Atto finale. La chiave dei ricordi

Serie: Frammenti maledetti

Dal buio dei ricordi mancanti, lo smemorato tornò alla realtà come destato da un terribile incubo. Percy era ancora accanto a lui quando si rimise in piedi, intontito, ma con una luce diversa negli occhi. Accarezzò il suo cavallo e ammirò il sole spegnersi tra le montagne. Il tramonto, ormai, era giunto, e la sera prossima a fiorire.

“È ora di tornare insieme, mio caro Percy. Dobbiamo cercare Lia…”

Il manto nevoso non gli rese certo la vita semplice, soprattutto con quella gamba ancora dolorante, ma alla fine riuscì a salire in groppa al suo destriero bianco. Lo smemorato proseguì verso la stessa direzione intrapresa dalla giovane, e nel frattempo, ripensò a ciò che aveva visto nella nebbia del suo stesso oblio. Immagini ancora distorte di colei che portava quel nome pieno di ossessione, “Lilith”, i suoi sorrisi e i suoi occhi compassionevoli. In quel momento, alzò lo sguardo al cielo. Al solo ricordo della tragica irruzione di alcuni uomini in maschera, e della violenza subita dalla donna, fece scatenare in lui sentimenti differenti, di sofferenza e rancore, di odio e vendetta. Ma prima, doveva trovare Lia. Si avvicinò ad una radura, e dietro di essa, vi era una piccola salita. Una volta giunto, vide quattro cavalli neri nei pressi di una caverna, proprio come quelli che aggredirono Eveline. Anche lui, nei sui frammenti sconnessi, li aveva visti cavalcare con furore contro una povera coppia in fuga. Scese da cavallo e si avvicinò alla spelonca. Udì alcune voci, lo sghignazzare di alcuni uomini, e infine, intravide il timido riflesso di una luce. Con passo breve, zoppicante più che altro, ma deciso, avanzò di soppiatto. Brandiva ancora quella lama, sebbene non avesse ancora capito se fosse realmente la sua. Quando fu prossimo abbastanza per capire cosa dicevano, si fermò, pronto a carpire ogni loro parola. Sussurri di quattro voci senza un’identità, sconnesse da ogni suo frammento di memoria.

“Questa neve non ci voleva proprio! Limita i nostri affari!”

“Beh, però con quella donna di siamo proprio divertiti!”

“Sarà… Ma non abbiamo guadagnato un gran ché da quella smorfiosa…”

“Hai ragione, ma come si dimenava… ricordi? È stato proprio divertente!”

“Cosa ne facciamo di questa? Non ci siamo divertiti abbastanza?”

“Divertiti? È solo una ragazzina! A me piacciono le donne vere! E poi si vede che è solo una stracciona! Sarà così povera che, forse, dovremo persino pagarla!”

Lo smemorato udì disgustato quei discorsi, stringendo l’elsa di quella lama ancora più forte, e mordendosi il labbro per la rabbia. Ma a quelle maledette parole, se ne aggiunsero altre.

“Però, senza alcun dubbio, la coppia aggredita a Palominum ci ha fruttato parecchio…”

“E quella donna… Come si chiamava… asp…ah! Lilith! Ah! Che donna… Peccato che abbiamo dovuto ucciderla… Era davvero una ribelle!”

Seguirono sghignazzi e schiamazzi vari, e intanto la spia senza identità schiumava rabbia. Ma non intervenne. Una di quelle voci, però, interruppe quei festeggiamenti.

“Ribadisco: cosa ne facciamo di questa mocciosa e del cagnaccio?”

“Al cane ci penso io. Lo porto fuori e… e lo impicco ad un albero!”

“Fa come credi! Ma poi dobbiamo decidere se la ragazza ci serve ancora!”

