La quarta legge di Asimov

Serie: Niente di anomalo


La mattina Sonia stava uscendo di casa per andare a scuola.

“Ti stai dimenticando di me?!”

-Ecco qui un’altra persona che riuscirà a darmi fastidio- “Già. Sbrigati e andiamo robottino”

“Cos’è questo tono?!”

-Per una volta che avrei preferito l’androide/robot/ammasso di bulloni cliché, quello timido e riservato, senza sentimenti, depresso, tipo Marvin, mi capita questo che la prima cosa che fa è urlarmi contro- “Stai zitto”

“Non sto zitto!”

“Dimmi le quattro leggi robotiche”

“Un robot non deve recare danno a un umano; un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli umani, purché non vadano contro la prima legge; un robot deve proteggere la sua esistenza, purché la sua salvaguardia non lo porti ad infrangere le prime due leggi e la quarta… La quarta? Le leggi della robotica sono solo tre! E comunque…”

“Invece sono quattro. La quarta l’ho appena inventata io, ed è non urlare o dar fastidio agli umani”

“Non mi interessa. Comunque, io sono libero di staccarti la testa e usarla per giocare a bowling. Me ne lavo le mani di certe cose da film del genere”

-Acido il ragazzo-“Antoncesco Sghirobolli calmati, davvero calma”

“Sono calmo, e non mi chiamo Antoncesco Sghirobolli! Nemmeno esiste!”

“Esiste, cosa ne vuoi capire di belle citazioni tu che sei un ammasso di bulloni?”

“Non sono un ammasso di bulloni!”

“Dimostramelo”

“Ho un sacco di optional. Sensori differenti che immagazzinano un sacco di dati diversi, traggo energia tramite la luce solare che mi illumina la pelle e ho un cannone fotonico nel braccio!”

“Manco sai cosa vuol dire fotonico”

“Sì che lo so!”

“Cosa vuol dire, allora?”

“Che riguarda i fotoni”

“Quindi?”

“Che riguarda i fotoni”

“Non vuol dire niente ‘che riguarda i fotoni’. Nessuno qui sa cosa vuol dire? Davvero? Tutti abusano di questa parola perché nessuno sa cosa vuol dire. Secondo te posso avere della luce fotonica?”

“Non lo so, ma non è giusto che te la prendi solo con me; come se fossi l’unico qui che non lo sa!”

“Va bene. Allora ve lo spiegherò io a voi giovini ignoranti. Vuol dire costituito o relativo ai fotoni. I fotoni sono, per esempio, quelli della luce, sono i quanti che compongono le radiazioni elettromagnetiche: onde radio, luce visibile, raggi ultravioletti. Quelli. Per qualcosa di più approfondito dovrei fare una lezione di fisica quantistica, non che non sia capace, ma non penso che voi vogliate stare ad ascoltare ciò. E quindi, alla domanda, posso avere della luce fotonica? Dovreste capire che la risposta è sì, poiché tutta la luce è composta da fotoni. Va bene, la lezione di fisica è finita”

Mentre parlavano arrivarono a scuola, entrarono in classe.

-Seriamente? Le ragazze della classe trovano attraente l’ammasso di metallo? Cosa ha di speciale? Va bene. Un attimo! Va bene niente! Antonio lo prenderà come rivale! E prenderà me come trofeo della vittoria con il rivale. Cosa potrebbe andare peggio?-

Francesco si presentò a tutta la classe, e poi rimase vicino a Sonia.

“Che vuoi da me ancora?”

“Non devo restare vicino a te?”

“Solo quando torniamo a casa, qui stammi il più lontano possibile”

“Perché?”

“Attiri l’attenzione”

“Certo che attiro l’attenzione, io sono bellissimo. Non è una cosa positiva attirare l’attenzione?”

“No, per me no. Non starmi troppo attaccato”

“Ok”

Il pomeriggio, a casa, Sonia era da sola, poiché Francesco era nel laboratorio, finché non le arrivò un messaggio sul telefono.

“Mi potresti venire a prendere al laboratorio?”

