LA SOLUZIONE DEL CASO-EPILOGO

Nel pomeriggio, Mattia si era ripreso abbastanza per poterlo interrogare e Giovanni aveva preso un altro antidolorifico. Ciro era tornato da Villafresia, rimpiangendo di non aver potuto assistere il maresciallo, ma era deciso ad interrogare Giovanni. Tutti sapevano quello che faceva alla moglie.

Sarebbe stato Ciro a condurre l’interrogatorio, Mattia aveva troppo mal di testa, ma sarebbe comunque stato presente.

Il giovane carabiniere prese anche il fascicolo di Grazia. Non sapeva bene perché, ma le ferite di Maria gli ricordavano quelle al collo dell’amica.

-Allora Giovanni-, esordì, deciso come nessuno l’aveva mai visto,- cos’ha fatto Maria per meritare le botte?-

-Mi ha tradito! È una lurida puttana, proprio come quella sua amica morta ammazzata!-, esclamò con gli occhi fuori dalle orbite. –Le ho ordinato di dirmi chi era il bastardo con cui se la faceva e lei negava! Negava! Con che coraggio! Annetta è sicura di averla vista baciarsi in piazza con lui!-, urlò furibondo indicando Mattia.

Ciro si voltò un attimo verso il suo idolo, il quale restò impassibile.

-E’ stato informato male. Non ci stavamo baciando, la stavo solo riparando dalla pioggia-, disse calmo. Poi con ghigno, aggiunse:-l’ho baciata a casa sua-.

Ciò provocò l’ira dell’altro, che se non fosse stato ammanettato, avrebbe strangolato il maresciallo. Ciro sfoderò il manganello minacciando di colpirlo se non fosse tornato a sedere.

-Quindi-, riprese Ciro, -l’hai costretta a confessare?-

-Sì. E quando le ho detto che era una puttana come quella sua amica, lei ha dato in escandescenze. Ha cominciato a urlarmi contro, così l’ho colpita per rimetterla al suo posto, ma lei continuava a urlare e le ho stretto la gola per farla stare zitta! Non avevo intenzione di farle male, solo di zittirla!-

E Ciro ebbe l’illuminazione. E solo quando aprì il fascicolo di Grazia anche Mattia capì. Il ragazzo avrebbe fatto strada. Estrasse le foto del cadavere di Grazia dalla busta e le posizionò in ordine davanti a Giovanni. Lui deglutì impercettibilmente.

-L’hai stretta così?-, chiese Ciro, col cuore a mille indicando le foto del collo della vittima. – Non volevi fare male neanche a lei, vero?-

Giovanni guardò le foto, deglutì. Guardò Ciro e deglutì di nuovo. Comprese che era finita.

-No. Non volevo farle male…-

-Raccontami cosa ti aveva fatto Grazia-, disse calmo Ciro. Mattia era stupefatto dalla sua intuizione. Non fosse stato per il suo spirito d’osservazione non avrebbe mai collegato le ferite di Maria a quelle di Grazia, e ringraziò il cielo che la sua amata fosse riuscita a chiamare prima che fosse troppo tardi.

E così Giovanni confessò.

– In paese circolavano voci che Maria andasse con altri uomini, ma nessuno ne aveva le prove. Quel giorno, era quasi l’alba quando ho visto Grazia che attraversava la piazza del mercato di fretta, ma il cielo era ancora abbastanza scuro da considerarla ancora notte. L’ho raggiunta e l’ho fermata e le ho detto di dirmi con chi mi tradiva Maria, ma lei mi ha risposto che ero un lurido bastardo e che non avrebbe risposto. L’ho strattonata e minacciata, ma lei insisteva a non rispondere, così l’ho presa per il collo e ho stretto. Lei è svenuta, l’ho mollata e sono corso via, ma sono sicuro che fosse ancora viva quando l’ho lasciata!-.

Ciro e Mattia si scambiarono uno sguardo.

-Sei sicuro? E chi le avrebbe tagliato la gola? C’ era qualcun altro?-

– Non c’era nessuno, ne sono sicuro. Ma io non le ho tagliato la gola. Potete fare tutte le indagini che volete, ma ho detto la verità!-, disse l’uomo accigliato.

Mattia era soddisfatto comunque. Con un’accusa di violenze domestiche con lesioni aggravate, si era assicurato che quella bestia restasse dietro le sbarre per un bel pò.

Restava una cosa da chiarire che il vecchio aveva detto. Quel nome continuava a spuntare in ogni interrogatorio che faceva…

Quando giunsero, a sirene spiegate, li stava aspettando. Sapeva che prima o poi le sue bugie sarebbero venute a galla e sapeva che aveva fatto un passo falso. In fondo, voleva che tutto venisse a galla. Così, aprì la porta al suono delle sirene, mentre tutta Baia Speciosa si preparava a raccontare storie mirabolanti sull’arresto di quella notte.

***

EPILOGO

Mattia stava finendo di racimolare le sue ultime cose, quando qualcuno bussò alla porta.

-Avanti!-

Ciro entrò guardando l’ufficio ormai vuoto.

-Allora è vero…-, disse triste. Sapeva che il maresciallo aveva chiesto il trasferimento e che gli era stato concesso, ma lui ancora faticava a crederlo. Ora che, però, vedeva le pareti spoglie dei suoi titoli di studio, stava realizzando che il suo idolo stava andando via e divenne triste.

