La Veggente

Serie: La Bella e la Bestia - Storie

«Mamma, guarda c’è un elfo!»

«Timod Blackhatt, non fare il maleducato. Non si fissano le persone.» La matrona rivolse un timido sorriso all’uomo fermo sul ciglio della strada. «Ti chiedo perdono, mio Signore.»

L’elfo si chinò, facendo cenno al bambino di avvicinarsi. Strofinò le dita in uno strano gioco di prestigio, facendo comparire un dolcetto. «Ecco a te, Timod.»

Dopo aver ricevuto uno sguardo d’assenso dalla madre, il piccolo prese il dono, felice. «Grazie, mio Signore.»

Lo straniero si alzò, posando la mano sulla zazzera del bambino per arruffargli i capelli. «Di nulla.»

Si congedò dai due con un cenno del capo e riprese il proprio cammino sparendo fra le bancarelle del borgo in festa. Il consueto festival dei fiori di Araka aveva attirato molti turisti, alcuni, anche se rari, della sua razza. Badò di tenersi ben distante da loro. Anche se erano trascorse decine d’anni da quando si era allontanato dalle sue terre, il suo aspetto non era facile da dimenticare.

Nel tempo aveva imparato che vestire un archetipo lo metteva al riparo da sguardi indiscreti. Aveva denari a sufficienza per servirsi nelle migliori sartorie, scegliendo per i suoi capi i tessuti più preziosi. Il mantello verde acqua confezionato in un luminoso velluto dai riflessi argentati scendeva morbido dalle sue spalle sfiorando il suolo polveroso, chiuso da alamari incisi a mano. Sebbene i tratti del suo volto fossero in parte celati dal cappuccio, la postura del corpo denunciava la sua nobile origine e i villici si chinavano al suo passaggio.

Si inoltrò a passo spedito in una delle vie principali, adornata da ghirlande e composizioni che ingentilivano balconi e pergolati. Raggiunse una delle belle case di mattoni che si affacciavano su una piccola piazza interna, una corte rallegrata da una fontana zampillante.

La relativa calma di quel luogo permetteva a dei bambini di rincorrersi senza ostacoli. Uno di loro, un piccolo che dimostrava non più di tre anni, gli andò contro rischiando di cadere. L’elfo fu lesto a sostenerlo e rimetterlo in piedi.

«Scusa.»

L’elfo lo lasciò dopo aver scrutato il suo viso con fare indagatore.

Furono raggiunti da un ragazzo alle soglie della pubertà, che gli si fece incontro con uno sguardo di benvenuto. «Bentrovato, era da molto tempo che non venivi a farci visita.»

L’elfo rise, prelevando dalla sacca che portava sulla spalla un sacchetto pieno di dolcetti. «Bentrovato Hjdan, tua madre è in casa?»

Hjdan afferrò la borsina di tela con un sorriso a trentadue denti. «Sì, sapeva del tuo arrivo. Oggi mi ha sbattuto fuori casa dicendo di occuparmi dei miei fratelli fino al tramonto.»

«Divertitevi.»

Mentre molti dei bambini presenti si facevano incontro al ragazzo, l’elfo raggiunse l’uscio ed entrò senza chiedere permesso.

«Sei in ritardo!»

Una donna piccina, minuta ma perfetta nei lineamenti e nelle forme lo squadrò dal basso in alto con un sopracciglio corrugato per il dispetto. Una piccola dea dai lunghi capelli neri che le scendevano sulla schiena in morbide onde, occhi blu cobalto. Quel giorno vestiva una tunica monospalla di seta leggera che le copriva i piedi nudi.

«Mezza nana, non ricordo di aver inviato un messaggio chiedendo udienza.»

La donna sbuffò. «Almeno, hai portato quello che serve?»

L’elfo estrasse dalla borsa una bottiglia scura. «Spirito dei nani invecchiato cent’anni. Mi è costato una fortuna.»

