La Bella e la Bestia

Serie: La Bella e la Bestia - Storie

What is darkness and what is light?

They are two forces always in fight.

One couldn’t exist without the other,

they’re like sister and brother.

She’s always too bright,

so he can’t stand her light.

They seem to love and hate,

how one does with their soulmate.

Sometimes he fills in your emptiness,

making you feel a complete mess.

He makes you go insane,

and holds you down with a chain.

The only way to set you free

is a hidden key.

The wish you have is to fly,

but the contrast makes you cry.

Knowing there’s no escape,

you sit there waiting for your fate.

Don’t have too many fears,

stand up and dry your tears.

Even in the deepest darkness

there will always be a light,

so don’t give in to madness,

stand up and fight.

(Nikita D. Nicole C. 2019)

Ariees era il sole. Nata nello stesso fuggevole attimo in cui la luce aveva creato la materia di entrambi: sorella gemella, compagna, amica, confidente. Alo era la luna. Quieto, scostante, buio. Solo lei riusciva a riscaldare il gelo dentro di lui. Nessuno dei due, per ragioni differenti, amava i natali cui era stato legato.

Ariees era troppo vivace per adattarsi agli insegnamenti che la volevano ragazza discreta, accomodante, altera. Amava correre a piedi nudi lasciando i capelli biondi sciolti sulle spalle. Rideva felice, inseguiva il vento. Donava senza pretendere nulla.

Alo la guardava da lontano. Lei era l’unico chiarore che riusciva a penetrare la sua corazza. A dividerli era l’espressione del loro volto altrimenti identico: la mascella di Alo era leggermente più pronunciata, i polsi meno sottili, le dita più lunghe. Erano in molti a confonderli: riuscivano a distinguerli solo grazie alle vesti che indossavano. Maschio e femmina.

Detestava il destino che lo aveva voluto figlio di un nobile. Avrebbe preferito apprendere l’uso di un’arma ed essere addestrato al combattimento. Protocollo e politica erano gli ultimi dei suoi interessi. Vi si era adattato sapendo che Ariees aveva bisogno di lui: era stata promessa in sposa al figlio del re. Una promessa voluta dal padre.

Lei aveva donato la sua anima a un altro. A nulla erano valse le lacrime, le preghiere: alla vigilia delle nozze era stata rinchiusa nella torre del maniero. Era stato Alo a trovare il suo corpo esanime. Aveva preparato la fuga con cura, felice di andarsene: assieme avrebbero costruito un futuro differente lontano dalle terre di dominio degli elfi. Poteva sopportare di dividerla con l’uomo che aveva conquistato il suo cuore, l’amore che li legava era del tutto differente ed eterno.

L’aveva trovata riversa al suolo. Il braccio steso lungo il fianco sembrava voler allontanare il calice che le giaceva accanto. Veleno. I suoi padri si erano preoccupati di evitare lo scandalo chiedendo venia allo sposo, promettendo in sposa la figlia più giovane.

Iantelis non aveva accettato, consentendo tuttavia alla richiesta di fermarsi al maniero per un’ultima notte. Alo sapeva che i genitori desideravano quella parentela al punto da vendere l’anima. O la figlia di dodici anni. Si erano genuflessi, convinti che Ariees si fosse suicidata per chiedere grazia spinta dalla vergogna. Giorni prima era accorsa da Iantelis confessando i suoi sentimenti: l’aveva pregato di rompere la promessa matrimoniale. Così non era stato, il principe la desiderava più di ogni altra cosa. Alo aveva appreso solo dopo la perdita della gemella che l’uomo di cui era innamorata aveva accettato una grossa somma di denaro per andarsene e accomodare la situazione.

No. Lei, il sole, non si sarebbe data la morte volontariamente. Tutto di lui lo gridava con forza: la carne, il cuore, la mente. Il sospetto si era fatto strada dentro di Alo fino a prendere forma e ragione. Iantelis amava Ariees fin da bambino, per lei era disposto a raccogliere le stelle in cielo.

Raggiunse gli alloggi della sorella confondendosi con le ombre, certo di non incontrare nessuno. Le spoglie di Ariees erano state composte nella stanza della torre: i meschini avevano deciso di allontanarla dagli occhi per non vedere. I suoi passi lo portarono al letto a baldacchino, dove era stato disposto l’abito nuziale. Il portagioie che custodiva gli orecchini e il diadema di diamanti donati dal re era posato lì accanto.

