L’Alieno

Serie: Nel Buio della Notte

Nicolas fu svegliato dall’urlo di terrore di Marianne. John accorse per primo: aveva chiesto alcuni giorni di licenza e contava di trascorrere la giornata assieme alla famiglia.

Il bambino si stropicciò gli occhi e si fece largo fra i due adulti rimasti in piedi con la bocca spalancata. Ci mise un po’ per calmare il galoppo del suo cuore e quando ci riuscì si ritrovò nella stessa espressione sgomenta dei genitori.

In un angolo nascosto della stanza lo attendeva una sorpresa. Nel corso della notte il vecchio modello del corpo umano in scala naturale aveva subito un cambiamento radicale.

Nicolas si costrinse a chiudere la bocca e fingere indifferenza. Non ci giocava da anni, giaceva in quell’angolo abbandonato alla polvere: quello di Johnny era conservato in uno scatolone riposto chissà dove. John aveva comprato loro i fascicoli per costruirlo quando erano piccoli e si erano divertiti a farlo tutti assieme.

Il modello era diventato altissimo: superava la statura di John di una testa intera.

Il teschio indossava la maschera africana appesa in camera del fratello. Era un regalo di un collega di John, un souvenir acquistato in occasione di un safari in Namibia. Johnny se n’era innamorato subito e John l’aveva ceduta al figlio senza battere ciglio.

Il suo aspetto era inquietante. La forma ovale era contornata da lunghi ciuffi di pelo scuro che scendevano come una vera e propria criniera fino alle spalle dello scheletro. Il legno era stato intagliato all’altezza degli occhi in due fessure a mandorla, l’enorme bocca dipinta color rosso sangue era socchiusa e lasciava intravedere denti piccoli e aguzzi.

Le ossa degli arti erano state rimontate aggiungendo un paio di omeri e di femori per allungare braccia e gambe. In quel modo la cassa toracica sembrava enorme, sproporzionata. Per operare quelle modifiche erano state utilizzate alcune parti del modello di Johnny. Il risultato era un essere grottesco: spaventoso.

Nicolas sentì Marianne trattenere un singulto e ne fu spaventato.

« Johnny… è stato Johnny. » la paura stava lasciando posto alla rabbia e il bambino lesse i segni della collera disegnarsi sul volto della madre.

« No! » Nicolas si parò davanti al modello di plastica. « Sono stato io. »

Marianne e John portarono tutta la loro attenzione su di lui, se possibile ancora più sorpresi.

Marianne strinse gli occhi in due fessure pericolose, decisa a non lasciarsi imbrogliare. Sapeva che Nicolas tentava di rimediare ai dispetti di Johnny per non peggiorare la situazione, ma era tempo di impartire al maggiore dei suoi figli una lezione che non avrebbe dimenticato.

Era convinta che la linea dolce di John non funzionasse, sebbene negli ultimi tempi avesse dato buoni frutti. L’uomo si era ripromesso di dedicare più tempo al ragazzino. Ogni sera, mentre Marianne augurava la buona notte a Nicolas, padre e figlio si accomodavano davanti al televisore e guardavano assieme un episodio di una vecchia serie di fantascienza: un momento intimo da condividere fra soli “uomini”. Johnny sembrava aver beneficiato di quelle attenzioni.

Durante l’ultima settimana si era alzato al suono della sveglia e affrettato nelle faccende mattutine. Marianne sapeva che aveva smesso di fare capricci per non deludere John, ma poteva essere un buon inizio per tentare di responsabilizzarlo in altro.

Quello che credeva l’ennesimo dispetto le stava facendo perdere il controllo di sé. A cosa aveva pensato mentre costruiva quella “Cosa”? Voleva far venire un infarto al fratello?

Come richiamato da quei pensieri Johnny entrò assonnato nella stanza. Era stato svegliato dall’urlo di Marianne, ma aveva aspettato qualche minuto prima di avanzare. Aveva pensato fosse accaduto qualcosa di brutto a Nicolas. Varcò la porta della camera del fratello solo quando gli fu chiaro che non era morto nel sonno.

