La Credente e il Mago

Serie: Gli Occhi del Drago


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il viaggio lungo il fiume procede spedito fino a quando l’imbarcazione attracca a Molo Sabbioso per accogliere gli ultimi passeggeri. Un’anziana che accompagna il suo passo con il bastone attira lo sguardo di Akira.

Akira andava particolarmente fiero della sua memoria, che amava definire chirurgica. Da quando era bambino non lo aveva mai tradito, se non per l’amnesia che aveva cancellato i ricordi della notte in cui erano morti i genitori.

Gli era sufficiente scorrere le pagine di un libro per ricordarne un contenuto, osservare il volto di una persona per imprimere nella mente le singole rughe, tendere orecchio ad un bisbiglio: nomi, espressioni, carattere, dettagli all’apparenza insignificanti. Nella veste di Ka gli consentiva di stringere rapporti forti con i suoi interlocutori.

Durante il pellegrinaggio non si era limitato a prendere nota dei viaggiatori che possedevano una forte carica spirituale. L’omino smilzo che accompagnava l’anziana parente aveva attratto la sua attenzione per primo, ma i suoi occhi si erano posati anche sulla compagna. Ed eccola lì, nuovamente seduta poco distante da loro.

Smesso il saio, le vesti di velluto color amaranto proclamavano una ricchezza che all’apparenza stonava con il Credo. Nelle notti trascorse nel deserto non aveva notato il claudicare della donna e il Ka pensò fosse una strategia volta a depistarli. Sebbene in treno il viso di lei fosse velato dal cappuccio della veste di tela, lo sguardo di Akira era stato attratto da una piccola gobba al naso, tipica di una frattura mal sistemata, sufficiente a permettergli di riconoscere il viso altrimenti anonimo.

Una volta ripresa la navigazione Akira lasciò la mano di Diana. Cercò qualche spiccio in fondo alla tasca dei pantaloni cargo; non era rimasto molto del ricavato della vendita del falco delle sabbie, ma pensava di trovare denaro a sufficienza per quanto aveva in mente. Quando erano saliti a bordo aveva notato che nei pressi della cabina di pilotaggio era stato allestito un piccolo chiosco.

«Topolino, che ne dici di acquistare qualche biscotto?»

Diana annuì, scattando in piedi come una molla. «Posso?» Gli occhi della bambina espressero tutta la sua contentezza.

«Certo che sì.» Le indicò il dispaccio. «Non è molto, ma sono certo che troverai qualcosa di buono. Non appena arriveremo a Histora ceneremo come si deve, dessert compreso.»

«Corro!»

Diana se ne andò rapida, accompagnata dallo sguardo benevolo del Ka. Una volta che si fu allontanata, Akira cercò quello di Lenore: sapeva che l’Erborista aveva inteso il motivo di quel diversivo. Chinò il capo per avvicinare le labbra all’orecchio di lei.

«Un Anghel?»

La recente esperienza gli aveva insegnato che gli Anghels potevano occultare gran parte della loro energia spirituale. Nel periodo trascorso nel deserto Charity/Faith era riuscita a celare la sua identità senza difficoltà.

Lenore scosse il capo e poggiò una mano sul ginocchio del Ka con studiata familiarità. Quel gesto sembrò infastidire la nuova venuta, tanto che la donna afferrò saldamente le ali, che tradirono in suo nervosismo con una vibrazione sorda, e distolse lo sguardo arcigna.

«No.» Anche la voce dell’Erborista si fece un sussurro. «Probabilmente è una Credente: una Predicatrice.»

Akira annuì. I pochi Predicatori che vivevano ad Aurona non avevano fatto fortuna; lì, la fede per gli Déi era stata sostituita dalla volontà dei Padroni.

«Hai mai visto un Prayer o un Anghel anziano?»

La domanda di Lenore diede modo al Ka di riflettere; nei suoi viaggi nessuno dei Prayers che aveva incontrato era in età avanzata. «No.»

