La via di Heming (seconda parte)

Serie: Solar Punk


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Grazie all’aiuto di una cameriera conosciuta per caso, Reyno riesce ad accedere alla prova “Animale Libero”. Nella prima parte deve fuggire dai tori lungo una strada di 800 metri, detta la via di Heming, mentre ora è costretto a combattere con loro nell’Arena.

Vi è una preghiera di ringraziamento prima della corsa, per onorare il santo Wukong. La gente grida, vedo dei monaci con tatuaggi in faccia che si passano una Tongzi-Dan per farsi coraggio. Mi siedo per terra in modo da non farmi notare.

“Hei, tu”, un uomo mi scuote la spalla dall’alto: “Tu non sei musulmano.”

Rispondo senza guardarlo: “Non sono niente. Lasciami stare.”

L’uomo mi fissa in cagnesco, sta per darmi un calcio, mi manda a fanculo in continuazione, ma entrambi veniamo distratti da uno sparo. Sento dei muggiti impetuosi provenire dall’altro lato della strada. L’isola suona del suono sincopato di zoccoli sul pavimento, come un esercito di demoni che sta arrivando. La gente comincia a correre, in preda al panico.

Mi alzo come una molla, spingo via il musulmano e mi butto nel vortice di fedeli che corre all’impazzata. Corro a pieni polmoni per la stradina lunga e stretta, vedo qualche scimmia saltare da un tetto all’altro. Mi volto e vedo un toro grosso e peloso, a una decina di metri, che mi sta caricando. Un uomo, alla mia destra, rotola a terra. Imita la voce di un bambino che piange, quando dice: “Ho bevuto troppo. Mia moglie mi ucciderà!”

Un attimo dopo, un toro gli schiaccia la cassa toracica con entrambi gli zoccoli. Il suo sangue imbratta un murales di Wukong. Mi volto con un’espressione di terrore dipinta sul volto e il mio corpo non si ferma, i cancelli sono spalancati ed io mi fiondo nel centro dell’arena Walt Whitman.

Mi mescolo ai corridori che entrano nella galleria, verso l’area coperta di sabbia, dov’è in corso l’apice della prova.

L’arena Walt Whitman sembra un’immensa serra circolare, cosparsa di pannelli solari, figure di dipinti e immagini di Wukong in megapixel.

Nell’antico stadio si sentono le urla di uomini col turbante, scimmie in gilet, anziani santoni in tunica e mendicanti scesi giù dai labirinti di Nishi per assistere allo spettacolo, alla violenta lotta tra tori e uomini.

Tutti gridano: “Jalla, jalla, jalla!”

Il cielo è bianco calce, umido di pioggia.

Si alza un polverone immenso. L’arena è immersa in una nebbiolina giallastra, si vede a stento. Passo dopo passo la caligine sabbiosa s’infittisce, mi faccio strada nell’aria ovattata e piena di ombre che corrono da una parte all’altra.

Respiro a fondo quest’atmosfera totalmente fuori di testa e vado in ipnosi, una quiescente sensazione di smarrimento, mentre vedo l’ombra di un toro che mi corre incontro con l’intenzione di ammazzarmi.

Lo vedo a rallentatore, come fosse sfocato.

L’animale mi prende di striscio, dandomi una testata sul braccio. Sbatto su un frangiflutti e cado sulla sabbia. Sento la spalla che mi è uscita dai nervi.

A qualche metro, vedo un uomo che fa un volo di almeno cinque metri, dopo essere stato colpito alla schiena da un altro toro. Il suo corpo impatta sulla sabbia in maniera scomposta, senza muoversi più.

Mi giro e vedo la brutta bestia che si sta avvicinando.

L’animale oscura la luce, un mostro terribile con delle venature enormi.

Mi alzo e corro all’indietro, verso l’uscita.

Il toro invade la mia prossemica, mentre io faccio una frenata improvvisa e sterzo dall’altra parte, un gesto ligneo che lo confonde.

