La genesi

Serie: Fatta di uomo e di donna

  • Episodio 1: La genesi
  • Episodio 2: Il cubo

Il vento sferzava la terra, sollevando l’alito mefitico delle paludi di Terion, e ululava, insinuandosi attraverso le grate dei sotterranei.

Per un istante il fetore palustre lo annebbiò. Ambrosyous – il druido – si portò una mano alla bocca coprendo anche la punta del naso. Aspettò che le raffiche mulinanti all’interno del laboratorio fossero risucchiate dal richiamo della bufera che infuriava da tre giorni. Quindi, riprese a trafficare con l’alambicco sotto la luce tremolante delle torce.

Quello che gli dei hanno diviso, tu lo riunirai.

Un anno prima, il sovrano di Terion lo aveva congedato con queste parole. L’armatura del re, lorda del sangue del nemico, ma anche di quello dei figli e dei fratelli, gli balzò alla mente. L’avanzata dell’esercito di orchi vampiri era stata devastante. Un’orda di creature abominevoli, senza rispetto per la vita e senza paura per la morte, forgiata a colpi di fuoco e malefici nelle viscere delle miniere di zolfo, ai piedi del vulcano Hakon.

Al culmine della fase di ebollizione, il druido prese l’ampolla e la portò sotto il beccuccio di uscita del distillato. Aprì la valvola versando il liquido fumante nella boccetta. La cenere d’ossa contenuta in essa si mischiò al fluido, dando origine al brodo vitale che lui stava cercando di perfezionare da un anno.

Re Gerald gli aveva concesso il tempo di due generazioni. Se avesse fallito anche questa volta, il sovrano non avrebbe aspettato lo scadere del termine: Ambrosyous sarebbe stato recluso nelle prigioni sotterranee dell’arena di Nambuk fino al tempo del suo ultimo respiro.

Il druido versò il brodo vitale in un cilindretto di pelle di lupo. Su una estremità, il piccolo contenitore presentava uno stantuffo di legno; sull’altra, un ago cavo e più sottile di un filo d’erba. Spinse lo stantuffo quel poco che bastò perché l’ago spruzzasse uno zampillo.

Era stato il sovrano nemico, Osmodeyous, a ordinare al proprio stuolo di maghi e druidi di concepire l’infernale genia di orchi. L’esercito di Gerald aveva sbaragliato l’attacco di quei demoni, ma a caro prezzo: dei duemila guerrieri impegnati nella battaglia, solo quattrocento riabbracciarono le proprie famiglie. Inoltre, il re sapeva che Osmodeyous non sarebbe rimasto a guardare. L’orco sovrano avrebbe, prima o poi, dato vita a una nuova stirpe di orchi vampiri, più forti e spietati di prima. E, questa volta, il loro vagito si sarebbe sollevato direttamente dalle viscere dell’inferno. Re Gerald e i suoi sudditi non avrebbero visto l’alba del giorno dopo.

Ambrosyous sollevò la tunica, afferrandone il lembo inferiore con la mano sinistra. Divaricò le gambe e piegò leggermente le ginocchia. Teneva il cilindretto tra l’indice e il medio della mano destra, con il pollice pronto a premere sullo stantuffo. Si sporse in avanti e puntò l’ago sotto ai testicoli. Quindi, stringendo gli occhi e la bocca, fece penetrare l’ago con un colpo secco. Un urlo straziante rimbombò contro le pareti in pietra del laboratorio, lasciando che le piccole cavie nelle gabbie, per lo più topi e tassi, sollevassero una cacofonia di versi striduli.

Terminata l’iniezione, sfilò l’ago. Il cilindretto gli cascò dalla mano e lui cadde ginocchioni. Il dolore in mezzo alle gambe lo lasciò senza fiato, la testa gli girò e, per un istante, tutto sembrò farsi nero e vischioso. Si buttò su un fianco, le mani in mezzo alle gambe strette. Rimase raggomitolato come un feto fino a quando non riuscì a riprendere fiato e a rimettere a fuoco l’ambiente.

Quello che gli dei hanno diviso, tu lo riunirai.

Il mito narrava della penta alleanza – stretta tra gli dei che governavano i cinque mondi: Odino, Zeus, Giove, Tinia, e Perun – contro la superbia degli uomini che, in tempi ancestrali, erano stati esseri androgini, racchiudendo in se stessi tutta la completezza della perfezione: né maschi né femmine ma, allo stesso tempo, entrambi; dolcezza e forza insieme; passione e razionalità; coraggio e lungimiranza; e, soprattutto, nessuna defezione dell’anima, nessun struggente desiderio di ricongiungersi a quanto perso per innalzare la propria natura mortale a natura imperitura. Un concetto di essere umano più prossimo a quello del dio e, secondo il re, invincibile persino per la futura generazione di orchi vampiri.

Ambrosyous si alzò a fatica. Aspettò giusto il tempo per tornare a respirare in modo regolare. Quindi, attraversando un angusto corridoio arcuato, raggiunse una stanza adiacente al laboratorio.