Per non farsi scoprire, lo smemorato strisciò silenziosamente via dalla caverna, e attese all’ingresso, con la lama tra le mani, pronto a colpire. Gli ribolliva il sangue, e dentro di sé la certezza della sua vendetta era prossima a compiersi, a piccoli morsi. Dalla spelonca sbucò un energumeno con Netty tra le mani, che si dimenava stancamente. Il furfante non ebbe modo di vedere l’assalitore. La sua testa venne mozzata di colpo, con il suo sangue che insudiciò lo splendido manto bianco. La cagnetta riottenne la libertà, ma non si mosse da terra. Ebbe la forza di abbaiare, con i suoi occhietti stanchi e impauriti. Lo smemorato la raccolse e la avvolse nel suo giacchetto. Gli occhi spalancati e senza vita di quel capo mozzato lo fissavano imperterriti, e l’uomo, nei meandri sconnessi dei suoi ricordi, rivide il ghigno sciocco ed inquietante della sua vittima mentre violentava Lilith, e così, con la gamba buona, lo calciò via, facendolo rotolare nella neve. Carico di adrenalina, decise di entrare e farla finita. Giunto nei pressi della luce riflessa, capì che qualcun’altro stava per uscire.

“Ma che fine ha fatto quel bestione? Vado a controllare! Si mette sempre nei pasticci!”

L’uomo girò l’angolo, e venne travolto dalla lama dello smemorato. Ma ciò, mise in allarme gli altri due.

“Abbiamo compagnia!” esclamò uno dei due.

“Vieni fuori, sei ne hai il coraggio!” minacciò l’altro.

Lo smemorato non li temeva. Avrebbe dovuto, viste le circostanze, ma dentro di sé sentiva che non era la prima volta, e il suo istinto gli suggeriva di massacrarli tutti. Con la lama che gocciolava ancora stille rosse, si presentò ai due malviventi. Vide Lia accasciata al suolo, ma dava segni di vita, seppur soffocati da rantoli di sofferenza. Quei farabutti, invece, parvero tranquillizzarsi alla vista dello smemorato.

“Ancora tu!? Ma bene! Vuol dire che non ti è bastata la lezione di ieri!” disse il più smilzo dei due.

“Dovevamo ucciderti, maledizione! Se non fosse stato per quel fulmine del tuo cavallo… e poi, quella maledetta neve!” imprecò l’altro.

“Dunque, voi sapete bene chi sono e cosa voglio!” esclamò lo smemorato, in preda ad una folle euforia.

“Non otterrai nulla da noi. Avremmo voluto chiudere i conti con te proprio ieri, ma, evidentemente, possiamo rimediare adesso…”

I due malviventi si scagliarono contro lo smemorato, sguainando le loro spade, ponendolo in grave difficoltà, nonostante la sua fervida determinazione. La ferita non lo aiutò di certo, e quando cadde nel tentativo di arretrare, la sua fine sembrava ormai certa. Ma dai suoi occhi non trasparì nemmeno una stilla di timore. All’improvviso, un sasso colpì lo smilzo. Era Lia, che appena ripresosi, diede manforte allo smemorato.

“Allora dobbiamo divertirci ancora con te!” esclamò lo smilzo, istericamente. Per lo smemorato Il momento fu propizio, mentre per i due, la distrazione fu quanto mai fatale. L’uomo li trafisse in men che non si dica, e quando colpì lo smilzo al ventre, questi lo guardò dritto negli occhi, proferendo le ultime, insanguinate, parole.

“Hai avuto la tua vendetta! Goditi il tuo bottino, maledetto Gerard!”

“Cos… G… Gerard…!?”

Lo smilzo cadde ai suoi piedi, ma lo smemorato cadde preda di quel nome, “Gerard”, e la sua mente venne squassata da mille frammenti di memorie passate, un’intera esistenza riavuta semplicemente grazie a quel nome. Quella lama, adesso, prese forma anche tra i suoi ricordi. Lia si avvicinò all’uomo, ridotto in ginocchio dalla sua mente.

“Sei ferito?” disse ponendogli le mani sulle spalle, per dargli conforto.