Rallento, schivo un altro toro, un paio di persone e corro verso l’uscita dell’arena Whitman con le lacrime e la disperazione negli occhi. Nell’angoscia serafica di un incubo infernale ad occhi aperti, attraverso metà dell’arena correndo senza guardare, prima di sbattere il corpo contro un altro toro.

Io e l’animale ruzzoliamo a terra in un abbraccio rocambolesco.

Fronte sulla sabbia, resto senza fiato.

Il toro si riassesta e si avvicina. Si presenta con la guardia abbassata e poi, con una testata irrazionale m’infilza un corno nella schiena.

Sento la colonna vertebrale esplodermi, la carne squarciarsi come un trapano contro una torta al cioccolato. La gola e gli occhi si riempiono totalmente, sento il cervello esplodermi all’interno della scatola cranica, come un palloncino che si gonfia di scatto in un bicchiere di plastica. Dai miei occhi scoppiano piccole bolle di sangue.

Il toro mi spinge in avanti sulla sabbia, poi si ferma, stacca il corno.

Faccio un urlo pazzesco, quando sento il torace che si spezza come una scopa di bambù. La bestia toglie gli zoccoli e muggisce con ardore. Sto piangendo, sputo sangue e nessuno interviene, ma tutti si mettono a tifare: “Jalla, jalla, jalla!”

Guardo il toro con la coda dell’occhio.

Nelle sue pupille rosse vedo straorzare le fiamme dell’inferno. Il sangue mi copre la faccia come fosse neve bagnata. Faccio un sorriso cattivo all’animale.

“Hai vinto tu, stronzo.” – Sono definitivamente le mie ultime parole.

Il mio tirocinio didattico sull’isola di Nishi si conclude qui, tra le rovine di quest’arena senza tempo. Affondo con lentezza nel mare di Dirac, dopo aver alloggiato per qualche giorno in un monolocale da quattro tatami.

Com’è che si chiamava?

Ho avuto diciamo una cotta per una ragazza del posto, Noora, una ragazza più giovane di me che in apparenza non c’entrava niente con il mio mondo. La cameriera aveva degli occhi unici, aperti, all’interno dei quali era possibile scorgere un pezzo di autenticità. La testimonianza che l’uomo è dotato di anima, come scrisse il poeta Gregory Corso.

Serie: Solar Punk


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Discussioni

  1. La continua ricerca della morte per godere della vita? E’ un concetto che se esplorato non ha limiti. Spero, prendo da un commento qui sotto, che Stefano abbia fatto un backup del suo spirito prima di partire, perchè apprezzerei la possibilità di incontrarlo nuovamente. E se ci avesse “fregati”? (risata cavernosa: hahahaha… non so come rappresentare gli emoticon utilizzando la sola tastiera). E se tutto questo fosse solo un game? In fondo, se ci pensi, per chi crede nella reincarnazione (la sottoscritta ad esempio) le nostre vite sono assimilabili

    1. Ciao Mic, grazie per il tuo commento. In effetti ci hai preso molto: questo correre verso la Morte e\o Disintegrazione per avere un’impronta di Vita è qualcosa che attingo a piene mani dalla mia opera preferita: “Fight Club” (sebbene abbia letto il libro, preferisco il film, che ho visto più di 20 volte: forse l’unico caso in cui il film supera di brutto il romanzo, anche grazie a due grandissimi attori)… anche io credo nella reincarnazione o simili, a volte penso: è tutto un gioco, ma lo penso più quando scrivo, cerco di divertirmi e mi piace la tua risata cavernosa ; )