Sentì la bocca piegarsi in un sorriso. Raccolse uno degli orecchini portandolo al lobo dell’orecchio destro e spinse sulla cartilagine fino a bucarla: nessun dolore. Terminò di abbigliarsi tenendo con sé il pugnale che di abitudine custodiva in una guaina legata alla cintura. Un dono di Ariees per il suo quindicesimo compleanno: lo nascose dentro la scollatura. Morse le labbra tese fino a farle sanguinare, lasciando che le gocce color amaranto le macchiassero.

Il fantasma che apparve al figlio del re era pallido quanto la luna. Era, la luna. Solo le sue labbra erano vermiglie.

« Perché? »

Iantelis si sollevò a sedere sul letto, sbiancando. Lei era lì. Era venuta dal regno dei morti per lui.

« Perché hai versato del fiele nella mia coppa? » non desiderava sapere altro.

« Ariees? »

Il fantasma avanzò verso di lui, posando un ginocchio sul giaciglio.

« Io… non volevo perderti. » l’elfo indietreggiò fino a incontrare la testiera del letto con le spalle. Non aveva più scampo. « Eri mia di diritto, volevo dimenticare le tue ultime parole. Dimenticare che nel tuo cuore non c’era posto per me. Quando ti ho fatto visita ho compreso di non avere nessuna possibilità: che, viva, non mi avresti mai amato. Ora posso continuare a sognare. Conserverò per sempre la tua immagine, pura, piangendo la perdita della mia dolce promessa. »

« Sognare? » Il fantasma avanzò carponi fino a raggiungerlo. « Preferisco, dolce promesso, che tu mi raggiunga all’inferno. »

Lo spettro infilò la mano sottile nella scollatura estraendo uno stiletto d’argento. Ariees incombeva su di lui con gli occhi neri illuminati dal fuoco della vendetta, i capelli biondi che parevano muoversi senza un alito di vento. Bellissima. Spaventosa.

Iantelis cercò di ritrovare il senno, spingendola lontano. Era certo di affondare nella nebbia che componeva lo spettro disperdendo la sua immagine: la sua mano afferrò un braccio sottile, muscoloso. Comprese.

« Alo? »

Alo affondò il pugnale nel petto del principe con tutta la sua forza. Sordo a ogni lamento, continuò a infierire fino a quando giacque inerme come uno straccio. Nessuno osò affacciarsi alla soglia. Aveva tagliato la gola alla guardia che vigilava la porta prima di entrare.

Si alzò oramai spossato, osservando con freddezza il corpo senza vita del compagno di giochi che in gioventù aveva condiviso con lui e la gemella tante avventure. La candida veste da sposa aveva cambiato colore: schizzi di sangue lo solcavano al pari di pennellate su una tela.  Linee sottili, macchie, forme. Un’opera d’arte.

Sfilò l’abito dalla testa disponendolo accanto a Iantelis e si allontanò. Il principe era pronto per trascorrere la prima e ultima notte di nozze accanto al simulacro dell’amata.

Alo raggiunse la finestra, spalancandola: la luna lo osservava silenziosa.

« Ho ancora del lavoro da fare sorella. » si stiracchiò, godendo della brezza che gli accarezzava la pelle nuda. Era tempo di partire. « Non ho avuto il piacere di conoscere l’amante infedele che ti ha venduta per un pugno di denaro. »

***

Genesi de La Bella e la Bestia.

Quando Giuseppe Gallato (@giuseppegallato) mi ha proposto di inventare un personaggio da inserire nella sua serie Sussurri dalla Locanda – Le cronache di Zorex e Drok, avevo appena letto l’episodio 3 (Come conquistare una donna atto II). Il demone che mi abita fin dalla nascita si è fissato sul sesto tentativo di abbordaggio del povero Zorex: un uomo vestito da elfa. La mia mente ha iniziato a macinare ed ho subito deciso che ci sarebbe stato un “La Bella e la Bestia”.

Non credo che Alo visiterà nuovamente i miei incubi, se non per accompagnarsi al troll ballerino nato dalla mente di Dario Pezzotti (@dariopez) con cui ha condiviso un pasto alla Dimora dei Sussurri (episodio 6 Sussurri dalla Locanda – Le cronache di Zorex e Drok). Lascio aperto uno spiraglio, mai è una parola che sfugge al controllo di chiunque.

Mamma “orgogliona” ho voluto aprire il racconto con la prima fatica poetica composta in lingua inglese da Nikita e una compagna di classe. Non lo so, forse il problema risale al tempo in cui avevo il pancione e ascoltavo i The Cure. La mela non cade mai lontano dall’albero…

Serie: La Bella e la Bestia - Storie
  • Episodio 1: La Bella e la Bestia
  • Episodio 2: Il Troll Danzante
  • Episodio 3: La Madama e l’Assassino
  • Episodio 4: Il Tiranno
  • Episodio 5: La Veggente
  • Episodio 6: La Dama Rossa
  • Episodio 7: Il Mago
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    Responses

      1. Ciao Sergio, in realtà la poesia era una assegnazione di classe di Nikita e una sua compagna, ma vedi mai… la mela non cade mai distante dall’albero ed ora sto ascoltando Lullaby 😀

    1. Cos’è l’oscurità e cos’è la luce?

      Sono due forze sempre in lotta.