Lo precedette, facendogli cenno di seguirla in una stanza al primo piano. Al suo interno il mobilio era ridotto al minimo: un tavolo di legno scuro senza sedie, un divano foderato in broccato blu scuro, un bacile in cristallo di rocca e una brocca d’argento. Le pareti erano affrescate di bianco e l’unico elemento ad attirare lo sguardo era un caminetto imponente che occupava quasi mezza parete. Il fuoco era stato ravvivato da poco e la temperatura nella stanza risultava quasi insopportabile.

L’elfo si diresse verso il divano, poggiandovi il mantello. Tolse anche la tunica verde, di una gradazione di colore più scura, rimanendo con la camiciola sottile che portava sotto.

«Alidà, possibile che non esista altro modo? Si soffoca.»

La veggente sollevò lo sguardo al soffitto, frenando l’irritazione. Si sentiva rivolgere quella domanda in ogni occasione d’incontro ed era certa che l’elfo gliela ponesse per farle dispetto.

«Tesoro, niente può ammazzarti figuriamoci un po’ di caldo. Hai fatto buon viaggio?»

L’elfo decise di togliere anche la camicia, rimanendo a petto nudo. Aveva già cominciato a sudare, non sarebbe trascorso molto tempo prima che i lunghi capelli biondi gli si appiccicassero sulla schiena.

«Sì. Ho visto alcuni dei tuoi mocciosi, uno mi è finito fra i piedi: il più piccolo della nidiata.»

Alidà rise. «Lo hai guardato per bene?»

«Puoi scommetterci.» Più che una risata, quello dell’elfo parve un ghigno. «È piuttosto bruttino.»

La donna decise di soprassedere su quel commento inopportuno, invitandolo ad avvicinarsi. Aveva posato il bacile sul tavolo e versato l’acqua contenuta nella brocca.

L’elfo stappò la bottiglia e Alidà la portò alle labbra chinando la testa all’indietro per berne una sorsata.

Quando l’allontanò dalla bocca parve soddisfatta: le sue guance già si erano colorate di rosa. La passò all’elfo, che la imitò buttandone giù una buona quantità. Una volta fatto, la posò a portata di mano.

«Tu per primo, Alo.»

L’elfo chinò il capo sputando all’interno del bacile, imitato poco dopo dalla veggente. L’acqua iniziò a farsi torbida nello stesso momento in cui il corpo di Alidà prese ad emanare un’aurea azzurra che l’avvolse completamente.

Entrambi piantarono i piedi a terra solidamente e poggiarono le mani sul tavolinetto.

«Lo vedi?»

La veggente scosse il capo, con il volto rivolto al bacile. «No. L’elfo che cerchi è protetto da un potere forte. Vedo una strega: riesco a intravedere parte del suo volto, è lei che devi cercare. A nord di Raduan, oltre la via che attraversa il Bosco Infestato. Una donna all’apparenza piacente. Uhm…»

Alo ruppe la catena e prese il liquore ingollandone un sorso corposo: sentì bruciare gola e polmoni, ma non gli importò. «Uhm? Cosa significa, uhm?»

“Posa la mano sul tavolo, idiota!” Una volta che le ebbe obbedito, la mezza nana parve più tranquilla. «La strega porta un amuleto legato al collo: un medaglione magico.»

Qualcosa non tornava. «Sei certa che sia l’elfo, e non il troll, quello a indicarti la via?»

Alidà scosse le spalle, afferrando la bottiglia con un gesto repentino. «No. Non ne sono certa.»

Alo allontanò un ciuffo di capelli che gli si era appiccato al volto soffiandoci sopra. Il tono della sua voce si fece sinistro. «Voglio l’elfo.»

La veggente gli restituì un’occhiata indecifrabile, gli occhi ormai lucidi per l’ebrezza. Posò il liquore e le mani accanto al bacile di cristallo. Si immerse nuovamente nella divinazione, senza riuscire a venirne a capo. «Non riesco a raggiungerlo. Devi seguire la via della strega.»

