La Lunga Notte

Serie: Emotikon

Contraddittorio, giusto e punitivo, giunse il fato alla guida di un’auto color del cielo notturno. I lampeggianti sventolarono fasci azzurri sul paesaggio circostante e sulla mia schiena nuda, prima di affiancarmi, per mostrarmi la scritta CARABINIERI.

Quando il finestrino si ritirò ronzando piano verso il basso, gli occhi del pubblico ufficiale già squadravano il mio petto innaturalmente pallido, poi i miei pantaloni, nel mio proseguire lento.

Ma era terminato, il mio cammino, e io non potei che fermarmi, osservando il mio presente con occhi sbarrati, rassegnati.

Non avevo il coraggio di dire niente, non avevo la forza mentale per incrociare le sue pupille scure. E chissà cosa stava osservando.

Un tossico?

Un poveraccio?

Mi chiese cosa stessi combinando, sottintendendo “conciato in quella maniera.”

Ero paralizzato, perché… perché cercavo nel mio caos interiore le parole adatte, ma non dovetti far altro che aspettare, ed essi scesero, comprendendo di aver individuato qualcuno da aiutare, o forse da internare o, perché no, arrestare.

Uno dei due rimase di fronte allo sportello di guida, poggiandosi con una mano al tettuccio, mentre l’altro si fece avanti, inquadrandomi diviso tra inquietudine e pietà.

Non ricordo quel che mi disse, perché la sua bocca si muoveva senza emettere suoni che la mia follia potesse interpretare, o che forse la mia ragione volontariamente filtrava come inutili.

Perché mi sentivo dannato e condannato.

Ero già destinato da quando il loro sguardo si era posato sulla mia figura a bordo strada, e la mia aria da eroinomane passò in secondo piano quando mi lasciai sfuggire un “credo di aver ucciso qualcuno”.

Niente manette.

Solo gentili spinte, finché gli agrumi di un profumo per auto non s’inoltrarono a forza nelle mie narici, quando mi trovai seduto e lo sportello venne chiuso.

La meccanica della sicura scattò e la macchina si mise in movimento.

Non dissi niente, non opposi resistenza; anzi, un’inumana freddezza aveva congelato i loro animi, e per interminabili minuti il silenzio regnò sovrano nell’abitacolo, con solo le comunicazioni radio a gracchiare sporadiche.

Poi, uno dei due iniziò a parlare, ma mi sentivo di nuovo sul fondo di quel pozzo di sangue, con le loro voci che mi giungevano sotto forma di eco, proprio come le vittime della carneficina di cui mi ero macchiato.

Chiedevano, domandavano, m’interrogavano, ma il triste paesaggio della periferia era più affascinante. E lì, per la prima volta, osservai tutto con gli occhi di un modellista distaccato.

Il mondo ospitava miniature di carne che scorrazzavano qui e là, oltre la vetrina del mio finestrino, e tutto era uno splendido diorama senza valore.

Poi, rosse cifre digitalizzate sul cruscotto mi strapparono ogni certezza, e la realtà perse di senso un’ennesima volta.

Ore undici e un quarto passate.

La linea temporale, dalla mia emersione dalla terra a quell’esatto momento, divenne improvvisamente fumosa, indefinita.

Non aveva senso.

La mia grottesca avventura era iniziata a notte fonda, e leggevo undici e un quarto.

Domanda spontanea: avevo viaggiato nel passato?

Assieme alla “teoria del vampiro”, questa mi rendeva vincitore a pieno titolo per il premio “stronzata dell’anno”.

No, no… mancava qualcosa, e quel qualcosa era un lasso di tempo trascorso nella completa oscurità.

“La roggia” sputai in un sussurro, e i due colleghi si sbirciarono a vicenda per un secondo, senza più dire niente.

Dovevano essersi rassegnati, dal momento che non avevo risposto a nessuna delle domande. Ma cosa aspettarsi da un fottuto tossico come me?

Insomma, da quando persi e ripresi i sensi nella roggia, doveva esser passato un giorno intero. Non c’era altra spiegazione possibile.

Ero rimasto a mollo nell’acqua da una notte a quella successiva. Cazzo…

“Siamo arrivati”, disse un carabiniere, al frenare dolce della volante.

Così, mi schiantai di nuovo contro il suolo della realtà, e degli incubi nemmeno l’ombra.

Dannati incubi; non ci si trova mai, quando serve.

Serie: Emotikon
  • Episodio 1: Dalla Terra
  • Episodio 2: L’Incrocio
  • Episodio 3: Il Bimbo in Pasticceria
  • Episodio 4: Il Colore Rosso
  • Episodio 5: Il Dedalo Mentale
  • Episodio 6: La Lunga Notte
  • Episodio 7: Sfiorare l’Azzurro
  • Episodio 8: La Materia Rossa
  • Episodio 9: Le Fata Notturna – Finale di Serie
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    Commenti

    1. faby fabiana

      Una storia atipica, ricercata.
      Nulla è come appare.
      Vita e morte.
      Ragione ed inganno
      Lo stile particolare dell’autore accompagna il lettore in un sentiero oscuro denso di incognite. Una serie particolare ed affascinante che preferisco non anticipare ma consigliare.

    2. Antonino Trovato

      Ciao Bellard, beh, che dire, questo episodio è davvero avvolgente e travolgente per merito di queste sensazioni avviluppate da continue riflessioni che estraniano sia il protagonista, sia il lettore. E forse la verità si cela in quel lasso di tempo che manca… cosa mi piace di più? Senza alcun dubbio le tue descrizioni, poetiche, reali e immersive, frutto certamente di un lavoro certosino😃!

    3. Tiziano Pitisci

      Questa verità cosí fumosa, cosí ambigua, tocca proprio inseguirla tutta la notte, chissà se si lascerà prendere. Penso di poter escludere l’ipotesi vampiro. Mi è piaciuto il passaggio in cui lui si estranea e allunga lo sguardo sulla periferia, rimanendone affascinato.

      1. Bellard Richmont Post author

        Non ho mai avuto blocchi dello scrittore così lunghi, il mio problema è intavolare le scene e ricercare le parole adatte. Una scena può richiedermi ore e ore a guardare il vuoto XD

    4. Micol Fusca

      Ciao Bellard, tranquillo 😉 Sono abituata a “consumare” la tua serie un morso alla volta, non ho avuto alcun impiccio a raccapezzarmi. Credo che questo episodio rappresenti un punto di svolta, forse la calma che precede la tempesta. L’appetito del tuo protagonista pare pacificato, mi chiedo dove porterà il suo ragionare, Sono curiosa di conoscere cosa è accaduto nel mezzo di quella curvatura spazio/tempo di cui non ha memoria.

    5. Bellard Richmont Post author

      Scusate, ragazzi. Ho fatto casino con la pubblicazione. Questo è il capitolo 6 della serie.
      L’ordine è giusto dal capitolo Dalla TErra a Il Dedalo Mentale, mentre La Lunga Notte è l’ultima. Scusate ancora.