La tregua di Natale

Mi chiamo Benjamin Stroke e odio il Natale.
Non quanto odio i letali Krollos delle montagne ma quasi; diciamo che lo trovo piuttosto inutile e fastidioso.
Noi Stroke siamo cacciatori di mostri da generazioni e i mostri non usano festeggiare il Natale. Per questo nessuno della mia Famiglia ha mai perso tempo in addobbi, manicaretti e buoni sentimenti.
“Quando si accendono le luci di Natale le ombre diventano più oscure” diceva sempre la Bisnonna Guendalina Stroke, meglio conosciuta come Guen la Spappolagremlins.
Per noi cacciatori di mostri non ci sono giorni rossi sul calendario, da vivi così come da trapassati.
Chi invece adora festoni e palline colorate, biscotti caldi e melensi biglietti di auguri è Luna. E anche Mr. Jingles ma per ragioni più gastronomiche che sentimentali.
Avendola sempre tra i piedi è stato inevitabile che cercasse di contagiare anche Villa Lugubre col suo Spirito Natalizio, purtroppo per lei ha incontrato parecchie resistenze.
Ma potete credermi se vi dico che quello scricciolo color del latte è più cocciuta di un Golem di pietra.
La storia che vi racconto oggi l’ho intitolata “La tregua di Natale”.

***

“Tra poco sarà Natale, voi non lo fate l’Albero?”
Luna era mollemente adagiata sul vecchio divano, che aveva eletto a suo posto personale.
“Albero? Quale albero? Non abbiamo bisogno di distrazioni, ci sono i mostri da catturare.”
“Squit, Squiiit.”
“Mr. Jingles ha ragione abbiamo appena sconfitto il mostro della Palude maledetta, ci meritiamo una vacanza.”
“Mr. Jingles cerca solo una scusa per abbuffarsi, non abbiamo mai festeggiato il Natale a Villa Lugubre.”
“Allora direi che è il momento di iniziare” disse Luna alzandosi con quella luce negli occhi di quando escogitava qualcosa.
“Potremmo iniziare pulendo il salone tutti insieme, al posto delle ragnatele metteremo gli addobbi, sostituiremo i mobili marci con un bell’albero lucente, invece che la puzza di muffa ci sarà odore di biscotti alla cannella.”
“Squiiiit, Squiiit”
“Sono d’accordo” borbottai. “Anche se volessi darti una mano, e non voglio, sarà una fatica inutile: i Poltergeist distruggeranno tutto.”
“Beh proviamoci no?”


***

I Poltergeist di Villa Lugubre sono solamente tre, ma fanno danni per cento.
Si chiamano Disastro, Pernacchia e Sberleffo. In realtà li ho chiamati io così, visto che la lingua dei Poltergeist non ha vocali, i loro nomi sono impronunciabili per gli umani.
Non hanno un corpo fisico quindi non si possono vedere ma vi assicuro che sanno bene come farsi notare. Questi esserini dispettosi passano la loro eternità distruggendo cose, sghignazzando sguaiatamente e facendo i più terribili dispetti a chiunque sia così sventurato da capitargli a tiro.

***

Il giorno successivo Luna non si fece vedere, probabilmente trattenuta all’orfanotrofio.
Io e Mr. Jingles ci tenemmo occupati cercando nel bosco un abete che corrispondesse alla descrizione che ci aveva fornito.
“Squit Squit”.
“Taci roditore, non lo faccio certo per accontentare la bambina. Solo che Luna è più fastidiosa di una zanzara vampiro quando ci si mette. Ci penseranno Disastro, Pernacchia e Sberleffo a farla desistere.”
Ci vollero ore per trovare un abete passabile e abbastanza piccolo da poter essere trasportato da un fantasma, ma alla fine avemmo successo. Mr. Jingles rosicchiò il tronco con i suoi poderosi denti, allenati da milioni di scorpacciate e nel giro di poco fummo di ritorno, appena in tempo per l’infestazione serale.
Il calendario segnava il 20 Dicembre.

Luna arrivò la mattina dopo, talmente carica di carta che l’unica cosa che si vedeva di lei erano le gambette secche e le scarpe sbucciate.

“Ho fatto tutto da sola” disse. “Mi ci è voluto un sacco, ma è stato divertente.”
Così rassettammo il salotto, posizionammo l’albero e portammo via i mobili vecchi. Poi toccò alle decorazioni che Luna aveva disegnato e colorato su del cartone. Passai il pomeriggio tra lustrini e nastro adesivo. 
A lavoro ultimato avevo brillantini fino in fondo all’anima ed era sparito Mr. Jingles.
Lo ritrovammo poco dopo. Nella foga del momento lo avevo appiccicato alla parete, tra il disegno di una renna e quello di un omino di Pan di Zenzero.
Luna tornò all’orfanotrofio soddisfatta solo per scoprire che tutto il lavoro del giorno prima era stato distrutto.
“Te l’avevo detto. I Poltergeist non permetteranno che tu addobbi il loro territorio” dissi cercando di consolarla.
Ma Luna non si perse d’animo, impugnò forbici e scotch e alla fine della giornata la stanza era di nuovo un tripudio di Natale.
Era il 22 Dicembre.
Purtroppo la scena si ripeté la mattina successiva e pure quella dopo.
“Non credi sia il caso di lasciar perdere? Avrai il tuo Natale all’orfanotrofio con i tuoi amici.”
Era il 24 dicembre. Il salotto sembrava una discarica abbandonata.
“Non se ne parla. Anche voi siete miei amici e dovete festeggiare il Natale, nessuno escluso. Poi ho un’idea.”
Per l’ennesima volta agghindammo la sala di Villa Lugubre. Luna, per niente abbattuta, impiegò  il doppio dell’entusiasmo, abusando di brillantini e glitter sottratti a qualche maestra.
 Prima di andar via aggiunse un piccola modifica che non ci permise di vedere.
“E’ una sorpresa” disse e se ne andò.