Lo trovò piazzato davanti ad una creatura assurda. Ne rimase così sorpreso da non riuscire nemmeno ad arrabbiarsi per la maschera che gli era stata sottratta.

« Ho preso delle cose senza chiedere. Perdonami. »

Johnny rispose con un cenno del capo, incantato da quanto scorgeva dietro le spalle di Nicolas.

Marianne valutò con attenzione l’espressione del ragazzo, pronta a saltargli al collo. Si rese conto che la sorpresa del figlio era autentica: non era lui ad aver causato tutto quello scompiglio.

Johnny scosse la testa e osservò il fratellino. Sembrava agitato, spaventato al pensiero di aver fatto qualcosa di male: una volta tanto non era stato lui a far arrabbiare mamma. Ne fu felice, tanto da lasciarsi scappare una risata. « Sei matto! »

Anche se gli sarebbe piaciuto godersi lo spettacolo raggiunse il bagno. Sperava che mamma e papà sgridassero Nicolas per aver preso le sue cose senza permesso, non era così buono come pensavano. Che si arrangiasse da solo.

« L’hai fatto tu? »

Nicolas deglutì nervosamente. « Io… non pensavo ti arrabbiassi in questo modo. Perdonami. »

John posò una mano sulla spalla della moglie, sperando che il suo tocco riuscisse a tranquillizzarla. Sapeva che Marianne ancora dubitava della faccenda.

« Vuoi spiegarci cosa volevi fare con quella… ”Cosa”? »

Il bambino annuì, abbassando le braccia. Non si era reso conto di averle tenute alzate fino a quel momento e arrossì imbarazzato.

« Questa notte non riuscivo a dormire… ero troppo agitato. Volevo costruire l’alieno, in modo da giocarci questa mattina. »

« L’alieno? » John alzò un sopracciglio sorpreso. Che lui sapesse Nicolas non amava la fantascienza.

« Ho immaginato di incontrare un alieno e ho cercato il modo per comunicare con lui: non sa parlare. In realtà quelli della sua razza usano la telepatia, ma io non ne sono capace. » Ora che aveva trovato una bugia plausibile ebbe il coraggio di alzare lo sguardo sui genitori.

« Ho pensato che… potevamo comunicare con le immagini. »

Marianne sentì l’aria uscirle dai polmoni, in un profondo respiro liberatorio. « Per questo avevi bisogno dell’enciclopedia di nonna Giovanna? Per » osservò la strana creatura con leggero turbamento. « parlare con “l’alieno”? »

Nicolas annuì, sperando di non tradire la tensione che sentiva accumulare dentro.

John scoppiò a ridere allontanandosi da Marianne: raggiunse lo scheletro per valutarlo con attenzione. Immaginò che quello fosse il modo di Nicolas per compensare gli incontri serali con Johnny: forse desiderava un po’ di “fantascienza” per sentirsi vicino a loro.

« E’ un gioco bellissimo, Nicolas. »

Si mise alle spalle della creatura iniziando a muoverne le braccia con cautela.

La scena strappò un gridolino di terrore a Marianne, che si coprì gli occhi con le mani. Quella “cosa” non le piaceva. Non credeva di riuscire a convivere a lungo con quell’affare dentro casa.

John rise più forte, divertito dalla sua reazione. Corse a prenderla per mano portandola fuori con sé. Prima di andarsene strizzò l’occhio a Nicolas. « Le donne non sono ancora pronte per gli alieni. »

Nicolas sorrise incerto, contento di sentire la madre unirsi alla risata una volta giunta in corridoio.

Dopo la sua reazione dubitava di poterle spiegare a che cosa gli servivano le immagini dell’enciclopedia. Il timido “forse” concesso il giorno prima si era trasformato con certezza in un “No”.

Tornò a guardare la “Cosa”, come l’aveva sentita chiamare a Marianne. Dovette ammettere che Moo aveva trovato un sistema altrettanto efficace per comunicare. 