“Vai via! Allontanati da me!” urlò l’uomo, sbracciando vistosamente e colpendo Lia al volto. Questa lo fissò esterrefatta, ma gli occhi dell’uomo non erano quelli dello smemorato, spaesati e gentili. Erano gli occhi di Gerard, glaciali e implacabili. Bastò una sua occhiata per far allontanare Lia dalla caverna. Rimase da solo, tra i suoi terribili ricordi. La lama era intrisa del sangue di uomini che ben conosceva. Gerard comandava quella combriccola, e la Lilith dei suoi ricordi era soltanto la sua ultima vittima. Lui non era parte di quella coppia, ma ne fu il loro boia in maschera, e forse, il ricordo di quelle dolci frasi, fu solo un brutto scherzo di frammenti corrotti dalla sua immaginazione. La realtà era ben diversa, e gli stessi compagni lo avevano tradito. Per denaro, per avere più bottino per loro. Erano stufi di ottenere sempre di meno, e così, avevano deciso di ucciderlo. Erano riusciti persino a ferirlo alla gamba. Gerard però fuggì via grazie al suo veloce destriero, ma nella tormenta ne perse il controllo e cadde rovinosamente, smarrendo i sensi. Gerard, nel cuore della sua solitudine, provava ribrezzo per se stesso. La giornata da smemorato gli aveva donato una seconda possibilità, la via per rinascere da una vita smarrita in quella notte d’inverno. Ma il dado era tratto, e i ricordi non potevano essere cancellati. Nessuna redenzione. A Lia non rimase altro che tornare a casa con Netty in grembo. Preferì subire i rimbrotti del vecchio Gregory, piuttosto che rivelare la violenza subita.

                              ***

Lia non chiuse occhio, ripensando anche al comportamento dell’amico smemorato, e alzatasi di buon mattino, aiutò il nonno con la legna. Agire le avrebbe giovato a non pensare, a non rimembrare, almeno così credeva. Quando stava per rincasare, vide un cavallo bianco avvicinarsi all’abitazione. Portava oro e cibo, con grande gioia del vecchio. Tra quella roba, Lia scovò un biglietto. Vi era scritto:

“Perdonami Lia”

La giovane intuì che quel biglietto era legato all’amico smemorato. Accarezzò la guancia maltrattata dal gesto dell’uomo, e senza dir nulla, lasciò il vecchio nonno con quel cavallo e le sue regalie.

“Dove vai adesso? Lia! Lia!”

Sorda a quei richiami, corse a perdifiato verso la foresta, capicollando più volte in quella maledetta neve, e giunse nei pressi della caverna. La povera Lia, col cuore in gola e le lacrime in volto, vide lo smemorato ciondolare da uno dei rami di un albero vicino. Quell’uomo, che finalmente aveva trovato la chiave dei suoi ricordi, fissava coi suoi occhi senza vita lo splendido scenario ancora innevato, indossando una maschera nera, intrisa del sangue di tutte le sue vittime.

Serie: Frammenti maledetti
  • Episodio 1: Atto primo. Identità smarrita
  • Episodio 2: Atto secondo. La lama dimenticata
  • Episodio 3: Atto finale. La chiave dei ricordi
  • Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in LibriCK

    Commenti

    1. Fabio Volpe

      Hai capito che finale!!
      Mi avevi annunciato che lo smemorato avrebbe fatto qualcosa…
      Beh, devo farti i complimenti per i cambi di scena. Si! Peccato per la durata breve, erano dei personaggi piacevoli
      Forse avrei fatto parlare in maniera più cruda i malviventi, per il resto fila tutto bene.
      Credo che leggerò ancora questa nuova tipologia di storie.
      Grazie per avermela consigliata.

      1. Antonino Trovato Post author

        Fabio, sono davvero felice che ti sia piaciuta questa storia, diciamo che i finali sono il mio pezzo forte, generalmente, cerco di spiazzare e stupire, e spesso ci riesco😁. Questo era un racconto unico, scritto prima di conoscere Open, poi l’ho riadattato in tre episodi, ecco perché è breve, ma Gregory e Lia potrebbero tornare in un’altra storia, in futuro! Si, hai ragione, i malviventi potevano parlare in maniera più cruda, ma era la prima serie, e non mi sentivo a mio agio scrivere in un linguaggio anche volgare, ma mi sto sciogliendo, se leggerai “Quel caldo, tranquillo pomeriggio d’estate” troverai un linguaggio più crudo, cosa che non troverai però in Cronache di una Sognatrice, perché non ci sono malviventi, diciamo, e ti troverai in un mondo simile ad Alice nel paese delle meraviglie, o così hanno detto gran parte di coloro che hanno commentato “Oltre i confini della realtà”, il primo episodio, bè, non ti dico altro, se non grazie ancora per aver letto questo mio piccolo lavoro😊!