Quando la donna lo vide, strabuzzò gli occhi e, per quanto le era possibile, scosse la testa più volte nel tentativo di emettere un urlo che rimase sordo. Era completamente nuda, con una pelle di porcellana e due seni delicati, di una rotondità appena accennata. Le punte cremisi dei capezzoli richiamavano sia le labbra vermiglie che i riflessi amaranto dei capelli morbidi e ondulati. Fasce di cuoio le legavano i polsi, le caviglie, la vita e il collo, lasciandole solo la possibilità di compiere piccoli movimenti per permettere al sangue di circolare normalmente nelle vene. Una sorta di museruola, anch’essa di cuoio, non le avrebbe permesso di mordere il druido.

Ambrosyous sentì il sangue precipitargli in mezzo alle gambe, mentre la testa gli si alleggeriva inebriata dall’odore di lei. Quel profumo selvatico, ma allo stesso tempo conturbante, lo ammantò e i suoi occhi si piantarono sull’intimità glabra di lei, mostrata in tutta la sua nudità a causa delle gambe spalancate a forza dalle fasce di cuoio.

«Quello che gli dei hanno distrutto, tu lo concepirai» le disse, con la voce ansimante per l’erezione che sembrava esplodergli da un momento all’altro. Si sfilò la tunica e si adagiò su di lei.

Se funzionerà, questo è quello che ogni maschio di Terion farà a ogni donna, ragazza, o fanciulla capace di concepire.

«Si chiamerà Hybris» le rantolò, mentre la penetrava.

Lei pianse tutto il tempo.

Serie: Fatta di uomo e di donna
  • Episodio 1: La genesi
  • Episodio 2: Il cubo
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    Commenti

    1. Vanessa

      È un pezzo molto forte, dai toni un po’ oscuri, dettagliato e decisamente incisivo. Ho trovato Hybris nella storia scritta da Giuseppe e sono sorpresa e curiosissima di ritrovarla qui. Proseguirò sicuramente la lettura e ti faccio i miei complimenti 🤗

      1. Massimo Tivoli Post author

        Grazie Vanessa. Sono contento che l’episodio ti sia piaciuto. Hybris è un mio personaggio a cui l’amico @giuseppegallato ha voluto rendere omaggio, insieme ad altri personaggi (quello di @micol_fusca e di @dariopez), introducendolo nelle sue storie riguardanti Zorex e Drok. Un bel progetto cooperativo che Giuseppe ha voluto sperimentare. È stata proprio una bella esperienza.

      1. Massimo Tivoli Post author

        Grazie, Daniele. Sapendo quanto sei esperto e bravo con il fantasy, il tuo è un commento che mi fa molto piacere.

    2. Sara

      Scrivi forte Massimo. Riesci sempre a tenere la tensione nel lettore. Sono entrata nel racconto e ho sentito la bestia. Un urlo disumano. Squarci il reale , questa tua sperimentazione narrativa mi piace. Bravo

      1. Massimo Tivoli Post author

        Grazie Sara, per la lettura e per il bel commento. Hai visto giusto, come sempre del resto: mi piace sperimentare, scrivere in modi sempre diversi, persino andare su terreni a me non congeniali, per es., il fantasy classico come in questo caso. Mi fa molto piacere che tu, che hai una spiccata vena poetica, abbia potuto apprezzare questo episodio. Grazie e a rileggerci con piacere.

    3. Giuseppe Gallato

      Sono veramente tantissime le parti che ho apprezzato in questo primo episodio: tralasciando lo stile scorrevole e limpido, la struttura narrativa ben congegnata, il linguaggio forbito e il testo preciso, ciò che maggiormente mi ha colpito è la componente “idea”. Fantasia a tutto spiano in un mondo oscuro e crudo. Veramente bravo, sinceri complimenti! Vado a leggere il successivo episodio. 🙂

      1. Massimo Tivoli Post author

        Grazie Giuseppe delle belle parole. Ho scritto l’episodio consapevole che fosse statico/descrittivo e quindi temevo potesse annoiare. Quindi il tuo commento mi rincuora. Purtroppo, data la brevità della mia partecipazione, non potevo fare come si sarebbe dovuto fare: spalmare quelle informazioni di contesto nell’arco di tutta una storia e dell’azione. In una vera serie avrei iniziato direttamente dal secondo episodio 😉 però, ripeto, sono contento che anche così possa piacere 🙂

    4. Dario Pezzotti

      Che dire! Un ben tornato a Massimo il malato, il Folle!!!!!😀
      Ho visto qualcosa de Il Signore degli anelli in questo primo episodio. Ottima partenza. Devo un po’ abituarmi all’idea di orchi vampiro, ma per il resto un applauso te lo meriti.🙂

      1. Massimo Tivoli Post author

        Grazie, Dario, per la lettura e il commento. Sì, il riferimento al signore degli anelli ci sta 😉

    5. Massimo Tivoli Post author

      Grazie, Micol, per la lettura e per il bel commento. Come scoprirai dal secondo episodio, il destino di Hybris cambierà. Chissà, forse meglio così: quegli orchi fanno davvero paura. 😉

    6. Micol Fusca

      Inutile, con qualsiasi genere ti confronti riesci a costruire una storia in grado di avvincere il lettore. Sono avvantaggiata per aver fatto “visita” alla Locanda, ma non ti nascondo che sono molto curiosa riguardo a Hybris. Hai posato un bel peso sulle spalle della povera protagonista: sterminare un’intera nazione di orchi non sarà compito facile.