      Uno non potrebbe esistere senza l’altro,

      sono come sorella e fratello.

      È sempre troppo luminosa

      quindi non sopporta la sua luce.

      Sembrano amare e odiare,

      come si fa con la loro anima gemella.

      A volte riempie il tuo vuoto,

      facendoti sentire un disastro completo.

      Ti fa impazzire,

      e ti tiene giù con una catena.

      L’unico modo per liberarti

      è una chiave nascosta.

      Il desiderio che hai è di volare,

      ma il contrasto ti fa piangere.

      Sapendo che non c’è scampo,

      ti siedi lì ad aspettare il tuo destino.

      Non avere troppe paure,

      alzati e asciugati le lacrime.

      Anche nell’oscurità più profonda

      ci sarà sempre una luce,

      quindi non arrenderti alla follia,

      alzati e combatti.

      (Nikita D. Nicole C. 2019)

      La dualità è il tema principale di tutto l’impianto del racconto.
      Una storia da seguire con attenzione.

      1. Ciao Raffaele. Sì la dualità in fondo è in tutti noi, siamo luce ma anche ombra ed è bene che le due forze trovino un equilibrio

    2. Eccomi, visto che l’hai menzionata son andata a cercare il racconto ;)! Ciao Micol, non so come si ri-risponda al commento, ma grazie per la spiegazione e la chiacchiera che abbiamo fatto di là. Son contenta che poi il “mai” si sia vanificato :)… bella l’atmosfera, i dettagli, la storia d’amore e il cuore che soffre, i cuori… Spero di leggere di Alo molto presto!

      1. Ciao Maria Anna, temo che il “tarlo” di Alo abbia preso possesso definitivo del mio cervello 😱 Di tanto in tanto si affaccerà nei miei racconti.

    3. Micol, questo racconto è semplicemente meraviglioso, sai quanto adoro le tinte dark, tetre, e qui sono state esaltate ai massimi livelli secondo i miei gusti. Alo è certamente un personaggio che merita non un altro racconto, ma proprio una serie, ma so comunque che sei presa da altro😃! Racconto tirato, intenso, dove malinconia e rabbia si incontrano nella lama vendicativa di Alo, e non vedo l’ora di leggere altro su questo grande eroe oscuro (posso chiamarlo così?)😁😁😁! È sempre un piacere leggere i tuoi racconti, ti entrano in testa per come sai descrivere ogni cosa nei minimi dettagli, e non vanno più via, rimanendo piacevolmente tra le corde di ogni memoria😊!

      1. Ciao Antonino, gran parte del merito va alla poesia di Nikita 😀 Comunque sia, non sono riuscita a scrollarmi questo personaggio di dosso, la sua oscurità ha avuto la meglio sulla mia!

      1. Ciao Faby, mi sono divertita parecchio a scrivere di Alone 😉 Come ho accennato è un personaggio nato di riflesso a una sfida offertami da Giuseppe Gallato, ma a fine ha preso una sua anima e consistenza. Non escludo di lasciare questo elfo nell’oblio…

    4. Ciao Micol.
      Complimenti. Il racconto è ben scritto e sembra davvero di essere lì in quel momento.
      Non è il mio genere, devo ammetterlo, e il fatto che l’abbia letto senza pause, vale doppio perché ci si sente tirati nella storia.
      Brava!

      1. Ciao Fabio. Ti ringrazio per aver apprezzato il mio racconto, ancor più perché il genere non è quello che preferisci. E’ la mia zona confort e quando esco per leggere qualcosa di diverso nutro sospetto. Spesso mi sorprendo, felicemente, di aver raccolto un fiore diverso da quelli che sono solita mettere nel vaso. Ancora grazie e, spero, a presto.

    5. Mi ero persa questa tua nuova serie, inizio mi è piaciuto tantissimo ma tu come ho spesso detto sei una maestra di questo genere.

      1. Ciao Ely, sei sempre uno stimolo ad andare avanti. Sì. Ho deciso che di tanto in tanto lascerò spazio ad Alo, anche se non sarà un appuntamento fisso come per le altre serie. Vediamo un po’ cosa combina, per ora ho le idee abbastanza chiare. 🙂

    6. Davvero un bel racconto. Scrivi molto bene Micol. Ambientare una fiaba è complicato ma tu hai saputo dare subito l’impressione al lettore di trovarsi sulla scena in mezzo ai protagonisti.