    2. Chiara Rossi

      I colpi di scena di quest’ultimo episodio hanno tenuto alta la curiosità e hanno concluso la storia nel modo migliore, secondo me… Non mi aspettavo un finale simile, e ciò rende la lettura ancora più interessante. Sono rimasta veramente sorpresa, complimenti.

      1. Antonino Trovato Post author

        Non posso fare altro che ringraziarti, per l’ennesima e piacevole volta, soprattutto per aver letto, e gradito, questo mio piccolo lavoro. I colpi di scena sono una caratteristica presente un po’ ovunque nei miei racconti, e sul finale mi trovo d’accordo, era davvero il migliore che potessi scegliere. Infinitamente grazie😊!

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie Antonio per aver letto la mia prima, piccola, serie, e sono felice che ti sia piaciuta e che ti abbia ben intrattenuto😊

      1. Antonino Trovato Post author

        E io ti ringrazio per aver letto e commentato con piacere questa piccola serie!! Grazie ancora!!!

    3. Dario Pezzotti

      Naturalmente mi aspettavo il colpo mi scena conclusivo, ma sei riuscito comunque a sorprendermi. Questa tua serie è piacevole e, pur nel suo essere piuttosto classica, decisamente scritta bene. Magari avrei fatto parlare i malviventi con un linguaggio più colorito, ma è solo una mia idea. Bravissimo Antonino e alla prossima lettura!😊

      1. Antonino Trovato Post author

        Ti ringrazio ancora, io sono legato alla letteratura classica, tradizionale, mi sono ispirato a quella, e per quanto riguarda il linguaggio hai ragione, magari in futuro potrebbero esprimersi con meno garbo, magari un tantino, non c’è la faccio proprio a scrivere certe espressioni😁😁!! Grazie ancora per aver letto!!

    4. Vanessa

      Finale potente e ricco di emozioni molto umane. La scena in cui Gerard ricorda tutto è terribile, mi è sembrato di vederlo con i miei occhi…il peso terribile dei suoi ricordi. Bellissima mini serie. I miei complimenti Antonino 😊

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie Vanessa, troppo buona😆😆! Sono felice di averti trasmesso proprio ciò che volevo comunicare, a cominciare dal trauma che ha vissuto Gerard nello scoprire il suo vero Io! Alla prossima e… aspetto una tua serie, perché dai tuoi libriCk ho intuito che la tua fantasia può davvero fare magie!

    5. Micol Fusca

      Ciao Antonino, una fine serie all’altezza della storia. Mi piacciono i personaggi “umani”, imperfetti, ed hai saputo rendere bene quello di Gerard. Anche se attendevo un colpo di scena il finale è riuscito a sorprendermi. Mi unisco a Giuseppe e aspetto con una nuova avventura!

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie Micol, è difficile sorprendere la tua fantasia “oscura”, ma ci provo😄😄! Anch’io aspetto il seguito del tuo racconto, e cercherò di leggere anche la tua precedente opera!!

    6. Giuseppe Gallato

      Di una potenza notevolissima questa miniserie! Finale perfetto e trama dai risvolti piuttosto significativi. Ciò che ho apprezzato di più è lo stile che hai utilizzato per questa storia. I dialoghi poi li ho trovati ben congegnati e adatti al contesto. Peccato che sia durata così poco, Tony! Bravo davvero, sinceri complimenti! 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie, per me i dialoghi sono tutto in un racconto, e cerco di valorizzarli al meglio. Sono felice di esserci riuscito!! Grazie ancora😃