L’elfo scosse il capo, chiaramente contrariato.

«Aspetta!»

L’esclamazione di Alidà attrasse nuovamente la sua attenzione.

«Vedo una lettera… sarà molto importante per te, ti condurrà ad una diversa visione del tutto.»

«Una diversa visione del tutto?»

La veggente sciolse definitivamente la catena prendendo possesso della bottiglia per prima. «Non chiederlo a me, non ho idea di che cosa significhi.»

«Se non vado errato, sei tu la veggente!»

Alidà scoppiò a ridere. «Veggente, non profetessa.»

Alo le strappò lo spirito dei nani dalle mani, dando fondo al resto del contenuto senza respirare. La risata della mezza nana si fece più vibrante. Il gioco in cui si scambiavano di continuo la bottiglia le piaceva.

«Sai come andrà a finire, vero?»

«Fino a quando non scodelli un moccioso con le orecchie a punta, mi sta bene. Abbiamo a disposizione ancora un paio d’ore.»

Serie: La Bella e la Bestia - Storie
  • Episodio 1: La Bella e la Bestia
  • Episodio 2: Il Troll Danzante
  • Episodio 3: La Madama e l’Assassino
  • Episodio 4: Il Tiranno
  • Episodio 5: La Veggente
  • Episodio 6: La Dama Rossa
  • Episodio 7: Il Mago
  • Episodio 8: La Maledizione della Strega Bambina
  • Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

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    Discussioni

    1. Sai che in un fumetto online ho trovato una mamma halfling che richiama molto la tua Alidà, anche se lei è mezza nana?
      Curiosità: come mai non hai incluso questo racconto ella serie de La Bella e la bestia?
      Intanto mi associo ai complimenti per i dialoghi ed il ritmo!

      1. Ciao Sergio, non conosco questa mamma halfling ma penso sia una tosta!
        Ho già provveduto a inserire il titolo nella serie, aspetto qualche settimana a farlo per non scoraggiare chi di norma legge racconti solo autoconclusivi ;D

    2. “Il mantello verde acqua confezionato in un luminoso velluto dai riflessi argentati scendeva morbido dalle sue spalle sfiorando il suolo polveroso, chiuso da alamari incisi a mano.”
      L’ho già detto che adoro le descrizioni? Uhm, no… Per lo meno, non oggi! Non ancore 😁

      1. Ciao Dario.
        Beh, spero bene che sia simpatico anche perchè ti è stato appioppato come compare da @giuseppe-gallato 😀 Alo ha confidenza con poche persone fidate, come ti direbbe lui si possono contare sulle dita di una mano, non ne mancano molte all’appello. Sono contenta che anche questo episodio ti sia piaciuto 😉

    3. Ti faccio una premessa: questo racconto mi è piaciuto. Scritto veramente bene secondo me; però Alo lo preferisco di più in una ambientazione da fantasy contemporaneo o urban fantasy. Come direbbe qualcuno “de gustibus et coloribus non est disputandum”.

      Comunque ora sorge una domanda lecita: voglio sapere di più sull’amuleto magico.

      1. Ciao Raffaele, conosco la tua predilezione per il fantasy “moderno” 😀
        Alo è nato per “Sussurri nella Locanda” e il mondo fantasy classico è quello in cui sono nata io come scribacchina. Mi sono buttata su altri generi solo dopo aver scoperto Edizioni Open.
        Per l’amuleto magico qualcosa salterà fuori, anche se avrei bisogno dell’aiuto di @dario-pezzotti . E’ lui quello che lo ha perso ;D

    4. “Una piccola dea dai lunghi capelli neri che le scendevano sulla schiena in morbide onde, occhi blu cobalto. Quel giorno vestiva una tunica monospalla di seta leggera che le copriva i piedi nudi.”
      👏

    5. Ciao Micol, ma quando di decidi a fare una serie su Alo??? È un personaggio straordinario, gentile ma anche stizzoso e dalla battuta pronta, un personaggio serissimo che merita uno spazio più ampio! Ottime come sempre le tue descrizioni immersive, sembrava proprio di essere lì, e che bello il dialogo con la veggente, dialoghi ben caratterizzati! E quanto mistero con questo medaglione… ci lasci così? Spero proprio di no! La nostra dama del fantasy, vogliamo saperne di più su questa avventura che si prospetta epica! Oh, e se passi da Raduan, fammi un fischio che faccio venire Lydia😂😂😂😂!