***

La mattina del 25 Dicembre era fredda ma radiosa ed io mi stavo preparando a consolare la bambina che avrebbe trovato il frutto del suo lavoro distrutto.
Invece, cari miei, un’enorme sorpresa aspettava me: non solo tutti gli addobbi erano al loro posto, ma qualcuno aveva pure acceso il camino, scoppiettava allegro dopo anni di silenzio.
Se ce l’avessi avuta ancora mi sarebbe caduta la mascella sul pavimento dallo stupore.
Sul camino qualcosa attirò la mia attenzione, cinque calze rattoppate ma pulite pendevano piene di leccornie.
Ognuna riportava un nome : Mr. Jingles, Benny, Disastro, Pernacchia e Sberleffo. Era quello l’asso della manica di Luna, includere i mostricciattoli nei festeggiamenti.
E alla fine aveva vinto il suo Natale.

***

Da quel giorno, almeno un volta all’anno a Villa Lugubre regna la pace, niente scherzi e niente disastri, solo allegria e regali. Questo momento viene chiamato la “Tregua di Natale”.
Anche se i regali che fanno i Poltergeist di solito esplodono o puzzano di uova marce, devo ammettere che questa festa comincia a piacermi.

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Discussioni

    1. Ciao Vincenzo, grazie per averla letta. Si tratta essendo un fan del Re, ho voluto dare il nome del personaggio al tatto di villa Ligure

  1. Molto carina, niente da dire a livello narrativo. Ci sono però tante frasi molto lunghe, dove una virgola per respirare, di tanto in tanto, ci starebbe bene. 🙂

    1. Ciao Oriana grazie per aver letto la mia fiaba e per il commento, se hai qualche consiglio scrivimi pure in privato

  2. Il signor Stroke è partito in modalità Grinch, ma alla fine il lato tenere – e significativo – della storia è emerso in tutta la sua splendida bellezza. Ovviamente non potevano mancare le scene tragicomiche, come quelle dell’epico Jingles! Grande, come sempre! 🙂

    1. Ciao Giuseppe, grazie per aver letto la mia favola di Natale.
      Grazie per il tuo bel commento.
      Un abbraccio

  3. Ciao Ale…oh un bel racconto intriso di pieno spirito natalizio ci voleva proprio! in aggiunta a quanto gli altri hanno già scritto, ti dico che nel contesto storico che stiamo vivendo è bella (e se vogliamo anche un po’ metaforica) l’immagine dei poltergeist che fanno di tutto per rovinare il Natale, salvo poi piegarsi anche loro alla magia di quest’ultimo. Bravissimo come sempre 😉

    1. Ciao Raffaele, sono contento che tu abbia apprezzato la mia fiaba.
      Grazie per il bel commento,un abbraccio

  4. È anche con l’avvicinarsi del Natale le sentinelle della luna mi hanno regalato divertimento un po’ di spirito natalizio! Era ovvio che alla fine Benjamin come sempre, si facesse intenerire quel suo cuore di fantasma dalla dolce e risoluta Luna. Ma che addirittura i Poltergeist festeggiassero con lei, non me lo aspettavo proprio. Una bimba dalle mille risorse. Bravo Ale come sempre ci hai fatto sognare.

  5. Ahahah. Pezzotti promuove il racconto! Ci avviciniamo al natale e un pizzico di buoni sentimenti non fa certo male. La scena del povero mr Jingles appiccicato alla parete mi ha fatto morire dalle risate. Per fortuna sono resuscitato…buhahahahah.

    1. Ciao Dario, sono contento che la storia ti sia piaciuta e ti abbia fatto ridere, grazie per il bel commento.
      Un abbraccio

  6. Ciao Ale. La tua favola mi ha regalato un po’ di spirito Natalizio, come Benjamin provo sentimenti ambivalenti per questa ricorrenza. Per un momento Natale si è acceso di glitter e luci e sono riuscita a viverlo negli occhi di Luna: i bambini sono davvero speciali! Quest’anno mi metterò di buzzo buono e cercherò di entrare nello spirito giusto, sperando che anche i poltergeist che vivono in casa mia mi concedano tregua 😀 😀 😀

    1. Ciao Micol, sono contento che Luna ti abbia donato un po’di spirito natalizio, datti da fare con i glitter e lo zucchero a velo.
      Grazie per il bel commento.

  7. “Ognuna riportava un nome : Mr. Jingles, Benny, Disastro, Pernacchia e Sberleffo. Era quello l’asso della manica di Luna, includere i mostricciattoli nei festeggiamenti.E alla fine aveva vinto il suo Natale.”
    ❤️

  8. nessun mostro da sconfiggere, oggi, perchè giustamente si parla di una tregua! e che bella tregua, mi piacerebbe davvero fare un natale a villa lububre con le sentinelle della luna 🙂
    Ammiro la caparbietà di Luna, è davvero un bellissimo personaggio, molto positivo: passa un bel messaggio, prezioso soprattutto per lettori più piccoli (ma anche per i bambini adulti), ovvero che quando si ha un obiettivo che ci sta a cuore, bisogna perseveare e mai perdere l’approccio positivo, che è quello che può portare una svolta.
    Bel racconto!

    1. Ciao Sergio, sei velocerrimo.
      Grazie mille per il bel commento, sono contento che Luna ti piaccia, piace tanto anche a me.
      Un abbraccio al prossimo episodio