La Promessa

Serie: Il Diario dello Stregone


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Rin inizia a studiare con il Maestro Sileno, che lo introduce alla magia della Memoria e della Parola

È da tanto che non scrivo nel diario, perché il Maestro Sileno mi dà tante cose da fare. Questa sera Herb ha mal di pancia, così non gli insegno e posso farlo (faccio finta di fare i compiti, anche se gli ho già fatti).

L’inverno è quasi finito e sono successe tante cose. Ora ho il permesso di leggere alcuni dei libri che ha portato il Maestro: li sceglie lui, ma non posso portarli a casa. Quando ha finito di spiegarmi e di correggere i compiti (dice che sto imparando bene la grammatica) posso sedermi sulla poltrona vicino a Jem e leggere fino a quando non è ora di andare via.

Il Maestro ha capito che mi piacciono le storie con gli animali e la magia, così mi ha dato da leggere delle leggende che parlano degli Spiriti della Foresta. Ce ne sono sette, tutti diversi, e vivono in giro per il mondo. Non sono degli animali veri, si fanno vedere così perché gli piace. Le storie parlano di quando erano buoni. Ho trovato anche il Lupo che vive a Bosco Spinoso! Sulla storia non c’è il posto giusto dove abita, ma sono sicuro che è lui (Olivander non dice mai le bugie e se ha detto che è uno di quelli spiriti ci credo). Si chiama Eylof. Era uno Spirito forte e potente e molto buono: voleva bene agli uomini e li aiutava. Mi dispiace per lui, Asaldof è stato proprio cattivo a farlo diventare un demone.

Capisco perché il Maestro non vuole che porto via i libri, sono molto belli e si possono rovinare a metterli nel cestino con le altre cose. Io prima di prenderli mi pulisco sempre le mani dalle macchie di lapis, me le lavo nel catino vicino al caminetto acceso e mi asciugo bene. Giro piano piano le pagine, attento a non fare le orecchie: la carta è sottile sottile. Ci sono delle figure bellissime, a volte se le guardo per tanto tempo mi sembra addirittura che si muovono! (Una volta mi è capitato anche con il tatuaggio del Maestro, lo stavo guardando senza volere. Ho capito che è un serpente che si mangia la coda.)

Il Maestro è veramente gentile a fidarsi che non li rompo, si vede che è contento di me. Anche Jem è diventata meno timida con lui e ogni tanto smette di cucire per parlarci. Le fa molti complimenti per come ricama e le ha detto che se gli fa due cuscini glieli compra. Jem ha detto di sì e lui le ha dato i soldi per comprare quello che serve alla bottega di Ghord. Le ha detto che le paga il lavoro quanto torna in primavera, così ha tempo di farlo con calma.

Alla Festa d’Inverno io e Jem abbiamo cercato di convincerlo a venire, ma lui ha voluto rimanere in camera perché ha detto che non gli piace la confusione e il freddo. Qui nevica tanto. Da giù lo abbiamo visto che si è affacciato al balcone per un momento e lo abbiamo salutato. Peccato, speravo venisse a festeggiare con noi.

Comunque, quando ha saputo che era il nostro compleanno ci ha fatto un regalo. A Jem, ha dato un bellissimo ventaglio rosso, con il manico tutto decorato. A me, ha fatto i buchi alle orecchie e messo degli orecchini d’oro che ha tirato fuori da una bella scatola di legno. Ha chiesto ad Adina di portare una caraffa di neve da fuori e me ne ha messa un po’ sulle orecchie perché si addormentassero. Poi ha scaldato un ago che aveva bagnato di liquore e ha fatto il buco. Non ho sentito male. Mi ha messo un paio di orecchini piccoli a forma di anello. Prima di farlo, mi ha chiesto se per me andava bene.

Ero un po’ indeciso, l’idea mi piaceva, ma a Nessunposto non li ha nessuno: né i maschi, né le femmine.

Gli ho detto di sì, tanto si possono togliere se mi stufo o non mi piacciono più. Mi sono ricordato che Olivander mi ha raccontato che li portano anche i troll: si infilano dei bastoncini nelle orecchie e nel naso. Il Maestro ha sorriso con gli occhi e ha detto “Allora sono un troll!”, toccandosi l’orecchino che ha sul naso. Mi ha detto che gli piacerebbe tanto conoscere Olivander, quando arriva l’estate: scrivo di lui nelle mie storie e gliene ho parlato, anche se non gli ho detto che andavo nel bosco. Magari quando Olivander viene per prendere le lame glielo faccio conoscere davvero.

A casa ho chiesto a Jem se con gli orecchini assomigliavo a un troll e faccio paura, ma lei ha guardato da un’altra parte e ha risposto con un verso strano. Vorrei assomigliargli, così quando vado a fare il mercenario capiscono subito che sono un tipo duro! (questo lo dice sempre Franj, quando parla dei guerrieri che si fermano a Nessunposto per fare sosta.)

