L’arena

Serie: Levii-Hatan


In fila come misere marionette davanti a un pubblico esigente. Il loro burattinaio dai calzoni color ocra, si voltò verso gli spalti, spalancando la bocca in un sorriso mellifluo. Allargò le braccia e fece un lungo inchino sotto gli sguardi distratti dei mercanti accaldati. Si tirò su e si prostrò ancora voltandosi verso il centro dell’arena, in direzione dell’unica tenda nera che copriva tre uomini vestiti dello stesso colore. Turi osservò gli stendardi che pendevano flosci sotto la calura di quel deserto e quando un vento caldo li accarezzò debolmente riconobbe un simbolo che aveva già visto. Ma dove? Se le catene non glielo avessero impedito si sarebbe grattato la testa, pensoso. Una spirale nera in campo blu, stava avvinghiata ad un cono bianco con base celeste.

≪Chi è quello là?≫ Boffonchiò a denti stretti in direzione di Dion. Il poeta seguì lo sguardo Turi fermandosi sul personaggio al centro di quel trittico ed ebbe un brivido. Il volto era nascosto da un cappuccio spiovente che ricadeva sulle spalle in cappa di finissima seta, comunque troppo lunga per il caldo asfissiante. Poi Dion si accigliò guardando Turi come se fosse un bambino.

≪È chiaramente Nihil, il Primo mercante di tutti gli ordini degli schiavi, l’uomo più potente di tutta Levii-Hatan, Kētos è praticamente tutta in mano sua.≫

Turi notò che il mercante, che fino a quel momento era rimasto rigido nella sua seduta che aveva più l’aspetto di un trono, si stava sporgendo un poco in avanti, per osservarli.

Lo schiavista sull’arena si era alzato e con aria compiaciuta passeggiava avanti e in dietro, osservando gli accoliti, come per scorgere una perla rara in un mare di sudiciume. Si fermò davanti a Rega facendo schioccare le labbra con soddisfazione, ma si avvicinò a lui solo dopo essersi assicurato che i suoi scagnozzi fossero abbastanza vicini, e con le lance ben premute sul suo costato.

Prese a blaterare in quella lingua sconosciuta, indicando ora Rega ora Severo, mimando pose da forzuto o mosse da guerriero in gesti così teatrali che perfino Turi li trovò ridicoli. Eppure quella pantomima pareva aver risvegliato l’interesse di svariati mercanti, o più probabilmente fu l’inconsueta mole dei dei due fratelli a far brillare diversi occhi.

Uno dei mercanti, avvolto in una tunica a strisce e mollemente adagiato su un ampio scranno, smise di sventolarsi per sussurrare qualcosa all’uomo che gli stava dritto al fianco. Poi alzò il dito inanellato per chiedere attenzione, ma fu il servo a parlare al posto suo ≪Adamanti, mercante primo dell’ordine della lotta circense chiede di sapere quale mestiere facevano i fratelli≫ disse in tono solenne gridando al venditore al fianco dei gemelli.

Quello si voltò verso di loro con un grugnito, ma visto che nessuno dei due accennava a parlare Severo fu colpito dal taglio della lancia dritto nello sterno.

≪Cacciatori d’orsi!≫ Rispose con un ringhio e Turi vide soffocare la sua rabbia e tenerla salda dentro a pugni stretti e denti serrati.

Il mercante sembrò compiaciuto, e sorridendo tra le guance rubiconde alzò una paletta azzurra. Il venditore sembrò estremante offeso, come se quell’offerta fosse un affronto personale alla sua intelligenza.

Sulla scalinata, poco distante dal primo mercante un uomo dal viso segnato da cicatrici biancastre si alzò. La sua veste era grigio acciaio e sul petto poderoso si incrociavano due strisce di cuoio con sbalzati un pugno e una scimmia.

≪Ruvio della compagnia Mercenaria dei figli della Colpa rilancia≫ disse con voce ferma e alzò una paletta di colore verde.

Il mercante Adamati con un gesto di sdegnoso oltraggio, sussurrò ancora all’uomo al suo fianco che prese la parola ≪noi non crediamo che questi uomini posso fare al caso della vostra compagnia! Non hanno menomazioni e non conosciamo i loro natali, se non puoi dimostrare non puoi comprare!≫ concluse.

Ruvio non si scompose ≪e come chiamerebbe il mercante Adamanti due uomini perfettamente uguali tra loro se non abomino? I Figli della Colpa sono la loro compagnia≫ e con un gesto secco alzò una paletta di colore rosso.

Il mercante Adamanti tenne lo sguardo fisso su lui, poi con aria noncurante scacciò l’aria con la mano, mascherando la sua frustrazione in un gesto di noia.

