La Principessa

Serie: Sognando la metro

«Che giornata, sono distrutta», pensò Ginevra, mentre prendeva posto in fondo alla metro.

«Non ne è andata giusta una. Oggi, sono talmente stanca che rischio di addormentarmi».

Mentre saliva sulla metro, che l’avrebbe riportata a casa, diede un’occhiata ai suoi compagni di viaggio che, nel frattempo, avevano preso posto sul convoglio.

Una signora di mezza età, ben tenuta, non bella, un po’ grassottella ma affascinante. «Sarà una professoressa di letteratura.» pensò Ginevra che già se la immaginava  raccontare storie di cappa e spada a un gruppo di adolescenti svogliati e disattenti.

Vicino a lei un giovanotto, vestito da rapper, skater, writer, boh insomma quelle cose moderne. Mai lei aveva capito la differenza fra queste mode di tendenza.

Completavano il quadro un uomo d’affari, un imbianchino, uno studente, una mamma, con due bambini, i soliti pendolari da metro, come lei stanchi e assonnati.

Per ultimo vide LUI: proprio il tipo d’uomo che le piaceva, interessante, riservato, con quel fare misterioso che non guasta mai. Chissà di cosa si occupa un tipo così? Elegante ma non affettato, educato ma non lezioso, sportivo? Letterato? Uomo d’affari? Forse un tutore dell’ordine? Chissà… e mentre quei pensieri stuzzicavano la sua mente, i suoi occhi iniziarono a chiudersi.

«Non devo addormentarmi anche oggi sulla metro, che poi mio zio, quando arriva mi sgrida e si arrabbia». Ginevra viveva con lo zio fin da ragazzina, da quando i suoi genitori erano morti in un brutto incidente aereo.

Ogni sera Ginevra prendeva la metro, finito il lavoro e s’incontrava con lo zio che era un addetto al controllo. Il suo compito era verificare che prima di rientrare al deposito i convogli fossero sicuri, non ci fossero oggetti abbandonati e soprattutto uomini addormentati. Infatti, lui ogni giorno le ripeteva: «Non addormentarti sulla metro, che poi mi tocca venire a svegliarti e portarti a casa».

Suo zio era un brav’uomo, non sposato e senza figli, lei era l’unica ragione della sua vita e pertanto era un pochino troppo geloso, anzi meglio protettivo, nei suoi confronti, l’avrebbe volentieri chiusa in una torre e fatta sorvegliare da un drago, se avesse potuto, ma Ginevra era giovane, piena di vita e di sogni.

Principessa si agitava, rinchiusa nella stanza, lei era fortunata, viveva in uno splendido castello, servita e riverita, aveva tutto quello che una ragazza potesse desiderare, giochi, gioielli, vestiti, belletti, il Mago la trattava come se fosse stata una regina, ma lei era giovane, piena di vita e di sogni e voleva uscire. Voleva la libertà, degli amici, vedere il mondo, conoscere un principe, e scappare con lui, come nelle favole, per vivere felici e contenti.

«Come posso fare a lasciare questo castello?» pensava, mentre nervosamente percorreva i corridoi del palazzo, «le porte sono spesse, le finestre troppo alte, le segrete sono presidiate, il drago vigila su di noi dall’alto. Sono proprio prigioniera».

In quello sentì un rumore sordo, come di una caduta, e vide per un attimo il cielo oscurarsi.

Veloce si avvicinò alla finestra e vide il drago esanime al suolo e un cavaliere in groppa al suo destriero avvicinarsi al portone del castello.

«È lui, è il mio cavaliere, quello che ho sempre sognato, fin da bambina ed è qui per liberarmi».

Uno scossone la svegliò. «È il solito sogno, nessun cavaliere verrà a liberarmi».

La metro era ormai deserta, era arrivata al capolinea, Ginevra si alzò e iniziò a percorrere il corridoio per spostarsi nel vagone di testa.

«Ciao zio, come stai? Passata bene la giornata?» chiese, all’uomo di bianco vestito, che con un enorme sorriso, saliva sulla metro salutandola felice.

Serie: Sognando la metro
  • Episodio 1: La principessa e il cavaliere
  • Episodio 2: Il Cavaliere
  • Episodio 3: La Principessa
  • Episodio 4: Il Mago
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    Commenti

    1. Antonino Trovato

      Ciao Lorenza, finalmente qualche dettaglio sulla tua principessa, una moderna Ginevra che sogna proprio il principe azzurro come quella delle favole, e non sa che il principe c’è già, ed è dormiglione come lei… mi sa che il loro primo incontro avverrà nella metro dormendo l’uno a fianco dell’altra!! Alla prossima!

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