Ma la cosa più bella che è successa è stata la promessa che mi ha fatto il Maestro Sileno.

Pochi giorni fa, a sorpresa, mi ha chiesto se c’era uno spazio grande vuoto vicino al villaggio. Gli ho detto che ci sono i campi, ora che la neve si è quasi sciolta tutta si cammina facile. Voleva fare una passeggiata con me e mi ha chiesto se lo portavo lì. Era la prima volta che usciva dalla taverna e anche Jem era sorpresa. Le ha detto che poteva rimanere in camera, al caldo, e continuare a cucire. Ormai si fida del Maestro, così ha deciso di farci andare da soli.

Il Maestro Sileno si è messo il mantello di pelliccia con il cappuccio e ha preso un bastone nero di legno lucido (molto più bello di quello di Jem). Dopo aver fatto un po’ di strada ha iniziato a usarlo e ho capito che era vero che ha mal di schiena: non è una scusa perché è pigro. Dentro in camera si muove bene, anche se adesso che ci penso sta tanto seduto.

Quando siamo andati fuori mi ha detto che in realtà gli piace andare a passeggio: gli fa bene. La città da dove viene ha un clima bello in tutte le stagioni, che scalda le ossa. Ha detto che camminare è una buona attività per tutto il corpo e devo farlo anch’io. Non solo studiare. L’ho portato al campo di papà, che è uno dei più vicini alle case, e lì mi ha detto di fare una corsa.

«E se cado?»

Il Maestro ha tirato su le spalle. «Ti rialzi.»

«La mamma non vuole.»

Lui ha sorriso, sempre con gli occhi. «Adesso comando io. Il corpo è altrettanto importante della mente e deve essere allenato. Con le attività giuste si modellerà bene. La tua è una bella struttura fisica, devi averne cura. Non puoi permetterti di avere la pancia, gambe e braccia devono essere toniche. Devi rinforzare la colonna vertebrale.»

Ricordo proprio tutto quello che ha detto, questa cosa della memoria funziona!

Ero felicissimo e mentre correvo è successa una cosa. Rubinero è saltato fuori dai cespugli e si è messo a correre con me!

Il Maestro non si è mosso e non si è neanche spaventato! Ci ha guardati da lontano, mentre ci divertivamo. Mi è anche sembrato di vedere che sorrideva con la bocca.

Quando mi sono stancato sono tornato da lui e Rubinero è scappato via. Avevo il fiato grande, per un po’ non sono riuscito a parlare. Poi ho pensato che fra poco il Maestro andrà via.

«Posso fare delle passeggiate, quando non ci sei?»

«La volpe è una tua amica? Viene con te?»

Il Maestro Sileno ha capito dalla mia faccia che ero preoccupato che dicesse a Jem di Rubinero. Per fortuna mi ha subito fatto stare tranquillo.

«Sarà un segreto. Sì, quando non sono a Poggio Rusco puoi andare a fare una passeggiata, ma non stare via troppo tempo. Mai dopo il tramonto.»

«Lo dici tu, alla mamma? Gli dici che posso andare da solo?»

«Solo se la volpe viene con te.»

«Promesso.»

«Allora prometto anch’io.»

Avevo una gran voglia di raccontargli di Rubinero, ma non l’ho fatto perché avevo paura che poi cambiava idea se sapeva che volevo andare nel bosco. Non l’ho mai scritto nel diario, ma è stato Rubinero a far vedere a me e Deler come superare la barriera spinosa. C’è una buca, se ci si striscia sotto si riesce ad andare dall’altra parte: noi la nascondiamo con delle foglie e dei rametti, così non si vede.

Sono stato zitto e mentre tornavamo alla taverna il Maestro mi ha chiesto se avevo fame. Quel giorno ha fatto portare ad Adina da mangiare anche per me e Jem, così ci siamo fermati fino al pomeriggio. È stato davvero un giorno di festa.   

Serie: Il Diario dello Stregone


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

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Discussioni

    1. In realtà è una brava persona, lo scoprirai nel proseguo della storia. Le sue ragioni verranno rivelate nella terza stagione

    1. Ciao M.Luisa. Diciamo che anche se il racconto di Rin sembra una favola, il merito è tutto suo: sono i suoi occhi a far sembrare quel mondo incantato. Dietro le righe la realtà è ben più dura, anche meschina (per quanto riguarda l’obiettivo di un suo familiare in particolare). Amo il fantasy perchè me lo sento bene addosso, anche se mi permette di veicolare messaggi senza tempo. Il Maestro però è una brava persona (questo posso spoilerarlo) e saprà essere un buon mentore.