«L’energia elargita dal Cuore ha effetto sulla rigenerazione cellulare del loro organismo; apparentemente, non invecchiano. Faith porta un paio di secoli sulle spalle.»

«Sono immortali?» Akira non riuscì a nascondere il proprio turbamento.

L’Erborista scosse il capo. «Il tempo reclama il loro guscio come accade a quello di ogni creatura vivente. Te ne parlerò in un altro momento, ora abbiamo questioni più urgenti. Hai qualche idea?»

«Sì.» Akira ammise con se stesso che non era delle migliori, ma in mancanza di altro dovevano sfruttare quanto avevano a loro disposizione. «L’interesse del mago è ancora vivo?»

Lenore annuì.

«Ti fidi di me?»

Lenore tornò da annuire, sorpresa. «Perché non dovrei?»

«Durante la prigionia ho rivelato informazioni di natura vitale. Pensavo che tu e Diana aveste già raggiunto Histora e foste al sicuro. Il Credo sa dove siamo diretti ed ha voluto cautelarsi in caso del fallimento di Faith; sa che l’unica via per accedere in città è il fiume. Chartity, Faith, durante l’interrogatorio mi ha rivelato che l’ombra di Imelda giunge fino a lì.»

L’Erborista gli posò una mano sulla spalla. «Non potevi agire diversamente; pochi sarebbero sopravvissuti dopo essere stati esposti ad una simile quantità di energia spirituale. Agisci come ritieni opportuno e toglila di torno.»

«D’accordo.» Il Ka si alzò. Dopo tutto quel sussurrare, finse di schiarirsi la voce per poi alzare il tono. «Fai in modo che la piccola non mangi tutti i biscotti: tenetene da parte uno per me.»

Lenore sospirò con fare svogliato. «Fai quello che devi e torna in fretta.»

Akira rivolse i suoi passi al mago, facendoglisi incontro con andatura rilassata. Era giovane, probabilmente un adepto che aveva ricevuto l’investitura da poco tempo: intendeva sfruttare la sua inesperienza a loro favore. Una volta vicino, notò che sotto la casacca verde bottiglia spuntava il tessuto di una camiciola color turchese: un mago accordo avrebbe nascosto con più cura quell’indizio rivelatore.

Il Ka gli rivolse la parola per primo, porgendogli una mano. «Permettete una parola? Ho notato che viaggiate con uno stipetto magico per la mercanzia.»

Il giovane abbassò lo sguardo sulla valigia che aveva posato accanto a sé: in verità un bagaglio ordinario, non fosse stato per una runa magica incisa nel manico di cuoio. Era un oggetto che molti mercanti solevano acquistare per comodità: grazie ad un incantesimo poteva contenere dieci volte la sua capacità di carico.

Riprese subito contegno, allungando la mano per stringere quella del Ka. «Se posso esservi utile, lo farò volentieri.» Si fece titubante «Non ho molto con me. Siete alla ricerca di qualche merce in particolare?»

Il Ka provò simpatia per il suo candore: il ragazzo non era bravo a mentire. Leggeva nell’espressione del suo viso che il suo unico desiderio era quello di allontanarsi, ma il suo interesse per Lenore gli impediva di farlo.

«È una questione piuttosto delicata.» Akira abbassò la voce, fingendo di guardarsi attorno guardingo. «La mia compagna, mi ha rivelato che percepisce una forte energia provenire da voi. Pensa siate un mago.»

A sua volta, il giovane diede uno sguardo ai pochi passeggeri che sostavano nei pressi: nessuno sembrava aver sentito.

«La vostra compagna… è speciale.»

Akira annuì. Pur velata, la verità era quella che voleva offrirgli. Abbassò ulteriormente il tono di voce, andando dritto al punto. «È nostra intenzione vendere degli Occhi di Drago.»

