La cazziata 

Serie: Il grande passo

“La storia (in senso epocale) delle persone LGBT è stata segnata da persecuzioni e repressioni” (Storia LGBT. (n.d) In Wikipedia. Consultato in giugno 28, 2020. Da https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_LGBT).

«Sei proprio uno stupido!» gli urlò Simona quel pomeriggio.

Lui e l’amica si sarebbero dovuti incontrare al solito bar dopo la consegna della lettera, ma con il fallimento della missione la rabbia di Simona era giustificata.

«Non è stata colpa mia» si difese.

«Mi prendi in giro? E’ sempre la stessa storia! Basta, io me ne tiro fuori».

«Dai non fare così, ho ancora bisogno del tuo aiuto!» Passato un po’ di tempo dall’imbarazzante tentativo, gli era tornata una leggera voglia di ritentare, ma senza Simona ad incitarlo non ci sarebbe mai riuscito.

«E’ inutile» rispose lei «non mi sgolerò di nuovo per un altro fallimento! Tanto se provassi a motivarti inizierai ad affossarti nelle tue scuse». Bevve un sorso di caffè. «E’ frustrante, sai? Lo stai perdendo! Forse il tuo è solo un capriccio».

A quelle parole lui si sentì offeso. Oramai conosceva bene Simona e non poteva fare altro che stare in silenzio: le sue argomentazioni erano sempre giuste.

Eppure, tra tutta la nera rassegnazione, viscida e infestante, c’era un nucleo di rabbia che sprigionava energia: il suo non era un capriccio, ma amore vero.

E allora perché non lo dimostri, gli disse una voce dal profondo, almeno questo, questa volta. E’ una cosa importante!

Sospirò.

Simona aveva ragione.

Scosse la testa e fissò il caffè che aveva davanti. Era un circolo vizioso.

Il suo amato era sempre così gentile con lui, sempre così vicino. Lo è sempre stato. Era qualcuno di un valore inestimabile per lui.

Ma era pronto a mettere tutto in pericolo per ciò che provava? D’altro canto, davvero voleva rischiare di perderlo?

Non che adesso fosse suo, però era un grande passo quello, troppo grande per il tipo di persona che era.

«Sai perché fai così?» incalzò Simona «perché pensi troppo agli altri! Anziché fottertene, t’importa solo di ciò che la gente pensa».

Lui sentì che aveva toccato un nervo scoperto: «sai cosa vuol dire essere gay in questo mondo di merda?» le disse sottovoce con un sibilo d’ira. «Facciamo finta che per puro miracolo lui si metta con me: diventerei la preda perfetta per chiunque sia conforme alla società che l’ha forgiato!»

Bevve un sorso di tè, cercando futilmente di calmarsi, poi continuò: «qualche ora fa, per un bacio in metro, due ragazze sono state picchiate a sangue; una settimana fa due ragazzi si tenevano per mano ed un drogato ha spaccato una bottiglia in faccia ad uno dei due. Inoltre, anche se all’apparenza sembra una cosa distante, vuoi che ti ricordi il caso recentissimo, del VENTUNESIMO SECOLO, di Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni?!

«Sai, forse hai ragione: m’importa del pensiero altrui, perché riguarda la mia incolumità, e in caso anche quella di un mio possibile compagno!»

Era una guerra quella che l’avrebbe atteso. Rifletté: sua madre, suo padre, sua sorella; i suoi amici, i compagni di classe; persino le persone in mezzo alla strada: rompere la bolla che lo nascondeva per aprirsi al mondo era la cosa più rischiosa che potesse fare. Chi tollerava un ricchione? Cosa avrebbe fatto lo stato per lui?

«Quindi» ricapitolò Simona «preferisci vivere la vita come gli altri te la impongono e morire prima del tempo, giusto?»

Lui distolse lo sguardo. Il solo pensiero di non poter stare più con il suo amato, o l’idea che tutto sarebbe potuto cambiare in peggio, lo metteva in uno stato ancor più angoscioso di quello in cui si trovava.

Il rischio era enorme, e lui era tirato da un lato dai suoi desideri, dall’altro dai suoi timori.

L’ipocrisia della sua persona stava tutta nel fatto che sapeva bene cosa doveva fare, ma non riusciva a farlo.

«Devi provarci» interruppe il silenzio Simona, determinata ma non aggressiva. Alla fine lei non riusciva a non provare almeno a fargli accendere un barlume di forza d’animo.

Ma lui non disse nulla. Sospirò nervosamente come faceva sempre.

Simona si alzò e lo guardò negli occhi. «Devi provarci!» ripeté, «non potrai mai sapere cosa accadrà davvero! Provare è la più grande libertà esistente. Le uniche conseguenze sono importanti lezioni: se funziona, bene, altrimenti hai evitato una strada sbagliata».

Lui la guardò incerto.

«Per questa volta fai ciò che ti dico. Sveglia!» lo scosse lei imperterrita, «non te ne pentirai. Altrimenti chissà cosa potresti perderti. In realtà già ora potrebbe essere tardi».

Lui l’ascoltò. Quei discorsi erano così incoraggianti.

Quando Simona glieli faceva sembrava sempre che le cose stessero per cambiare, che lui avrebbe reagito. Si sentiva vivo.

Ma era un’illusione. Il cambiamento avviene sempre dall’interno, dove c’è sì desiderio, ma anche paralizzante paura.

Che doveva fare?

Gli faceva male la testa.

Basta! Meglio mettersi l’anima in pace.

Non agendo non lo avrebbe necessariamente perso e nessuno l’avrebbe criticato o aggredito.

Lasciare tutto com’era gli avrebbe garantito sicurezza.

E infine decise che Simona si sbagliava.

Serie: Il grande passo
  • Episodio 1: La lettera
  • Episodio 2: La cazziata 
  • Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Amore, Narrativa, Young Adult

    Letture correlate

    Discussioni

    1. Ciao Roberto,
      quanta verità nelle tue parole. Ci si conforma riflettendo l’immagine che hanno gli altri di noi, un po’ per amore un po’ per timore. Il coraggio è qualcosa che in alcuni casi costa sangue e dolore: il rifiuto è il peggiore degli esili.

      1. Grazie per il feedback! Bisogna sempre andare avanti e osare; tener conto della paura, non per bloccarsi ma per darsi forza; e bisogna lottare per essere ciò che si vuole nel rispetto della società, che attualmente rispetta ben poco.