-Ehi, che succede?-, chiese Mattia, notando l’espressione del nuovo amico.

-Bhè.. mi mancherai…-

Mattia sorrise, mettendo nella scatola una foto sua e di Maria scattata solo un mese prima, dove erano ancora visibili i lividi procurati dall’ex marito, ma nel viso un’espressione radiosa e felice.

-Anche voi mi mancherete. Baia Speciosa mi mancherà. Ma Maria ha bisogno di cambiare aria e anche io. Siamo al centro del pettegolezzo, non so se hai notato, e anche se a me non importa, lei continua a soffrire-

-Sì, mi è sembrato di sentire qualcosa a riguardo-, rispose Ciro sedendosi nella sedia di fronte alla scrivania. –Dunque Annetta è stata condannata?-, chiese, conoscendo già la risposta.

-Colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. Omicidio colposo, occultamento di indizi, ostacolo alle indagini…insomma, una bella lista!-

-Non ti ho mai chiesto come sei arrivato a capire che lei era la reale colpevole. Certo, ognuno di quelli che abbiamo arrestato quella notte aveva qualcosa per cui pagare, ma quando siamo andati da lei eri sicuro che fosse quella giusta! Come hai fatto?-

Mattia sospirò e ripensò a quell’assurda giornata. Non dormiva da quarantotto ore, ma alla fine aveva sbrogliato la matassa.

-Ecco, vedi…qualsiasi persona che interpellavamo per un motivo o per l’altro la nominava. “Annetta ha detto…Annetta ha fatto…” e ogni cosa che diceva era una bugia. Anche Giovanni l’aveva nominata. Gli aveva detto che la moglie lo tradiva. Il che era vero, ma dovevi essere proprio cattiva per andare a dirlo al marito sapendo che questo l’avrebbe gonfiata di botte. È stato lì che ho capito che era implicata. Non sapevo bene ancora a che livello, ma lei era dentro. Quando siamo arrivati penso che si sia rassegnata. Del resto a settant’anni la galera non fa più paura a nessuno-.

-Certo che però è stata astuta. È riuscita a coinvolgere il prete e a sviarci in continuazione…-,rifletté Ciro.

-Già… però alla fine si è incastrata da sola nella sua stessa rete. La sera dell’omicidio Grazia era andata a casa sua perché Federico le aveva detto che era stata lei a dirgli dove trovarla. Annetta l’ha fatta entrare e accomodare e Grazia voleva solo sapere perché ce l’avesse tanto con lei e perché avesse detto a un perfetto estraneo dove si trovasse. Annetta le rispose che non aveva niente contro di lei, non sprecava il suo tempo con una puttanella. Grazia si è infuriata e le ha detto che la puttanella era lei, visto che in gioventù si faceva pagare per fare sesso con gli uomini. Sono volate male parole, Annetta si è infuriata: quella ragazzetta venuta da non so dove le voleva rovinare la reputazione dicendo a tutti questo segreto, così ha afferrato un soprammobile dal suo camino e gliel’ha sbattuto in testa. Ma il colpo non era abbastanza forte e Grazia è fuggita. Quando è arrivata alla piazza del mercato stava scappando da Annetta che la inseguiva, non avrebbe mai potuto lasciarla andare, ma è stata bloccata da Giovanni che l’ha strangolata. Quando Annetta l’ha finalmente raggiunta, l’ha vista riversa a terra svenuta ma non vide Giovanni scappare via. Così, pensando che stesse morendo a causa del colpo da lei inferto, le ha tagliato la gola e gettato il coltello. Quello che ha fatto nascondere da Don Salvatore era quella che lei credeva essere la vera arma del delitto, ossia il soprammobile-.

– Che storia…. avranno di che parlarne a lungo qui a Baia Speciosa…-

-Quando siamo arrivati ad arrestarla è uscita fuori con le mani in alto e un ghigno sulla faccia. Aveva l’aria da pazza, lì non ho più avuto dubbi. Erano tutti affacciati alle finestre a vedere cosa succedeva e già il giorno dopo Grazia era stata squartata con ferocia da Annetta!-, disse ridendo e scuotendo la testa, pensando all’assurdità dei pettegolezzi che deformavano i fatti,-Per non parlare del fatto che il maresciallo si è fidanzato con una delle possibili sospettate..-, aggiunse Mattia, sorridendo malizioso.

-Già. Spero che la vita a Villafresia sia migliore di quella che hai vissuto qui-

-Io ho vissuto una vita piena qui! Ho risolto un omicidio, ho trovato l’amore e un amico fidato! Cerca di farti sentire e vieni a trovarci, mi raccomando. Ti aspettiamo per il matrimonio!-, e così dicendo, Mattia abbracciò l’amico e uscì da quell’ufficio per l’ultima volta. Finalmente aveva trovato una donna che lo amava e che l’avrebbe seguito anche in capo al mondo!

E così furono smascherati solo alcuni dei terribili segreti di una piccola cittadina di provincia. Le cose non sono mai come sembrano, così come una ridente cittadina può rivelarsi un intricato covo di misteri e segreti.

Quelli di Baia Speciosa sono stati svelati. O quasi. 

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