Serie: Nel Buio della Notte
  • Episodio 1: Notte
  • Episodio 2: Il Fuoco e la Falena
  • Episodio 3: Mostri
  • Episodio 4: Smile
  • Episodio 5: L’Alieno
  • Episodio 6: Uno sguardo nel buio
  • Episodio 7: “Forse”
  • Episodio 8: Di carne e sangue
  • Episodio 9: La Maga
  • Episodio 10: Nel Buio della Notte
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    Commenti

      1. Micol Fusca Post author

        Grazie Giovanni, sono contenta che il racconti non inizi ad annoiare. E’ un rischio piuttosto alto, continuando a narrare in questo modo lento

    1. Vanessa

      Adoro Nicolas e sono curiosissima di sapere se lui e Moo si incontreranno 😍 spero di sì. O di no… Cioè non lo so. Magari Moo è cattivo.. Okay, torno a leggere 😳😂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Vanessa. Chissà com’è questo Moo… 😉 Buono o cattivo? Chissà qual’è lo smile che meglio lo rappresenta.

    2. Daniele Parolisi

      Grande Micol, mi sono divertito a leggerti sapendo sin dall’inizio che mi avresti lasciato con la fame di sapere in bocca alla fine della puntata. Sono convinto che te ne uscirai con qualche colpo di scena assurdo nei prossimi episodi XD

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Daniele, posso solo dire che nei prossimi episodi potrai conoscere qualcosina in più riguardo a Moo… 😉

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Ely, sono contenta di essere riuscita a “raccontare” la scena al punto da farle prendere forma. Per me è una grande soddisfazione sapere che chi mi legge vive nella mia storia anche se solo per un attimo. Grazie per il sostegno, spero di non deluderti con il procedere della serie.

    3. Giuseppe Gallato

      Alla faccia del non riuscire a dormire… e mi vai a creare una “Cosa” del genere, disgraziato di un Nicolas? I brividi! Ho immaginato perfettamente la scena che hai descritto, per un attimo (e per fortuna si è trattato di un solo istante) mi sono ritrovato anch’io in quella stanza a osservare (o meglio, essere osservato) il costrutto… l’alieno. Con questo episodio le cose si fanno mooolto interessanti. Brava Micol, attendo il seguito. 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giuseppe. A volte i mostri che si nascondo sotto i letti fanno questo effetto 😉 Meglio pensare a loro come a degli alieni.

    4. Dario Pezzotti

      Ciao Micol, eccomi qui a commentare anche questo episodio. Il mistero si infittisce sempre di più e, nonostante abbia qualche teoria, non riesco a venirne a capo.
      Ormai la famiglia di Nicolas ha accolto il lettore e credo che presto rivelerà i suoi segreti.🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Dario,
        hai ragione, ci sono parecchi segreti, ma non credo che John e Marianne ne nascondano. Mamma e papà sono persi nel mondo del concreto come molti altri e, semplicemente, vivono un giorno dopo l’altro. Sarei curiosa di sapere in quali sentieri ti ha condotto la tua mente folle a questo riguardo 😉 Chissà…

    5. Antonino Trovato

      Ciao Micol, qui il mistero si infittisce… la scelta di Nicolas però la trovo azzeccata, gli adulti non avrebbero mai creduto all’esistenza del mooo… chissà cosa vuole comunicare… chissà cosa vuole il mooo… e poi, è da un po’ che tengo d’occhio Johnny… chissà cosa sa… quanti interrogativi… al prossimo episodio, che attenderò col solito piacere😁!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino. Sì, ho messo parecchia carne al fuoco! Poco alla volta i ruoli prenderanno forma: Johnny è parte del tutto più di quanto lasci intuire la storia fino a qui. Grazie ancora per gli incoraggiamenti e per seguire la mia serie con tanta passione. Grazie per l’appoggio, mi aiuta a fare un bel respiro e ad andare avanti per la mia strada senza paura 🙂