Il mago sussultò e strabuzzò gli occhi. Cercò disperatamente di non girarsi verso l’Erborista; tossì per darsi un tono, concentrando l’attenzione sul Ka.

«Non è nelle mie possibilità stipulare un accordo simile. Ma…»

Akira socchiuse gli occhi sornione: ecco quel “ma”.

«Sono certo che il mio maestro sarebbe lieto di incontrarvi.» Lo sguardo del giovane si velò per la prima volta di un’espressione dubbiosa. «Anche se… non comprendo la ragione per cui vi siete rivolto a me. Ad Histora non avrete che l’imbarazzo della scelta, saranno molti i maghi a voler mettere le mani su un simile tesoro.»

«Avete ragione, un buon motivo mi ha spinto a rivelarmi a voi. Non posso promettere di venire ad accordi con il vostro maestro, ma posso assicurare che sarà il primo con cui avrò il piacere di trattare. In queste faccende, il tempo è un fattore determinante e sono certo che vi sarà grato per questa opportunità.»

Il giovane riconobbe la bontà di quella spiegazione. «Avete bisogno del mio aiuto, ora?»

«Esatto. Prima, lasciate che io vi indichi il modo in cui poterci incontrare ad Histora.»

Il mago prelevò da una tasca un quadernetto, del tutto simile a quello che i mercanti utilizzavano per prendere nota delle merci e del loro prezzo. Annotò con attenzione l’indirizzo fornito da Akira, aggrottando leggermente le sopracciglia una volta inteso che il suo interlocutore era uno Shishi-Ka.

«Qual è il nome del vostro maestro? Farò in modo che venga accolto non appena avrà messo piede nella Tall.»

«Jadras Ghan; il mio e Kirdan.»

«Onorato.» Akira chinò leggermente il capo. «Una Credente conosce il motivo del nostro viaggio, è salita a bordo con l’intenzione di mettere le mani sugli Occhi per prima. Sono certo che giunti al molo incontrerà rinforzi.»

«Oh!» Lo sguardo di Kirdan si fece attento. «Chi?»

Akira non ebbe necessità di dare altre spiegazioni, il mutato atteggiamento del giovane gli fece comprendere di non aver scommesso sulla persona sbagliata. Sebbene inesperto, Kirdan non mancava di prontezza di spirito: era noto che il Credo desse la caccia agli Occhi di Drago. Fede e Magia erano protagoniste di una silenziosa battaglia da secoli; quanto era abominio per una era meraviglia per l’altra.

«L’anziana signora seduta poco distante dalla mia compagna.»

Il giovane mago diede mostra di possedere un buono spirito di osservazione. «La donna che si accompagna con il bastone?»

«Sì.»

Le labbra di Kirdan si aprirono in un sorriso a trentadue denti. «Lasciate fare a me!»

Serie: Gli Occhi del Drago


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni

    1. Ciao Dario. Io penso che le due cose in fondo non siano così incompatibili, basta trovare il giusto equilibrio 😀

    1. Non ho modo di approfondire qui, ma in realtà l’incarico di Akira all’interno della Shishi è di tipo direttivo. Si occupa di mettere a frutto il patrimonio della famiglia ed è abituato ad utilizzare le sue doti diplomatiche per ottenere un vantaggio

    1. Ciao Bio, penso che questa dualità debba essere presente in ognuno. La Fede non deve impedirci di godere della Meraviglia

  1. Mi piace questo episodio, a parte che amo i maghi. bella anche questa dcotomia tra fede e magia, otitmo lo spnto di Akira per togliersi di mezzo la vecchia bigotta, ma credo che non sarà così facile.
    Alla prossima

    1. Ciao Ale, come hai già scoperto in realtà è stato facilissimo. Akira ha lasciato il lavoro “sporco” a Kirdan (altro personaggio a cui, qui, non posso dare molta voce). Quando riprenderò tutto in mano ho intenzione di curare anche l’aspetto magico di questo mondo 😀