Il venditore fece una reverenza a Ruvio ≪venduti!≫ Gridò nella lingua comune. Turi sgranò gli occhi divincolandosi mentre gli uomini con le lance facevano allontanare i gemelli che cercavano in vano una via d’uscita. Dion li vide sparire nell’ombra netta che si stagliava sotto gli spalti, strattonò e gridò, sentendosi sprofondare quando le lance lo riportarono alla realtà della loro situazione. Impotenza e frustrazione.

Il venditore spostò le sue brame proprio su di lui. Gli girò intorno e quando gli fu alle spalle gli tirò un calcio dritto su sedere. Dion, spinto dall’urto, fece un passo avanti seguito a ruota da Turi che venne immediatamente tirato al suo posto, senza troppa gentilezza. Il venditore riprese a parlare, questa volta con voce più soave e con movenze più eleganti, muovendo le mani in ridicoli arabeschi verso il suo pubblico.

Il servitore di un mercante in prima fila parlò e gli occhi del venditore si accesero, come se fosse stato proprio quello il pesce che avrebbe voluto adescare con la sua pantomima.

≪Epiro, mercante primo dell’ordine delle case di Svago vuole osservare da vicino≫ disse e il suo padrone invitò Dion ad avvicinarsi. Il poeta scoccò un’occhiata di fuoco al venditore che stava caricando un altro calcio per costringerlo a muoversi. Drizzò la schiena, buttò la testa all’indiato per spostare il ciuffo biondo dall’occhio livido e si avviò verso Epiro. Quando il mercante fu a pochi passi da lui, un profumo stucchevole gli arrivò come un altro pugno in un occhio, circondato com’era dal puzzo di piscio e sudore. Aveva il viso magro, liscio e oleoso, e il suo abito scarlatto era tutto uno svolazzo di sete leggere. Gli occhi celesti e slavati lo scrutarono valutando ogni centimetro del suo visto. Fece un gesto lento al suo schiavo, e quello si mosse in fretta afferrando la mascella di Dion e premendo così forte da costringerlo ad aprire la bocca. Un sorriso compiaciuto ≪bianchi e perfetti≫ sussurrò Epiro con voce quasi femminile e con la stessa ostentata lentezza alzò una paletta rossa.

Turi stordito vide in venditore piroettare e inchinarsi, mentre i suoi scagnozzi portavano via Dion. Un brivido freddo si insinuò tra il sudore della calura e gridò con tutto il fiato che aveva in gola ≪Nati dan cane!! Dove lo portate?!! Dion!!!≫ E il fiato gli strozzò in gola quando qualcosa di duro lo colpì alla nuca facendolo incespicare. Sputando rialzò la testa e con la vista annebbiata e le orecchie che ronzavano vide Dion sorridere ≪casa di Svago amico mio! Hai inteso? Di svago!!≫ E fu spinto nell’ombra, scomparendo dalla visuale.

Prima che Turi si potesse veicolare il tumulto di sentimenti che gli gli si annodavano in pancia, il venditore richiamò ancora la sua attenzione. Con gli occhi grandi del terrore si voltò lentamente verso Meloria e prima che le due immagini sdoppiate di lei si potessero ricomporre nei suoi occhi appannati, il venditore prese a berciare. Quando le afferrò il volto per mostrarlo ai mercanti, Meloria lo azzannò con una ferocia tale che Turi vide un rivolo di sangue colare sul polso dell’uomo. Lo schiaffo fu così potente da far cadere la ragazza tra la polvere. Turi, senza pensare come spesso capitava, afferrò una lancia vicina e la puntò alla gola del loro aguzzino. Ci fu un attimo di silenzio, rotto dal frusciare di stoffe dei mercanti che si agitavano sugli spalti, poi il dolore lancinante. Lampi di luce fioccarono tra immagini sfocate e fitte insopportabili accompagnarono il buio totale, mentre con un tonfo crollava al suolo tra la sabbia calda.

Serie: Levii-Hatan


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

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Discussioni

    1. Ciao Micol, come immaginerai non si conclude qui, proprio non ce l’ho fatta. Grazie mille di aver seguito fin qui

  1. “e come chiamerebbe il mercante Adamanti due uomini perfettamente uguali tra loro se non abomino? “
    Nel passato c’erano diverse superstizioni legate ai gemelli omozigoti

    1. 😂 vero, Dion irriducibile, non c’è la può fare… ma avrà una bella sorpresa vedrai

  2. Turi il mio preferito in assoluto, grezzo, divertente e con un gran cuore. Spero che gli faccia il culo a quelle guardie.
    Bel brano, ben descritto e di grande impatto. Ma tutti abbiamo una domanda… Che succede adesso?
    Manca solo una puntata

    1. Ciao Alessandro, Turi è anche il mio preferito lo ammetto, e nella sua spontaneità sembra sempre sapere cosa fare. Grazie per gli apprezzamenti, l’ultima puntata non sarà conclusiva come immaginerai😘