      1. Ciao Silvia, amo smodatamente il genere fantasy e lì mi sento a “casa mia”. Sono contenta di essere riuscita a farti entrare in uno dei miei mondi, uno di quelli un po’ oscuri, e spero che vorrai nuovamente farmi visita.

    7. Racconto Favoloso.. belle le atmosfere ed i personaggi e la storia si legge tutto di un fiato..
      Alla prossima lettura.

      1. Ciao Raffaele, ancora grazie per i complimenti sempre graditissimi. Come ho detto molte volte spero di migliorare nel tempo e voi lettori/scrittori siete fondamentali in questo processo. Con il trascorrere dei giorni, rileggendo i commenti che ho lasciato, mi sono resa conto di una cosa. Non credo che Alo scomparirà tanto facilmente dai miei incubi, scalpita di già al pensiero di affrontare nuove avventure…

    8. Sai sempre come incuriosire e sorprendere i lettori con le tue storie. Nei tuoi scritti i personaggi risultano ben sviluppati, e Alo non è da meno. Anzi! Mi piace tra l’altro l’idea di mostrarci scorci del suo passato, di come sia arrivato a diventare ciò che è diventato… la sua genesi. Che emozione inoltre leggere la poesia di Nikita, veramente molto bella e carica di significato. Ti ringrazio per il tuo importantissimo contributo, non vedo l’ora di leggere il librick sull’epico incontro con il personaggio del mitico @dariopez! 🙂

      1. Ciao Giuseppe, in fondo sei tu ad aver creato il “mostro”. Se non me lo avessi chiesto, Alo non sarebbe mai nato. Grazie per i complimenti per la poesia, riferirò a Nikita: per lei sarà una bella conferma, pecca un po’ di autostima. In questi ultimi giorni la sto coinvolgendo parecchio in quello che faccio. Tiziano le è stato di ispirazione, prima del prossimo episodio de Il Mostro Sotto il Letto posterò su facebook una sorpresa che mi ha voluto fare.

      1. Ciao Daniele, sono felicissima di averti fra i miei “affezionati”! Ora aspetto un bel fantasy classico di quelli che sai scrivere tu 😉

    9. Mi è piaciuta molto la poesia in apertura. Il componimento contiene un bel messaggio, di forza, di resistenza, di rinascita continua, di non darla mai vinta alla parte oscura di quella dicotomia bianco-e-nero che anima l’essere umano.
      Hai fatto bene a metterla in apertura, non è solo orgoglio materno, ma ci sta molto bene con la vicenda di Alo e sua sorella Ariees. Alo è un altro bel personaggio che gravita intorno all’universo che ha visto la luce con i racconti dell’amico Giuseppe (@giuseppegallato). Mi piacerebbe vederlo ancora all’opera nell’intento di completare la sua vendetta e chissà quale altra avventura.

      1. Ciao Massimo, appena ho letto la poesia ho compreso che “calzava” perfettamente alla storia che intendevo scrivere. Sono riuscita a convincerla a fatica: non pensava fosse all’altezza di essere pubblicata. Quanto ad Alone non lo so, negli ultimi giorni sto pensando parecchio a lui: episodi che si susseguono e che iniziano a prendere forma e cronologia nella mia testa. Mah…

    10. Alo è proprio un bel personaggio. Presto mi occuperò di Grouch (Anche se, come dice @marcoreo, forse non è granché come Pg), poi assisteremo all’incontro tra i due…😁

      1. Ciao Dario, quindi ci presenterai il tuo personaggio prima dell’epico incontro? Sono curiosissima! Ti avviso che Alo non ama ballare. Glielo hanno insegnato, ma gli piace pestare i piedi 😉

    11. Ciao Micol, questo racconto ha il sapore di una fiaba. Vedo che le fiabe vanno alla grande su Edizioni Open! Sono curioso di scoprire cosa combinerà questo Pezzotti con il troll ballerino (bah, personaggio forse troppo strano per i miei gusti). Ottimo lavoro!

      1. Ciao Marco. Al giorno d’oggi i nostri figli sono abituati alle favole Disney, quelle dei fratelli Grimm farebbero venire loro gli incubi per un paio d’anni. Aspetto anch’io l’entrata in scena del troll, vediamo un po’ cosa si inventa Pezzotti 🙂

      1. Ciao Debora, sono contenta che ti sia piaciuto. La verità è che sono tentata, più ci penso e più Alo inizia a materializzarsi dentro la mia testa 🙂 Come ho scritto, mai dire mai.