  2. Corro il rischio di diventare banale: non si tratta solo di una bella scrittura, peraltro perfettamente calibrata sul genere, l’impressione è di trovarsi di fronte a un autore a cui piace divertirsi e divertire con le parole. Ce lo dice, per esempio, la ricerca del dettaglio che va oltre il necessario senza sforare nell’eccessivo, una sorta di “accompagnamento con gusto” dentro la scena affinché si possa condividerne il piacere della visione.
    Se questo è un epilogo, e nel caso lo fosse complimenti per la chiusura, mi è mancata Noora. La trama è dell’autore, sia ben chiaro: ma il desiderio è mio. Mi manca Noora.
    Bravo, bravissimo, godibile fino all’ultima virgola, invidiabile storia ben congegnata, anzi di più: bella da leggere e che ti trascina in avanti.
    Era tanto che non mi portavano al cinema… me la sono spassata.
    Se avessi esperienza di serie potrei già dire: questa merita una pubblicazione.

    1. Come sempre, conserverò le tue parole nel mio quaderno di Romanziere, e nei momenti in cui la mia energia o speranza creativa verrà meno, lo consulterò di nuovo. L’ho sempre detto e sempre lo dirò, per me è una vittoria gigantesca se anche solo una persona apprezza. Spero di scrivere una “seconda stagione”, magari con protagonista la cameriera, ma per ora, fino alla fne dell’anno, andrò nell’ “others side”, quello del lettore. Starò sempre sul pezzo, leggerò con piacere e ispirazioni tutti gli autori, in questo sito, in altri e pure in libreria. Ciao Roberto e grazie, grazie ancora

  3. Ma come? Ma cosa? Siamo solo alla seconda prova. So che il tuo è un cliffhanger per tenerci legati alla serie. Ottimo utilizzo.
    Oltre ai soliti complimenti sparsi, aggiungo che a leggere le tue storie si imparano un sacco di vocaboli nuovi

    1. Questa è la graduatoria di quelli che hanno fatto le 7 prove di Nishi. Reyno è all’ultimo posto. Questo doveva essere un capitolo a sé ma te lo mando in stile DLC

      1. Wukong (Nishi, 3800 a.C) Prove svolte: 7 \ Durata: 1 giorno
      2. Il Diavolo (inferno, 3799 a.C) Prove svolte: 7 \ Durata: 1 giorno
      3. Enneade (Sparta, 146 a.C.) Prove svolte: 2 \ Durata: 2 giorni

      4. Tongzi-Dan (Nishi). (50 a.C) Prove svolte: 7 \ Durata: 3 giorni

      5. Nick De Klein (Paesi Bassi, 1984 d.C.). Prove svolte: 7 \ Durata: 15 giorni

      6. Frank Iserson (U.S.A, 1962 d.C). Prove svolte: 7 \ Durata: 16 giorni
      7. Toby Schneiderbauer (Germania, 1973 d.C). Prove svolte: 7 \ Durata: 16 giorni
      ….

      16. Condor Maria (Italia, 1994 d.C). Prove svolte: 7 \ Durata: 11 giorni
      17. Sonia Anseriformes (Grecia, 2072)). Prove svolte: 7 \ Durata: 13 giorni



      44. Nick Overton (U.S.A., 2049 d.C). Prove: 4 (deceduto durante la prova -ora ddp: “Salto nel Vuoto”)
      45. Wap Lowyu (Jamaica, 2000 d.C). Prove: 3 (ddp: “Acque Pericolose”)
      46. Fransisca Subidora (Catalonia, 2019 d.C). Prove svolte: 3 (ddp: “Animale Libero”)
      47. Marsha Keration (U.S.A, 1942 d.C). Prove: 1 (ddp: “Pugnale nel Cielo”)



      108. Marsha Posidonia (Island). Prove: 2 (ritirata durante la prova “El Camino”)
      109. Stefano Reyno (Italia, 2127 d.C). Prove: 2 (ddp “Animale Libero”)

    1. In un’epoca altamente tecnologica e spirituale è possibile meditare su concetti come “vita eterna” o “ritorno alla vita”. Stefano, diciamo, non ha avuto modo di mostrare tutta la sua intelligenza, ma se non è del tutto idiota si presume che abbia fatto un backup del suo spirito prima di partire