      1. Ciao Tonino. La serie su Alo? Non lo so, potrebbe anche scapparci prima o poi. Magari con una vicenda che non si può limitare a un solo episodio; per ora ho raggruppato le vecchie storie in una serie dal titolo La Bella e la Bestia – Storie (appunto). Quando ho raggruppato dieci racconti poi ci penso. La vicenda finale, quando riesce ad arrivare all’assassino della sorella, effettivamente è difficile da racchiudere in una sola “puntata”. Per ora proseguo in questo modo e mi concentro sulla serie che sto pubblicando in questo momento. Quanto a Lydia sai anche tu che si incontreranno in una certa Locanda, anche se molto molto molto tempo dopo. Dille di fare attenzione, Alo è un disgraziato ;D

      1. E’ vero! 😀 😀 😀 In questo caso Alo sta seguendo le tracce di un troll ballerino

      1. Non per ora, ma magari prima o poi riusciamo a combinare l’incontro. Anche perché l’ordine temporale dei loro vissuti non corrisponde. Alo è molto, molto, molto più vecchio di Lydia

      1. Mi ricorda un festival nella città in Spagna dove ho vissuto per alcuni anni. Era bellissimo

    6. “L’elfo si chinò, facendo cenno al bambino di avvicinarsi. Strofinò le dita in uno strano gioco di prestigio, facendo comparire un dolcetto. “
      Che meraviglia, un po’ di dolcezza non guasta mai, sono cose che mi piacciono molto❤️ ❤️ ❤️

      1. In realtà ad Alo non piacciono i bambini, penso si sia capito, ma di tanto in tanto fa uscire il suo lato tenero 😀

    7. Micol, ma che episodio fantastico mi sforni? Che bellezza! Bella l’idea di collegarlo in questo modo alla lettera di Daniel (se ho ben capito) riferita alla Dimora dei Sussurri! 🙂 Mi piace molto anche il linguaggio che ti sei prefissata di utilizzare per questi brevi “scorci”, altamente coerenti con questo genere: passaggi, descrizioni e dialoghi semplici ma d’effetto. Alo ha avuto e avrò una parte importante in “Sussurri dalla locanda”, presto scoprirai dell’altro. Per adesso… beh, complimenti! 🙂

      1. Ciao Giuseppe, non vedo l’ora di vedere cosa combinerà Alo in “Sussurri dalla Locanda” e ti ringrazio per averlo voluto ospitare nuovamente ;D

    8. “Il mantello verde acqua confezionato in un luminoso velluto dai riflessi argentati scendeva morbido dalle sue spalle sfiorando il suolo polveroso, chiuso da alamari incisi a mano.”
      Il mantello verde acqua! ❤️

      1. Ciao Ivan. Posso risponderti con un “ni”. Sì, nel senso che Alo è il protagonista di storie tutte autoconclusive che non hanno una continuità di serie. No, perché in effetti il legame c’è ed ho deciso di collegarle assieme dopo un po’ di tempo dalla pubblicazione. Trovi quelle precedenti raggruppate in La Bella e La Bestia Storie 😀

    9. Gran bel brano, degno di un bel personaggio come Alo, belle le descrizioni e il personaggio di Alidà, che l’anagramma di Aldilà , mi sembra azzeccato.
      Complimenti per questo bellissimo racconto

      1. Ciao Ale, Alo è un po’ diverso da come lo immaginavo all’inizio ma come ho detto altre volte ha preso vita propria ;D