“Neanche mi ha detto che ha il mio numero registrato nel… Nella sua testa? Ho dovuto capirlo leggendogli la mente, mi sono sorpresa di riuscire a leggere la mente ad un robot”

Sonia lo riportò a casa.

“Che facciamo adesso?”

“Quello che vuoi. Anzi, domanda: perché sei stato creato?”

“Non ne ho idea. Tu hai poteri strani, giusto?”

“Già. Sono un esper, non so se è proprio il nome giusto, ma comunque mi piace come nome. Non te l’ha detto mia madre?”

“Io conosco tua madre?”

“È la persona che ti ha costruito”

“Ah, comunque non mi ha detto niente. Mi ha riempito di informazioni, ma niente riguardo gli esseri umani. ‘Le imparerai con il tempo’, mi ha detto”

Mentre parlavano entrò suo padre.

“Ciao, tu devi essere Francesco”

“Giusto”

“Perché tu sei qui?”

“Volevo conoscerlo”

“Comunque adesso devo tornare di nuovo l laboratorio”

Quindi Sonia rimase sola.

-Finalmente un po’ di pace. Cosa?! Niente, appena dico ‘pace’ mi atterrano gli alieni in giardino. Letteralmente. Prima di tutto questa è una seria contrassegnata ‘fantasy’, quindi gli alieni non c’entrano niente, due, possibile che debbano atterrare sempre nel giardino, città, quartiere del protagonista? Cioè, pensa che bello se in Independence Day l’attacco alieno fosse stato in India o in Cina, che avrebbe pure più senso, visto che sono le aree più popolose, e il protagonista David Lev-qualcosa avrebbe dovuto prendere l’aereo e farsi dieci ore di viaggio per arrivare. Oppure se in Dragon Ball Goku non fosse caduto in Giappone e non avrebbe mai incontrato Bulma e tutta l’altra gente. Ricordate la massima di una grande persona (la grande persona sono io, ovviamente): gli alieni possono atterrare solo in America, o al massimo in Giappone. Comunque, dovrei andare a salvare il mio giardino dall’invasione aliena-

Sonia scese in giardino.

-E sono i classici tre omini verdi con gli occhi neri, ovviamente. Credevate davvero che non fossero un cliché?- “Scusate gente, potreste andare a conquistare qualsiasi altro posto che non sia il mio giardino?”

“Perché sai la nostra lingua?”

“Perché sto usando i miei poteri telepatici per comunicare, quindi non sto emettendo suoni”

“E poi ormai siamo qui, e conquistiamo questo posto!”

“Davvero? Perché proprio il mio giardino in tutto l’universo?”

“Perché sì, non opporre resistenza!”

“Perché non tornate sul vostro pianeta e non vi trovate un lavoro vero?”

“Un lavoro vero?”

“Conquistatore galattico non può essere un lavoro vero. Fatevi una vita idioti!”

“Sul nostro pianeta M4RC3770 quello è un lavoro vero”

“M4RC3770? Davvero? Il pianeta MARCELLO? Tornate a casa. Fate pena”

“Non è vero!”

“Ci devi prendere sul serio!”

“Vorrei tanto prendervi sul serio, ma avete una linea comica sulla faccia”

“Una linea cosa?”

“Adesso mi avete stancato”

Sonia costrinse a forza i tre sulla navicella con poteri telecinetici, quindi lanciò l’astronave verso lo spazio.

-Se tornano giuro che ne prenderanno così tante che gli passerà la voglia di conquistare la gente- 

Serie: Niente di anomalo


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Discussioni

    1. Oh, scusa. Ho visto prima il primo commento. E sì, è proprio quello l’anime che mi ha ispirato a scrivere

    1. Grazie davvero per dedicare del tempo a ciò che scrivo. Asimov è un grande autore, un classico della fantascienza. Per gli appassionati del genere fantascientifico praticamente tutti i suoi libri del genere (infatti Asimov ha scritto anche gialli, fantasy e saggi scientifici) sono un must; ma alcuni dei suoi libri meritano di essere letti anche da non appassionati, come Io, robot, Il sole nudo o Abissi d’acciaio