La prima fermata

Serie: Momentum in Time


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Trinity e Julian fanno conoscenza con una parte del gruppo che ha accettato il patto. Saliti sul treno diretto ad ovest, attendono di giungere a Giddings

La giornata passò a rilento su quel treno, oltre alla bassa velocità per risparmiare sul carbone si erano dovuti fermare perché uno dei soldati posti come vedetta sul tetto della terza carrozza aveva perso l’equilibrio cadendo giù. Ovviamente il poveraccio si era rotto l’osso del collo nella caduta, e una volta recuperato il corpo e aver dato una veloce cerimonia cristiana era stato messo in una cassa di legno, pronto per essere sepolto a Giddings.

Un’ora persa, adesso il Sole faceva capolino ad ovest e nel giro di tre ore sarebbe tramontato oltre l’orizzonte.

<<Non credo che sia di buon auspicio. Nemmeno partiti e già abbiamo un morto>> aveva constatato Freddy durante la risaluta sul vagone passeggeri.

Nella ripartenza Sauner si era preso la briga di iniziare una piccola conversazione con il vecchio uomo. <<Sono curioso. La tua storia si vocifera molto, di come tu abbia ucciso uno di noi.>>

<<Quando ci siederemo davanti ad un fuoco io racconterò questa storia. Se tu ne hai un’altra da raccontare.>>

<<Potrei raccontarti tante di quelle verità che perderesti il lume della ragione.>>

<<Staremo a vedere uomo dannato>> aggiunse il vecchio con un sorriso.

<<Io non sono un uomo>> rispose l’altro, quasi offeso per quell’affermazione.

<<Le stesse parole che mi ha detto lui.>>

Sauner sogghignò divertito, prima di alzarsi dalla poltrona guardò la donna dai capelli bianchi intenta a squadrarlo da una fila di posti più in là. <<Ti do forse fastidio?>>

<<Non dovresti parlare agli uomini e ottenebrare il loro giudizio.>>

Sbuffando il demone si alzò irritato. <<Ma certo. Non sia mai che io provi ad allontanare i loro cuori dal tuo Dio.>>

La situazione sarebbe degenerata se non fosse che il treno frenò bruscamente interrompendo i battibecchi e facendo imprecare qualcuno.

<<Ditemi che non ne è caduto un altro>> si lamentò Misra raccogliendo il libricino che gli era scappato via dalle mani.

Scesero dalla carrozza per guardarsi attorno e cercare un eventuale corpo vicino ai binari, ma l’attenzione di tutti era rivolta davanti alla locomotiva e non alle spalle.

Il Sole delle quattro illuminava delle colonne di fumo che si innalzavano sino al cielo da un punto a meno di una decina di miglia. La cittadina di Giddings.

<<Oh cazzo…>> esclamò Karl sollevandosi il cappello.

Il capitano si prodigò subito a dare ordini ai propri soldati che presero armi e cominciarono subito a mettere delle paratie di legno sulle finestre dei vagoni passeggeri.

Julian parlò con il capo macchinista per far avanzare il treno ad una velocità più bassa.

I presenti si misero accanto alla locomotiva per parlare della faccenda e di cosa fare.

<<Allora, è ovvio che qualcosa è passato dalla linea del fronte>> cominciò Julian incrociando le braccia.

<<Potrebbero essere dei banditi>> ipotizzò Misra grattandosi il mento.

<<Troppo fumo. E poi perché mettere a ferro e fuoco un’intera città, perderebbero solo tempo prezioso>> si intromise Karl.

<<Ti ricordo che in queste contrade vige l’anarchia totale.>>

Karl stava per controbattere animatamente ma Freddy si mise fra i due zittendoli. <<Comunque non ci frega un cazzo di chi o cosa abbia fatto tutto quel casino.>> Guardò uno e poi l’altro. <<Sta di fatto che dobbiamo fermarci per forza a rifornire la locomotiva di carbone.>>

Roman si rivolse al macchinista intendo a pulire gli sfiatatoi. <<Quanto tempo serve per caricare?>>

<<Una ventina di minuti, forse di più.>>

<<Allora caricate il minimo indispensabile per arrivare ad Austin. I soldati faranno da scorta e proteggeranno il treno>> disse Julian.

Trinity lo tirò per una manica. <<Roman ha detto che gli altri membri di questa squadra erano diretti a Giddings. Può essere che siano rimasti coinvolti o uccisi.>>

<<Beh non ci resta che scoprirlo.>>

La locomotiva si avviò nuovamente e solo quando mancava meno di un miglio rallentò fino a passo d’uomo avvicinandosi con cautela alla città.

Nel diminuire le distanze si videro subito degli edifici in fiamme, nonché cavalli muniti di sella liberi nella sterpaglia fuori dal perimetro di Giddings, saltò subito all’occhio un Quarter Horse dal manto lucido macchiato di sangue che girovagava vicino ai binari.

Misra vide subito lo sguardo di terrore infuso negli occhi del povero animale.

<<Meglio tenersi pronti>> suggerì. Ovviamente quel cavallo era un bruttissimo presagio.

Nel fermare il convoglio il capo treno strinse i denti in una smorfia come a sperare che tutti quei stridii e fischi dei freni non attirassero l’attenzione di qualcuno indesiderato.

Lentamente i soldati scesero con fucili Spencer e carabine Sharp in pugno, non proprio armi di ultima generazione. C’era anche un moschetto Whitney calibro 69, molto potente.

Gli addetti al treno si misero subito all’opera per caricare più carbone possibile. Fortunatamente su un binario di servizio accanto a loro vi erano due vagoni per il trasporto del carbone, uno di essi aveva un portello aperto da cui era caduto un buon quantitativo di “carburante.”

<<Proteggete gli uomini del treno. Formate un perimetro nella stazione e attorno al treno>> ordinò il capitano impugnando una Remington con segni di usura, forse un cimelio di guerra.

Julian prese il suo Whincester a leva -modello “Yellow Boy” con il suo tipico castello in ottone- ed entrò negli uffici e biglietteria della stazione: nessuno, solo un gran trambusto ma nessun corpo.

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