cosi’ tanto che la sua mano era l’ unica cosa che restava.

Alla frontiera mi troverai all’confine con tutto se sei disposta a ballare tanto.

Quella maledetta malefica malattia lo prendeva lo torceva da dentro. 

Le loro distanze colmavano in un solo gesto d’amore. Sai di vite passate e di vita in divenire sai di vento e di pesca , una luce in questa tempesta.

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Commenti

  1. Giuseppe Gallato

    Ciao Sara. In genere quando commento sono solito sottolineare le frasi che più mi colpiscono… e qui ci sarebbe veramente tanto da mettere in risalto. Già, sono diverse le parti che mi hanno affascinato, alcune strappandomi un timido sorriso e altre lasciandomi una leggera malinconia. Attraverso gli altri commenti, inoltre, ho scoperto che hai pubblicato una silloge. Che dire… brava e complimenti! 🙂

    1. Sara Post author

      Mi fa davvero piacere ti sia piaciuto… Quando scrivo invece di aggiungere parole tendo a toglierne come a voler sottolineare l’essenziale. Grazie per i complimenti e si la mia raccolta poetica e’ li’ su Amazon per chi la volesse leggere , il link alla fine del mio racconto

    1. Sara Post author

      Ciso , ho appena pubblicato, se vedi alla fine del librick c’e’ il link oer acquistare la mia raccolta 😉 , non e’ facile scrivere un racconto , finisco sempre per cadere in poesia.. hei grazie per avermi letta 🙂

  2. Maria Anna Haag

    molto poetico il pensiero e molto rude la risposta che ci riserva la vita, ma le sfide insieme si possono superare, e allora balliamo! Bellissimo messaggio che hai inviato attraverso una scrittura molto dolce, da poema cavalleresco. Complimenti!

    1. Sara Post author

      Ho appena pubblicato la mia raccolta di poesie , alla fine del librick c’e’ il link per acquistarlo su Amazon. Si io scrivo ptincipalmente poesie , scrivere racconti e’ un esercizio che mi diverte 🙂 , grazie per le tue belle parole

  3. Massimo Tivoli

    Testo intenso, declinazione dell’amore oltre il dolore, oltre il male, oltre la morte. Mi è piaciuto molto il passaggio in cui lui promette di aspettarla “al confine” (io capisco tra la vita e la morte) se lei sarà disposta a continuare a ricordare, a essere fedele al “ballo” che gli occhi di lui le trasmettono. Molto poetico. Se ti va di revisionare il testo, rivedrei un pochino le seguenti frasi dove la lettura, almeno per me, si inceppa un po’:

    “scendi giu’ Marylou , scendi e balla senza perche’ almeno fino a quando ti ho qui con me” (c’è qualcosa che non va in: “senza perché almeno”, sbaglio?)

    “cosi’ tanto che la sua mano le bastava cosi’ tanto che la sua mano era l’ unica cosa che restava.” (capisco che la ripetizione sia voluta però appesantisce un po’)

    1. Sara Post author

      Sei molto gentile come sempre. L’ ho scritta sta notte ecvo perche’ . Hai fatto benissimo a farmi notare queste sottigliezze. Sei un mio fedele lettore mi fa molto piacere

  4. Tiziano Pitisci

    Come al solito la tua poetica si mescola con la narrazione e l’effetto finale è davvero piacevole, con un dosaggio calibrato di malinconia e speranza. Ed è proprio cieco l’amore che non vede lontano ma pensa a vivere il momento, a rispondere al telefono, a tenere una mano, senza domandarsi troppo cosa sarà.

    1. Sara Post author

      Ciao Tiziano , sempre attento e gentile. Grazie per avermi letta a presto!